DeriveApprodi
Pixel. La realtà oltre lo schermo dei media
editore: DeriveApprodi
pagine: 156
"Quanta fiducia nelle notizie resta nei lettori di giornali, nei teleutenti, nei frequentatori della rete? Da alcuni anni, in un lasso di tempo che è coinciso con la progressiva eclissi delle grandi visioni del mondo, sembra di essere, insieme, pieni e vuoti. C'è una ridondanza di notizie (pieno) che ha come effetto una sorta di indifferenza (vuoto), tanto che forse abbiamo persino perso interesse per la loro verificabilità. Che cosa succede oltre la cortina sgranata dei pixel? Si ha la sensazione che là, "oltre", si sia fatto molto sottile il confine tra informazione corretta e informazione di basso profilo e contenuto, mentre dilagano noninformazione e chiacchiera, pseudo-notizie e fiction. A volte sembra che tutt'insieme queste zoomorfie mediatiche costituiscano un'unica grande bolla in cui il fruitore viene inghiottito, si perde e si assuefa all'indistinzione tra realtà e costruzione manipolatoria di una realtà parallela (se non più decisamente: invenzione). Oggi sembra necessario porre con forza il tema di un codice della notizia che stabilisca quale sia una notizia e quale non lo sia. Questo discorso vale sia per i media tradizionali, sia per quelli nuovi ed emergenti, ma dovrebbe interessare soprattutto le persone in carne e ossa che adoperano i media come voce critica e libera da condizionamenti. Bisogna fare luce sugli angoli bui di inerzia e assuefazione che l'impero delle emozioni mediatiche crea in tutti noi, non soltanto nei patiti dei reality o nei lettori/spettatori...
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Daddo e Paolo. L'inizio della grande rivolta. Roma piazza Indipendenza2 febbraio 1977
editore: DeriveApprodi
pagine: 144
Dall'ottobre 1976 al gennaio 1977 contro la riforma Malfatti e il governo Andreotti, appoggiato dai comunisti, parte la protesta di studenti e ricercatori: le università vengono occupate, da Palermo a Napoli, da Roma a Bologna. C'è un nuovo soggetto politico in Italia, la generazione che va dai venti ai trent'anni. È il frutto della scolarizzazione di massa, dell'urbanizzazione delle periferie, della diffusione della militanza e di un'opinione di sinistra nei quartieri e nei luoghi di lavoro. Questa ricomposizione di classe diventa biografica. Daddo viene da una buona famiglia borghese romana che abita in un quartiere alto, alla Balduina, dove ci sono medici, avvocati, professori universitari; Paolo viene da Primavalle, un quartiere che sta sempre al limite tra la dignità proletaria e il degrado sottoproletario. La loro amicizia, la loro comune militanza è il prodotto di queste trasformazioni: entrambi stanno tradendo le loro origini, i loro quartieri, i loro destini. Per farsi strada, questo nuovo soggetto economico e politico sa che solo l'estremismo, l'illegalità, la violenza è il mezzo. Lo sa d'esperienza, non di testa. Contro tutto e contro tutti: contro i fascisti, contro la scuola, contro i riformisti, contro lo Stato, contro i padroni, contro la sinistra istituzionale. E il 2 febbraio 1977- A Roma c'è una manifestazione contro l'aggressione fascista del giorno prima all'Università. A piazza Indipenza si spara. Un fotografo continua a fare scatti...
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Cronaca di un'attesa
di Barbara Balzerani
editore: DeriveApprodi
pagine: 128
Cronaca di un'attesa è il racconto dell'ultimo anno trascorso dall'autrice in libertà condizionale prima del fine pena
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La donna a una dimensione. Dalla donna-oggetto alla donna-merce
di Nina Power
editore: DeriveApprodi
pagine: 93
Se guardiamo al ritratto-tipo della femminilità attuale, per una donna l'apice della realizzazione risiederebbe nel possesso di costose borsette, di un vibratore, di un appartamento e di un uomo - senz'altro in quest'ordine. Come siamo arrivati a questo punto? I desideri veicolati dai movimenti di liberazione delle donne del secolo scorso si sono forse realizzati nel paradiso commerciale di vizietti autocompiaciuti, orecchini col coniglietto di Playboy e cerette inguinali? Che l'apice della supposta emancipazione delle donne possa perfettamente coincidere con il consumismo è un triste indice della miseria politica della nostra epoca. Ma il femminismo contemporaneo, soprattutto nelle sue formulazioni americane non sembra affatto preoccupato del passaggio dalla donna-oggetto alla donna-merce. Oggi il «femminismo» sembra essere ovunque: pretesto per vendere di tutto, dai sex toys alle scarpe di lusso fino, ovviamente, alla vendita di sé. Ma com'è possibile che il femminismo sia diventato un discorso egemonico perfettamente integrato alle esigenze del mercato? Come se ne sono impadroniti i vecchi nemici? Prendendo spunto dal cinema, dalla filosofia, dall'attualità, dalla politica, dalla pornografia e dalle lotte delle donne di ieri e di oggi, il libro mostra che questa nuova forma di «unidimensionalità» non è per le donne necessariamente un destino, e che la battaglia femminista sta davanti a noi e non dietro di noi.
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La fuga dal carcere. Le evasioni diventate storia
editore: DeriveApprodi
pagine: 187
Questo libro narra le appassionanti avventure di chi ha tentato la fuga dal carcere, uno dei temi in assoluto più classici e ricorrenti della letteratura di tutti i tempi. L'anelito di libertà, la fantasia, l'arguzia, la pazienza, la costanza, la perizia, il coraggio sono gli ingredienti essenziali che il prigioniero oculatamente dosa nel suo piano di fuga. E indipendentemente dal successo che esso può avere, riesce comunque sempre a suscitare i sentimenti forti dell'emozione, della partecipazione, della simpatia. A partire da questi presupposti il libro racconta alcune delle più mirabolanti e spettacolari fughe dal carcere, sia fallite che riuscite, realizzate nella storia carceraria di diversi paesi. Storie di fughe divenute celeberrime che hanno ispirato poeti, romanzieri, sceneggiatori e registi cinematografici e teatrali, insieme a fughe altrettanto straordinarie ma rimaste sconosciute. Fughe sagaci compiute senza colpo ferire e fughe violente sfociate in tragedia. A corredo un repertorio di immagini sul tema della storia della fuga dal carcere.
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Tumulti. Scene dal nuovo disordine planetario
editore: DeriveApprodi
pagine: 165
Tumulti, insurrezioni, cortei, barricate... Parole sempre più ricorrenti nelle cronache politiche (dai moti studenteschi europei alla resistenza operaia, passando per le insurrezioni nel mondo arabo e gli "indignati" spagnoli) che indicano tanto lo sconvolgimento dell'ordine esistente quanto l'emergere di pratiche che ben poco hanno a che fare con la tradizione rivoluzionaria del Novecento. Come se le categorie di Stato e Rivoluzione non riuscissero più a spiegare i processi in corso. Come se fossero inadatte a capire un'epoca in cui la politica assume la forma del tumulto, dell'imprevedibilità degli incontri e degli esiti, dell'esodo dai partiti e dalle organizzazioni. Perché la forma politica del tumulto significa disconoscimento della controparte del potere come Uno (da decapitare e sostituire); significa tenere fermi al proprio interno conflitto e pluralità; significa rifiutare la rappresentanza ma anche darsi nuove istituzioni flessibili, costituenti. Dalla "muta" di Pentesilea ai Ciompi machiavelliani, passando per i "diplomati senza futuro", questo libro è un testo di filosofia politica sulla forma-tumulto e l'inesorabile declino della sovranità.
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L'idea di comunismo
editore: DeriveApprodi
pagine: 251
La parola "comunismo" può ancora essere usata per indicare progetti di emancipazione? Ovvero, l'idea di un'alternativa globale all'attuale dominio del capitalismo parlamentare può coincidere con il termine "comunismo"? Per gli autori degli interventi che compongono questo libro - frutto di un incontro seminariale svoltosi a Londra nel 2009 dal titolo "On the Idea of Communism" - la risposta, con le dovute varianti, è sì. A vent'anni dalla ratifica del fallimento ufficiale dell'esperienza storica del socialismo realizzato, gli autori di questo volume denunciano l'urgenza di rimettere in circolazione l'uso di questa parola, impedendo ai sostenitori del capitalismo di farne il bilancio. Perché, riaffermare l'uso della parola "comunismo" significa anzitutto ribadire un'indipendenza nei confronti del consenso occidentale "democratico" che non fa altro che perpetuare la propria continuità sprovvista di senso. Questo libro raccoglie gli interventi di alcuni dei maggiori filosofi contemporanei, invitati non a passare al vaglio gli errori del socialismo reale ma a misurarsi con un pensiero della trasformazione all'altezza dell'odierna crisi del capitalismo e delle democrazie rappresentative.
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L'attesa
editore: DeriveApprodi
pagine: 120
Marco De Angeli e Antonio Di Trapani collaborano dal 2003: oltre alla sceneggiatura de "L'attesa", realizzato i cortometraggi
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Palabras. DVD
di Corso Salani
editore: DeriveApprodi
Santiago de Cile, un fine settimana di fine estate. Tre ragazze trascorrono il week-end fra la piscina, il campo di hockey, la cena in veranda, la spiaggia. Una di loro, Adela, racconta di un amore vissuto un anno prima, quando si trovava in missione di lavoro ad Antuco, un paesino delle Ande cilene, e aveva conosciuto un ingegnere italiano che si occupava del progetto di un'enorme diga alla quale lei e i suoi colleghi di un'organizzazione ambientalista si opponevano. Le parole di Adela, disperse nei luoghi eleganti del centro, si alternano alle immagini di quel recente passato vissuto fra il vento e le rocce nere delle montagne, dove e quando tutto era diverso, le abitudini, i gesti, le parole, i sentimenti, Adela stessa. Un periodo pieno di amore e di amicizie, di solidarietà, di impegno, di vita, che è rimasto inciso profondamente nella sua memoria, ricordi che vuole avere sempre presenti, senza rimpianti; soltanto una nostalgia serena che la accompagna, rassicurandola.
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Quel che il futuro dirà di noi. Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica
di Paolo Ferrero
editore: DeriveApprodi
pagine: 180
La sinistra comunista ha ancora qualcosa da dire? Decisamente sì, risponde Paolo Ferrero. Perché il neoliberismo che sembrava trionfante è precipitato nella più grave crisi della storia, e nessuno - ai piani alti - sa come uscirne. Alla crisi economica, infatti, se ne sommano altre: climatica, ambientale, energetica, dei rapporti sociali. E l'umanità si trova di nuovo davanti al bivio tra socialismo o barbarie. Ma l'orizzonte della scarsità delle risorse pone il problema in modo diverso, più drastico. Richiede un di più di scienza e coscienza, di giustizia ed eguaglianza. Il socialismo torna quindi con prepotenza l.unica alternativa teorica possibile. Ma proprio gli eredi di questa tradizione - in Italia più che in altri paesi - escono da una sconfitta senza precedenti, che li ha fatti quasi scomparire dalla scena politica. Ferrero ripercorre gli ultimi tre decenni della storia del nostro paese, interrogandosi sulla serie di scelte che hanno determinato infine la frantumazione e l'emarginazione della sinistra. Fino all'assunzione del punto di vista dell'avversario. Una «sindrome» di cui invita a liberarsi in fretta, riconquistando quell'autonomia culturale e politica indispensabile per rappresentare davvero un'alternativa generale, capace di rompere la trappole del bipolarismo e del populismo: ovvero di quanto ha permesso la «resistibile ascesa» del potere berlusconiano. Prefazione di Oskar Lafontaine. Postfazione di Giorgio Galli.
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