Carocci: Studi economici e sociali carocci
Dizionaro di microfinanza
Le voci del microcredito
editore: Carocci
pagine: 809
La microfinanza figura tra le grandi innovazioni sociali della nostra epoca
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Se due milioni vi sembran pochi. Colf e badanti nella società italiana di oggi
editore: Carocci
pagine: 270
Più di due milioni di persone (soprattutto donne, soprattutto immigrate) sono presenti nelle nostre case con compiti di collaborazione domestica e assistenza familiare. In parole povere, più di due milioni di colf e di badanti. La cifra parla da sola, ma dice ancora poco di quanto la loro presenza contribuisca agli equilibri economici e sociali del Paese. Eppure, a fronte di un'indubitabile consistenza, questo settore manca di riconoscimento e di "rappresentanza". Il volume si propone di correggere questa situazione: sia ricostruendo analiticamente la configurazione delle attività, sia stimandone il peso sulla formazione del Prodotto interno lordo, sia collocandole in un quadro di riferimento concettuale (il paradigma della cura) in grado di valorizzarne le caratteristiche.
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La politica economica urbana
Teorie e modi di governance
di Borelli Guido
editore: Carocci
pagine: 135
Quali sono i requisiti necessari a una città per riuscire a impegnarsi con successo in un percorso di sviluppo la cui magnitud
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Mezzo secolo di canzoni italiane. Una prospettiva sociologica (1960-2010)
di Stefano Nobile
editore: Carocci
pagine: 310
Dopo decenni di ostracismo, alla canzone italiana è stata finalmente riconosciuta piena dignità in quanto prodotto culturale, che l'ha resa oggetto di analisi storiche, linguistiche e musicologiche, di disamine dotte e di critiche irriverenti e divertite. Il ritratto che ne è uscito di volta in volta ha privilegiato ora la forma (soprattutto negli studi linguistici e musicologici), ora il contenuto (in quelli sociologici e storici). Questo libro si propone di colmare il lacunoso spazio della ricerca empirica sulla canzone in una chiave prettamente sociologica, mettendo insieme le diverse dimensioni di analisi: una rivolta ai contenuti (temi, valori); una seconda, di impronta sociolinguistica, rivolta al gioco di continua retroazione tra società e lingua cantata; infine una terza che, utilizzando gli strumenti propri della ricerca nel campo della metodologia delle scienze sociali, esplora la dimensione strettamente musicale della canzone. A partire da un campione rappresentativo composto da 500 album e da oltre 6.000 canzoni, se ne ricava la fotografia delle parole, dei temi, dei valori e dei suoni arrivati alle orecchie degli italiani nell'ultimo mezzo secolo. È un'immagine per quanto possibile a tutto tondo, che solleva interrogativi, propone analisi e interpretazioni, riporta dati, crea liste che evidenziano il meglio e il peggio, i periodi di creatività e quelli di affanno della canzone come prodotto culturale.
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Il declino dell'economia italiana tra realtà e falsi miti
editore: Carocci
pagine: 144
Gli effetti della crisi globale rendono complicato operare previsioni per l'economia italiana. Il rallentamento della sua crescita, però, ha inizio molto prima della grande recessione: a partire dalla metà degli anni Novanta, e ancor più nell'ultimo decennio, in Italia si è fermata la crescita della produttività, ovvero la crescita dell'efficienza del sistema. Dopo aver discusso le interpretazioni prevalenti ed individuato numerosi falsi miti sulle cause del declino italiano, il volume - concentrando l'attenzione sul tessuto industriale e incrociando dati sulle imprese, sui settori e sui territori - offre un'interpretazione originale, che individua nella debolezza socio-istituzionale, dovuta alla generale assenza di legalità, e nell'inefficienza del sistema finanziario i principali ostacoli alla crescita.
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Povertà, migrazione e sviluppo economico
editore: Carocci
pagine: 336
Negli anni recenti la letteratura sulla crescita economica ha evidenziato che il processo di crescita economica si presenta sp
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Gli italiani e l'Europa. Opinione pubblica, élite politiche e media
editore: Carocci
pagine: 166
Il progressivo movimento da integrazione di mercati a integrazione politica ha alterato le relazioni tra gli italiani e l'Europa. Dopo un lunga fase di consenso, sono emerse significative differenze di orientamento dei principali attori nazionali. Si sono fatte strada diverse preoccupazioni sull'impatto dell'Europa nella propria vita mentre i costi dell'integrazione sono percepiti con maggiore inquietudine. Le trasformazioni dell'economia mondiale lanciano, inoltre, una tematica trasversale: l'Europa è uno strumento per governare una economia globalizzata e stemperarne i pericoli, oppure rappresenta una delle sfide poste dalla globalizzazione agli Stati e alle economie nazionali? L'Europa è causa o terapia della globalizzazione? Attraverso l'analisi di dati raccolti nell'ambito di una ricerca internazionale, gli autori del volume esaminano il consenso e il dissenso che, oggi, i partiti, le élite, il sistema della comunicazione e l'opinione pubblica nazionali esprimono nei confronti dell'Unione Europea.
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Credito, produzione, occupazione: Marx e l'istituzionalismo
di Guglielmo Forges Davanzati
editore: Carocci
pagine: 140
Scopo del volume è individuare i meccanismi che presiedono alla determinazione dei salari e dell'occupazione nell'ambito dello schema teorico della teoria monetaria della produzione. Ciò vien fatto attraverso la rilettura del pensiero di Marx e Veblen, data la convinzione che fra i due autori siano riscontrabili significativi punti di contatto sul piano dell'analisi economica. Le tesi dell'autore sono così sintetizzabili: una modalità di riproduzione del capitalismo basata sul reinvestimento dei profitti è intrinsecamente instabile, o quantomeno più instabile di una modalità di riproduzione basata sul potenziamento del welfare state, a ragione dell'attivarsi di "freni" che indeboliscono il nesso fra accumulazione dei profitti e loro reinvestimento (finanziarizzazione, tesaurizzazione, espansione di settori improduttivi, in particolare la produzione di beni di lusso). Tale modalità, implicando crescenti disuguaglianze distributive e compressione dei salari (in quanto precondizione per l'aumento dei profitti), incorre nel conflitto fra accumulazione e legittimazione e si associa a riduzioni della produttività del lavoro. Per converso, viene mostrato che politiche di alti salari e/o politiche fiscali espansive possono generare incrementi di produttività, determinando una condizione per la quale l'intervento pubblico produce effetti positivi non solo sulla domanda globale ma anche "dal lato dell'offerta", agendo positivamente sulla produttività.
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Ai margini dell'Unione Europea
Spostamenti e insediamenti a Oriente
editore: Carocci
pagine: 222
Nel corso dell'ultimo ventennio le scienze sociali si sono interrogate in modo diffuso sulle forme di convivenza e sulle trasf
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La funzione sociale della cooperazione
Teorie, esperienze e prospettive
editore: Carocci
pagine: 285
Questo volume parte da una considerazione: la cooperativa nasce quale forma sociale di gestione di un'attività imprenditoriale
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Sviluppo economico e integrazione sociale
Il caso dei distretti industriali lombardi
editore: Carocci
pagine: 191
Per molto tempo i distretti industriali sono stati in grado di "tenere assieme" livelli soddisfacenti di sviluppo economico e
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Le imprese cooperative. Crescita economica e Mezzogiorno
editore: Carocci
pagine: 214
La moderna teoria della crescita ha richiamato l'attenzione sul capitale umano quale motore dello sviluppo. Contemporaneamente un diverso filone di studi si è concentrato sul ruolo che il rispetto delle regole e un clima di fiducia hanno sulla crescita. Sembra, inoltre, che le imprese cooperative siano in grado di favorire la creazione di capitale umano e sociale più delle imprese capitalistiche. È allora naturale mettere insieme questi elementi e pensare che una maggiore presenza di cooperative nel Mezzogiorno possa favorire il processo di convergenza economica, dato che al Sud la carenza di capitale fisico è associata a un'insufficiente dotazione di capitale umano e sociale. Nel volume si cerca, pertanto, di chiarire i motivi della minore consistenza delle cooperative nel Mezzogiorno. Entrano in gioco, allora, argomenti quali l'importanza del capitale umano e sociale, la teoria economica delle imprese cooperative, il rapporto tra i modelli degli economisti e le forme che le norme giuridiche hanno disegnato, la struttura dualistica dell'economia italiana, con inevitabili richiami alla storia, non solo economica e non solo recente, del nostro paese.
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