fbevnts Tutti i libri editi da Bollati Boringhieri - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 17
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Bollati Boringhieri

La trama della vita. Come geni, cultura, tempo e destino determinano il nostro temperamento

di Jerome Kagan

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 271

Per decenni le differenze di temperamento sono state attribuite a fattori esclusivamente ambientali. Quando le teorie di Freud imperavano, le differenze nella risposta emotiva e comportamentale delle persone venivano tutte legate a esperienze vissute, alla condizione familiare, a traumi subiti nel corso della prima infanzia. Jerome Kagan dopo aver organizzato il più grande esperimento di psicologia al mondo, seguendo passo passo centinaia di persone per oltre vent'anni, rovescia qui la prospettiva e mette in risalto la base biologica del temperamento, mostrando come una parte importante del carattere sia invece direttamente influenzata dalla struttura genetica. Ma se è vero che c'è una base ereditaria è anche vero che le esperienze sono in grado di modellare una buona parte del nostro carattere. I progressi compiuti negli ultimi cinquant'anni hanno rivelato la straordinaria complessità di queste tendenze biologiche e la necessità di combinare la biologia con l'esperienza per poter spiegare gli stati d'animo tipici di una persona, le sue reazioni alle sfide, le sue abitudini quotidiane. "La trama della vita" è la prima approfondita prova di questo rinnovato campo di studi.
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La paura del desiderio

di Claire Messud

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 142

È un'estate torrida, a Londra. Chi racconta in prima persona sta facendo una ricerca sulla morte nella letteratura tra il Settecento e l'Ottocento. Deve anche elaborare il lutto per una relazione finita male. E vuole stare per conto suo, tra la biblioteca e il piccolo, confortevole appartamento che ha affittato in un quartiere non proprio elegante. La donna brutta, sgraziata e invadente che suona alla porta presentandosi come la vicina del piano di sotto non è quindi gradita. Lo è ancora meno quando racconta della madre inferma, bisognosa di cure assidue, e dei tanti conigli che la vecchia signora alleva con amore. Per fortuna la donna è una badante professionista, abituata agli anziani e ai loro capricci. Dal pavimento, però, cominciano a salire strani rumori, grida, pianti accorati, conversazioni agitate, frasi incomprensibili. E, naturalmente, il tanfo delle bestiole, prigioniere come la figlia devota. Quando questa comincia a raccontare dei suoi assistiti, che muoiono poco dopo averla assunta come badante, per motivi incomprensibili, e a manifestare il timore di essere lei stessa, desiderando la loro morte, a provocarla, la situazione si fa insostenibile. E paura, paranoia e depressione dilagano al piano di sopra. Fino al finale, inaspettatamente realistico.
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La decrescita prima della decrescita. Precursori e compagni di strada

di Serge Latouche

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 202

Gli sbandieratoci del produttivismo e dello sviluppismo - anche nella versione contrabbandata per "verde" o sostenibile - vorrebbero accreditare un'immagine settaria e marginale degli obiettori di crescita: un manipolo di utopisti tardomoderni con l'ossessione recessiva di far cambiare rotta alla civiltà. Ma la logica trionfante del "cresci o muori" non può certo invocare maggior realismo, proprio quando si profila lo schianto del pianeta sotto il peso ecologicamente e socialmente funesto di iperproduzione, iperconsumo e iperscarto. Quell'insensatezza che oggi è diventata sinonimo di catastrofe viene da lontano, come chi in ogni tempo ne ha denunciato le storture che già si annunciavano mortifere. Si tratta di filosofi, poeti, economisti, romanzieri, politici, teologi, di cui Serge Latouche fa qui l'appello in quanto precursori, pionieri e compagni di strada. Tutt'altro che gracile, l'albero genealogico della decrescita vanta il fior fiore del pensiero critico e della sapienza di diversi continenti, configurando una storia delle idee alternativa. In felice promiscuità vi prendono posto cinici, epicurei e buddhisti zen, decrescenti di città e decrescenti di campagna, mistici e anarchici naturisti, oppositori dell'industrialismo agli albori e antiglobalisti attuali.
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La cultura degli animali

di Bonner John T.

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 282

Definiamo abitualmente cultura tutto ciò che non è natura, che non è istinto
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Storia della letteratura come provocazione

di Hans R. Jauss

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 275

Nella Francia del 1857 uscirono due romanzi di adulterio borghese in provincia che ebbero diversa fortuna: "Madame Bovary" di Gustave Flaubert e "Fanny" di Ernest Feydeau. Con tredici edizioni nell'arco di un anno, il secondo furoreggiò presso un pubblico avido di licenziosità poetizzata e ridotta a cliché, mentre il primo all'inizio fu compreso da pochi e menò scandalo per lo stile impersonale e non giudicante, che un critico di allora paragonò a una macchina da narrazione di puro acciaio. Ma proprio l'incertezza di giudizio in cui lasciava i lettori, inceppando in loro l'ovvietà di una riprovazione morale secondo convenzione, contribuì in seguito a consacrare Madame Bovary come punto di svolta nel romanzo e finì per archiviare il trionfo di Fanny tra le pagine ingiallite dal tempo. La vicenda appartiene alla folta casistica che Hans Robert Jauss, il maggior esponente della Scuola di Costanza, discute in questo libro, uno degli atti costitutivi della teoria della ricezione. Qui incontriamo, nel vivo del loro definirsi, i concetti di orizzonte d'attesa, soglia epocale ed efficacia, poi entrati nel lemmario di chi riflette sul fatto letterario.
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Il demone di Angkor Vat

di John Burdett

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 409

Un nuovo caso per Sonchai Jitpleecheep, detective della squadra omicidi della Royal Thai Police di Bangkok. Già monaco e devoto buddhista, protagonista di "Il Picco dell'avvoltoio" e "Il Padrino di Kathmandu", sempre in lotta per proteggere il suo karma dagli assalti di casi moralmente compromettenti, Sonchai affronta qui una terrificante innovazione tecnologica che scuote il suo mondo alla base e lo obbliga a confrontarsi con il padre americano da tempo perduto. La scena che Sonchai si trova davanti quando viene chiamato sul luogo di un crimine è difficile da contemplare con distacco perfino da chi, come lui, è da sempre un seguace della dottrina buddhista: una bellissima ragazzina di dodici anni è stata decapitata con una tecnica inedita quanto agghiacciante. E c'è un messaggio per lui, scritto con il sangue: "Detective Sonchai Jitpleecheep, io so chi è [macchia] padre". Ancora fortemente turbato, in risposta a una chiamata urgente, arriva su un'altra scena incredibile: sotto i suoi occhi, a bordo di una barca ancorata al centro del fiume Chao Praya in piena, un giovane thai uccide la madre senza dar segno di esitazione o rimorso; e un altro getta in acqua la madre dei suoi figli. Assiste alla scena un gigante biondo altrettanto impassibile, che fugge a nuoto nonostante le acque tumultuose.
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Domare l'infinito. Storia della matematica dagli inizi alla teoria del caos

di Ian Stewart

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 376

"La matematica ha una storia lunga, gloriosa, ma per certi versi trascurata, e l'influsso della disciplina sullo sviluppo della cultura umana è stato immenso". Così lan Stewart racconta la sua impresa temeraria di raccontare in poco più di 350 pagine l'intera storia della matematica, la disciplina umana forse più pervasiva, necessaria eppure costantemente temuta. Stewart non è il primo e non sarà certo l'ultimo a cimentarsi in un compito del genere, ma dalla sua ha ormai decenni di esperienza nel campo della comunicazione della matematica e moltissimi libri che attestano la qualità della sua scrittura e la dote, davvero rara, di saper esporre in modo comprensibile concetti molto complessi. Per questo "Domare l'infinito" è rapidamente diventato un classico della buona divulgazione, un libro che accompagna il lettore nei meandri del pensiero matematico, dall'invenzione stessa dei numeri, nella più remota antichità, ai più recenti sviluppi della moderna teoria del caos. Per scrivere una storia così variegata e così intimamente legata alla storia stessa dell'umanità non ci si può fermare alla superficie, lasciando intendere che solo gli addetti ai lavori possono apprezzarne davvero i contenuti. Proprio il contrario: Stewart ci vuole dimostrare che con un po' pazienza e di buona volontà chiunque può godere dell'universo che la matematica ci ha svelato.
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Crescita e forma. La geometria della natura

di W. Thomson D'Arcy

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 372

Celebrato come un classico della biologia, questo libro pubblicato per la prima volta nel 1917 è, come ha scritto il premio Nobel per la medicina Peter Medawar, "senza dubbio l'esempio più perfetto di quella difficile disciplina che consiste nel tradurre con la massima precisione i concetti in parole". Si tratta di uno dei libri che maggiormente hanno contribuito a trasformare in scienza dinamica quella che tradizionalmente era una statica attività descrittiva. Dai fondamenti filosofici della biologia alle relazioni tra la forma e la grandezza degli organismi, dall'analisi dello scheletro come meccanismo allo studio delle forme geometriche presenti in natura, Thompson chiarisce complessi problemi biologici e classificatori, con costanti riferimenti ai grandi studiosi del passato che, da Aristotele a Galileo, Réaumur, Roux, hanno guidato lo sviluppo dell'odierna morfologia sperimentale.
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Nel labirinto

di Kàroly Kerényi

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 197

Nei saggi raccolti in questo volume, Kerényi illumina i molteplici aspetti (simbolici, iconografici, letterari, mitici, ritual
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Il riformismo mancato. Milano e l'Italia dal dopogeurra a Tangentopoli

di Marino Livolsi

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 277

Ci fu una stagione, a Milano, nella quale le giunte di sinistra tentarono seriamente di avviare un vero percorso di riforme. Avvenne tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta. Il fallimento di quell'esperienza, e poi l'irrompere della "Milano da bere" e di Tangentopoli, sancirono al contrario quella distanza tra cittadini e politica che ancora contraddistingue il nostro Paese. L'occhio del sociologo percorre in questo libro settant'anni di storia da una prospettiva originale e poco battuta: ne esce un Paese sospeso tra un autentico desiderio di partecipazione pubblica e il predominio della vita privata, tra le istanze riformatrici di pochi e un caparbio conservatorismo diffuso, tra elevati slanci culturali di alcuni e un mai sconfitto analfabetismo profondo, tra la curiosità del mondo al di là delle Alpi e la persistente atmosfera provinciale. Milano e l'Italia sono e sono state tutte queste cose, e per capire il nostro presente (non necessariamente solo milanese) la narrazione di Livolsi è illuminante. Quella che si chiama la "società civile", in quei settant'anni è cambiata non tanto per azione della politica, ma ascoltando i cantanti, guardando i film, i programmi televisivi, i telegiornali, leggendo le riviste patinate, i fotoromanzi e i libri pubblicati dai grandi editori. Come sempre, mentre l'Italia si stava trasformando, la politica non avvertiva che il cambiamento era in atto.
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Nel nome di mia figlia

di Louise Doughty

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 348

Siamo nella provincia costiera inglese. Una bambina di nove anni viene falciata da un automobilista mentre torna da scuola, e muore. Il tremendo dolore e smarrimento di Laura, la madre, si innesta su una situazione già molto difficile: il marito e padre della piccola se n'è andato per sposare una donna molto più giovane e fragile, che gli ha appena dato un altro figlio. Non basta: il pirata della strada se la cava con una pena ridicola, suscitando nella protagonista un odio delirante che si alterna al dolore della perdita e al risentimento per il padre assente. Ancora: Laura comincia a ricevere lettere anonime, denigratorie e minacciose, da qualcuno che identifica immediatamente nella nuova moglie del marito, fragile sì, ma solo di testa, gelosa e paranoide. Decide di affrontarla, e affronta anche il pirata, recandosi al campo di roulotte dove l'uomo, un balcanico di mezz'età, vive con il nipotino, compagno di scuola della piccola morta. Lo stalking finisce in un'aggressione al bambino, che Laura però non riesce a portare a termine, in una visita inaspettata del dignitoso signore, e a un colloquio tra i due che sfocia nella richiesta della madre disperata di "compensare" l'omicidio della figlia con un altro omicidio, quello di Chloe, la nuova moglie dell'ex. Che infatti scompare. Alla fine c'è una confessione, ma non quella che ci si aspetterebbe. E un epilogo, che lascia il lettore in dubbio sulla colpevolezza della protagonista fino all'ultima frase.
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Ossessione, paranoia, perversione

di Sigmund Freud

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 437

In questa antologia di scritti freudiani sono sviluppati tre dei temi centrali della psicopatologia: le molteplici e variegate manifestazioni della nevrosi ossessiva e i loro presupposti nella vita pulsionale; il campo estremamente difficile e in parte "proibito" delle psicosi e le perversioni sessuali. Freud in ognuno di questi ambiti indaga la psiche restituendoci le sue audaci e illuminanti incursioni sotto un duplice profilo, teorico e clinico.
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