Donzelli: Mele
Roma fuggitiva
di Levi Carlo
editore: Donzelli
pagine: 211
È una città eterna e "fuggitiva", nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carl
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Beirut, I love you
di El Khalil Zena
editore: Donzelli
pagine: 237
Tutto comincia in quei 34 giorni della guerra del 2006
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Il volo della sirenetta
editore: Donzelli
pagine: 28
Una caleidoscopica versione dalle tinte e dai tratti marcatamente indiani della "Sirenetta" di Andersen, arricchita dalla poes
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Un lucertola nel fiato
di Caporale Mariella
editore: Donzelli
pagine: 191
La fretta di quando hai vent'anni, il semaforo rosso all'improvviso, un colpo secco sull'asfalto
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Al limone
di Pa`mies Sergi
editore: Donzelli
pagine: 110
Folgoranti, crudi, esilaranti, questi venti racconti condensano in uno stile aspro ma rinfrescante come il limone i tanti sent
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Sotto scacco
di Marse` Berta
editore: Donzelli
pagine: 175
Inquietanti e scomode, sospese, sempre in bilico tra il dramma e la commedia, il cinismo e l'ironia, le sette storie di Berta
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Julius il solitario
di Donovan Gerard
editore: Donzelli
pagine: 189
Un quarto alle tre di un pomeriggio d'autunno
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Intendo rispondere
di Buongiovanni Arturo
editore: Donzelli
pagine: 286
Sanguinario killer di camorra, Ferdinando si è conquistato sul campo il rispetto dei boss grazie alla geometrica freddezza con
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Imatra
Pochi metri di Occidente. Con DVD
di Salani Corso
editore: Donzelli
pagine: 142
Un regista, italiano
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Christian Dior & moi. L'autobiografia di Christian Dior
di Christian Dior
editore: Donzelli
pagine: 223
"I miei ricordi più belli io devo ancora viverli, il mio passato è ancora molto giovane". Così scriveva Christian Dior nel 1956, nel dare alle stampe questa sua autobiografia. Quasi un anno dopo, però, Dior moriva all'improvviso, e quelle pagine rimasero come la storia di tutta la sua vita. A originarle era stato un bisogno che lo stilista dichiarava sin dalle prime righe: "Esistono due Christian Dior: il Christian Dior pubblico e quello privato". Ed è per dire tutta la verità sul primo Dior, sul grande sarto di avenue Montaigne, che l'altro Christian Dior ha deciso di scrivere un libro di memorie. Proprio sul filo di questa ironica trovata narrativa della doppia identità Dior dipana i ricordi di una vita che ha segnato la storia dell'alta moda del Novecento. La voce narrante è quella del sarto schivo e pignolo, nato nella brumosa Normandia e trapiantato presto a Parigi, dove, dopo aver lasciato gli studi, insegue una vaga vocazione artistica, nel clima vivace della capitale francese. Entrato quasi per caso nella maison di Lucien Lelong, fu dopo la fine della guerra, nell'ottobre del 1946, che Dior fondò la sua casa di moda. È l'inizio di una rivoluzione.
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