Bompiani
Parliamo tanto di me
di Cesare Zavattini
editore: Bompiani
pagine: 143
"È il mio primo libro. L'ho scritto a 27-28 anni, nel 1929-1930, al mio paese, mentre mio padre moriva di cirrosi epatica [...] Mentre lui agonizzava io scrivevo. Scrivevo a mano. Scrivevo anche di notte, a ritmo variabile: a volte ho delle prontezze prodigiose e la roba mi viene subito, altre volte continuo a scrivere e rivedere. Non so perché mi sono messo a lavorare a 'Parliamo tanto di me': forse era un modo per fare comunque il mio mestiere, nonostante le circostanze; forse era una rivolta di vita contro il morire di mio padre; o semplicemente c'era in me, senza che lo sapessi, una natura di scrittore." Il libro fu un successo clamoroso e segnò l'inizio della fortunata carriera letteraria di Zavattini.
Fuori catalogo
Socrate 2896
di Margherita D'Amico
editore: Bompiani
pagine: 87
Lucilla è una bambina del tutto speciale, Socrate è un toro maremmano di nove quintali dalle lunghe corna bianche. Hanno sette anni, sono cresciuti insieme e all'alba di domani la vita di entrambi cambierà. Questa è dunque la notte dell'addio, o forse di un nuovo inizio. A nome degli animali e della natura Socrate ha affidato a Lucilla un prezioso messaggio per l'umanità sbandata. A lungo ci hanno ragionato insieme, mentre, stagione dopo stagione, la loro amicizia si trasformava nel preparativo di una missione. Non va sprecato neppure un minuto, prima che sorga il sole, per ripassare quanto la piccola ambasciatrice riferirà all'uomo, offrendogli la luminosa chiave capace di mutare il suo destino.
Fuori catalogo
Le afflizioni
di Vikram Paralkar
editore: Bompiani
pagine: 134
Un bibliotecario molto anziano sceglie Máximo, giovane nano farmacista dal volto deforme, come suo allievo ed erede per affidargli l'Encyclopædia medicinæ, libro che custodisce il sapere su tutte le malattie che affliggono l'umanità. In esso tutti i mali sono manifestazioni esteriori di difetti morali, vizi, o semplicemente della miseria umana: dal Morbus geographicus, che si cura solo trovando il posto giusto in cui stare, all'Afflizione di Mnemosyne, in cui la memoria diventa prodigiosa, ma a scapito di tutte le altre facoltà; dal Corpus fractum, in cui chi ne è affetto assorbe tratti fisici di persone cui ha fatto torto trasformandosi in un mostro composito, all'Amnesia hystrionis, in cui gli attori perdono la memoria guadagnando così il gusto di scoprire come nuove le opere che ormai conoscevano fino allo sfinimento. Come Máximo scoprirà presto, la medicina può rivelarsi ben più di quel che pensava. "Le afflizioni" è un compendio magico di pseudo-malattie, un'enciclopedia di medicina arcaica compilata da uno scienziato contemporaneo. A poco a poco questi mali bizzarri o mistici arrivano a comporre il quadro di una lotta eterna: quella tra l'umano desiderio e i limiti dell'esistenza corporea.
Fuori catalogo
L'occhio del male
di Joyce Carol Oates
editore: Bompiani
pagine: 216
In questa raccolta Joyce Carol Oates offre al lettore quattro racconti sull'amore, mostrando fino a che punto possono arrivare le persone per trovarlo, tenerlo e a volte mettervi fine, e continua la sua esplorazione degli angoli più bui e disturbanti della natura umana. Nel primo racconto della raccolta incontriamo Mariana, la quarta giovane moglie di un noto intellettuale. Quando una notte la sfacciata prima moglie del marito va da loro, Mariana scopre una terribile verità che minaccia il suo matrimonio e la sua stessa sanità mentale. Allo stesso modo tutte le storie che compongono la raccolta raccontano legami d'amore in cui la tensione, il segreto, la violenza dei legami e delle passioni catturano il lettore in una suspense continua.
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Memento
di Emelie Schepp
editore: Bompiani
pagine: 397
Estate 1991. Una bambina si risveglia in ospedale e non ha la minima idea di chi sia e da dove venga. Ventun anni dopo Jana Berzelius è un pubblico ministero di successo e con una promettente carriera davanti a sé. Per questo le viene assegnato un caso di alto profilo: l'omicidio di Hans Juhlén, direttore dell'Ufficio immigrazione di Norrköping. Insieme all'Ispettore capo Henrik Levin e alla detective Maria Bolander, Jana inizia le indagini e fin dal primo momento qualcosa sulla scena del crimine fa capire che non si tratta di una semplice rapina finita male. C'è molto di più. A complicare le cose, la scoperta di un altro cadavere. E più Jana scava più il suo passato torna a bussare alla porta.
Fuori catalogo
L'arte di sparire
di Jenny Downham
editore: Bompiani
pagine: 439
Quando i servizi sociali rintracciano la sua famiglia, Mary, anziana e smarrita dopo aver perso il compagno, si ritrova affidata alla figlia Caroline che non vede da anni e, come in passato, segreti e silenzi le dividono. In compenso la nipote diciassettenne Katie è incuriosita dalla nuova nonna. Timida e insieme irruenta, è innamorata e non sa cosa fare dell'impulso che la spinge verso la persona sbagliata né come gestire una madre rigida e ossessionata dal controllo. Caroline, dal canto suo, deve confrontarsi con un passato che non le piace e Mary sarà costretta a smettere di nascondere dietro la perdita della memoria, che pure la incalza, certi fatti che ricorda benissimo. Tre donne che litigano, si ignorano, si detestano eppure hanno molto da dirsi.
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La tradizione signorile nella filosofia americana e altri saggi
di George Santayana
editore: Bompiani
pagine: 710
George Santayana occupa una posizione singolare nel panorama filosofico del Novecento. È stato annoverato tra i filosofi classici americani e al tempo stesso etichettato come un filosofo avulso dal mondo, a cui guardava con un atteggiamento di profondo distacco. Ciò non gli ha impedito di elaborare un'analisi carica di pungente ironia nei confronti del mondo americano, bene accolta, fra l'altro, dalla sua punta più avanzata. La sua particolare posizione di insider/outsider lo ha dotato di uno sguardo penetrante su quella che egli, con una fortunata espressione, ha definito "la tradizione signorile" della filosofia americana. Al centro della sua visione emerge un dualismo insanabile tra due anime del mondo americano: una che trova espressione nella religione, nella morale, nella filosofia accademica e nella letteratura, caratterizzata dalla fedeltà alle tradizioni e dal rifiuto di tutto ciò che si allontana da esse; l'altra, all'opposto, caratterizzata dall'apertura verso il nuovo e dalla costante ricerca della crescita economica. Nei confronti di entrambe Santayana esprime una critica serrata: contro la prima per il suo soffocante atteggiamento di censura nei confronti del nuovo e del diverso, contro la seconda per il suo smaccato utilitarismo e la sua limitatezza culturale. Ne deriva una critica della modernità di grande interesse per il dibattito contemporaneo sul tema del controllo della libertà individuale, in quanto esso procede di pari passo con l'incentivazione del progresso e il miglioramento delle condizioni pratiche della vita nel mondo contemporaneo.
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Caro autore. Come rifiutare un capolavoro
di Riccardo Bozzi
editore: Bompiani
pagine: 108
Cosa accadrebbe se i più grandi scrittori di tutti i tempi dovessero avere a che fare con l'industria editoriale così come si configura oggi, con le esigenze di marketing, autocensura e political correctness? È probabile che molti capolavori non avrebbero mai visto la luce. Questo libro prova a immaginare le lettere di rifiuto che autori come Shakespeare, Melville, Steinbeck, Dante, Leopardi, Manzoni, avrebbero potuto ricevere se fossero vissuti ai giorni nostri.
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Andando altrove
editore: Bompiani
pagine: 496
Oltre 20 anni di esplorazioni nelle parti meno note del mondo raccontate da Alberto Moravia con le immagini di Andrea Andermann. Un volume di grande formato, illustrato a colori, l'esperienza di due artisti e viaggiatori attraverso le zone più remote di Mongolia, Yemen, Africa. Alberto Moravia e Andrea Andermann per oltre 20 anni sono stati compagni di viaggio, viaggi soprattutto in Africa, in Mongolia e lo Yemen. Da queste loro esplorazioni in parti meno note del mondo, lo scrittore ha riportato le sue variazioni su tanti temi nate dalle profonde esperienze vissute in questi luoghi lontani ed il regista le sue impressioni fotografiche che vanno a ricomporsi in un insolito ed unitario racconto, in cinquecento pagine suddivise fra intense immagini e narrazioni emozionate.
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L'ultimo rifugio. Romanzo di un diario
di Imre Kertész
editore: Bompiani
pagine: 279
"L'ultimo rifugio" è lo sguardo che un grande testimone del XX secolo rivolge alla propria vita, legata a doppio filo alle svolte drammatiche della storia. Insieme diario intimo e racconto, questo libro guarda agli anni della fuga dall'Ungheria come a un esilio volontario da un paese che, dopo il crollo del socialismo, manifestava preoccupanti tendenze totalitarie. Trasferitosi a Berlino, Kertész riassapora la ritrovata libertà nella scrittura e nella vita quotidiana, ma il pensiero alla vecchiaia fisica e creativa che si avvicina è inevitabile e doloroso. Tenendo sempre all'orizzonte l'atto della scrittura, giustificazione della sua stessa esistenza, Kertész intreccia una critica tagliente dei tempi moderni e lucide riflessioni sulla storia e sull'arte alla cronaca disarmante del suo declino, che si fa testimonianza della lotta per la dignità di ogni essere umano anche nelle circostanze più estreme
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Alan, un uomo fortunato e altri racconti
di Jonathan Lethem
editore: Bompiani
pagine: 147
Un padre con l'esaurimento nervoso perché le vacanze di famiglia iniziano a prendere una piega sinistra; un critico del porno che, nonostante le migliori intenzioni, viene perseguitato dalla sua fama - oltre che dalla montagna di oscenità che riempiono il suo appartamento; una banda di personaggi di vecchi fumetti bloccati su un'isola deserta; un neonato portato in salvo durante una tempesta di neve; un prigioniero politico in un buco di una strada cittadina... Benvenuti a Lethem-landia: nove racconti dove l'inspiegabile è in agguato nel quotidiano, dove la banalità diventa inquietante e l'assurdità del mondo in cui viviamo si fa tragica.
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L'astragalo
di Albertine Sarrazin
editore: Bompiani
pagine: 187
Patti Smith aveva venturi anni e molta fame quando in una libreria del Greenwich Village comprò per 99 cent un libro che le avrebbe cambiato la vita. Questo. "La mia Albertine, come l'ho adorata! I suoi occhi luminosi mi hanno fatto strada nel buio della mia giovinezza." La sua Albertine assomiglia molto ad Anne, la protagonista dell'"Astragalo": in fuga dalla prigione, si lascia cadere da un muro e si frattura il piede. A salvarla è Julien, anche lui in fuga dalla giustizia per reati di poco conto, e insieme partono lasciandosi il mondo alle spalle. La paura di essere catturati, il ricordo dei giorni passati in cella, la claustrofobia dei rifugi improvvisati, l'orizzonte che si contrae: ogni dettaglio viene descritto con violenta precisione. L'"astragalo" è apparso sulla scena letteraria francese nel 1965. Il suo stile intenso e feroce, una novità assoluta per quegli anni, possiede la vitalità di un piccolo ruvido classico.
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