Carocci
La differenza insegna. La didattica delle discipline in una prospettiva di genere
di Maria Serena Sapegno
editore: Carocci
pagine: 197
Il libro - dovuto alla passione e all'impegno di molte autrici e frutto dell'incontro e della collaborazione tra scuola e università - fa seguito a numerosi dibattiti, a un appello sulla stampa a proposito dell'ultimo concorso a cattedra e al Convegno nazionale che ne è scaturito (Facoltà di lettere e filosofia, Roma, febbraio 2013). È infatti ormai senso comune che la scuola e l'università potrebbero e dovrebbero avere una funzione importante anche nell'educazione alla parità tra uomini e donne, così come al riconoscimento della differenza e dei modi di viverne liberamente le caratteristiche. Alla base di questo importante processo non può che esserci la revisione di quell'idea astratta di Uomo che abbiamo ereditato dalla tradizione, per abituarci a pensare un mondo popolato di uomini e di donne. Tutte le discipline sono coinvolte in questo percorso critico, per aiutarci a smontare gli stereotipi che ci inchiodano a ruoli rigidi e umilianti, per insegnarci a svelare la misoginia e a costruire uno sguardo critico sul mondo che ci circonda, sulle dinamiche di potere nelle quali cresciamo e che spesso non vediamo, anche se sono dietro tante manifestazioni di violenza.
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Desde el Umbral-Sulla soglia. Carmen Martín Gaite: la narrativa, la poesia e il teatro
di Elisabetta Sarmati
editore: Carocci
pagine: 135
La traiettoria artistica della scrittrice Carmen Martín Gaite percorre l'arco di tutto il Novecento letterario spagnolo, dalla sua opera prima "El libro de la fiebre" (1949), all'ultimo romanzo "Los parentescos", pubblicato postumo nel 2001. La presente monografia si propone come una nuova finestra aperta sulla produzione di una delle scrittrici che reinterpretò con maggiore originalità le principali correnti artistiche e di pensiero del secolo scorso.
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L'Italia del divorzio. La battaglia fra Stato, Chiesa e gente comune (1946-1975)
di Fiamma Lussana
editore: Carocci
pagine: 227
Famiglia e indissolubilità del matrimonio sono al centro del dibattito che inizia, all'indomani della Seconda guerra mondiale, nell'Assemblea Costituente. Si riaccende in quella sede il duro scontro sul divorzio che già nell'Italia postunitaria, fuori e dentro il Parlamento, aveva contrapposto progressisti e conservatori. L'urto sul divorzio è il drammatico specchio delle contraddizioni della politica e del bisogno di cambiamento della società italiana. Dopo la proposta di legge presentata dal socialista Fortuna a metà degli anni Sessanta, la contesa fra divorzisti e antidivorzisti è destinata a dividere il paese diventando un'aspra disputa fra oscurantismo e modernità. Basandosi su fonti archivistiche inedite, come le migliaia di lettere e cartoline dei "fuorilegge del matrimonio" inviate a Loris Fortuna per sostenere il suo progetto di legge, la crociata del divorzio viene qui indagata assumendo per la prima volta anche l'angolo visuale della gente comune. Quella del divorzio è infatti una battaglia esplosiva che si innesta su una sofferenza sociale diffusa: oltre ai maggiori partiti politici e ai vertici della Chiesa, impegnati, ciascuno a suo modo, a difendere la propria egemonia, entrano in campo con forza inaspettata anche le persone.
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Aby Warburg, antropologo dell'immagine
editore: Carocci
pagine: 142
Se per molto tempo il suo apporto è stato trascurato dagli antichisti e dagli storici dell'arte, Aby Warburg è considerato oggi come colui che ha posto le premesse per un'antropologia dell'immagine, disciplina parallela alla storia dell'arte, che si occupa di delineare una storia più ampia dell'immagine come prodotto "antropologico" e di tracciarne una vera e propria storia dello sguardo. Warburg ha rivoluzionato il quadro tradizionale di queste discipline e il rapporto, nello studio dell'immagine, fra l'apporto storico artistico e quello antropologico. La riflessione su alcuni aspetti centrali della sua ricerca è affrontata da A. Pinotti e A. Ducei, mentre il rapporto con l'antico è approfondito da B. Cestelli Guidi sul progetto di allestimento della Gipsoteca nella Kunsthalle di Amburgo, che fa riferimento a materiali inediti. G. Chiarini tratta il tema di Orfeo, centrale nel "Bilderatlas". L'interesse per la circolazione delle immagini fra il Nord e il Sud dell'Europa e fra Oriente e Occidente e il rapporto fra i committenti e l'opera d'arte sono temi affrontati da E. Villari che ripercorre gli studi sugli arazzi come "veicoli mobili di iconografie". Chiude il volume C. Cieri Via che traccia la storia della ricezione del rapporto fra Aby Warburg e l'antropologia attraverso gli studi degli ultimi decenni e analizza alcuni dei punti cruciali dell'antropologia delle immagini warburghiana.
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Estetica del performativo. Una teoria del teatro e dell'arte
di Erika Fischer-Lichte
editore: Carocci
pagine: 376
Erika Fischer-Lichte sviluppa una nuova estetica, all'interno della quale viene teorizzato e messo in primo piano il potere trasformativo dello spettacolo. Nella determinazione del concetto di spettacolo, che è alla base del lavoro, possiedono un ruolo centrale la co-presenza corporea di attori e spettatori, l'unicità e la fugacità degli spettacoli, il carattere emergente dei significati e la peculiare esperienza estetica che queste stesse condizioni rendono possibile. Un'esperienza estetica che è in grado dunque di portare a una trasformazione, senza che ciò implichi una specifica modalità di trasformazione. L'estetica del performativo così elaborata apre prospettive assolutamente nuove per la riflessione teorica sull'arte.
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Italofilia. Opinione pubblica britannica e Risorgimento italiano (1847-1860)
di Elena Bacchin
editore: Carocci
pagine: 266
Il volume intende rispondere a due domande principali: perché e in che modo il popolo britannico si interessò alla causa dell'indipendenza e dell'unità italiana? Attraverso quali mezzi e con quali parole gli italiani seppero rivolgersi e mobilitare un pubblico straniero negli anni centrali dell'Ottocento? Sono così analizzate le figure di primo e secondo piano impegnate a promuovere il sostegno alla questione italiana, tra gli esuli mazziniani e tra i moderati; le molteplici strategie di pressione, mobilitazione e raccolta fondi; i contenuti e le modalità della propaganda; la politica delle reti di relazione; le ricadute e gli effetti nell'opinione pubblica britannica. È molto ampio e variegato il ricorso a fonti inglesi e italiane inedite.
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L'urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre
di Leila El Houssi
editore: Carocci
pagine: 230
Il volume affronta il tema dell'antifascismo italiano in Tunisia tra le due guerre mondiali e rimette in discussione il luogo comune secondo cui la numerosa collettività italiana presente nel paese nordafricano fosse totalmente schierata col regime fascista. In realtà, contro la dittatura di Mussolini e la sua propaganda sorse una corrente di opposizione i cui protagonisti furono membri dell'élite borghese liberale di appartenenza massonica, militanti del movimento anarchico, esponenti della classe operaia organizzata nei partiti della sinistra socialista e comunista e aderenti a Giustizia e Libertà. Nacque così un dinamico laboratorio politico animato da giovani italo-tunisini che vide nei primi anni Trenta la costituzione della sezione tunisina della Lega italiana dei diritti dell'uomo (LIDU) e, in seguito, l'apporto di personalità politiche come Velio Spano e Giorgio Amendola inviati dal Centro estero del PCI per dare respiro internazionale al movimento antifascista di Tunisia. Le vicende di questo nucleo antifascista sono state ricostruite attraverso l'analisi della stampa, della memorialistica e di una vasta documentazione reperita negli archivi tunisini, italiani e francesi.
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Facce. Una storia del volto
di Hans Belting
editore: Carocci
pagine: 375
Dalle maschere teatrali alla mimica degli attori, dal ritratto europeo alla fotografia, dal cinema all'arte contemporanea, Hans Belting ripercorre in questo volume i diversi tentativi di fissare la vita del volto e del sé. Affascinante indagine sui vari modi in cui gli uomini hanno raffigurato sé stessi nel corso della storia, "Facce" offre innumerevoli spunti di riflessione che mettono in crisi le nostre idee più consolidate.
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Cercando Majorana
di Étienne Klein
editore: Carocci
pagine: 150
Ettore Majorana è stato un fisico profetico per la sua epoca
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Che cos'è la filologia dei testi a stampa
di Susanna Villari
editore: Carocci
pagine: 128
Quali sono le metodologie filologiche applicate ai testi a stampa? Che cos'è la textual bibliography? Quali sono le tappe storiche di tale disciplina? Nel rispondere a queste domande, il testo presenta alcuni esempi di significative edizioni di testi in volgare italiano e affronta tematiche proprie delle discipline bibliografiche e problemi di critica testuale.
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Il potere della povertà. Eric Voegelin interprete di Francesco d'Assisi
di Nicoletta Stradaioli
editore: Carocci
pagine: 102
L'esperienza religiosa di Francesco d'Assisi è tornata di prepotente attualità e ancor più l'ideale di povertà che egli incarna. A riscoprire nel Novecento il "potere della povertà" fu Eric Voegelin, che dedicò a Francesco alcune fra le più belle pagine della sua "History of Politicai Ideas". Tale riscoperta è al centro di questo libro, che mette a fuoco la figura di Francesco da una prospettiva radicalmente nuova. La novità interpretativa si coglie immediatamente allorché si consideri che la "imitatio Christi" e l'ideale di povertà evangelica di Francesco sono, da un lato, la premessa indispensabile per una rinascita sociale e religiosa e, dall'altro, i simboli di un credo che può talvolta subire torsioni di carattere ideologico e intramondano. Voegelin soppesa con attenzione le implicazioni del messaggio di Francesco, ne evidenzia l'eccezionalità, la portata politico-simbolica e si concentra in particolare sulla componente escatologico-apocalittica, inserendo Francesco tra quelle personalità storiche che aiutano a comprendere meglio le idee, i simboli e le ideologie del XX secolo.
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Le scienze nel Vicino Oriente antico. Un'introduzione
editore: Carocci
pagine: 160
Come si concepiva, nell'antica Mesopotamia, il rapporto tra l'ordine assoluto delle quantità numeriche e il ruolo della regalità nell'ordine cosmico? Come pianificavano gli architetti egizi i loro immensi edifici? Le lingue egiziana e accadica (assiro-babilonese) non usavano termini specifici per esprimere concetti astratti quali "geometria", "astronomia", "medicina", tuttavia queste discipline esistevano e avevano grande importanza nella vita dei rispettivi popoli. Per analizzare una cultura scientifica che è alla base di quella occidentale, gli autori scelgono la visuale del pensiero antico, un pensiero che non si può non definire, secondo i parametri odierni, fondamentalmente "religioso".
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