fbevnts Lingue e Letterature Carocci - tutti i libri della collana Lingue e Letterature Carocci, Carocci - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 6
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Carocci: Lingue e Letterature Carocci

«A foglia ed a gemma». Letture dall'opera poetica di Andrea Zanzotto

editore: Carocci

pagine: 213

Gli autori dei dodici saggi raccolti nel volume accettano la sfida di commentare l'opera di un maestro della poesia del secondo Novecento come Andrea Zanzotto. Ogni saggio è dedicato a un testo esemplare del poeta, affrontandolo di volta in volta con le armi dell'intertestualità, della riflessione filosofica, della metrica, della stilistica: nella certezza che anche al fondo dei versi di Zanzotto - come di ogni grande poeta - ci sia una "volontà di comunicazione autentica".
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Proust costruttore melanconico. L'irrealizzabile progetto della «Recherche»

di Eleonora Sparvoli

editore: Carocci

pagine: 207

Perché Proust si ostinò a difendere la qualità architettonica della "Recherche" sebbene i tempi lunghi della sua stesura ne avessero deformato il progetto iniziale? Secondo l'autrice, la risposta si cela nel valore salvifico che attribuì all'architettura: scuola di disciplina, sistema morale, autentica terapia contro l'attitudine melanconica - e il suo effimero rovesciamento in esaltazione maniacale - che aveva ispirato la produzione giovanile dello scrittore, improntata ora a un compiaciuto nichilismo, ora a un'euforica e dispersiva ispirazione impressionista. Tuttavia l'esempio della cattedrale gotica, pur fornendo lo slancio inaugurale alla creazione del grande romanzo, finisce per vivere al suo interno come un ideale assediante ma irraggiungibile, alla cui forza d'attrazione si oppone un sotterraneo ma non meno potente impulso disgregante, un'ostinata fedeltà alla melanconia originaria, una resistenza della vita personale, singolare - a sublimarsi nell'universale dell'Opera. Ed è così che nella costruzione proustiana trovano posto, qua e là, frammenti isolati, sporgenze disarmoniche, rovine, che a ben guardare determinano, assai più della solida impalcatura d'insieme, l'immensa suggestione della "Recherche".
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Una saggezza selvaggia. Italo Svevo e la cultura europea nel vortice della «Krisis»

di Mario Sechi

editore: Carocci

pagine: 130

Il volume offre un denso profilo di Italo Svevo "scrittore europeo" nell'approdo della sua piena maturità. Come lungo una pista intricata e piena di incroci, esso insegue gli sviluppi degli interessi filosofici, scientifici e letterari dell'autore, ricostruendo il filo delle sue letture e le liste dei suoi libri, e mettendo a fuoco il dialogo ininterrotto con la tradizione ottocentesca e con gli esponenti più significativi della nuova cultura della crisi, sui temi delle nuove scienze della vita e della psiche, delle filosofie dell'esistenza, della politica europea negli anni della grande guerra, della letteratura e del teatro post-naturalista. In questa fitta rete di relazioni e di scambi, si evidenzia appieno il rigoroso percorso delle scritture e dei pensieri di un maestro. Mario Sechi ritorna sulla straordinaria stagione di Zeno, degli ultimi abbozzi e dei racconti incompiuti, delle pièces teatrali più innovative, con uno sguardo di accresciuta penetrazione e lucidità.
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14,00

Alice Munro, il piacere di raccontare

di Sabrina Francesconi

editore: Carocci

pagine: 118

Se l'assegnazione del Nobel per la letteratura 2013 sancisce il legame tra Alice Munro (Ontario - Canada, 1931-) e il genere narrativo del racconto breve, di cui è riconosciuta maestra, questo volume sposta l'interesse sul piacere di raccontare, il filo rosso che si dipana tra le raffinate trame della scrittura munroviana. Scritti da una donna che ha guardato al mondo raccontando storie, i testi sono abitati da personaggi dediti allo storytelling, un'arte che pervade la short story, frastagliandone i confini e ridisegnandone le dinamiche compositive.
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13,00

Variation in english across time, space and discourse. An introductory textbook

di Daniela Cesiri

editore: Carocci

pagine: 158

Scritto in lingua inglese, il manuale è un'introduzione ai processi e ai fenomeni di variazione in lingua inglese. La novità del volume consiste nell'associare alla variazione diatopica quella diafasica, anziché diacronica o diastratica, fornendo agli studenti italiani di lingua inglese (livello da intermedio ad avanzato) gli strumenti base per affrontare con consapevolezza le varietà della lingua inglese in contesti geografici e professionali. Esercitazioni già testate in classe accompagnano le sezioni descrittive.
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18,00

Quando la fantascienza è donna. Dalle utopie femminili del secolo XIX all'età contemporanea

di Eleonora Federici

editore: Carocci

pagine: 190

Il volume propone un percorso al femminile all'interno della letteratura utopica/fantascientifica in lingua inglese dalle orig
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19,50

La citazione è sintomo d'amore. Cantautori italiani e memoria letteraria

di Francesco Ciabattoni

editore: Carocci

pagine: 163

"La citazione è sintomo d'amore" è un viaggio attraverso il mondo nascosto nei versi delle canzoni di Vecchioni, Guccini, Branduardi, De André, De Gregori e Baglioni, con cui sono cresciute generazioni di italiani. Il libro mostra la trama delle citazioni e delle allusioni che dalla parola scritta di romanzi e poesie diventa parola cantata e segue le tracce del dialogo letterario che questi cantautori hanno intessuto con poeti e scrittori, rivelando come le più famose canzoni d'autore italiane siano ricche di sorprendenti citazioni colte.
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Poesia sonora. La musicalità dei testi letterari italiani

di Giuliano Bellorini

editore: Carocci

pagine: 333

Le vicende della storia della letteratura italiana si sono intrecciate in modo fecondo e anche conflittuale con quelle della storia della musica. I musicisti spesso cercano di interrogare le ragioni del testo letterario, partendo dalla specificità delle loro competenze e soprattutto mettendo in campo la sensibilità che è loro propria, attenti a porre al centro i valori fonici e formali. Questa peculiare modalità di mettersi in relazione con il testo, soprattutto poetico, è la condizione ideale per percepirne le caratteristiche che lo rendono opera d'arte oltre il pur notevole spessore del messaggio che trasmette e, di più, per considerare suono, ritmo, timbro costituenti essenziali di quest'ultimo. Il libro fornisce ai musicisti - ma anche a tutti coloro che desiderano scegliere un angolo visuale non convenzionale per ripercorrere il nostro immenso patrimonio letterario - uno strumento completo e adatto alle loro esigenze, che li ponga a loro agio nella lettura e nell'analisi attraverso strumenti tecnici idonei a svelarne meccanismi e segreti.
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34,00

L'invenzione della Sicilia. Letteratura, mafia, modernità

di Matteo Di Gesù

editore: Carocci

pagine: 160

La letteratura moderna ha documentato assai efficacemente il lungo e conflittuale processo di assimilazione della Sicilia alla nazione italiana: un'integrazione culturale e sociale, prima ancora che politica, disarmonica e per molti aspetti ancora incompiuta. Ma la letteratura, specie la narrativa di autori siciliani, è stata interpretata, sovente in maniera forzosa e ideologicamente tendenziosa, come repertorio di una presunta identità siciliana immutabile, di un'ontologia metastorica per la quale perfino la mafia sarebbe uri carattere antropologico piuttosto che un fenomeno criminale. Il libro rivisita alcuni momenti della fondazione letteraria dell'ambigua nozione di identità siciliana moderna: dalla breve stagione dell'illuminismo isolano alla comparsa della tematica mafiosa nella narrativa del secondo Ottocento, fino alle riscritture romanzesche dell'impresa risorgimentale. Una rilettura suffragata dall'idea che sia giunto il tempo di rivedere criticamente alcuni dispositivi discorsivi che riguardano la cosiddetta "letteratura siciliana", nonché da una fedeltà irrinunciabile, per quanto problematica, al magistero di Leonardo Sciascia.
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Didone regina di Cartagine di Christopher Marlowe. Metamorfosi virgiliane nel Cinquecento

di Antonio Ziosi

editore: Carocci

pagine: 358

Il volume propone una nuova edizione della prima tragedia di Christopher Marlowe, Dido, Queene of Carthage, e uno studio del fondamentale rapporto tra il drammaturgo elisabettiano e due autori della poesia latina, Virgilio e Ovidio. La Tragedia di Didone, regina di Cartagine, cui verosimilmente allude Amleto nel suo invito al capocomico nel secondo atto di Hamlet, è infatti una drammatizzazione del libro IV ma anche del I e del II dell'Eneide virgiliana. Ma, a differenza delle altre tragedie rinascimentali di Didone, che si appoggiano alle strutture già drammatiche del iv libro eneadico, la Didone di Marlowe 'rilegge' tutto il poema virgiliano e i nodi più profondi del suo codice epico in maniera simbolica, allusiva e deformante. Nel tradurre Virgilio per il palcoscenico, infatti, Marlowe lo riveste di abiti ovidiani (o ovidianamente medioevali), sfruttando, in modo acuto e consapevole, il rapporto intertestuale e palinsestico che lega l'opera di Ovidio a quella di Virgilio. L'analisi riserva ulteriori sorprese: Fuso allusivo della poesia degli Amores, delle Heroides e, soprattutto, delle Metamorfosi, nel gioco di riscrittura dell'epos virgiliano, si rivela fondamentale non solo per la formazione dell'immaginario simbolico e mitologico che sostiene tutta la poesia di Marlowe, ma anche per la genesi del suo stesso teatro. Un teatro che, nei suoi aspetti più originali e moderni, nasce dunque dalla parola ecfrastica e spettacolare della poesia ovidiana.
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Urli, mormorii, silenzi. Sociologia della voce nel teatro musicale e nel romanzo dell'Ottocento

di Sonia Arienta

editore: Carocci

pagine: 283

La voce nella sua essenza acustica è un tratto primario nell'identità di un individuo e ne indica l'appartenenza a una classe, a un gruppo, a una cultura. Come già evidenziava la retorica classica, l'importanza della gestione vocale risiede nella capacità di suscitare o spegnere emozioni e attenzione, esercitare la persuasione in un vasto uditorio o in un singolo interlocutore. Nel libro si esplora una forma particolare di conversazione: i dialoghi scritti, "trasfigurati", assegnati ai personaggi nei prodotti culturali di massa ottocenteschi, come l'opera (in Italia) e il romanzo (in Inghilterra e in Francia), creati da autori "monumenti nazionali" (Verdi, Dickens, Hugo), nel contesto di modelli di Stato e cultura diversi, in diverso rapporto con la Rivoluzione francese. Al centro dell'attenzione si pone, così, la voce-suono nel testo scritto, attraverso la quale emergono informazioni fondamentali e conflittuali sulla visione del mondo proposta dal singolo autore, sulla società a cui appartiene, anche al di là delle strategie consapevoli e controllate della comunicazione.
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