Einaudi
Filosofia della musica. Un'introduzione
di Peter Kivy
editore: Einaudi
pagine: 363
La filosofia della musica ha avuto un grande sviluppo durante gli ultimi trent'anni, in virtù degli avanzamenti fatti nella comprensione della natura della musica e della sua estetica. Peter Kivy è stato al centro di questo rinnovamento e con questo saggio ha scritto la sua summa della materia, una spiegazione delle questioni filosofiche più importanti legate al mondo musicale. La sua proposta teorica viene discussa tenendo conto della storia del pensiero musicale (da Platone e Aristotele alla Camerata fiorentina, da Kant, Hegel e Schopenhauer a Hanslick e Gurney) e attraverso il confronto argomentativo con le tesi di altri filosofi contemporanei.
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L'accademia Pessoa
di Buonanno Errico
editore: Einaudi
pagine: 185
Nella soffitta polverosa di Montevideo, in cui per anni ha perso tempo a ubriacarsi e a plagiare i grandi classici della lette
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L'occhio che guarda
di Marc Behm
editore: Einaudi
pagine: 225
L'Occhio è un investigatore privato senza nome. È anche un uomo senza passato, fatta eccezione per una foto che porta in tasca: un ritratto di 15 ragazzine con la divisa della scuola, una delle quali è la figlia che non ha mai conosciuto. Incaricato di pedinare una giovane sospettata di una catena di omicidi ai danni di uomini ricchi, sedotti e subito dopo eliminati senza il minimo scrupolo, si convince che la ragazza altri non sia che sua figlia. Per questo intraprende un viaggio lungo le strade infinite di un'America surreale e dolorosa. Un romanzo umanissimo, amaro e dolente, che sembra chiudere l'epoca della "scuola dei duri" e inaugurare la stagione del nuovo poliziesco esistenzialista.
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Stupida puttana
I miei viaggi in Asia da pseudovergine ventenne
di Bahr Iris
editore: Einaudi
pagine: 220
Appena finito il periodo di ferma nell'esercito israeliano e alla ricerca di una "liberazione psicofisica dopo tre anni di uni
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Appunti partigiani
di Fenoglio Beppe
editore: Einaudi
Tratti da un manoscritto inedito, questi Appunti costituiscono il primo racconto partigiano di Fenoglio
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Fotografia e società
di Gisèle Freund
editore: Einaudi
pagine: 199
Da molti anni indisponibile per il pubblico italiano, "Fotografia e società" di Gisèle Freund costituisce uno dei principali r
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Mucho Mojo
di Joe R. Lansdale
editore: Einaudi
pagine: 290
Lo hanno soprannominato "Mojo storyteller" dal titolo di questo libro
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La casa del silenzio
di Orhan Pamuk
editore: Einaudi
pagine: 376
Fatma, insieme al nano Recep, figlio illegittimo del suo defunto marito, vive ancora nella casa in cui si trasferì con il suo sposo - un medico fallito, attivista politico e alcolista - quando decisero di abbandonare Istanbul agli inizi della rivoluzione del 1908. Nella cadente villa in legno Fatma, altezzosa e bisbetica, trascorre i giorni e le notti assorta nei ricordi, a rodersi in un cupo sentimento. I suoi figli sono morti, ma i suoi tre nipoti ogni estate vanno a trovarla per un breve soggiorno. Faruk, il maggiore, è uno storico che, abbandonato dalla moglie, ha trovato nell'alcol un efficace palliativo alla noia; Nilgün è un'affascinante studentessa progressista che sogna una rivoluzione sociale che non arriva mai; il giovane Metin è un genio della matematica che vuole emigrare negli Stati Uniti per arricchirsi. Tutti e tre, per motivi diversi, desiderano che la nonna venda la casa.
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Infanzia berlinese intorno al millenovecento
di Walter Benjamin
editore: Einaudi
pagine: 154
Il libro è una autobiografia anomala, una sorta di mosaico, in cui Benjamin condensa le esperienze e la topografia della propria infanzia, ridando anima ai sogni facendo rivivere le ore e i luoghi di magia, e al contempo gli angosciosi presentimenti di un bambino ebreo nella Berlino dell'epoca. Ed è forse questa ambiguità il tratto più marcato dei trenta brani (più dodici frammenti proposti in appendice) che compongono il libro: "scavare" nell'infanzia, negli strati nascosti perduti della vita, per riattivare questa "promessa di felicità" che è patrimonio di ogni essere umano ("La fata, grazie alla quale si ha il diritto a un desiderio"), senza tuttavia dimenticare che questa possibile felicità è perennemente esposta ai venti della storia.
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Il seminario
Libro IV. La relazione oggettuale 1956-1957
di Lacan Jacques
editore: Einaudi
In psicoanalisi la relazione oggettuale indica il modo di relazione del soggetto con il mondo
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Il primo libro di filosofia
di Warburton Nigel
editore: Einaudi
In sette brevi capitoli più un'introduzione, Nigel Warburton intende dare conto di un gran numero di problemi filosofici, di p
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Barthes di Roland Barthes
di Roland Barthes
editore: Einaudi
pagine: 221
"L'unica passione della mia vita è stata la paura". La straordinaria epigrafe che Barthes ha scelto per il suo "Piacere del testo", andandola a cercare in Hobbes, attraversa e segna come un motto emblematico anche tutta la sua speculazione. Paura di essere afferrato e frainteso, da una facile e sommaria 'cucina' ideologica. Paura della "bêtise", che invita continuamente a ricercare e contraddirsi; paura d'esser fermato in un'immagine stereotipa e sterile. Ecco cosi, paradossalmente, per evitare questo procedimento di imbalsamazione precoce, di monumentalizzazione pubblica, l'idea di scriversi addosso una stravagante monografia, quasi per abolirsi, per cancellarsi, per "derealizzarsi", come avrebbe detto un pensatore a lui caro, Sartre. Non tanto un diario di fatti, di accadimenti, ma piuttosto un diario di riflessioni; non tanto aneddoti biografici, ma avventure d'idee. Un quaderno a "collage", in cui l'immagine univoca di Barthes viene continuamente frammentata, contraddetta, cancellata: "io non mi assomiglio mai". Nella prima pagina, a caratteri autografi, quasi una confessione sommessa nell'orecchio di chi s'accinge ad intraprendere questo viaggio, si legge: "Tutto ciò dovrà essere considerato come detto da un personaggio di romanzo". Un Barthes immaginario, dunque, personaggio fittizio, scritto, che si racconta in terza persona, dietro la maschera del frammento. Così è proprio in questo libro, scritto nel 1974, che si ritrova la fisionomia più autentica del grande critico.
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