Casagrande
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La delazione
di Cazzola Roberto
editore: Casagrande
pagine: 231
Nella Torino occupata del 1944 una diciassettenne - sradicata e ambiziosa denuncia i vicini di casa, una coppia di fidanzati
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La fabbricazione del paesaggio dei laghi
Giardini, panorami e cittadine per turisti tra Ceresio, Lario e Verbano
di Ferrata Claudio
editore: Casagrande
pagine: 213
Questo studio mette in evidenza le specificità della nascita del paesaggio della "regione dei laghi" ticinesi e delle aree cir
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Diario svizzero (1944-1945)
di Chiara Piero
editore: Casagrande
pagine: 236
Condannato a quindici anni di reclusione per attività antifascista, Piero Chiara sul finire del '43 decise di abbandonare Luin
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Che razza di ebreo sono io
di Bruno Segre
editore: Casagrande
pagine: 125
Bruno Segre prese coscienza della propria identità ebraica a otto anni, brutalmente, quando le leggi razziali lo costrinsero a
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La vita a volte è sopportabile. Ritratto ironico di Wislawa Szymborska. DVD. Con libro
editore: Casagrande
pagine: 70
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Rivista per le medical humanities
editore: Casagrande
pagine: 107
La dimensione estetica non è estranea alla medicina, non solo alla chirurgia, ma alla medicina in generale. L'estetica come ramo della filosofia riguarda innanzitutto l'arte, ma valori estetici intervengono in ogni ambito dell'esperienza e quindi anche, e a maggior ragione, in quell'esperienza particolarmente "sensibile" che è costituita dalla malattia, la sofferenza e le relazioni di cura. Questi argomenti, sviluppati nel Dossier, sono poi ripresi nell'Intervista a Daniele Pinzi Pasca e Maria Bonzanigo, due protagonisti della scena teatrale contemporanea. La sezione Etica clinica ci conduce invece nei meandri del nostro cervello, lungo le vie tracciate dalle neuroscienze per andare alla ricerca delle basi fisiologiche della nostra vita mentale.
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Frammenti di un terzo diario
di Max Frisch
editore: Casagrande
pagine: 218
Nell'agosto 2009 le pagine culturali dei giornali di lingua tedesca annunciavano il ritrovamento di un diario inedito di Max Frisch. La notizia era tanto più sensazionale in quanto per Max Frisch quella del diario è sempre stata, sin dai "Fogli dal tascapane" (1939), una forma letteraria privilegiata, a mezzo tra la narrazione (non solo autobiografica) e la riflessione sulla propria epoca e la condizione umana in generale. Uscito da Suhrkamp, l'editore storico di Frisch, nel 2010, il libro è ora proposto per la prima volta in traduzione italiana e costituisce un invito a riscoprire uno dei più grandi scrittori del secondo Novecento europeo, ma anche a riflettere su argomenti che, apparentemente rimossi per qualche decennio, si ripresentano a noi in tutta la loro drammatica attualità: la logica coercitiva del potere, la minaccia atomica (non più solo di origine militare), la totale sfiducia nei confronti della classe politica e il senso di impotenza e smarrimento che ne consegue. A questi temi si aggiungono quelli più personali della vecchiaia, della sofferenza e della morte (attraverso la narrazione degli ultimi mesi di vita dell'amico Peter Noli), ma anche dell'amore, perché il diario, redatto negli anni 1982-83 e ambientato tra New York, una valle del Cantone Ticino e la città natale di Zurigo, è anche la cronaca di una delle numerose relazioni sentimentali che segnarono la vita di Frisch, quelle tormentate "storie di donne" che furono in molti, all'epoca, a rimproverargli.
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