Audino
Strade parallele (la scuola, la vita). Dialogo tra un insegnante degli anni '70 e uno studente di oggi
editore: Audino
pagine: 162
In Italia la scuola superiore disperde, prima della conclusione del suo corso, quasi uno studente su quattro, e (cosa ancora p
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Lezioni di recitazione. Il racconto quotidiano della formazione con la tecnica Meisner
editore: Audino
pagine: 192
William Esper spiega e amplia la leggendaria tecnica Meisner, offrendo un metodo chiaro e concreto per diventare attori creati
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Il potere delle fondazioni
di Arfaras Giorgio
editore: Audino
pagine: 79
Dopo lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, emerso a inizio 2013, qualcuno ha riscritto così la celebre frase di Brecht co
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Una città aperta
di Borgna Gianni
editore: Audino
pagine: 131
Quindici anni di grandi trasformazioni culturali avvenute a Roma sotto la direzione di Gianni Borgna, assessore alla Cultura d
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La vita che vorrei
Un confronto sul vissuto, la politica, il Paese che è stato e quello che potrebbe essere
editore: Audino
pagine: 111
Come governare una regione e come governare l'Italia, come fare dell'Europa un soggetto politico
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Manuale di improvvisazione. Una guida fondamentale all'improvvisazione comica e teatrale
editore: Audino
pagine: 191
Saper improvvisare, è una delle caratteristiche essenziali dell'attore. L'improvvisazione però non si improvvisa, si prepara. Così che ciò che appare spontaneo è in realtà frutto di studio e di esercizio lento e costante. È il risultato di una preparazione a rispondere con creatività e immediatezza a stimoli esterni, imprevisti ma non imprevedibili. Scritto da un duo di attori, marito e moglie, con anni di esperienza e di insegnamento nel settore, "Manuale di improvvisazione" fornisce tutto ciò di cui chi è interessato all'improvvisazione teatrale ha bisogno. Il cuore di questo libro è come improvvisare: approfondisce questioni come la spontaneità, i fondamentali dello storytelling, il lavoro di squadra, la posta in gioco e lo sviluppo dei personaggi. "Manuale di improvvisazione" è una guida che si rivolge ai principianti, agli esperti e a tutti coloro che amerebbero provare se non fossero troppo spaventati.
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La città che non c'era. Un racconto molto personale del processo che ha rilanciato l'immagine e lo sviluppo di Torino
editore: Audino
pagine: 159
Chi torna a Torino dopo tanto tempo quasi non la riconosce più. Chi non c'era mai stato la considera una delle città più belle e vivibili d'Europa. Che cosa è successo? Ce lo raccontano due dei protagonisti di una metamorfosi che non si è verificata in nessun'altra città italiana. Il racconto ha inizio a partire dalla Torino operaia degli anni Settanta e si snoda fino ad arrivare alla Torino delle Olimpiadi e dei 150 anni dell'Unità d'Italia, quando tutto il mondo finalmente può conoscere una città diversa, elegante, capace di usare la cultura come un grande strumento di attrazione. Un filo rosso che unisce la Torino di Novelli, di Castellani e di Chiamparino, con al centro la volontà dei Torinesi di non accettare un declino che sembrava inevitabile. Il simbolo di quella volontà è il Piano strategico che il Comune nel 1998 propose di redigere in modo partecipato. Ne derivò una "narrazione" condivisa di un futuro possibile, in cui la novità più eclatante consisteva nella centralità assegnata alla cultura. Il "caso Torino" dimostra infatti, in modo lampante, che è sbagliato considerare la cultura un lusso da "tempi di vacche grasse". È la cultura la sola capace di produrre contestualmente bellezza e ricchezza. Ma questo è possibile solo se le iniziative culturali sono inquadrate in una strategia di sviluppo complessivo che dia loro giustificazioni e prospettive. Quello che è avvenuto a Torino potrebbe avvenire in ogni città italiana.
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Recitare in siciliano. Manualetto di pronuncia per sembrare siciliani senza esserlo
editore: Audino
pagine: 86
Come si recita in siciliano? Come riuscire a rendere credibile e lontano dai cliché un personaggio cresciuto in una regione diversa dalla, nostra? In America esiste da anni una preziosa e pratica collana: "Acting with an accent", che aiuta gli attori a imparare le diverse cadenze dei vari stati. Ci sembrava una buona idea, così, grazie alla collaborazione di colleghi nati e cresciuti in varie città della Sicilia, abbiamo dato vita a questo primo manuale. Attraverso, esempi, materiale audio, regole grammaticali, ma anche analisi storica e culturale, interviste e passaggi letterari di. autori come Verga, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, ci proponiamo di dare al lettore uno strumento utile per familiarizzare con una lingua spesso utilizzata dal nostro cinema e dalla televisione, e insieme un modo per scoprire, o riscoprire, la ricchezza di una terra con una storia affascinante.
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Né cicale né formiche
I meccanismi della crisi finanziaria spiegati a tutti
di Arfaras Giorgio
editore: Audino
pagine: 79
Come si è creato veramente il debito pubblico italiano? Quel che dicono le agenzie di rating alimenta la crisi? La globalizzaz
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Manualetto di fotografia
di Alessandro Rizzitano
editore: Audino
pagine: 79
Ogni giorno nel mondo si scattano milioni di fotografie, soprattutto da quando esistono le fotocamere digitali che hanno portato la fotografia a diventare un fenomeno di massa, economico, alla portata di tutti. Tuttavia spesso, molto spesso non siamo soddisfatti delle nostre foto, i risultati che otteniamo sono deludenti perché molto al di sotto delle nostre aspettative: foto banali, insignificanti, troppo chiare o troppo scure, storte, sfocate, poco, aderenti alla realtà o al soggetto che pensavamo di immortalare. Come mai? Il motivo quasi sempre è che molti di noi scattano senza avere le conoscenze di base necessarie a ottenere una buona fotografia. Questo manualetto vi aiuterà, con qualche dato tecnico e molti consigli pratici dal campo, a migliorare le vostre foto, per esserne finalmente soddisfatti e magari scoprire il "grande fotografo" che è in voi.
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Nostalgia canaglia. Perché la politica torni passione. Gli errori che non dobbiamo ripetere
editore: Audino
pagine: 95
Ma è davvero morta la politica? Franco Giordano e Peppino Caldarola sono convinti del contrario e in un lungo viaggio, ricco di riflessioni sul passato, scrivono un breviario per la buona politica. Come si viveva nel Pci, le sue regole ferree ma anche la sua umanità e poi il dramma della fine di quell'esperienza con la scissione, che separò coloro che volevano rifondare il comunismo dai riformisti. Il dialogo procede senza indulgenze sul filo della nostalgia, ma con la presa d'atto dei ritardi della sinistra, dei suoi errori e dei suoi abbacinamenti. Per arrivare all'oggi, alla politica prigioniera delle nomenclature e commissariata dai "tecnici" al governo. Lo sguardo si fa spietato, ma si dirige curioso verso il mondo di cittadini che non smette di pensare in grande e non rinuncia a farsi protagonista di nuove sfide. La sinistra che Giordano e Caldarola sognano, da punti di osservazione diversi, deve farsi largo fra le sue macerie e i suoi valori non addomesticabili, perché, come scrive Umberto Galimberti nella Prefazione, "occorre quindi resistere alle sirene della nostalgia, e al tempo stesso non rassegnarsi al tramonto della politica che, nella sua essenza, è la prefigurazione di una società più giusta".
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Script
editore: Audino
pagine: 96
Francesco se ne andato una domenica di ottobre, il 17, del 2010. A pochi passi da casa e dall'ospedale dove l'avevano appena visitato non riconoscendo l'attacco cardiaco che era in corso. È crollato a pochi metri dall'ospedale, ma non è stato possibile soccorrerlo tempestivamente per una di quelle assurde norme burocratiche che strangolano nel nostro Paese il buon senso prima ancora che il senso del dovere. Per una tragica ironia, Francesco, che da decenni si batteva contro la "mala bestia" - il nostro indecente sistema audiovisivo - è stato vittima della "mala sanità", un'altra faccia della stessa medaglia. Delle battaglie politiche di Francesco, così come delle sue riflessioni teoriche, danno conto gli articoli che presentiamo, pubblicati su Script nell'ultimo quindicennio. Ciò che è al centro della ricerca di Francesco sono la funzione umana e sociale della narrazione e la libertà dell'autore, necessaria perché quel narrare possa esprimersi. Perché la narrazione - come diceva Aristotele - indica all'uomo qual è il modo giusto di vivere e - come scriveva Eco, che Francesco sempre citava - lo educa al destino e alla morte. Un sistema industriale e culturale che non solo non agevola la formazione del talento, ma condiziona pesantemente la libertà di creazione e riduce sempre più i margini stessi di sopravvivenza degli scrittori, non è solo delittuoso, è stupido. Non a caso è il nostro.
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