Donzelli: Mele
Ritratto di signora in viaggio. Un'americana cosmopolita nel mondo di Henry James
di Gottardo Pallastrelli
editore: Donzelli
pagine: 253
Tra le tante eroine dei romanzi e dei racconti di Henry James, la più nota è senz'altro la protagonista di "Ritratto di signor
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Fiabe con le ali
di Jack Zipes
editore: Donzelli
pagine: 420
Le cartoline hanno le ali, scrive Jack Zipes, proprio come le fate, e quale mezzo poteva essere più adatto, prima dell'avvento
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I miei quadri raccontati da me
di Vincent Van Gogh
editore: Donzelli
pagine: 220
Fu lo stesso Vincent van Gogh - nelle lettere che scrisse lungo gli anni - a parlare minuziosamente dei suoi dipinti
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Manet e il naturalismo nell'arte
di Zola Émile
editore: Donzelli
pagine: XVI-112
«Se mi si chiedesse quale nuova lingua parla Édouard Manet, risponderei: parla una lingua fatta di semplicità e di equilibrio
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Mille vite, la mia
di Jean-Paul Belmondo
editore: Donzelli
pagine: 239
A ottantatré anni, Jean-Paul Belmondo decide di scrivere il suo primo libro
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Hemingway e l'Italia
di Owen Richard
editore: Donzelli
pagine: 222
Nel corso degli ultimi vent'anni nulla di nuovo è stato aggiunto alla biografia di uno dei massimi scrittori del Novecento
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La vita, altrove. Autobiografia come un viaggio
editore: Donzelli
pagine: 260
Per la prima volta Julia Kristeva, linguista, psicoanalista e scrittrice considerata tra i massimi intellettuali del nostro te
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Edward Hopper. Un poeta legge un pittore
di Mark Strand
editore: Donzelli
pagine: 144
«Nei quadri di Hopper ad accadere sono le cose che hanno a che fare con l'attesa. Le persone di Hopper paiono non avere occupazioni di sorta. Sono come personaggi abbandonati dai loro copioni che ora, intrappolati nello spazio della propria attesa, devono farsi compagnia da sé, senza una chiara destinazione, senza futuro». Un grande premio Pulitzer come Mark Strand, poeta e scrittore americano, legge e interpreta per noi trenta dei più noti e amati quadri di Edward Hopper, il pittore americano per antonomasia. Ed ecco sfilare sotto i nostri occhi gli scenari più intensi della mitologia statunitense moderna: distributori di benzina, nastri d'asfalto, marciapiedi, ferrovie, night club, motel... La dimestichezza che si ha con la materia figurativa trattata da Hopper ha spesso indotto a costringere superficialmente questo artista dentro etichette limitative. Così è stato tanto sotto il profilo storico, laddove si è affibbiata all'artista la definizione di «realista americano», quanto sotto il profilo tematico, laddove lo si è voluto innanzitutto come l'«artista della solitudine e dell'alienazione». In queste pagine Mark Strand - le cui poesie si muovono su un terreno mentale e affettivo assai simile - supera di slancio questa visione e ci accompagna nel cuore dell'opera del pittore. Con la sua scrittura nitida, meticolosa e insieme allusiva, densa ed evanescente, Strand espone ciò che rende le scene, gli spazi, le persone della quotidianità raffigurati da Hopper così commoventi e indimenticabili. Un piccolo gioiello riproposto qui con un testo inedito e appassionato di Strand riemerso dai suoi cassetti dopo la morte, e una nuova veste grafica che ne fa un unicum editoriale prezioso per i sempre più numerosi cultori della pittura di Hopper e dell'immaginario americano.
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La mia vita con Picasso
editore: Donzelli
pagine: 381
Una donna bellissima procede spedita sulla spiaggia, il volto ha un'espressione decisa e divertita. Un passo dietro di lei, un uomo più anziano la segue facendole ombra. La foto ritrae Pablo Picasso insieme a Françoise Gilot, la pittrice che per quasi dieci anni condivise il mondo e la vita del grande artista, diventando la sua musa, la sua più stretta collaboratrice e la madre dei suoi figli. Quando, nel 1964, anni dopo la fine della loro relazione, Françoise Gilot decise di raccontare la loro storia, Picasso fece di tutto per impedirlo: le fece causa tre volte, perdendo ogni volta perché lei riuscì a dimostrare che tutto ciò che aveva scritto non era altro che la verità. Dopo l'ultima sconfitta in tribunale - racconta oggi la pittrice - lui la chiamò per complimentarsi: "Congratulazioni, hai vinto. Sai che a me piacciono i vincitori". Era il suo lato più bello, commenta Françoise, "combatteva contro di te fino alla morte, ma quando era tutto finito sapeva accettare il risultato". Pagina dopo pagina, il lettore ripercorre le vicende della coppia dal primo incontro in un ristorante a Parigi nel 1943, quando lei aveva solo 21 anni e lui 61, fino a quando, una decina di anni dopo, Françoise lo lasciò.
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La fiaba della mia vita
di Andersen H. Christian
editore: Donzelli
pagine: 500
Andersen aveva tutte le ragioni per credere d'aver vissuto una fiaba: figlio di un ciabattino, cresciuto in una famiglia pover
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Le mille patrie. Uomini, fatti, paesi d'Italia
di Carlo Levi
editore: Donzelli
pagine: 282
Scritti in gran parte fra il 1945 e i primi anni sessanta, e pubblicati su giornali e riviste italiani e stranieri, questi articoli di Carlo Levi ci conducono in un paese che si appresta a vivere un profondo cambiamento, da Nord a Sud. E lo scrittore torinese lo percorre per intero, dal Polesine alluvionato fino alle campagne meridionali, immergendosi nelle "mille patrie" che lo compongono con lo sguardo acuto di chi avverte che è all'opera, in quell'Italia povera che è al centro di gran parte di questi testi, un fiume carsico di lotte contadine che travolgeranno proprio quel Mezzogiorno tradizionale e chiuso raccontato magistralmente nel Cristo si è fermato a Eboli. Sono numerosi e complessi i piani su cui si dispone la scrittura di Levi, tutti però attraversati dalla passione, dalla solidarietà verso gli umili, dalle ragioni dell'arte, da un'istintiva curiosità verso il mondo. Intense sono per esempio le pagine in cui Levi descrive con tono commosso il rapporto degli italiani con le opere d'arte, un rapporto che lo scrittore definisce "quasi esistenziale", "condizione di vita, casa, grembo materno", in cui "le rovine non sono mai morte, rimangono come cose attuali, adoperate, vissute". Prefazione di Guido Crainz.
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Io, Hitchcock. Il maestro del brivido si racconta
di Alfred Hitchcock
editore: Donzelli
pagine: 418
"I brividi fanno scorrere più velocemente il sangue nelle vene e hanno effetti benefici per chi ha problemi di indigestione, gotta, reumatismi, sciatica e invecchiamento precoce. Il pubblico prospera grazie ai brividi, i registi prosperano grazie al cinema e tutti sono felici". Pare non si prenda troppo sul serio, il maestro del brivido, che in queste pagine di interviste, discorsi, saggi, gioca non solo con gli attori, con le storie e con il pubblico, com'è suo solito, ma anche e soprattutto con se stesso e il proprio personaggio. Gli aneddoti si rincorrono, gli episodi comici si inseguono, ma è meglio non farsi ingannare dalla leggerezza e dal sorriso sornione di Hitchcock: se la scrittura è lieve e brillante, il regista ama intensamente il proprio mondo e vuole che il suo pubblico vi entri appieno, consapevole di tutte le tecniche, i saperi, le logiche, le fatiche, le passioni, di tutti quei segreti che qui Hitchcock svela al suo pubblico, raccomandandosi di averne cura: "Penso di aver rivelato tutti i trucchi del mestiere", dirà. "Trattateli con rispetto".
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