Superstitio. Devianza religiosa nell'impero romano

Superstitio. Devianza religiosa nell'impero romano
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Questo libro si presta a un duplice percorso. Lo sguardo sulla devianza religiosa in antichità solleva contemporaneamente questioni normative che, per definizione, devono limitare le variazioni. Chi stabilisce tali norme? Come vengono imposte nelle diverse epoche? Allo stesso tempo, lo sguardo sulla devianza, sulle narrazioni delle rotture delle norme può essere utilizzato per identificare tangibili variazioni in un determinato comportamento religioso. In quale misura nell'antichità romana vi era individualità in ambito religioso? L'idea di religione pre-moderna come religione rigidamente collettiva deve essere messa in discussione: questo è uno dei presupposti del libro. Inoltre, la religiosità individuale si manifesta in un ambito sociale e tali ambiti si trasformano storicamente. Utilizzando classici come Cicerone e Varrone, ma servendosi anche delle fonti giuridiche del tempo l'autore dimostra che la "religione romana" non è un monolite immutabile e pertanto, in queste pagine, essa viene rigorosamente storicizzata.