Adelphi
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Il secondo amore
Storie e figure
di Roth Joseph
editore: Adelphi
pagine: 124
Perfetto amalgama di poesia e affabulazione, di ricordi lontani e paesi remoti, le prose di "Secondo amore" ci trasportano in
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La figura mistica della divinità
Studi sui concetti fondamentali della Qabbalah
di Scholem Gershom
editore: Adelphi
pagine: 318
La dottrina della creazione dell'uomo a immagine (tzelem) di Dio ( Gn, 1, 26), già in sé alquanto problematica per la teologia
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Confessioni estatiche
di Buber Martin
editore: Adelphi
pagine: 256
... l'antologia di Buber resta il più bel breviario di mistica che io abbia mai letto. In una materia così difficile, Buber conserva lo sguardo preciso, quando si rifiuta di spiegare la mistica dal punto di vista psicologico, fisiologico o patologico" ... Non vorrei proporre gradini o supremazie nella vita dello spirito, affermando che la mistica è la suprema attività spirituale dell'uomo. Lo è nel senso più semplice: non perché essa sia più nobile della filosofia o della letteratura o dell'arte - ma per il fatto che il mistico attraversa con violenza quasi demoniaca il territorio della filosofia e della letteratura, della religione, della morale e dell'estetica, lo lacera, lo spezza, ed esce al di sopra, in quel lago infinito dell'anima che egli solo conosce." (Pietro Citati).
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Dicibile e indicibile in meccanica quantistica
di Bell John S.
editore: Adelphi
Dall'inizio degli anni Cinquanta fino alla morte, avvenuta nel 1990, Bell ha dedicato gran parte dei suoi studi - oggi conside
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Tra parentesi
di Roberto Bolano
editore: Adelphi
pagine: 379
Fra il 1998 e il 2003, con l'intensificarsi delle sue collaborazioni a giornali e riviste, Roberto Bolaño accumula una quantità rilevante di discorsi, interventi, recensioni. Sembra un effetto collaterale dell'idea compulsiva di scrittura a cui da sempre pagava il suo tributo. In realtà, come i lettori avranno modo di scoprire, Bolaño stava dando vita a qualcosa di diverso e imprevedibile: un autoritratto per frammenti d'occasione. Tale infatti si rivela subito "Tra parentesi": i testi che vi sono radunati alcuni ancora inediti - sono tutti dedicati a temi o a personaggi niente affatto incidentali nella carriera di Bolaño: il Cile, l'esilio, la poesia latino-americana, la vita e le opere - reinventate in poche frasi - di Philip K. Dick e Burroughs, Nicanor Parrà e Gombrowicz, Borges e Rodolfo J. Wilcock. Una divagazione alla volta, un'incursione dopo l'altra in territori noti a lui solo, questo libro diventa proprio il genere di opera che Bolaño pretendeva di odiare sopra ogni altra: un'autobiografia - qualcosa che, come lui stesso dice delle memorie di Ellroy, "finisce con un uomo solo che rimane in piedi... Vale a dire, non finisce mai". Difficile immaginare un epitaffio più conseguente e più lusinghiero.
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