Carocci: Biblioteca di testi e studi
Arte, psiche, società
editore: Carocci
pagine: 190
Il libro si presenta come una "provocazione interdisciplinare" che mette in luce la complessità del tema dell'arte e della cre
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«La Base socialdemocratica» (1964-1968). Il gruppo Querci e il dibattito socialista durante l'unificazione PSI-PSDI
editore: Carocci
pagine: 226
Nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso, in coincidenza con l'unificazione fra PSI e PSDI e col dibattito sui primi governi di centro-sinistra, si costituisce un gruppo di discussione che avvia un bilancio della teoria e della pratica del movimento socialista nel nostro Paese. Questo gruppo, animato principalmente da Nevol Querci, dà vita alla rivista "La Base socialdemocratica" e discute con grande spirito critico di socialismo europeo, di unificazione socialista e di programmazione. A partire da ciò, propone spazi di gestione operaia nell'area delle aziende pubbliche come esperimento che intrecci parità capitale-lavoro e programmazione partecipata. La rivista e il gruppo socialista romano sono alla ricerca di una cultura originale e di notevole spessore, pur rimanendo un'esperienza soprattutto locale del socialismo italiano. La raccolta ragionata e contestualizzata degli scritti di Nevol Querci, che qui si ripresentano, usciti su "La Base socialdemocratica" rappresenta un lavoro importante per la conoscenza di quelle culture socialiste italiane che hanno sostenuto e alimentato la fase del centro-sinistra negli anni Sessanta del Novecento. Un motivo di interesse dell'opera è, infatti, una conferma di come ai partiti, in questo caso alla sinistra socialista, anche dalle riviste di gruppo sia venuto un importante alimento per i grandi leader come De Martino, Lombardi, Giolitti e Brodolini.
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La società diffusa. Organizzazioni e politiche locali
di G. Luigi Bulsei
editore: Carocci
pagine: 110
La maggiore accessibilità e visibilità delle amministrazioni periferiche e la domanda sociale proveniente dai cittadini, ma anche il recente dibattito sull'assetto istituzionale del governo locale (federalismo, aree metropolitane, ridefinizione delle Province), hanno contribuito a catalizzare un crescente interesse nei confronti del livello territoriale di progettazione e attuazione delle politiche pubbliche. Tuttavia le amministrazioni non sono gli unici attori sulla scena locale, in quanto si trovano ad interagire sistematicamente con altre organizzazioni, nel quadro di complessi e variegati modelli di governance. Il volume intende ricostruire, sulla base di ricerche che spaziano dai processi decisionali nei Comuni italiani al ruolo della cooperazione sociale nello sviluppo locale, da alcune esperienze di democrazia deliberativa alla difficile situazione in Abruzzo dopo il terremoto, il contributo che vari attori collettivi (istituzioni pubbliche, soggetti economici, organizzazioni del terzo settore) forniscono al governo del territorio, con particolare attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale delle politiche locali.
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In Algeria. Immagini dello sradicamento
di Pierre Bourdieu
editore: Carocci
pagine: 307
Pensate per essere un supporto di ricerca senza alcuna velleità estetica, le immagini fotografiche presentate per la prima volta in Italia da questo libro sono scattate in Algeria durante la guerra di indipendenza (1954-1962). L'autore - il giovane Pierre Bourdieu - viene catapultato nel paese maghrebino per svolgere il servizio militare e qui decide di trattenersi sotto l'impulso di un faustiano desiderio di conoscenza. Sperimenta così un caleidoscopio di strumenti di inchiesta e realizza centinaia di foto che nel libro sono accompagnate da lunghi estratti degli scritti di argomento algerino di Bourdieu, alcuni mai tradotti prima. Se il cuore di queste fotografie è certamente lo sradicamento inferto dalla politica coloniale, attorno, tuttavia, emerge il tema dello spazio di possibilità aperto dalla rivoluzione, che sembra incrinare alcuni rapporti di dominio tanto tra algerini e francesi, quanto all'interno della stessa società tradizionale araba: uomini e donne, padri e figli, giovani e vecchi. L'Algeria di Bourdieu, però, parla anche di noi e suggerisce un gioco di specchi con ciò che l'intero Occidente è oggi, con la sua identità, costruita storicamente in opposizione all'Altro orientale, all"'indigeno", al "selvaggio" africano, al "musulmano". Forse è proprio questa identità, oggi, a dover essere riconsiderata. Le periferie stanno diventando centro e il centro è incapace di governare la transizione.
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Concordia discors
Convivenza e conflitto nei quartieri di immigrazione
editore: Carocci
pagine: 240
Nella realtà, l'incontro tra culture, gruppi, etnie si compie in specifiche strade, parchi, condomini, di specifici quartieri,
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Adolescenti e differenze di genere. Pratiche e atteggiamenti dei giovani in Emilia-Romagna
editore: Carocci
pagine: 207
Con quali diverse modalità ragazzi e ragazze partecipano oggi alla vita politica e sociale della loro comunità? In che modo i risultati che conseguono nella vita di tutti i giorni sono connessi agli stereotipi di genere? Qual è il loro vissuto entro e fuori le mura scolastiche? Come si rapportano a un corpo che cambia e che, al tempo stesso, rappresenta lo strumento con cui vogliono comunicare le loro appartenenze? Il volume si propone di dare risposta a questi e altri interrogativi attraverso indagini campionarie, osservazioni, interviste, esperimenti e focus group condotti da un team multidisciplinare dell'Università di Bologna. Vengono così proposti dati e spunti di riflessione relativi agli atteggiamenti e alle esperienze quotidiane degli adolescenti, che vanno dai comportamenti violenti al senso di benessere, dalle rappresentazioni della leadership alla sessualità, dalla performance scolastica alle prospettive di carriera. Lo scenario che si delinea nel complesso è quello di una generazione per cui le differenze di genere sono continuamente negate in linea di principio e riessenzializzate nella pratica, finendo di fatto per condizionare non solo il comportamento sociale di ragazzi e ragazze, ma anche la percezione della loro capacità di influire sulla realtà circostante.
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Domande dal presente. Studi su Gramsci
editore: Carocci
pagine: 158
Antonio Gramsci è un autore largamente letto e studiato nel mondo. In Italia si può dire che ogni generazione abbia avuto il suo Gramsci, abbia cioè cercato - talvolta anche privilegiando l'uso rispetto alla conoscenza dell'autore - nel dialogo con questo grande pensatore ragioni e risposte alla propria realtà presente, soprattutto per la ricchezza e vastità della riflessione politica e per la concretezza degli spunti metodologici offerti dai "Quaderni del carcere". "Domande dal presente" raccoglie saggi di studiose e studiosi che si sono formati o hanno lavorato con la International Gramsci Society Italia (igs Italia) nel corso degli ultimi dieci anni. Il confronto che essi stabiliscono con alcune importanti categorie e questioni gramsciane nasce da uno studio che parte dai testi, ma che si allarga poi a comprendere problemi posti dalla situazione attuale e sviluppati intorno a suggestioni culturali e approcci anche molto diversi fra loro: dalla sociologia alla storia, dalla critica letteraria alla filosofìa e all'antropologia. Saggi di Antonella Agostino, Roberto Ciccarelli, Eleonora Forenza, Alessandro Errico, Michele Filippini, Elisabetta Gallo, Jole Silvia Imbornone, Rocco Lacorte, Chiara Meta, Costanza Orlandi, Vito Santoro.
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Il corpo post-umano. Scienze, diritto, società
editore: Carocci
pagine: 182
Il volume raccoglie le riflessioni di studiosi di diversa formazione sulle nuove dimensioni della corporeità umana prospettate dall'avvento delle converging technobgies (nanotecnologie, bioinformatica, robotica), delle neuroscienze e della biologia sintetica. Si tratta di sviluppi tecno-scientifici in grado di rendere possibili il controllo e la modificazione della materia organica a livello delle sue componenti strutturali di base, nonché il cambiamento in profondità, da un lato, delle prestazioni fisiche e intellettuali dell'uomo e, d'altro lato, del rapporto dell'uomo con l'ambiente e le risorse naturali. Il testo affronta così gli aspetti etici e bioetici, giuridici, economici e sociali dello human enhancement (che secondo alcuni condurrà ad una dimensione "post-umana", realizzando una vera e propria rivoluzione antropologica) e propone, ma anche sollecita, una riflessione sul nuovo statuto del corpo umano. A tal fine, viene utilizzata una metodologia scientifica interdisciplinare che muove da diverse prospettive d'indagine: biologica, psicobiologica, neurofisiologica, medica, fisica, ingegneristica e bioingegneristica, filosofica, bioetica, psicologica, storica, giuridica, economica, culturale e comunicativa.
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Logica immaginaria
di Nikolaj A. Vasil'ev
editore: Carocci
pagine: 306
Medico di formazione, dopo alcuni tentativi come poeta, storico e critico letterario, Nikolaj Aleksandrovic Vasil'ev (1880-1940) decide di dedicarsi alla filosofia, in particolare alla logica. Attraverso un'attenta riflessione sui quantificatori e sulla modalità dei giudizi, egli giunge a proporre una "logica del concetto", in cui non vale il principio del terzo escluso. Di qui, grazie anche alle suggestioni che gli venivano dalla lettura di Lobacevskij, procede a elaborare una "logica immaginaria", in cui non vale nemmeno il principio di contraddizione - una logica per oggetti incompleti e contraddittori. Ponendo in evidenza le basi ontologiche della logica e introducendo in questa l'uso della finzione, Vasil'ev si fa sostenitore di un pluralismo logico, secondo cui la logica formale contiene elementi che riflettono la nostra comprensione del mondo e dei tipi di oggetti che trattiamo; pertanto, per mondi diversi dal nostro, per "mondi immaginari", valgono altre logiche. Le sue teorie, considerate di volta in volta anticipatrici delle logiche polivalenti o delle paraconsistenti, delle logiche intensionali o delle teorie dei mondi impossibili, hanno trovato riscontro nella logica contemporanea e ispirato, in alcuni casi, anche nuovi indirizzi di ricerca. Il volume, corredato da tre saggi introduttivi e da una ricca bibliografia.
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La democrazia infondata. Dal contratto sociale alla negoziazione degli interessi
di Alessio Lo Giudice
editore: Carocci
pagine: 166
Le odierne prassi di democrazia negoziale e concertata si servono di modelli concettuali di tipo contrattuale, che potrebbero far ipotizzare l'esistenza di una linea di continuità con le teorie moderne del contratto sociale. In realtà, la riflessione filosofica moderna, che si misurava con le questioni dell'origine e della giustificazione dell'ordine, prendeva in considerazione il patto sociale quale momento fondativo. La democrazia negoziale, al contrario, relega nell'oblio il problema della legittimità del potere e si limita a perseguire un precario equilibrio tra interessi particolari. Comprendere lo scarto tra l'idea moderna di contratto sociale e l'attuale retorica contrattualista ha il fine di mostrare l'ineludibilità di questioni oggi rimosse. Ma ha anche l'obiettivo di considerare le teorie delle istituzioni e le prassi politiche contemporanee in relazione alla questione del fondamento del principio democratico. Scoprendo che, se le condizioni di pensabilità dell'autogoverno vengono a mancare, le istituzioni democratiche rischiano di restare sospese: legittime nelle procedure, infondate nel pensiero.
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Jean-Luc Nancy. Le forme della comunicazione
di Tommaso Tuppini
editore: Carocci
pagine: 317
Quale posto occupa Jean-Luc Nancy nella storia recente della filosofia? Forse un luogo di soglia tra la fine dell' ethos fenomenologico e un modo inedito della decostruzione, di cui egli è l'artefice. È la nozione della comunicazione a venir qui adoperata per ricostruire una fisionomia coerente del suo pensiero, attraverso una messa in dialogo anzitutto, ma non solo, con la speculazione di Merleau-Ponty, di Agamben, di Sartre, di Bataille e di Lévinas. La nostra - si dice - è una società della comunicazione. Cosa però si intenda con quest'espressione è tutt'altro che chiaro. Quali sono i requisiti della comunicazione? Spesso pensiamo che per comunicare è necessario condividere qualche cosa di comune, cioè appartenere a una comunità già data. Se fosse vero il contrario? Se la comunità fosse un'esperienza che -anziché precederla - nasce dalla comunicazione? E c'è qualcosa come un senso comunicabile nei nostri incontri? Queste e altre domande circa la comunicazione possono essere poste e affrontate in modo nuovo proprio grazie a un percorso sistematico attraverso il pensiero di Jean-Luc Nancy, senz'altro il filosofo francese di maggior successo della sua generazione.
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L'educazione all'intercultura e alla sostenibilità. Le politiche dell'Unione Europea e dell'Unesco
di Patrizia Panarello
editore: Carocci
pagine: 102
Il volume ricostruisce alcune linee genealogiche della nozione pedagogica di intercultura che hanno reso sempre più sfuggente un concetto dal significato apparentemente condiviso benché ancora non sufficientemente indagato. Nei documenti del Consiglio d'Europa e dell'Unesco il discorso interculturale assume rilevanza sia come sapere teorico-operativo, sia come intreccio di logiche istituzionali e accademiche con il senso comune, configurandosi tanto come discorso critico, contro-egemonico e antirazzista aperto al métissage culturale e alle filosofie dell'incontro con l'altro, quanto come strumento di formazione e di difesa dell'identità e dell'appartenenza. Contro il rischio che la pedagogia interculturale si traduca in un repertorio astratto di buone prassi di convivenza diventando strumento di disciplinamento istituzionale e di educazione alla cittadinanza a supporto di logiche di inclusione/esclusione, il libro illustra un nuovo percorso educativo-formativo fondato sul binomio intercultura-sostenibilità. Un percorso che individua nel dialogo con gli studi post-coloniali, con le scienze sociali e con le prospettive comparative ed etnografiche la strada maestra attraverso cui ripensare i profili identitari, le relazioni interculturali e gli approcci ecologici nel terzo millennio, valorizzando le dimensioni contestuali, politiche e socio-antropologiche dell'azione pedagogica.
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