Carocci
Giovani di paese in un mondo globalizzato. Una ricerca nel Mezzogiorno d'Italia
editore: Carocci
pagine: 136
La crisi di identità che attanaglia le nuove generazioni non è solo di natura sociale ed economica, ma soprattutto culturale, morale e psicologica. Quali sono le modalità e gli effetti dell'uso delle nuove tecnologie, di Internet e dei consumi culturali di massa presso i giovani e, in particolare, presso i giovani di paese? A questo interrogativo risponde la ricerca qui pubblicata condotta su un campione giovanile della provincia di Benevento. L'indagine configura un quadro in cui la condizione giovanile, in questa zona del Sannio, risulta "radicata localmente", ma vissuta "mentalmente altrove". Questi ragazzi vivono in una zona di "liminalità" tra prospettive deluse e speranze sopite; sostano in una zona grigia all'interno di una comunità paesana in cui sono ancora forti le radici di identificazioni tradizionali ma nello stesso tempo sono protesi e proiettati nella società postmoderna. La dimensione di paese, però, li appiattisce in una situazione di passività e di "attesa". La ricerca offre i dati e i punti di appoggio ad un'azione politica e culturale per approntare linee di intervento su modelli di sviluppo auto-propulsivo. Rileggendo e reinterpretando le "identità culturali locali", si dischiudono esperienze per una nuova visione collettiva dove possono trovare posto sia l'auto-realizzazione, sia il contributo dei giovani allo sviluppo globale.
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La violenza sulle donne e sui minori
Una guida per chi lavora sul campo
editore: Carocci
pagine: 303
La violenza contro le donne e i minori, oltre a quella presente in altre relazioni interpersonali, è frequente, ha effetti dev
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L'Europa del Cinquecento
Stati e relazioni internazionali
di Tallon Alain
editore: Carocci
pagine: 317
Nell'Europa del Cinquecento prende forma un sistema politico destinato a durare tre secoli o più
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Riorganizzare: l'economia, la società. Scritti in onore di Francesco Paolo Cerase
editore: Carocci
pagine: 199
La recente crisi economico-finanziaria spinge con maggiore urgenza le democrazie capitalistiche a rivedere le proprie regole, rivelatesi non più adeguate o sostenibili. Tuttavia cambiare le regole non basta se queste non sono poi osservate o fatte osservare, come accade spesso in Italia. A partire da queste considerazioni, il volume affronta questioni diverse per ampiezza e ambito dalla comune prospettiva della sociologia economica: la prima parte riflette sulle contraddizioni del nuovo capitalismo finanziario e sulle difficoltà dei sistemi democratici a identificare regole che tengano in piedi il "compromesso storico" tra capitale e lavoro salariato nell'era della globalizzazione; la seconda si sofferma invece sull'analisi dei fattori contestuali, dei meccanismi, delle strategie (individuali e collettive) che facilitano o piuttosto ostacolano l'introduzione di nuove regole, facendo riferimento a casi di studio attinenti a problemi antichi e recenti della società italiana.
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Ferdinand de Saussure
di Prampolini Massimo
editore: Carocci
pagine: 135
Un concetto è una qualità della sostanza fonica (Saussure): è la definizione più rivoluzionaria da Aristotele ai nostri giorni
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Storia dell'Inquisizione in Italia
Tribunali, eretici, censura
di Black Christopher F.
editore: Carocci
pagine: 485
Una nuova storia dell'Inquisizione in Italia dall'istituzione del Sant'Uffizio nel 1543 per opera di papa Paolo III alla fine
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QdS. Quaderni di didattica della scrittura
editore: Carocci
pagine: 104
I "Quaderni" intendono porsi come luogo di costruzione e di circolazione di un sapere sull'insegnare a scrivere: costituiscono, dunque, non uno strumento diretto per imparare a scrivere romanzi o opere narrative, bensì un supporto offerto all'insegnamento di questa abilità comunicativa nei diversi settori in cui oggi essa è presente, favorendo la predisposizione al piacere dello scrivere.
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Diritti in guerra. Atti del convegno internazionale «Bellum iustum» (Aosta, 5-7 dicembre 2007)
editore: Carocci
pagine: 230
Dopo i decenni della Guerra fredda, in cui l'opzione bellica era relegata a contesti locali, spesso negati per il timore di un'escalation planetaria in caso di conflitto tra i due blocchi contrapposti, a partire dal 1991 l'uso delle armi è tornato a essere considerato come il possibile esito di una tensione internazionale. Non a caso, tra la caduta del Muro e la fine dell'URSS, scoppiò la prima Guerra del Golfo. In vent'anni, la praticabilità ideologica, prima ancora che materiale, della scelta di colpire militarmente ha molto tentato i governanti e sempre meno indignato le opinioni pubbliche, assottigliando i cortei dei pacifisti e proporzionalmente anche le argomentazioni degli oppositori all'uso della forza. È diventato progressivamente più facile finire diritti in guerra ed è diventato sempre più aleatorio parlare di prerogative giuridiche valevoli anche in contesti di confronto armato: i Diritti in guerra, appunto. Per questo, nell'occasione di un convegno internazionale ad Aosta, dopo la seconda Guerra d'Iraq ma prima della Libia, cultori di diverse discipline hanno lavorato per rimettere a punto concetti e, in definitiva, valori.
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Bollettino di italianistica. Rivista di critica, storia letteraria, filologia e linguistica
editore: Carocci
pagine: 211
'Bollettino' è un titolo modesto, un po' ottocentesco, che si è voluto conservare dalla precedente serie del periodico proprio perché allude alla pazienza non esibizionistica di una ricerca ben documentata e rigorosa. È innanzitutto espressione delle forze intellettuali che si raccolgono nel Dipartimento di studi filologici, linguistici e letterari dell'Università di Roma 'La Sapienza' e si avvale anche di studiosi stranieri di italianistica, tra cui Zygmunt Baranski, David Forgàcs, Gilles Pécout e Jean Charles Vegliante. L'ampiezza dello spettro cronologico, dalle origini al presente, e da qui al futuro, corrisponde all'ampiezza degli interessi tematici e metodologici: la presenza forte di competenze disciplinari più tradizionali (storia della lingua e della letteratura italiana, filologia italiana ecc.) s'accompagna a una varietà di interessi e metodi, che consente di effettuare scandagli nelle direzioni e alle profondità più diverse, dalla sociologia della letteratura e della cultura alle comunicazioni di massa, alla letteratura comparata e ancora a quelle di genere.
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La città responsabile. Rinnovamento istituzionale e rinascita civica
di Stefano Moroni
editore: Carocci
pagine: 167
Nonostante il prolungato successo degli insediamenti urbani come attrattori di persone e produttori di ricchezza, l'impressione comune è che qualcosa si sia incrinato nel loro funzionamento. Due appaiono gli elementi cruciali per mantenere - e, sperabilmente, esaltare - i vantaggi di quelle dense concentrazioni di individui e attività che sono le nostre città: da un lato, istituzioni pubbliche locali più affidabili e selettive, che si concentrino solo sui problemi realmente fondamentali della convivenza urbana, garantendo, anzitutto, una regolazione semplice, imparziale e stabile, e abbandonando, al contempo, eccessi di interventismo, burocratismo e discrezionalità; dall'altro, cittadini che usino più attivamente e creativamente le loro libertà ma con maggiore onestà. Il libro affronta entrambe le questioni proponendo di mettere al centro di un indispensabile rinnovamento istituzionale e di un'auspicabile rinascita civica un ideale forte di "responsabilità" (pubblica e privata) che implica un'inedita alleanza tra una particolare etica delle regole e una particolare etica delle virtù. La prospettiva è di individuare le condizioni per una città che garantisca, contemporaneamente, giustizia, sussidiarietà e prosperità.
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