Adelphi
L'arte di conoscere se stessi
di Arthur Schopenhauer
editore: Adelphi
pagine: 117
Ad amici e seguaci Schopenhauer non aveva nascosto l'esistenza di un vademecum gelosamente custodito che era solito chiamare "
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Profilo di Clio
di Iosif Brodskij
editore: Adelphi
pagine: 289
È Clio, la "Musa del Tempo", a scandire con il suo metronomo il ritmo dei saggi qui raccolti. Lo sguardo di Brodskij si posa distaccato, ironico, sidereo tanto sulla fenomenologia di un occasionale presente quanto su medaglioni di un passato, prossimo o remoto, in cui l'oggi si rispecchia sotto una inedita luce. Ma siano i viaggi o la noia, la creatività o l'esilio, il tradimento o il senso della poesia, il piacere della lettura o l'essenza del male i temi affrontati resta, sotteso a tutto, il senso ineluttabile del tempo che polverizza ogni istante vissuto.
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Gorgia e Parmenide
Lezioni 1965-1967
di Colli Giorgio
editore: Adelphi
pagine: 263
Tornare a filosofi come Gorgia e Parmenide implica una riscoperta, nella loro versione aurorale, delle categorie che hanno poi
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Vicino al cuore selvaggio
di Clarice Lispector
editore: Adelphi
pagine: 193
Tutto in Jona affiora da "percezioni troppo organiche per essere formulate in pensieri", come in una Virginia Woolf amazzonica, arruffata e vagamente stregonesca. La sua storia è il silenzioso ruotare di un prisma che guida la luce "vicino al cuore selvaggio della vita". Questo romanzo è il libro d'esordio di Clarice Lispector.
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Lettera al mio giudice
di Georges Simenon
editore: Adelphi
pagine: 206
Una ragazza minuta, pallida, arrampicata su alti tacchi, nella vita di un uomo "senza ombra", la cui esistenza, così normale, si avvicina sempre più al confine con l'inesistenza. E quella donna è l'ombra stessa, qualcosa di oscuro e lancinante al di là di ogni ragione, che conduce tranquillamente alla morte.
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Io e i lemuri. Una spedizione in Madagascar
di Gerald Durrell
editore: Adelphi
pagine: 279
Alla fine degli anni Ottanta Gerald Durrell intraprende una spedizione in Madagascar per catturare qualche esemplare di aye-aye, un lemure caratteristico della zona, e garantirne così la riproduzione all'interno del Jersey Wildlife Preservation Park. Giunto nell'isola Durrell si mette sulle tracce dei misteriosi lemuri. E nel mercato "zoma" salva il primo esemplare, altrimenti destinato alle pentole di un'abile massaia indigena. Durrell sa trasformare ogni evento, ogni aspetto dell'indagine scientifica in sorprendente avventura, in resoconto brillante e vivace: anche un tentativo di suicidio, prontamente rimandato per accudire un piccolo lemure, anche lo studio del vocabolario degli aye-aye, con i loro "pop".
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Plif e Plof
di Busch Wilhelm
editore: Adelphi
pagine: 28
I burrascosi Pietro e Paolo questa volta sono alle prese con due cagnolini, Plif e Plof, screanzati, insolenti e forieri di in
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Grottesco
di McGrath Patrick
editore: Adelphi
pagine: 213
Sir Hugo Coal non è mai stato un filantropo
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Libera la Karenina che è in te
di Matteucci Rosa
editore: Adelphi
pagine: 165
Quando la protagonista ("la donna") parte per Asmara, sa solo che va a fare una visita a un vecchio amico vagamente innamorato
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Jacob Due-Due contro Zanna Incappucciata
di Richler Mordecai
editore: Adelphi
pagine: 94
Questa è la storia di un bambino che ha due più due più due anni, e dice sempre ogni cosa due volte, perché con tutta la gente
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Le leggende degli ebrei. Vol. 4: Mosè in Egitto, Mosè nel deserto.
Mosè in Egitto, Mosè nel deserto
di Ginzberg Louis
editore: Adelphi
pagine: 417
Fra gli eroi dell'Antico Testamento, Mosè è forse quello che più di tutti ha rappresentato, agli occhi degli uomini di ogni te
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Autobiografia del Blu di Prussia
di Ennio Flaiano
editore: Adelphi
pagine: 177
In questa composita raccolta Flaiano descrive luoghi dell'Abruzzo natio in cui la desolazione è profondamente radicata e figure che, su quei fondali, paiono inesorabilmente votate all'autodistruzione: come l'intellettuale romantico e decadente che sospende un'assunzione fatale di veronal solo per la momentanea fioritura di una rosa, o il giovane, ultimo di sei fratelli, cui la famiglia non perde occasione di rinfacciare il suo status di indesiderato, di nato "a tavola sparecchiata". E quando, nel più lungo di questi racconti, Flaiano rievoca la vicenda di uno zio prete, don Oreste, la narrazione affonda ancor più tra quelle rocce scarne, dove "i cattivi umori della terra cristallizzano" e generano quel Blu di Prussia "velenoso, sordido, intelligente...".
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