Ediciclo
Fiandre in bicicletta. Itinerari tra città d'arte, vie d'acqua e natura
di Lorenzo Franzetti
editore: Ediciclo
pagine: 154
Le Fiandre sembrano fatte apposta per essere visitate in bicicletta: strade piatte e, tra una meta e l'altra, distanze pedalabili anche da chi non è un navigato cicloturista. Per i fiamminghi la bici è consuetudine e il ciclismo travolgente passione popolare: il Giro delle Fiandre ogni primavera è una sentitissima "festa nazionale". Tra pratica quotidiana e tifo, la cultura delle due ruote ha dato vita a una ragnatela di percorsi ciclabili ben segnalati, supportata da una diffusa rete di punti informativi, con strutture di assistenza e di alloggio per i turisti. In circa 550 km, escluse le possibili deviazioni e le pedalate in città, e in dodici capitoli-tappe, scomponibili a piacere anche grazie agli efficienti collegamenti ferroviari tra una meta e l'altra, la cicloguida Fiandre in bicicletta vi accompagna tra centri storici ricchi di arte e architettura, come Lovanio e Anversa, Bruges e Gent, e lungo itinerari che, costeggiando fiumi e canali, consentono di combinare alle pedalate tragitti in battello. Il passo lento della bicicletta immerge nella natura e nel paesaggio e fa apprezzare innumerevoli occasioni di sosta: dalle chiese e le abbazie ai mercatini vintage e alle fabbriche di birra o di cioccolato, fino ai luoghi della memoria, quelli della Grande Guerra, nella parte occidentale del territorio, o quelli della passione sportiva, coi musei dedicati alle leggende del grande ciclismo.
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Mi chiamavano professor Fatica. Vita, segreti e tabelle del più grande allenatore di maratoneti
editore: Ediciclo
pagine: 219
Luciano Gigliotti detiene un record: le uniche medaglie d'oro ottenute da maratoneti azzurri alle Olimpiadi (con Gelindo Bordin nel 1988 e con Stefano Baldini nel 2004) portano la sua firma di allenatore. La sua brillantissima carriera di scopritore e preparatore di campioni della maratona e del mezzofondo gli è valsa il soprannome di "Professor Fatica". Affiancato da Claudio Rinaldi, giornalista nonché maratoneta per diletto, Gigliotti si racconta "a cuore aperto" in questo libro, testimonianza di un grande uomo di sport e, nello stesso tempo, fotografia del mondo dell'atletica - e della maratona in particolare - e della sua evoluzione nell'arco di oltre mezzo secolo: una particolare sezione, arricchita da dettagliate tabelle, è infatti dedicata alle metodologie di preparazione alla corsa. Completano il libro interviste ai più grandi campioni allenati da Gigliotti e a vari collaboratori, che mettono in evidenza, oltre agli aspetti tecnici, l'importanza dei rapporti umani, premessa indispensabile per ogni successo. Prefazione di Enrico Arcelli.
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Isonzo in bicicletta. Itinerari tra natura e memoria sulle tracce della Grande Guerra
editore: Ediciclo
pagine: 122
Pedalare lungo l'Isonzo, dalle sorgenti, sulle pendici delle Alpi Giulie slovene, alla foce dell'Adriatico, significa conoscere, con passo lento, riflessivo e curioso, un territorio che per millenni ha plasmato la propria identità storica e culturale nel confronto tra le diversità. Area di confine, ma anche di transizione tra Mediterraneo e Mitteleuropa, la valle dell'Isonzo ha accolto genti di lingua e cultura differenti e ne ha vissuto gli scambi, le fratellanze, le migrazioni e, spesso, i conflitti, come la Grande Guerra. Di quell'immane tragedia, cento anni dopo, sono conservati i segni nei musei all'aperto, nelle trincee, nei cimiteri militari, nei monumenti ai caduti. Questa guida e il silenzio leggero della pedalata del cicloturista sono un rispettoso e intelligente omaggio a quella memoria.
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Piave in bicicletta. Itinerari tra natura e memoria sulle tracce della grande guerra
di Alberto Fiorin
editore: Ediciclo
pagine: 138
Il Piave è molto più di un fiume. Incarna l'essenza stessa del Veneto, rappresenta la sua anima, il suo cuore. Per secoli e secoli ha favorito scambi e commerci, prodotto benessere, creato immense ricchezze, ha connesso mondi diversi, ha diffuso cultura. Ma da cento anni a questa parte, dalla Grande Guerra in poi, il Piave è diventato una sorta di santuario patriottico: una sacralità ottenuta grazie al sacrificio e all'eroismo di migliaia di giovani vite umane. Questa guida, scandita dal passo lento e curioso della bicicletta, ripercorre il corso del Piave dalla sorgente, sulle Alpi Carniche, alla foce adriatica e invita alla scoperta, o alla riscoperta, di luoghi, di paesaggi e di storie che hanno dialogato e dialogano con il flusso millenario e ininterrotto delle acque del "Fiume Sacro alla Patria".
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Il fuorigioco sta antipatico ai bambini
di Francesco Savio
editore: Ediciclo
pagine: 121
Il calcio, la letteratura, la vita. Tre sono i sentieri che s'intrecciano e si biforcano in "Il fuorigioco sta antipatico ai bambini", racconto e autobiografia, lettura di undici romanzi e rilettura di undici edizioni della Coppa del mondo di calcio: dal 1974, qualche mese prima della comparsa biografica di chi racconta, al 2014, anno in cui, sempre chi racconta, si appresta a spiegare il senso del football, e della vita, al figlio, "infaticabile compagno di azioni calcistiche in corridoio". E così in queste pagine l'interminabile, apparentemente inutile ragnatela di passaggi disegnata sul campo di Monaco di Baviera nel primo minuto della finale dei Mondiali del '74 dall'Olanda di Johan Cruijff assomiglia al monologo, astratto e acronico, di una pagina di Thomas Bernhard. Quattro anni dopo Mario Kempes avrà i capelli troppo lunghi per compiacere il presidente Videla in tribuna, ma non abbastanza lunghi per convincere Julio Cortazar a far ritorno a Buenos Aires. Zinedine Zidane che segna due gol di testa nella finale del 1998 e Albert Camus si incontrano nella tasca del camice bianco di un venditore di lavatrici in un grande centro commerciale. Per arrivare alla fine ai prossimi Mondiali in Brasile con le parole di Turgenev che raccontano di vite infinite capaci di riunire, a distanza di anni, i padri ai figli.
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Tutte le salite del mondo. Biciterapia per il corpo e per l'anima
di Riccardo Barlaam
editore: Ediciclo
pagine: 272
Fare spazio. Allargare lo sguardo. E il cuore. La cosa forse più interessante dello sport è che per allenarsi, per terminare una gara, per continuare ad andare avanti in un movimento sempre uguale e che costa fatica, bisogna ascoltarsi. Si è costretti a guardarsi dentro. A sviluppare l'introspezione. Trovare gli angoli liberi dal rumore dell'esistenza che sono nascosti da strati di mail, cose da fare, connessioni indispensabili con il mondo virtuale, ma in verità inessenziali. Mettere da parte tutto questo per un attimo e andare in profondità. L'attività fisica così diventa un atto interiore, più vicina alla meditazione, a una ricerca di serenità o di karma positivo e non ha niente a che fare con tabelle, velocità, prestazioni.
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Bimbi in bici. Consigli e buone pratiche per pedalare in famiglia
editore: Ediciclo
pagine: 120
Pedalare in famiglia è una bellissima esperienza che rende più vicini adulti e bambini, perfetta occasione per condividere valori e sensazioni, la voglia di nuove avventure lungo la strada, l'attenzione per l'ambiente, la conoscenza delle proprie potenzialità, il rispetto dell'altro e dei suoi tempi. La bici rappresenta un mezzo ideale per apprezzare al meglio il paesaggio e l'ambiente in cui si pedala. Per i bambini la bicicletta è un'opportunità di crescita, è la scoperta dell'ambiente in un modalità più alla loro portata. Se abbastanza grandi e non trasportati dagli adulti, guidando quindi autonomamente un mezzo proprio, i bambini imparano a muoversi da soli, acquisendo indipendenza e curiosità per il mondo. Questo nuovo manuale proposto da FIAB e WWF è un invito per lasciare a casa dubbi e perplessità. Che seggiolino comprare? Ce la faranno i bambini ad arrivare alla meta? Che cosa mi devo portare? Dove posso pedalare con piacere e senza rischi per me e i miei figli? Completa il manuale la proposta di sei itinerari di uno o più giorni, in Italia e all'estero, ideali per cominciare a fare pratica di cicloturismo con bambini al seguito. Vivere esperienze su due ruote farà più felici e uniti genitori e figli. Pedalare per credere!
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Gino e Fausto. Una storia italiana
di Franco Quercioli
editore: Ediciclo
pagine: 250
La storia e le imprese di Bartali e Coppi sono state raccontate in decine di libri e in migliaia di pagine. "Gino e Fausto" ha però l'originalità di intrecciare le biografie dei due campioni mentre si fanno leggenda popolare, affidandosi volta per volta a voci e a punti di vista di chi ha vissuto quell'epoca e quelle storie in "presa diretta": gli amici d'infanzia di Gino, il salumiere di Novi Ligure che accoglie Fausto come garzone, i rivali delle prime gare giovanili, gli operai fiorentini della Galileo che, nel luglio del '48, passano dalla rivolta di piazza dopo l'attentato a Togliatti a inneggiare alla vittoria di Bartali al Tour... Un racconto dal ritmo cadenzato come una fuga e un affresco di un'Italia fotografata nel cuore del Novecento, con le storie sportive e private, di rivalità e di amicizia dei due campioni, che si inquadrano nel flusso della grande Storia del paese: il Fascismo, la Seconda guerra mondiale, la Resistenza, la faticosa ed eroica ricostruzione del Paese e le prime lotte politiche della nuova Repubblica.
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La strada per il Don. Viaggio sulle tracce degli alpini dispersi nella campagna di Russia
di Paolo Venti
editore: Ediciclo
pagine: 206
Con la bicicletta si possono ripercorrere tracce, risalire indietro nel tempo e scavare dentro la propria storia. Questo viaggio ha un punto di partenza lontano: un fascio di lettere che due fratelli, Renato e Riego Milan, artiglieri del 3° Reggimento Alpini, nell'inverno del 1942-43 spedirono dal fronte russo alla loro famiglia. Due alpini che, come molti, dalla campagna di Russia non tornarono più. Queste lettere sono rimaste a lungo chiuse in un cassetto, fino a quando, settant'anni dopo, un lontano nipote ha inforcato la bicicletta e ha deciso di andare a ripercorrere "la strada per il Don". Ne è nato un viaggio in solitaria attraverso Serbia, Romania, Ucraina, Russia, per lo più in bici ma, nei tratti più monotoni, anche in treno, in pullman, in autostop per un totale di oltre 4000 chilometri. È stata una lunga traversata, prima lungo il Danubio, poi sulla costa del Mar Nero, fra campi che si perdono nell'orizzonte, grandi città come Bucarest e Kiev, o piccoli villaggi della povera campagna ucraina e russa. Fino al Don, idealmente la meta del viaggio e della memoria. Prendendosi tutto il tempo per incontrare, ricordare, pensare.
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Il ciclista illuminato
di Roberto Piumini
editore: Ediciclo
pagine: 107
Di fronte al bivio il ciclista fu incerto se continuare in salita la corsa, e la sua stanca e mediocre carriera di corridore professionista, o imboccare quella stradina in discesa di terra liscia e chiara. Finalmente sterzò, smise di pedalare e lasciò correre la bicicletta lungo una discesa senza traguardo. Si fermò sull'aia di una cascina sperduta. Una giovane donna gli si fece incontro. Così incomincia la nuova vita del vecchio ciclista Zugalà che scoprì di avere la luce nelle sue consumate gambe: una storia di passioni elettrizzanti, di erotici abbandoni, di sfide agonistiche e al tempo stesso speculative, di un destino solo apparentemente segnato dalla sconfitta. Riproposto in una nuova versione a vent'anni di distanza dalla prima pubblicazione, "Il ciclista illuminato" è una favola filosofica sull'energia che sa suscitare e produrre il desiderio.
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Parigi-Londra in bicicletta. L'Avenue Verte da Notre Dame al Big Ben
di Fiorin Alberto
editore: Ediciclo
pagine: 150
Inaugurata nel 2012, in occasione delle Olimpiadi, la Parigi-Londra o, come la chiamano in Francia, Avenue Verte London-Paris,
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Alzati e cammina. Sulla strada della viandanza
di Luigi Nacci
editore: Ediciclo
pagine: 185
A chi abita nel limbo delle incertezze. A chi vive l'insoddisfazione di un amore, di una vita in famiglia troppo angusta, di un lavoro in cui non si riconosce. O a chi il lavoro, la famiglia, l'amore, la compagnia delle cose e dei volti cari, per sua scelta o no, ormai non li ha più. A chi ha perso la speranza di risalire la china e vede farsi sempre più profondo il solco tra sé e la propria vita. A chi è in cerca di una strada e sa che è giunto il momento di partire. "Alzati e cammina" vorrebbe finire tra le mani di chi vive in quel limbo, e tentare di condurlo fuori, all'aria aperta, con l'esercizio e la parola, spronandolo a disfarsi degli oggetti che appesantiscono lo zaino, delle abitudini superflue, delle passioni sterili, e incoraggiandolo a dire addio alle persone che ci trasciniamo accanto per paura di rimanere soli. Camminare sotto la pioggia battente, camminare per andare a trovare una persona cara, camminare per perdersi e ritrovarsi, bussare per chiedere dell'acqua, godere della sosta, fare della viandanza la propria casa. E poi aprire la porta, lasciarla aperta, imbandire la tavola: perché non esiste viandante senza chi lo accolga, e viceversa.
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