fbevnts Universitas - tutti i libri della collana Universitas, Città Nuova - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Città Nuova: Universitas

Carismi. vangelo che si fa storia

di Fabio Ciardi

editore: Città Nuova

pagine: 112

Presenti già nelle prime comunità cristiana, i carismi che nel corso dei secoli lo Spirito Santo ha suscitato e sostenuto nella Chiesa, sono Vangelo che si fa storia, Parole di Dio che si concretizzano, dando vita a Ordini, Congregazioni, Istituti, Movimenti e Nuove Comunità. I carismi sono per la comunità, perché la Chiesa possa sempre compiere la sua missione: sono quindi sempre nuovi, e sempre adatti ai tempi nei quali vengono donati. Queste pagine ne ripercorrono il cammino, dai primi secoli a oggi, in una carrellata che ce ne fa cogliere la bellezza e la molteplicità.
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Gesù abbandonato maestro di pensiero

di Giuseppe M. Zanghi

editore: Città Nuova

pagine: 112

Per troppo tempo, infatuato soprattutto dal pensiero utopico, l'uomo occidentale si è perso dietro a modelli costruttivisti che sono stati la negazione completa delle società aperte. Queste pagine ripercorrono un itinerario a lungo dimenticato, quello dei diritti, partendo da quella prima formulazione romana che, non a caso, sarà alla base di speculazioni come quelle di Montesquieu, Vico e altri, che hanno gettato le premesse di quei sistemi liberali nei quali, pur tra tanti problemi, abbiamo la fortuna di vivere. Il testo ripercorre il tormentato cammino delle società aperte che, tra mille difficoltà, sono alla fine riuscite ad affermarsi in alcuni paesi dell'Occidente mostrando quanto sia delicata la libertà e come sia necessario difenderla.
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Vangelo e letteratura

di Giovanni Casoli

editore: Città Nuova

pagine: 112

Secolarizzazione, crescente indifferenza religiosa, affermazione del pensiero debole hanno segnato e segnano, dalla Rivoluzione francese in poi, l'età contemporanea. Come tutto questo si riflette nella letteratura? ? la domanda all'origine della riflessione dell'Autore. Gli scrittori e i poeti, in particolare, hanno interpretato molto per tempo la "notte di Dio": da Giacomo Leopardi che registra la crisi e il fallimento della cultura illuminista della ragione, a Jean Paul Sartre, che ne La nausea grida la morte di Dio e dell'uomo, fino a Ionesco, cercatore di Dio sincero e dolorante, di cui sono testimonianza il suo teatro e i suoi diari. L'Autore ripercorre attraverso alcune grandi voci il panorama letterario contemporaneo individuando segni di speranza di un nuovo umanesimo.
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Dio che dice amore. Lezioni di teologia

di Piero Coda

editore: Città Nuova

pagine: 192

L'obiettivo del saggio è quello di comunicare e rendere accessibile ad un pubblico di "non addetti ai lavori" il significato essenziale del discorso teologico, di un discorso, cioè, la cui parola e intelligenza hanno origine dall'esperienza di Dio che si fa nella sequela di Gesù come comunità di discepoli. Di qui il filo rosso che disegna il percorso di queste "lezioni": Dio che si dice in Gesù Cristo, così dicendo se stesso e noi in sé. Piero Coda approfondisce alcune nozioni fondamentali (che costituiscono l'oggetto della disciplina che si suole chiamare teologia fondamentale) riguardo alla conoscenza di Dio - come possiamo conoscere Dio? attraverso quali vie? -; alla rivelazione che Egli fa di sé in modo pieno e definitivo nella storia in Gesù; allo Spirito Santo; alla Trinità e alla storia della sua esperienza e comprensione cristiana da sant'Agostino ad oggi. Il discorso si fa più "attuale" nell'ultima parte in cui si delinea il significato teologico delle diverse religioni nel disegno di Dio, e dunque in rapporto a Gesù e alla Chiesa, e si spiega l'importanza e il metodo del dialogo tra la Chiesa e le religioni.
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Notte della cultura europea. Agonia della terra del tramonto?

di Giuseppe M. Zanghi

editore: Città Nuova

pagine: 104

"Nella cultura dei Paesi dell'Europa, quei Paesi che affondano le loro radici nel grande umanesimo greco-romano fecondato dall'humus giudaico-cristiano, non possiamo non cogliere una realtà che, nella maniera più diffusa e partecipata, si presenta come indifferentismo nei confronti sia del Dio annunciato dal cristianesimo sia di qualunque forma di Assoluto. L'esistenza è così tutta consumata nel flusso di una temporalità senza sollievo [...] e l'uomo dell'Europa sperimenta una profonda, lacerante angoscia" (dal I capitolo). Perché? È la domanda da cui ha origine la riflessione dell'autore. Ripercorrendo la storia della cultura europea dal Medioevo ad oggi, Giuseppe Maria Zanghí individua i momenti chiave del passaggio da un pensiero credente ad un pensiero non credente lasciando intravedere la possibilità di una nuova stagione di civiltà.
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