Carocci
Discorsi d'attualità. Dal «postmoderno» ai nuovi orizzonti della cultura
editore: Carocci
pagine: 262
Viviamo una fase delicata di passaggio e transizione, che sembra toccare più o meno tutti i campi della nostra realtà. Ci sono elementi per diagnosticare addirittura un cambio d'epoca: dal "postmoderno" costruttivista, con il suo diniego radicale di poter raggiungere qualsiasi realtà, a un tipo di "new realism" (Maurizio Ferraris) o "età di autenticità" (Edward Docx). Un cambio che non riguarda solo la filosofia, la critica letteraria, l'arte e l'architettura, ma anche la ricerca, la politica e i media, così come il mondo finanziario, dove il crollo di Wall Street nel 2008 ha segnato una svolta decisiva. L'Istituto Svizzero di Roma ha organizzato nel 2012 i "Discorsi d'attualità" con l'intento di suscitare un dibattito aperto, vivo e sfaccettato su alcuni dei temi scottanti dell'oggi, analizzandoli in una prospettiva storico-comparativa, che desse conto della transizione, reale o percepita che fosse. Il presente volume raccoglie i contributi di 18 eminenti specialisti, provenienti dalla Svizzera, l'Italia e la Germania, che hanno partecipato alla costruzione di questa istantanea del presente, ciascuno nel rispettivo campo d'eccellenza.
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Etica della comunicazione
editore: Carocci
pagine: 139
Oggi più che mai la comunicazione è un tema di grande attualità
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Filosofia del film
editore: Carocci
pagine: 191
La filosofia del film si è affermata negli ultimi vent'anni per merito di autori come Carroll, Currie e Wartenberg, incidendo
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Lo studio dell'antichità. Giorgio Pasquali e i filologi classici
di Fausto Giordano
editore: Carocci
pagine: 133
È noto che lo studio dell'antichità viene rinnovato dalla continua trasformazione dei legami concettuali che si possono stabilire con i testi e con le testimonianze materiali pervenutici attraverso un secolare processo di trasmissione e di decifrazione. Il volume intende dare conto dei criteri di giudizio in base ai quali il filologo Giorgio Pasquali (Roma 1885-Belluno 1952), durante la prima metà del secolo XX, valutò l'approccio ai documenti antichi messo in atto da alcuni dei più noti classicisti, sia italiani che stranieri, oltre che da alcuni scrittori della letteratura nazionale. In tali analisi, che esercitarono una notevole influenza sulla cultura italiana, anche al di là del ristretto ambito degli antichisti, egli non limitò il campo delle proprie ricerche alla rievocazione di dati cronachistici pertinenti, esclusivamente o prevalentemente, al vissuto biografico dei singoli studiosi, ma offrì, invece, un interessante spaccato metodologico di storia degli studi classici.
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La punteggiatura dei bambini. Uso, apprendimento e didattica
editore: Carocci
pagine: 254
In quale modo i bambini usano i segni di punteggiatura? Quali segni si apprendono prima, e quali costituiscono invece i principali nodi di difficoltà per gli apprendenti? La didattica tradizionale è in linea con il naturale percorso di apprendimento della punteggiatura? E che cosa si può fare per renderne più efficace l'insegnamento a scuola? Il volume, che presenta i risultati di una ricerca condotta presso il Dipartimento formazione e apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), propone risposte concrete a questi e altri interrogativi, colmando una lacuna che ha caratterizzato la letteratura scientifica sull'argomento, da tempo concentrata sugli aspetti diacronici e sincronici del sistema interpuntivo, e meno incline a indagarne le implicazioni didattiche. A partire da testi reali e da sperimentazioni condotte nelle scuole primarie, si delineano i tratti di una nuova didattica dell'interpunzione che rispetti l'evoluzione delle competenze linguistiche del bambino e, soprattutto, le sorprendenti capacità della mente infantile.
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La ricerca di genere
editore: Carocci
pagine: 150
Il volume riflette sulla metodologia gender-sensitive, ovvero le pratiche e tecniche di ricerca sensibili alle peculiarità, differenze e convergenze di genere. Dopo aver presentato i concetti chiave per capire tale prospettiva, il libro analizza il rapporto che essa intrattiene con la dicotomia "qualitativo/quantitativo"; ricostruisce la crescente sensibilità della produzione statistica verso gli indicatori di genere; descrive lo sforzo compiuto dalla sociologia contemporanea per superare il determinismo della prospettiva olistica e il soggettivismo di quella individualistica a favore di posizioni più aperte all'idea della contaminazione. Valuta infine il contributo che gli studi longitudinali possono offrire al paradigma gender-sensitive.
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Tu sei il re dei Giudei? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù
editore: Carocci
pagine: 250
Convinti che i Vangeli non hanno carattere storico, ma teologico, e che la loro narrazione non offre coordinate plausibili di
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Bonhoeffer
editore: Carocci
pagine: 263
Chi resta saldo? Solo colui che non ha come criterio ultimo la propria ragione, il proprio principio, la propria coscienza, la
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Il curricolo nella scuola dell'infanzia. Prospettive di ricerca e modelli operativi
editore: Carocci
pagine: 174
Le bambine e i bambini d'oggi alla soglia del terzo anno di vita si presentano come soggetti in larga misura già formati, nell
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Il terrorismo italiano. Storia di un dibattito
editore: Carocci
pagine: 342
Che cosa è stato il terrorismo italiano? Quali le sue cause, le sue origini e il suo significato nella storia nazionale? Quali
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La cucina è arte? Filosofia della passione culinaria
editore: Carocci
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La lingua della poesia nell'età dell'illuminismo
di Carlo E. Roggia
editore: Carocci
pagine: 230
In mezzo al grande rinnovamento che investe la lingua italiana nel Settecento, la poesia è spesso parsa una sorta di isola: uno spazio chiuso in cui il nuovo clima intellettuale non arriva a intaccare una tenace fedeltà linguistica al passato. In realtà la lingua poetica nel secolo dei Lumi non è al riparo dalle pulsioni riformatrici, solo che il vettore del suo rinnovamento punta in direzione opposta alla semplificazione funzionale della prosa, e cioè verso un aristocratico distacco: un paradosso, sembrerebbe, per una cultura che faceva della divulgazione del sapere un suo caposaldo. È questo il nodo storiografico intorno a cui vertono i saggi qui raccolti. Lavorando su casi esemplari (Parini, Cesarotti, la poesia didascalica), il discorso si muove tra analisi linguistica e storia delle idee, toccando vari aspetti di fondo della cultura italiana settecentesca: le tensioni tra vecchio e nuovo, tra dimensione nazionale e sovranazionale; il ruolo stesso della poesia nella nuova cultura riformista. Oggetto ultimo finisce così per essere quello che resta forse il problema centrale per ogni storia della lingua, ovvero il complesso legame che stringe la lingua intesa come sistema di strutture in movimento e la cultura di un'epoca.
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