DeriveApprodi
Quel che il futuro dirà di noi. Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
di Paolo Ferrero
editore: DeriveApprodi
pagine: 180
La sinistra comunista ha ancora qualcosa da dire? Decisamente sì, risponde Paolo Ferrero. Perché il neoliberismo che sembrava trionfante è precipitato nella più grave crisi della storia, e nessuno - ai piani alti - sa come uscirne. Alla crisi economica, infatti, se ne sommano altre: climatica, ambientale, energetica, dei rapporti sociali. E l'umanità si trova di nuovo davanti al bivio tra socialismo o barbarie. Ma l'orizzonte della scarsità delle risorse pone il problema in modo diverso, più drastico. Richiede un di più di scienza e coscienza, di giustizia ed eguaglianza. Il socialismo torna quindi con prepotenza l.unica alternativa teorica possibile. Ma proprio gli eredi di questa tradizione - in Italia più che in altri paesi - escono da una sconfitta senza precedenti, che li ha fatti quasi scomparire dalla scena politica. Ferrero ripercorre gli ultimi tre decenni della storia del nostro paese, interrogandosi sulla serie di scelte che hanno determinato infine la frantumazione e l'emarginazione della sinistra. Fino all'assunzione del punto di vista dell'avversario. Una «sindrome» di cui invita a liberarsi in fretta, riconquistando quell'autonomia culturale e politica indispensabile per rappresentare davvero un'alternativa generale, capace di rompere la trappole del bipolarismo e del populismo: ovvero di quanto ha permesso la «resistibile ascesa» del potere berlusconiano. Prefazione di Oskar Lafontaine. Postfazione di Giorgio Galli.
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Comunità, comunicazione, comune. Da Georges Bataille a Jean-Luc Nancy
di Fausto De Petra
editore: DeriveApprodi
pagine: 234
Il libro è una ricerca lungo alcuni dei tracciati che emergono dai percorsi filosofici di Georges Bataille e Jean-Luc Nancy, in relazione a tre temi di natura ontologico-politica quali la comunità, la comunicazione e il comune. Dalla lettura di questi due autori francesi, collocati agli antipodi del Novecento ma legati da un profondo legame di comunanza, l'autore muove da una disamina delle ambiguità, dei miti e delle aporie che marcano le ricerche batailleane sulla comunità degli anni Trenta fino alla decostruzione del termine operata da Nancy negli anni Ottanta. Con l'inedita mise en jeu del politico avviata da Bataille nel Dopoguerra si giocano comunicazione, «esperienza plurale» e «critica del soggetto», in un conloquium che Nancy rilancia attraverso i termini di essere in-comune, partage e comparution. La domanda cruciale da cui l'autore di questo saggio prende le mosse è: come declinare quel cum (radice di comunità, comunicazione e comune) senza cadere in tentazioni fusionali o derive organicistiche? Nel ricorrere al lavoro di Jean-Luc Nancy l'autore prova a fornire una risposta: guardando a quei processi di soggettivazione nei quali il comune si articola come infinito passaggio tra individuo e collettivo, tra la finitezza singolare e l'infinita compagnia umana.
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Il tallone del drago. Lavoro cognitivo, capitale globalizzato e conflitti in Cina
di Paolo Do
editore: DeriveApprodi
pagine: 144
La crescita economica senza precedenti della Cina traina la ripresa mondiale verso l'uscita dalla crisi, riconfigurando un'ine
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Lo spettacolo cosmico. Scrivere il cielo: lezioni di astronomia visiva
di Franco Piperno
editore: DeriveApprodi
pagine: 292
Esiste un cielo notturno per i Fenici, per i Greci, per i Babilonesi
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Fuoco amico. Il food-design e l'avventura del cibo tra sapori e saperi
editore: DeriveApprodi
pagine: 172
Obiettivo del design applicato all'alimentazione è, da un lato, l'analisi delle forme e delle cerimonie con le quali delle sos
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Le furiose
di Serge Quadruppani
editore: DeriveApprodi
pagine: 132
Perché Jeanne Lhomond si è data alla latitanza subito dopo aver attirato l'attenzione della poliziotta Dipietri, parlando in italiano davanti al corpo di un'asiatica defenestrata da un commissariato di Belleville? Chi è Mister Ho e in cosa consiste un "malore attivo"? Cosa c'entra una vecchia storia del 1969 che vede un anarchico precipitare dalla finestra di una prefettura italiana? Perché il misterioso Mister Ho vuole fare secca la commissaria Dipietri? Cosa cerca Jeanne Lhomond nel Périgord? E riuscirà a vendicare la morte di Giuseppe Pinelli?
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Sposata a un altro uomo. Per uno stato laico e democratico nella Palestina storica
di Ghada Karmi
editore: DeriveApprodi
pagine: 320
Dopo il primo Congresso sionista del 1897 a Basilea, nel quale l'idea di costituire uno Stato ebraico in Palestina fu discussa per la prima volta, i rabbini di Vienna inviarono due rappresentanti a studiare se il paese avesse le caratteristiche per questa impresa. Il risultato del sopraluogo fu comunicato a Vienna con questo telegramma: "La sposa è bella, ma sposata a un altro uomo". Con disappunto avevano scoperto che la Palestina non era "una terra senza popolo per un popolo senza terra". L'obiettivo del sionismo, questa è la tesi del saggio, di costituire e difendere uno Stato per un altro popolo in una terra già abitata, è un dilemma irresolubile che ha portato a sessant'anni di guerra e alla destabilizzazione dell'intero Medio Oriente. Dopo la morte della soluzione "due popoli-due Stati", frutto degli accordi di Oslo, l'unica ipotesi da esaminare e approfondire è quella di uno Stato unico, laico e democratico, nel territorio della Palestina storica, che assicuri a tutti i cittadini, arabi, ebrei e di altre culture e religioni, uguali diritti di cittadinanza.
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Noi operaisti
di Mario Tronti
editore: DeriveApprodi
pagine: 132
"Ai capitalisti fa paura la storia degli operai, non fa paura la politica delle sinistre
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La battaglia di Novara. 9-24 luglio 1922. L'ultima occasione di una riscossa antifascista
di Cesare Bermani
editore: DeriveApprodi
pagine: 347
Questo libro narra un fatto misconosciuto della storiografia sul fascismo-antifascismo nel nostro paese. E dimostra come una battaglia perduta per la mancata unità delle forze democratiche possa poi decidere per decenni le sorti della libertà di un intero popolo. Fu infatti così per la "battaglia di Novara" del luglio 1922, che può essere considerata come una pre-marcia su Roma. In quell'anno, contro gli assalti fascisti molto forte rimaneva la resistenza nel triangolo Torino-Milano-Genova, che costituiva la base su cui poggiava ogni possibilità di resistenza dell'antifascismo. La provincia di Novara ne era geograficamente l'avamposto strategico. Nella ricostruzione di questo fatto storico Cesare Bermani utilizza molte testimonianze orali, una copiosa documentazione scritta fornita dalle cronache dei giornali dell'epoca e documenti degli Archivi di Stato. Oltre a dimostrare che la causa della sconfitta della "battaglia di Novara" fu nella mancata unità delle forze comunista, socialista e dei partiti democratici, l'autore mette in evidenza i gravi errori attribuibili ai loro gruppi dirigenti a livello locale e nazionale.
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La violenza rivoluzionaria. Le esperienze di lotta armata in Francia, Germania, Italia, Giappone e Stati Uniti
di Isabelle Sommier
editore: DeriveApprodi
pagine: 154
Questo libro racconta gli esiti di quella parte del '68 che non si è esaurita in una modernizzazione dei costumi e delle istituzioni utile alla continuità di potere nelle democrazie occidentali. Il '68 "cattivo", quello minoritario dei "piccoli gruppi radicali ed estremisti", ha continuato la lotta teorizzando e praticando l'uso della violenza come mezzo indispensabile per un cambiamento rivoluzionario. È in questo contesto che Europa, Stati Uniti e Giappone vedono nascere e poi svilupparsi gruppi come la Frazione dell'armata rossa, Action directe, le Brigate rosse, la Weather Underground Organization, l'Armata rossa giapponese. Organizzazioni armate che questo libro analizza nelle loro variabili e analogie, attraverso uno sguardo che ne fa un fenomeno di tipo mondiale. Una prospettiva, dunque, che di ogni formazione armata consente di vedere la nascita, la crescita e la diffusione, come la crisi e il definitivo fallimento; le matrici ideologiche, le logiche della clandestinità, le forme di guerriglia... Un excursus su alcune pagine della nostra storia recente che ci rivela come i cosiddetti "anni di piombo" abbiano coinvolto tutti i principali Paesi dell'Occidente.
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Per farla finita con l'idea di sinistra
di Augusto Illuminati
editore: DeriveApprodi
pagine: 128
La devastante crisi della sinistra, sia parlamentare che extraparlamentare, mette in dubbio l'adeguatezza stessa di questa categoria. Le sue varianti socialista e socialdemocratica - entrambe legate all'esperienza industrialista-fordista novecentesca - avevano l'aspirazione di far progredire l'umanità in una mirabile scala ascensionale, dato che avevano la pretesa di incarnare una serie di valori universali (dalla democrazia rappresentativa al lavoro). Le cose sono andate in altro modo e viene da chiedersi se, oltre a correggere le strategie politiche, non si debbano abbandonare anche le premesse filosofiche. Per esempio, il mito hegeliano del riconoscimento e dell'emancipazione attraverso il lavoro, valido per interpretare l'accumulazione originaria e la Rivoluzione francese ma non la rivolta degli schiavi di Haiti o la formazione di una plebe eccedente nel corso della rivoluzione industriale. Si riaffacciano allora schemi alternativi che hanno segnato l'esordio della modernità: in primo luogo l'Esodo con il suo sfondo atlantico e l'appello alla riacquisizione dei beni comuni. Il termine "moltitudine", esorcizzato da Cromwell e Hobbes e difeso dai Levellers e Spinoza, torna anch'esso rapportato alla natura di nuovi commons, alla composizione precaria e meticcia del proletariato, alla prospettiva di una democrazia espansiva che dia voce a chi al presente non ha titoli.
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