Arcana
Io e gli Stones. La nascita della leggenda
di James Phelge
editore: Arcana
pagine: 281
Nel 1962, un gruppo ancora sconosciuto chiamato Rolling Stones iniziò a incendiare la scena musicale londinese suonando cover
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Peeled. La storia dei Velvet Underground
di Rob Jovanovic
editore: Arcana
pagine: 253
Il primo album dei Ueluet Underground vendette soltanto diecimila copie, ma tutti quelli che lo comprarono formarono una band": così recita una famosa battuta di Brian Eno, e forse, in effetti, nessun'altra band vanta un successo in classifica tanto scarso e un'influenza musicale così duratura come la formazione newyorkese. Una miriade di artisti, da David Bowie ai Sex Pistols, dai Joy Division ai Roxy Music, dai Niruana agli U2, e persino il drammaturgo e poi Presidente cecoslouacco Uàclav Havel hanno citato i Uelvet come una delle loro principali fonti d'ispirazione. Grazie al sostegno di Andy Warhol, che ne divenne mentore e manager, la band, formata nel 1964 dal vocalist, chitarrista e autore Lou Reed e da John Cale, polistrumentista gallese di formazione classica, cui si unirono poi Sterling Morrison alla chitarra e MoeTucker alla batteria, potè esplorare aree del paesaggio sonoro rock'n'roll fino a quel momento inaudite. A New Vork, dove alla metà degli anni Sessanta la scena folk era ancora vivace, e sulla West Coast, doue si stavano affermando soavi armonie e il "flower power", i Ueluet Underground erano l'antitesi di tutta la musica che li circondava. Dalla loro posizione ai margini della società urbana, da dove documentarono la parte nascosta della città, raccontauano storie di tossicodipendenza, prostituzione e devianza sessuale, sullo sfondo di un feedback urlante, "drone" e ritmi primitivi.
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The Beatles. Hey! Hey! Hey! Testi commentati 1967-1970
di Massimo Padalino
editore: Arcana
pagine: 435
Roll up, roll up for the mystery tour... Siete pronti per un giro sullo scivolo a spirale dei Beades? E allora partiamo, perché tra Sherlock Holmes e Alice nel Paese delle Meraviglie, tra cipolle di vetro e merli che cantano nel cuore della notte ci aspetta una strada lunga e tortuosa, costellata di trichechi e storie di marinai e cowboy, biechi blu, profeti e angeli della morte. Ci fermeremo a prendere il tè con la duchessa di Kirkcaldy e ci abbronzeremo sotto la pioggia inglese, chiedendoci quanti buchi ci vogliono per riempire l'Albert Hall, mentre una chitarra geme dolcemente. E, dopo aver scalato la Torre Eiffel con le sardine di semolino, saliremo su un taxi di giornali e approderemo finalmente nel posto delle fragole, il luogo in cui nulla è reale. E dunque, buon tour a tutti: perché più vai nel profondo, più in alto voli... Bang bang shoot shoot. Prefazione di Antonio Puglia. Postfazione di Francesco Di Giacomo.
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Patti Smith. Testi commentati
di Claudia Bonadonna
editore: Arcana
pagine: 383
Patti Smith è sempre stata un'ispirata costruttrice del proprio mito, attenta a declinare ogni aspetto della sua personalità all'ennesima potenza: la sacerdotessa del punk, l'interprete del linguaggio universale della musica, la salvatrice, la femmina innamorata, la vedova di professione, la Madre. In oltre trent'anni di carriera ha costruito se stessa come un pezzo vivente d'America, un'icona ambulante al pari di Andy Warhol, Muhammad Ali e Jackie Kennedy. Patti Smith, outsider e regina della notte newyorkese, è morta e risorta continuamente giocando negli anni con diversi tipi di immagini. E stata la teppista beatnik completamente identificata con la tradizione maschile di ribellismo romantico, attingendo a piene mani dal simbolismo dei 'poètes maudits'; il messia donna capace di salvare il rock col potere di trasformazione della sua femminilità; la sciamana che crea performance intense ed emozionanti con cui parlare ai morti (o semplicemente raccontare ai vivi che cos'è la morte); la vecchia leader che ci mette in guardia contro i mali del pianeta; la figura materna che si preoccupa dei suoi figli, di quelli che ha avuto fisicamente e di tutti gli altri: i fedeli ascoltatori che ha aiutato a venire al mondo con la forza della sua musica. Trent'anni di immutabile credo nel rock'n'roll.
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Deep Purple. Smoke on the water. La biografia
di Dave Thompson
editore: Arcana
pagine: 380
Nell'immaginario collettivo il nome Deep Purple è sinonimo di rock classico: maestri dell'hard rock e pionieri dell'heavy meta
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Francesco Guccini. Fiero del mio sognare
di Gianluca Veltri
editore: Arcana
pagine: 320
Il più longevo dei cantautori italiani arriva al traguardo dei settant'anni. La parabola di Francesco Guccini attraversa un cinquantennio della storia e della memoria collettiva italiana, mezzo secolo nel corso del quale il maestro modenese ha composto un'autobiografia poetica rimanendo fedele a se stesso e raccontandosi con una coerenza e un'autenticità senza eguali. Autore di canzoni indimenticabili, studiate a scuola e oggetto di prove d'esame, Guccini è uno dei padri fondatori del canone cantautorale italiano ed è nel frattempo divenuto anche scrittore, allargando lo spettro della propria espressività. Fiero del mio sognare è una sorta di parco tematico che, ripercorrendo la produzione del cantautore in maniera non cronologica, crea, sonda e ricerca collegamenti a partire dagli argomenti fondanti della poetica gucciniana: lo scorrere del tempo, il disincanto, il sogno americano, le radici, l'esotismo, la politica, le città, gli esclusi. Il canzoniere è esplorato come in una mappa, una guida con la guale orientarsi nei rimandi interni ed esterni - sociali, musicali, storici - senza trascurare le molteplici risonanze letterarie, da Pasolini a Proust, da Ginsberg a Borges, da Gozzano a Pessoa.
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Johnny Cash. The man in black. Testi commentati
editore: Arcana
pagine: 267
"Chissà cosa avevi in mente quando piantavi tutti in asso e te ne andavi nel deserto, per giorni, oppure dentro le grotte più buie deciso a lasciarti morire. Chissà cosa sentivi quando ti abbuffavi di pillole, cosa pensavi su quel palco dove ti raggiungeva anche la famiglia, cosa non potevi confessare mai in pubblico. E chissà come te la passi, ora. Tu che sapevi raccontare una buona storia a chiunque sapeva ascoltarla: adesso che ce ne basterebbe una, una soltanto, prima di guadare questo fiume... che fai, Johnny, non vieni?"
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It still moves. Vecchi dischi, autostrade perdute e la ricerca della prossima musica americana
di Amanda Petrusich
editore: Arcana
pagine: 271
A metà tra il travelogue e il saggio di critica culturale e musicale, "It still moves" ci conduce in un tour alle radici della musica rurale americana, con soste in eccentrici motel e negli studi che hanno ospitato storiche session di registrazione, alla ricerca delle sonorità di guesta strana nuova America ma senza dimenticare la ricca tradizione del gospel, del bluegrass, del country, del folk e del rock. Attraverso interviste, storie on the road, interpretazioni geografiche e sociologiche e una dettagliata analisi musicale, Petrusich traccia la nascita dell'Americana dalle origini alle sue nuove, stimolanti incarnazioni (da Elvis agli Iron and Wine, dalla Carter Family agli Animal Collective, da Johnny Cash a Will Oldham) ed esplora i modi in cui questo genere si sta adattando al Ventunesimo secolo. Soprattutto, "It Stili Moves" esamina tutto ciò che è intrinsecamente americano: chitarre, macchine, movimento, passione, spirito d'iniziativa e cambiamento, in un fervido tentativo di riconciliare il passato e il presente usando soltanto, come guide, dischi polverosi e mappe stradali.
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Dark angel. I testi di Jeff Buckley
editore: Arcana
pagine: 202
Alla fine contano soltanto le canzoni e poco importa domandarsi cosa accadde veramente a Jeff BuckIey quella sera del 29 maggio 1997. Ci resta invece la sua officina creativa, da Grace a Sketches e ancora oltre, un piccolo canzoniere ispirato da una cultura letteraria tutt'altro che superficiale dove sì intrecciano amore e morte, politica e religione, sogni e incubi: perché non si può cantare la Grazia senza aver prima conosciuto l'intero spettro del buio. Fare musica è come strapparsi pezzi di carne di dosso e il figlio di Tim Buckley nato vicino a Disneyland costringe ancora chi lo ascolta a vibrare forte, suscitando il riverbero di pulsazioni cosmiche profonde: questo sa farlo soltanto un artista. E ogni volta che ci accosteremo ai suoi testi senza cercarvi oscuri presagi sarà il miglior ringraziamento per averci aiutato a trasformare la vita in una faccenda importante.
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Django Reinhardt. Il gigante del jazz tzigano
editore: Arcana
pagine: 309
Il gigante del jazz tzigano è la più completa e autorevole biografia del grande chitarrista che ha segnato in modo indelebile l'evoluzione del jazz europeo e americano del Novecento. Ritratto umano e professionale di un improvvisatore geniale, grande virtuoso, ammirato innovatore che nei suoi 43 anni di vita rivoluzionò la musica moderna, scrisse capolavori indimenticabili e collaborò con maestri come Duke Ellington e Coleman Hawkins.
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La felicità costa un gettone. Storia illustrata del primo rock'n'roll italiano. Con LP
di Tiziano Tarli
editore: Arcana
pagine: 160
Quando, nella seconda metà degli anni Cinquanta, arriva dagli Stati Uniti una musica dai ritmi frenetici, capace di aprire uno
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Da zero a Zero
di Tommaso Labranca
editore: Arcana
pagine: 217
Nessuno ha il coraggio di essere quello che è. Ce l'ha qualche raro artista che sa vivere la sua poesia, la sua musica, ed è il caso di Renato Zero. Sì, Zero: per ripicca verso il mondo, perché questo numero non esiste, ma è alla base di tutto e poi è rotondo e quindi non ha inizio e non ha fine: come la luna, il sole, l'embrione, l'infinito. Zero, come sfida, come simbolo, come entità ricorrente. E allora eccolo qui, Renato Zero, che non ha mai tradito il suo pubblico perché non si è mai nascosto: lui, il venditore di felicità, di sogni, di fantasia, che ancora una volta torna a far discutere e non ci lascia mai indifferenti.
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