Contrasto
Marilyn & Magnum
editore: Contrasto
pagine: 135
Un talento per la macchina da presa; un rapporto speciale con l'obiettivo fotografico. Di Marilyn Monroe, del suo corpo prorompente, del suo viso sensuale, rimangono tante celebri fotografie. Molte di queste immagini, le più intense, le più insolite, sono state realizzate dai fotografi dell'agenzia Magnum che in modo diverso hanno accompagnato la carriera di Marilyn dagli inizi fino al suo fulgido successo di star internazionale. Henri Cartier-Bresson, Elliott Erwitt, Eve Arnold, Inge Morath, Philippe Halsman e molti altri, l'hanno ritratta sul set e nella vita privata. Gli scatti glamour e i posati in studio, o mentre recita, prova una scena, si offre ai fan, si trucca, fino agli istanti di disarmante intimità, senza trascurare i momenti più emblematici della sua carriera di attrice come il set di "A qualcuno piace caldo" e quello della sua ultima pellicola, "Gli spostati" di John Huston. Arricchito da un testo del critico Gerry Badger, questo libro raccoglie immagini straordinarie di Marilyn Monroe, tra bianco nero, colore, riproduzione di provini. I fotografi di Magnum hanno raccontato come nessun altro, la forza, l'intensità, la bellezza di Marilyn Monroe; il suo mito, la sua grazia, la sua fragile esistenza.
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Ferdinando Scianna. Piccoli mondi
editore: Contrasto
pagine: 123
Ferdinando Scianna nasce a Bagheria, in Sicilia, nel 1943. Comincia a fotografare negli anni '60, mentre frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia all'Università di Palermo. In questo periodo fotografa, in modo sistematico, la sua terra, la sua gente, le sue feste. Nel 1965 esce il volume "Feste Religiose in Sicilia", con un saggio di Leonardo Sciascia, inizio di una lunga collaborazione e amicizia. Il libro vince il premio Nadar. Nel 1966 Scianna si trasferisce a Milano e lavora per "L'Europeo" come fotoreporter e poi corrispondente da Parigi dove vivrà dieci anni. Nel 1977 pubblica in Francia "Les Siciliens" e in Italia "Villa dei Mostri". Conosce Henri Cartier-Bresson e nel 1982 diventa membro di Magnum Photos. Dal 1987 alterna al reportage la fotografia di moda, con successo internazionale. Svolge da anni un'attività critica e giornalistica che gli ha fatto pubblicare numerosissimi articoli in Italia e in Francia su temi relativi alla fotografia e in generale alla comunicazione per immagini.
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Ombre di guerra. 90 fotografie dai principali conflitti nel mondo per dire basta al dramma della guerra
editore: Contrasto
pagine: 200
"'Quelle connerie la guerre', diceva Jacques Prévert, che fesseria, che assurdità. Proprio questa assurdità esprime la raccolta "Ombre di guerra". Fotografie che sollevano il velo, fermando per sempre un attimo di follia. Fotografare la guerra è un modo per mostrarne l'orrore e soprattutto un modo straordinario per arrivare dal cuore al pensiero. Le 90 fotografie della mostra di alcuni fra i più grandi fotografi di guerra, sono accompagnate dai loro testi inediti, che raccontano la genesi e i segreti delle loro immagini. Un invito alla riflessione e poi al dibattito su come dire basta alla violenza. Per questo la mostra fa parte delle iniziative promosse da Science for Peace, il movimento che ho voluto creare per promuovere la cultura della non violenza, della tolleranza, della risoluzione pacifica delle conflittualità. Per far questo non bisogna mai smettere di parlare di pace in ogni ambito del pensiero. Ombre di guerra: la parola alla fotografia." (Umberto Veronesi)
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W. Eugene Smith
editore: Contrasto
pagine: 240
W. Eugene Smith ha rivoluzionato il concetto di saggio fotografico attraverso i suoi reportage pubblicati sulla rivista Life fra il 1948 e il 1956: una modalità di lavoro continuata anche quando Smith divenne membro dell'agenzia fotografica Magnum Photos. Questo volume raccoglie le immagini dei suoi emblematici reportage: "Il medico di campagna", che ritrae il sacrificio e la frustrazione del lavoro di un medico dell'America rurale; "Il villaggio spagnolo", un potente studio fotografico sulla Spagna degli anni Cinquanta; "La levatrice", che racconta la vita di una donna afroamericana nel sud degli Stati Uniti; "Un uomo compassionevole", documento del lavoro umanitario svolto in Africa dal dottor Albert Schweitzer; "Pittsburgh", il primo incarico di Smith da freelance, che non fu mai pubblicato per intero e "Minamata", il reportage che denuncia gli effetti causati dal mercurio in una regione abitata da pescatori giapponesi. Saggi critici di Enrica Viganò e Britt Salvesen accompagnano i testi scritti dallo stesso W. Eugene Smith, pubblicati qui per la prima volta. Attraverso le parole dell'autore apprendiamo le tecniche che utilizzava sul campo, i principi che lo guidavano e conosciamo la drammatica e commovente storia della sua foto più famosa, "Il sentiero verso il giardino del Paradiso", scattata quando Smith era ancora convalescente dalle ferite subite nella Seconda guerra mondiale. Il volume include inoltre un saggio di circa cinquanta pagine su Deleitosa, in Estremadura, il suo villaggio.
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Music:box. Quando i grandi fotografi raccontano la musica
editore: Contrasto
pagine: 479
La musica ha sempre preteso un'immagine, come indispensabile complemento della sua fuggevole, immateriale natura fisica
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Paolo Roversi
editore: Contrasto
pagine: 144
La collana Fotonote si arrichisce di un nuovo titolo dedicato a Paolo Roversi, originario di Ravenna e parigino d'adozione, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più raffinati fotografi di moda. Pudico e riservato, Roversi porta avanti da più di quarant'anni un'opera che sembra ossessionata dalla fragilità della bellezza in ogni sua forma e dalla delicatezza che richiede il concetto di eleganza di questo fotografo. Nel 1980 Roversi scopre la pellicola Polaroid utilizzata su un banco ottico a grande formato: questo "colpo di fulmine" svela al fotografo nuovi orizzonti di ricerca estetica, dà nuova vita alla sua relazione con il soggetto fotografato e definisce magistralmente la quintessenza del suo stile. Capace come pochi altri di rendere magici i suoi scatti, è stato più volte definito un "pittore d'immagini". Il suo rapporto con il mondo, infatti, non passa attraverso la macchina fotografica, non è un atto di testimonianza, il momento fotografico è per lui un momento creativo: la spontaneità è parte fondamentale di questo processo, la fotografia un linguaggio per apprendere. Introduzione di Gilles de Bure.
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Le regole del caso
di Willy Ronis
editore: Contrasto
pagine: 178
Il volume presenta 120 immagini selezionate dallo stesso Willy Ronis
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Zingari
di Josef Koudelka
editore: Contrasto
pagine: 109
Questo volume è la versione aggiornata e ampliata del menabò definitivo originale di Cikdni zingari in ceco che Josef Koudelka
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Gerda Taro. Catalogo della mostra (Milano, 27 marzo-21 giugno 2009)
editore: Contrasto
pagine: 176
Donna controcorrente, spirito libero e fotografa pionieristica, Gerda Taro ha speso la sua breve e intensissima vita documenta
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World Press Photo 2011
editore: Contrasto
pagine: 155
Nata nel 1955 nei Paesi Bassi allo scopo di sostenere e promuovere il fotogiornalismo nel mondo, il World Press Photo è un'org
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In the shadow of things
di Leonie Hampton
editore: Contrasto
pagine: 194
In questo libro sono raccolte le immagini frutto di un lunghissimo lavoro di Leonie Hampton sulla sua stessa famiglia, segnata dalla malattia mentale della madre. Giovane fotografa di talento, l'inglese Leonie Hampton è sempre stata affascinata dai diversi modi in cui le persone creano e vivono i legami familiari. La tradizione vuole che sia la figura materna a rappresentare il cuore attorno al quale i componenti di una famiglia ruotano; accade anche in questo caso, pure se in un modo diverso. Le fotografie mostrano le cose, gli oggetti ammassati e quasi stratificati, che sono la manifesta e ingombrante traccia della presenza della sindrome ossessivo-compulsiva della mamma della Hampton che la spinge ad accumulare, riordinare e distruggere ciò che aveva appena sistemato. Un tacito accordo lega tutta la famiglia - Leonie, i suoi fratelli, il compagno e il marito della madre - nello sforzo sincero e amorevole di favorire la guarigione dalla malattia con la consapevolezza che il rapporto eccentrico che la mamma instaura con la famiglia, e poi con il resto del mondo, è pieno di aspetti strani se non patologici ma anche teneri, divertenti, a volte buffi e di fondo, pieni d'amore. Le immagini seguono il racconto di una possibile, quotidiana assurdità e dei tentativi della figlia e degli altri familiari di spezzare questo gioco patologico. Sono fotografie che raccontano amore, tenerezza e angoscia ma soprattutto l'importanza di essere comunque famiglia.
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Paolo Pellegrin. Dies irae
editore: Contrasto
pagine: 205
Ci sono fotografie che acquistano una vita propria sulle pagine di una rivista o magari incorniciate e sistemate su una parete bianca, magari ancora a disposizione via internet. Posseggono una vita autonoma e nel loro tragitto trasportano le intenzioni, il carico iniziale di domande che ha indotto a realizzarle. Sono frammenti di una conversazione, dotati di una voce e una carica attiva che non si esaurisce nel momento in cui è pronunciata, ma si rafforza e si definisce meglio, insieme magari ad altre voci, nel corso della conversazione con chi osserva. È come piantare un seme che poi cresce e che lo spettatore completa. Nel mio lavoro penso di fornire domande e dubbi. Questa è la forma attiva e dinamica della fotografia che si trasforma e muta in chi la guarda. La possibilità di mettere in circolo un sistema di impulsi, di anticorpi, senza pretesa di migliorare il mondo, ma semmai di aprire una conversazione con il mondo.
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