Anicia (Roma)
Per una cultura delle differenze. Innovazione, didattica e inclusione socio-culturale
editore: Anicia (Roma)
pagine: 232
La dimensione interculturale nell'istruzione e la formazione è stata indicata come uno dei pilastri della nuova Europa e, in quanto dimensione trasversale di sistema, la sua introduzione a scuola è stata governata dalla sperimentazione e da miriadi di "buone pratiche".
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Una scuola aperta a tutti. Disabili e immigrati tra didatica e processo di inclusione
di Pietro Boccia
editore: Anicia (Roma)
pagine: 304
Nell'avventura della conoscenza, non ci si può sostituire alla volontà di ognuno nel realizzarsi, a livello personale, e nella ricerca di rendere migliore l'intera società, arricchendola attraverso le molteplici diversità. La scuola ha, quindi, nella società attuale, la funzione di far acquisire alle giovani generazioni, tramite lo studio e la ricerca, salde competenze, atte a governare le odierne incertezze e i cambiamenti sociali, e di aiutarle a costruire ideali, come rotte cui tendere. Tutte le società libere e democratiche si costituiscono, difatti, su modelli culturali (conoscenze, abilità e competenze) e ruotano intorno agli ideali costitutivi della convivenza. Le competenze e gli ideali, viaggiando parallelamente e influenzandosi reciprocamente, diventano strumenti propulsori, per costruire una società, eretta sia sulla convivenza democratica sia sulla consapevolezza che la diversità, quando non supera la soglia di contaminazione, diventa, per tutti, una ricchezza e una risorsa.
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Bambini facili o difficili? Dal carattere all'educazione familiare da 0 a 6 anni
di Zbigniew Formella
editore: Anicia (Roma)
pagine: 144
La personalità del bambino è in continua formazione e trasformazione. Una particolare attenzione viene data allo sviluppo della prima infanzia, un periodo delicato in cui si formano le strutture della personalità e in cui la vicinanza, la cura e l'attenzione dei genitori sono fondamentali. È compito dei genitori/educatori gettare buone basi per i figli; una cattiva impostazione rende difficile lo sviluppo sano ed armonico della personalità, del temperamento e del carattere. Si è convinti che "bambino difficile" non si nasce ma lo si può diventare, così come non si nasce "bambino facile". Il mestiere di genitore/educatore non è facile: è un compito complesso e impegnativo, affascinante e ricco di speranze; nessuno nasce già in grado di saperlo fare: l'impegno educativo ha bisogno di atteggiamenti, conoscenze, disponibilità, ascolto che non sono dati una volta per tutte ma richiedono una formazione continua. Anche chi ritiene di avere le idee chiare, si accorge invece che i bambini di questa età li mettono in crisi, creano problemi, pongono continue domande, spiazzano con le loro risposte.
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L'isola che non c'è
di Silvia Roncaglia
editore: Anicia (Roma)
pagine: 40
Pietro ha una casa sull'albero con una scala di corda. Quando è lassù è al riparo dal mondo degli adulti, diventa il pellerossa Serpente Impertinente e, insieme ai suoi amici, combatte guerre a colpi di pigne con la tribù nemica. Quando due pigne finiscono nel ruscello, segue il loro viaggio sull'acqua verso la libertà... Anna conosce il mito di Atalanta che correva più veloce di un maschio. Anche Anna corre veloce nei campi: è scappata di casa. Ma quando mandano a cercarla proprio il cugino grande, il preferito, si ferma a raccogliere per lui delle nocciole. Quando getta due mezzi gusci nel torrente, segue il loro viaggio verso la libertà... Ciro vive al mare e ha una vecchia barca rovesciata come rifugio. Si chiama L'Isola Che Non C'è "perché una barca è come una piccola isola nel mare, ma se oggi la cerchi dov'era ieri, quell'isola non c'è" dice il pescatore che le ha dato quel nome. In questo racconto evocativo e poetico, le storie s'intrecciano e si moltiplicano in un rimando continuo tra realtà e immaginazione, poiché L'isola che non c'è è una metafora dell'infanzia come luogo dell'immaginario, del gioco e dell'invenzione fantastica. Età di lettura: da 7 anni.
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