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Casagrande: Scrittori

Le malorose. Confidenze di una levatrice

di Sara Catella

editore: Casagrande

pagine: 88

Valle di Blenio, 1912
16,50

Andarsene

di Peter Stamm

editore: Casagrande

pagine: 144

Lasciare la propria casa, la famiglia, il lavoro
18,00

Il mostro e altre storie

di Agota Kristof

editore: Casagrande

pagine: 130

Un mostro che semina morte, ma che il popolo adora, inebriato com'è dal suo profumo
18,00

Non perdere le viti

di Céline Zufferey

editore: Casagrande

pagine: 198

Fotografo dalle velleità artistiche ripetutamente deluse, a trent'anni suonati il protagonista di questo romanzo si ritrova a
19,00

Chiodi

di Agota Kristof

editore: Casagrande

pagine: 100

Quando nel 1956, poco più che ventenne, Agota Kristof fugge dall'Ungheria con la sua bambina di quattro mesi, oltre che dal pa
16,00

L'anno della valanga

di Giovanni Orelli

editore: Casagrande

pagine: 128

Un paese di contadini nel cuore delle Alpi vive un lungo inverno sotto la minaccia di una valanga
18,00

Tutto si rinnova. Testo originale a fronte

di Luisa Famos

editore: Casagrande

pagine: 128

Le poesie dirette, semplici, vigorose di Luisa Famos, tradotte per la prima volta dal retoromanzo Vallader, parlano di natura
17,50

Il re di Francia. Seguito e fine

di Jean-Luc Benoziglio

editore: Casagrande

pagine: 169

Se tutti sanno che Luigi XVI, schivando per un pelo la ghigliottina, fu condannato dalla Convenzione all'esilio perpetuo, meno
16,50

Enrico l'egiziano

di Markus Werner

editore: Casagrande

pagine: 182

Questa è la storia di un uomo dell'Ottocento e della sua vita spezzata in due: da una parte la Svizzera, con i suoi costumi e la sua tradizione protestante, dall'altra l'Egitto negli anni della costruzione del canale di Suez. Due paesi, due donne, due famiglie. Cosa c'è nel mezzo? Quali segreti nasconde la vita di questo contemporaneo di Gottfried Keller, l'autore del grande romanzo di formazione "Enrico il verde"? È ciò che vorrebbe sapere, oggi, il narratore di questo "Enrico l'egiziano", trisnipote di quel Heinrich Bluntschli di cui la sua famiglia va tanto fiera, sulla scorta di pochi aneddoti e di un ritratto a olio di dubbia attribuzione. Di fatto, le notizie su Heinrich Bluntschli sono lacunose e contraddittorie, puzzano di leggenda, ma trovano alcuni riscontri proprio laddove non ce lo si aspetterebbe. Passando da un archivio all'altro e ritornando sui luoghi della vera o presunta vita del suo antenato, confidando nelle voci e nelle visioni offertegli dalla propria immaginazione, il narratore ci coinvolge in un'esperienza di archeologia familiare in cui la malinconia si alterna a momenti di pura ilarità, grazie a quello humour tanto pacato quanto infallibile che i lettori di Markus Werner ben conoscono.
18,00

Il pensionato. Con un finale di Urs Widmer

di Friedrich Dürrenmatt

editore: Casagrande

pagine: 128

Il commissario Höchstettler si avvia al pensionamento dopo una modesta carriera nella polizia cantonale di Berna
14,50

Sez ner

di Arno Camenisch

editore: Casagrande

pagine: 114

Un alpeggio sul Piz Sezner, "il porcaio" tra le montagne svizzere: una vetta secondaria, lontana dal cielo, con cui Arno Camenisch intitola il libro riscrivendone il nome in Sez Ner, in romancio "sede del diavolo", "diavolo in me". Un titolo, un programma: la baita e i suoi pascoli diventano il palcoscenico di una commedia umana intessuta di piccole cattiverie e assurdità, di una bizzarra indagine sull'esistenza condotta da uno dei migliori scrittori svizzeri dell'ultima generazione, e uno dei pochi che ha avuto il coraggio di tornare a confrontarsi con il mito e l'antimito della vita alpestre. I quattro protagonisti (il casaro e il suo aiutante, un bovaio e un porcaio) sono segnati dalla fatica e dalla solitudine, certo, ma riservano sorprendenti guizzi di vitalità e ribellione, sguardi illuminanti e una buona dose di sano cinismo. Attorno a loro, gli animali, i contadini che salgono dal paese e i turisti di passaggio: scorci un po' inquietanti del mondo là fuori, oltre i "ristretti confini dell'alpe". Scritto originariamente in due lingue, tedesco e romancio, che in parte corrono parallele e in parte si intersecano reinventandosi a vicenda, Sez Ner trova ora una terza via, quella italiana, grazie alla versione realizzata Roberta Gado Wiener in stretta collaborazione con l'autore, come raccontato nel dialogo in appendice.
15,50

Il grasso di lepre. Poesie (1970-2009)

di Abdulah Sidran

editore: Casagrande

pagine: 107

Una scelta dell'intera produzione poetica di Abdulah Sidran, il grande poeta balcanico che ha dato voce a Sarajevo, la sua cit
15,50

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