fbevnts Tutti i libri editi da DeriveApprodi - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 14
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DeriveApprodi

Bolzaneto. La mattanza della democrazia

di Massimo Calandri

editore: DeriveApprodi

pagine: 252

Genova, luglio 2001. In occasione delle manifestazioni che contestano il G8, 255 persone vengono "fermate" dalle forze dell'ordine e rinchiuse nella caserma di Bolzaneto, il "centro di temporanea detenzione". Tre giorni e tre notti che solo la storia potrà restituirci. "Grave compromissione dei diritti delle persone". "Comportamenti inumani e degradanti". "Una costante violazione delle libertà fondamentali". In una parola: tortura. Più in generale, uno "stato di eccezione", cioè la sospensione delle garanzie democratiche sancite dalla nostra Costituzione. Tutto ciò denunciano i Pubblici ministeri Patrizia Petruzzielio e Vittorio Ranieri Miniati, chiedendo la condanna di 45 tra generali e funzionari di polizia, ufficiali dell'Arma e guardie carcerarie, agenti, militari, medici. Ben sapendo che da sette anni c'è chi gioca con i tempi e fa spallucce, contando sulla prescrizione. Violenze, abusi psicologici, minacce, privazioni, offese: tutte accompagnate da un costante richiamo fascista, con i detenuti costretti a urlare "Viva il Duce!", esibendosi in umilianti sfilate con il braccio teso in un grottesco saluto romano, mentre un telefonino rimanda sinistra la musica di Faccetta nera. In questo libro Massimo Calandri, giornalista del quotidiano "la Repubblica" che dal primo giorno a oggi ha seguito come nessun altro operatore dell'informazione le vicende di Bolzaneto, raccoglie le sconvolgenti testimonianze delle vittime, la vergogna dei carnefici.
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Maggio '68 in Francia

editore: DeriveApprodi

pagine: 93

"La grandezza del maggio francese stava in quello che vedemmo nei giorni successivi, quando la maggioranza s'era fermata, gli operai cominciavano a invadere il centro e quella macchina infernale che si chiama metropoli cominciava a funzionare con altre regole, con altri ritmi. Perché continuava a vivere in un'atmosfera liberatoria, quasi di euforia, in cui tutti sembravano divenire qualcun'altro, qualcuno che fino ad allora era rimasto compresso e che ora prendeva respiro. I trasporti erano bloccati, ma la gente s'era inventata di tutto per muoversi, forse scopriva per la prima volta la città e si spostava per grandi insiemi sempre dialoganti, in una grande animazione. Dovevamo ogni giorno aggiustare i nostri schemi mentali, in fin dei conti non ci era mai capitato di vivere una situazione nella quale un'intera società spezza i ritmi, le convenzioni. Così, perché è stufa, ne ha abbastanza, vuoi andare altrove dal Piano in cui l'hanno costretta, e in fondo non le importa di come andrà a finire. Certo, il fronte operaio gli obiettivi concreti li aveva, seguiva la logica del conflitto e del negoziato, qui le cose tornavano, ma in realtà, a pensarci bene, quel che di eccezionale stava succedendo sotto i nostri occhi era qualcosa che non potevi classificare come 'rivoluzione', eppure sì, lo era, era la forma contemporanea di quella cosa lì, ma che nulla aveva a che fare con quel che sapevamo del 1789 in Francia o del 1917 in Russia".
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La «banda 22 ottobre». Agli albori della lotta armata

di Paolo Piano

editore: DeriveApprodi

pagine: 184

Per la prima volta è qui raccontata, nello scenario della città di Genova, la storia della "banda 22 ottobre". Una delle primissime aggregazioni della lotta armata in Italia che fiancheggiò i Gruppi di azione partigiana costituiti dall'editore Giangiacomo Feltrinelli all'inizio degli anni Settanta, contemporaneamente alla nascita delle ben più note Brigate rosse. Il volume contiene un DVD con un filmato di Stefano Barabino e Andrea Teglio "Tre della ventidue".
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18,00

L'operaismo degli anni Sessanta. Da «Quaderni rossi» a «classe operaia»

editore: DeriveApprodi

pagine: 894

Un libro e un Dvd per narrare l'epopea dell'"operaismo italiano". La storia di un'area culturale e politica che nel nostro paese ha molto influito nell'agire sindacale e partitico, sia di orientamento riformista che rivoluzionario. I suoi principali strumenti furono le riviste "Quaderni rossi" prima e "classe operaia" poi. Riviste animate da, solo per fare alcuni nomi, Raniero Panzieri, Mario Tronti, Toni Negri, Alberto Asor Rosa, Massimo Cacciari, Aris Accornero, Vittorio Rieser, Romano Alquanti, Lapo Berti, Sergio Bologna, Luciano Ferrari Bravo, Rita Di Leo... A suggellare l'intelligente preveggenza argomentativa di quei due straordinari laboratori di pensiero innovativo vi furono, a fine decennio, i moti del '68 studentesco e del '69 operaio. Senza i presupposti della vicenda operista non sarebbero nati Potere operaio e Lotta continua, due tra i principali gruppi extraparlamentari; e non sarebbero nati nelle fabbriche i Consigli, la principale espressione del rinnovamento sindacale che portò al varo dello Statuto dei Lavoratori.
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Le figure del godimento. Cultura materiale e arti cucinarie

di Gianni-Emilio Simonetti

editore: DeriveApprodi

pagine: 172

La tavola è stata il nostro primo altare, oggi è una biblioteca che non sappiamo più leggere. Un tempo la fame guidava gli uomini alla ricerca di se stessi, poi venne l'apparente abbondanza mercantile e gli atti alimentari sono degenerati in rappresentazioni che la modernità ha risolto in un puro desiderio senza oggetto. Dai buoi delle pitture rupestri di Lascaux ai macinati di c.a.n.i. (composti alimentari non identificabili), con i quali nell'indifferenza generale si confeziona la stragrande quantità di alimenti del XXI secolo, non sono passati che un pugno di secoli. Eppure, mai come oggi il cibo è pura forma, non più soddisfazione di un bisogno e neppure appagamento di un desiderio. Una forma che ha perduto ogni legame con quella rete di significati sovrapposti al cibo che ha fatto la storia della nostra "cultura alimentare". "Se da una parte c'è la grande massa dei consumatori di c.a.n.i., dall'altra c'è un'élite di gourmet - intesa proprio nei termini con la quale la descrive José Ortega y Gasset - per la quale il valore di un alimento non è riconosciuto, se non quando questo è perduto e seppellito dentro un coacervo d'informazioni catastrofiche. A questo punto la sua protezione segue le modalità ottocentesche della conservazione e della restaurazione museale delle opere d'arte".
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Percorsi del '68. Il lato oscuro della forza

di Augusto Illuminati

editore: DeriveApprodi

pagine: 150

In questo libro l'autore ripercorre gli anni '60 e '70 attraverso l'intreccio di ribellione esistenziale, lotta politica e passione musicale. Cosa tiene insieme il movimento del '68 e quello del '77 tra loro così spesso contrapposti? Non certo i ricordi nostalgici dei protagonisti, ancor meno la visione buonista che li pone sotto il segno del rinnovamento e della protesta generazionale. Li accomuna piuttosto il lato oscuro, distruttivo e per ciò stesso ricostruttivo di quelle esperienze. La violenza che li attraversa e che, quando non rovescia il vecchio, si volge rovinosamente contro i soggetti che la esercitano. Non a caso il rock più duro ne è la colonna sonora costante. Perché Illuminati sostiene che la memoria, più che custodita, va riattivata, anche nei suoi aspetti più scomodi, per estrarne elementi utili alla comprensione del presente. Un'intera generazione fu dispersa da terrorismo, repressione ed eroina con il conseguente blocco del ricambio sociale e politico che ha portato alla sclerosi dell'attuale classe politica italiana. Da quella generazione qualcuno pretende ancora "pentimenti". Al contrario, saggio sarebbe ricevere il nucleo positivo degli errori e delle sconfitte di allora, leggere in quegli eccessi il desiderio di un progetto radicale che è sopravvissuto al disastro e che continua a minacciare gli instabili assetti di un mondo ridiventato conflittuale dopo le delusioni della globalizzazione.
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12,00

Avete pagato caro non avete pagato tutto. La rivista «Rosso» (1973-1979)

editore: DeriveApprodi

pagine: 109

La testata dice "Rosso". Cinque lettere che sembrano di vernice fresca. "Rosso" dell'estraneità operaia, delle lotte in fabbrica e della produzione che si rovescia sul territorio. "Rosso" delle occupazioni, delle autoriduzioni, dell'illegalità di massa. "Rosso" di Pat Garrett e Billy Kid. "Rosso" delle pellicole crepuscolari di Sam Peckinpah, nell'aurora del proletariato giovanile. "Rosso" della fabbrica diffusa e dell'operaio sociale. "Rosso" che sulle gradinate dello stadio Meazza, Milano, San Siro, intravede "guerriglieri" e non più "foche ammaestrate". "Rosso" delle foto in bianco e nero di Aldo Bonasia: niente distanza di sicurezza e sempre a un metro dal cordone più duro del corteo. "Rosso" del "Riceviamo e pubblichiamo". "Rosso" dell'"Avete pagato caro". E anche del "Non avete pagato tutto". Secondo Lea Melandri, "Rosso giornale dentro la confusione". "Rosso" contro la metropoli, alla ricerca d'un altro "Che fare?". "Rosso" dimenticato, seppellito da quintali d'incartamenti giudiziari, cancellato da anni di carcere e decenni d'esilio. Nel corso degli anni Settanta "Rosso" è stata una tra le più sperimentali e innovative riviste dell'Autonomia operaia. Fu "Rosso" a promuovere la scoperta del nuovo continente politico, umano e sociale che si estendeva oltre i confini del Movimento operaio ufficiale. Fu "Rosso" ad annunciare la genesi dell'operaio sociale protagonista dello scontro del 1977. Il DVD-ROM allegato contiene la raccolta completa della rivista.
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Sandokan. Storia di camorra

di Nanni Balestrini

editore: DeriveApprodi

pagine: 144

"Un impero economico vastissimo ramificato nel mondo come mai nemmeno i siciliani avevano posseduto un impero che andava dal Sudamerica ai paesi dell'Est alimentato dal traffico della droga dal traffico delle armi e dagli appalti delle opere pubbliche i cui proventi erano investiti nella nostra zona nell'edilizia in alberghi in fattorie agricole caseifici cementifici industrie di movimento terra fabbriche di ogni tipo senza tralasciare le tradizionali attività della malavita come il pizzo la prostituzione e il gioco d'azzardo". (Prefazione di Roberto Saviano)
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La suonatrice di theremin. L'insurrezione di Kronshtadt nei ricordi di Anastasija S. musicista e cuoca

di Gianni-Emilio Simonetti

editore: DeriveApprodi

pagine: 171

Kronshtadt, 1921, Russia. Una rivolta durata appena 18 giorni si chiude nel modo più crudele. L'insurrezione degli anarchici dell'isola del Mar Baltico viene sedata dalle guardie rosse, guidate da Leon Trotzski, a pochi anni di distanza dalla Rivoluzione d'ottobre. Anastasija S. è sopravvissuta a quel massacro e si è rifugiata a Parigi. Dal suo esilio, si dipana il filo di un racconto che si perde nelle mense piene di fumo di marinai vocianti, nelle merende infantili con formaggio bianco e mirtilli consumate sulle scogliere del baltico, nelle strade di Mosca e Pietrogrado. Anastasija S. è una donna sola, esiliata, scampata a una delle disavventure del Novecento. Suona il violino e a Parigi lavora in un ristorante russo. I suoi ricordi riportano in superficie i frammenti di un dolore sopito, tanto più forte quanto causato dalla ferocia di un'armata che si credeva amica. Una quotidianità di piccole cose, preparare un "blinis" o suonare una cracoviana, diventa il modo per elaborare un lutto che, prima di essere personale, è quello di un intero secolo di tragedie.
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Scritti politici. Per la rivoluzione africana

di Frantz Fanon

editore: DeriveApprodi

pagine: 196

Immersi come siamo nelle condizioni geopolitiche della "guerra al terrorismo", appare quanto mai utile rileggere oggi i saggi di Fanon. Il modo migliore per leggere questo libro è considerarlo come una serie di domande difficili sulla storia del presente, sul significato del razzismo nelle società europee e sul carattere della politica postcoloniale; non solo in Africa, ma in tutti quei luoghi dove i crimini coloniali europei vengono conservati energicamente nella memoria, nonostante l'Europa abbia tentato in ogni modo di stendere su tali crimini un velo d'oblio. Quale che sia la rilevanza di questi saggi nel passato, oggi essi ci parlano con forza delle circostanze politiche della nostra epoca: delle questioni della razza, della cultura e del multiculturalismo, della proiezione sociale di fantasmi razziali(zzati), dell'integrità e della coesione di "civiltà" in conflitto e della controversa questione dell'umano nell'ambivalente contesto del discorso sui diritti umani. La critica di Fanon alla sinistra e alla sua tiepida condanna dell'uso della tortura in Algeria ha tuttora un impatto enorme. Fanon ci è utile per comprendere anche come il vecchio conflitto tra la croce e la mezzaluna sia stato ravvivato e perché abbia potuto generare forze così potenti e globali. Le sue analisi offrono un'ampia gamma di strumenti concettuali e di intuizioni teoriche che possono gettare luce sulla crisi globale del multiculturalismo.
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Il Venezuela di Chávez. Una rivoluzione del XXI secolo?

di Dario Azzellini

editore: DeriveApprodi

pagine: 284

Fino a qualche anno fa, il Venezuela era un paese poco conosciuto al di fuori dei propri confini
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Il pecchione

di Francesco Tripodi

editore: DeriveApprodi

pagine: 156

Il pecchione, detto anche fuco, è il maschio dell'ape domestica. Nell'economia di un alveare la sua funzione consiste nel fecondare l'ape regina, nient'altro. Nel periodo primaverile vola, insieme a centinaia di altri esemplari, in attesa dei voli nuziali durante i quali accoppiarsi. Non ha pungiglione. Muore durante l'accoppiamento perché per estroflettere l'endofallo effettua una contrazione muscolare che lo paralizza. Al centro di questo romanzo di Francesco Tripodi sta la vita di un alveare, con le sue api operaie e guardiane, bottinatrici e regine, uova e cellette esagonali. I suoi protagonisti sono Hans il fuco; Zina la falsa ape regina; Clara l'esperta nutrice, Tuscia l'esploratrice, la vera ape regina e un apicoltore. Ognuno ha la responsabilità di un piccolo segmento di quell'intrico di compiti e funzioni indispensabili alla sopravvivenza di un alveare. Ognuno ha un compito necessario eppure è sempre sostituibile, perché così va la natura: l'insieme viene sempre prima delle parti. Filo conduttore del romanzo è la strana relazione sessuale tra un'ape regina, che consuma i propri amori a costo della morte dei suoi pretendenti, e un apicoltore sessualmente impotente, deciso a "farsi fuco". Il racconto di un amore paradossale dal quale scaturisce un'ironia dissacrante che trascina il lettore pagina dopo pagina.
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