DeriveApprodi
Marx oltre i luoghi comuni
di Paolo Ferrero
editore: DeriveApprodi
pagine: 235
Marx ha più ragioni oggi di quando scrisse "Il capitale"
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Potere operaio. La storia. La teoria
di Marco Scavino
editore: DeriveApprodi
pagine: 512
La storia di Potere operaio fu segnata dalla tradizione teorico-politica dell'«operaismo»
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Prima linea
di Andrea Tanturli
editore: DeriveApprodi
pagine: 380
Torna spesso nelle parole usate negli ambienti di Prima linea la metafora di una «porta stretta» da oltrepassare ai fini di un
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Il desiderio dissidente. Antologia della rivista «L'Erba voglio» (1971-1977)
editore: DeriveApprodi
pagine: 249
«L'Erba voglio», ideata e diretta da Elvio Fachinelli e Lea Melandri, costituisce una tra le più ricche e originali iniziative
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Sporcare i muri. Graffiti, decoro, proprietà privata
editore: DeriveApprodi
pagine: 125
"Dall'inizio degli anni Settanta del XX secolo una nuova forma di espressione si è imposta sulla scena urbana: i graffiti, l'a
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Caosmogonia e altro. Poesie complete
di Nanni Balestrini
editore: DeriveApprodi
pagine: 362
Il terzo volume delle Poesie complete di un autore come Na Balestrini, che comprende i suoi versi scritti a partire dal 1990,
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Giardini di saggezza in Oriente. Cina e in Giappone
di Yolaine Escande
editore: DeriveApprodi
pagine: 86
«Il giardino in Cina e Giappone è il luogo del paradosso: esso stabilisce l'impermanenza elevandola a estetica e arte del vive
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Da dentro. Biopolitica, bioeconomia, Italian Theory
di Sandro Chignola
editore: DeriveApprodi
pagine: 190
L'estendersi dei processi di cattura della vita e di messa a valore della cooperazione sociale - si tratti della privatizzazio
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Forza lavoro. Il lato oscuro della rivoluzione digitale
di Roberto Ciccarelli
editore: DeriveApprodi
pagine: 219
Dicono che l'automazione cancelli il lavoro, ma noi lavoriamo sempre più e peggio
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Rifare il mondo... del lavoro. Un'alternativa alla uberizzazione dell'economia
di Sandrino Graceffa
editore: DeriveApprodi
pagine: 109
In Europa il mondo del lavoro è stretto tra due alternative: liberalizzazione selvaggia alla Uber o difesa di diritti che orma
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La società circolare. Fordismo, capitalismo molecolare, sharing economy
editore: DeriveApprodi
pagine: 190
Questo libro intende offrire strumenti e visioni per interpretare l'Italia contemporanea. Dopo la lunga stagione del fordismo novecentesco imperniato sulla dialettica capitale-lavoro e quella del postfordismo basato sull'egemonia della micro e piccole impresa territorializzata, siamo oggi entrati in una nuova fase, quella dell'economia circolare, nella quale la nostra socialità è alla base della creazione del valore economico. In questo contesto cambia la relazione tra economia, società e istituzioni regolative. Non più la verticalità del fordismo che includeva con il welfare e i diritti, non più l'orizzontalità dell'economia diffusa che includeva con il fare impresa, bensì la circolarità tra il nostro essere, il nostro sentire, il nostro pensare, connesso senza mediazioni al grande gioco dei flussi globali, dove non è chiaro se il destino individuale e collettivo si configuri come ruota della fortuna o come ruota del criceto.
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Differenze italiane. Politica e filosofia: mappe e sconfinamenti
editore: DeriveApprodi
pagine: 334
I saggi raccolti in questo volume rappresentano una prima panoramica sul dibattito internazionale emerso dalla proposta di pensare una Italian Theory come orizzonte entro cui riflettere su autori e categorie che caratterizzano il pensiero filosofico e politico italiano. Non c'è, qui, la pretesa di rinchiudere il pensiero italiano all'interno dei confini pacificati e condivisi di una "teoria", si tratta piuttosto di verificarne la sua implicita istanza politica. Come infatti dimostrano i contributi di questo volume, la cosiddetta Italian Theory è tutt'altro che una teoria in grado di neutralizzare le discordanze e gli antagonismi; è invece un campo di tensione dove sono proprio le differenze e i conflitti a mapparne e delinearne il territorio. Territorio, dunque, anch'esso irriducibile a confini - siano questi quelli di una presunta "italianità" o della "teoria" ma che è costantemente segnato da "sconfinamenti" o percorso da vettori di "deterritorializzazione". L'intento di "Differenze italiane" è soprattutto quello di rappresentare l'apertura di un discorso, le cui frontiere sono tutt'altro che prestabilite, ma che comincia a costituirsi come una "rete" senza un centro di emanazione, capace di riannodarsi ovunque se ne presenti l'occasione.
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