Excelsior 1881
Shopping con Maud
di Maud Tom
editore: Excelsior 1881
Appassionati dello shopping non si diventa, si nasce
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Nato col botto
di Martin Steve
editore: Excelsior 1881
Steve Martin è uno degli attori più famosi al mondo, ma la sua carriera non è solo legata al cinema
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Le bottiglie del signor Klein
di Oscar Calavia
editore: Excelsior 1881
Un sicario orientale è accusato di far prostituire sette minuscole donne. Sette gorilla inseguono una bella sposa perché saldi il debito del marito. Una donna entra in un hotel e chiede del signor Klein. Ma chi è il signor Klein? Personaggio multiplo, il signor Klein scivola nel romanzo come una presenza magica, inafferrabile. O meglio: sarà il lettore a doverlo riconoscere.
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I piedi nell'acqua
di Duteurtre Benoît
editore: Excelsior 1881
pagine: 256
A partire dalle vacanze estive degli anni '70, Benoit Duteurtre ci racconta, estate dopo estate, nello stesso luogo di villegg
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Riflessioni sul cinema. Note per servire all'arte cinematografica
di René Clair
editore: Excelsior 1881
pagine: 312
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Romualdo Marenco. La riscoperta di un pioniere
di Luca F. Garavaglia
editore: Excelsior 1881
pagine: 220
"Romualdo Marenco ha scritto Excelsior e i balli che hanno fatto da colonna sonora alla Belle Epoque. Ma anche le operette e le opere buffe che sbancarono Parigi e la nascente Broadway. È stato riferimento per i giovani Puccini, Mascagni e Toscanini e per la nascente scuola verista in musica. Ma anche per letterati come Fontana, Valera e i cosiddetti "sopravvissuti alla scapigliatura". Milano gli ha intitolato una delle sue vie più centrali e pittoresche, ma l'Azione Cattolica combatté una lunga battaglia affinché fosse rimossa la targa che lo commemorava nel Teatro che gli era stato dedicato a Novi Ligure. Nonostante una carriera costellata da successi mondiali che oggi ben pochi possono vantare, Romualdo Marenco è stato sempre oggetto di imprecisioni, omissioni, storture e confusioni, mirate a fornire un'immagine inesatta del compositore. Riservatissimo, desiderava essere dimenticato come personaggio pubblico dopo la sua morte. E questo suo carattere, unito a quattro generazioni di silenzio, hanno reso difficile anche a me, suo pronipote, ricostruire la sua biografia. E proprio per fare finalmente chiarezza ho accettato di raccogliere il testimone da Gennaro Fusco, che da tempo cercava di completare la biografia del mio avo."
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L'arte imperfetta. Riflessione sul jazz e la cultura moderna
di Ted Gioia
editore: Excelsior 1881
pagine: 192
Ispirato alle idee di pensatori del calibro di Walter Benjamin, José Ortega y Gasset e Roland Barthes, ma anche corroborato da vivaci intuizioni dei maggiori interpreti e autori del '900 (Dave Brubeck, Horowitz, Coleman Hawkins, Keith Jarrett), "L'arte imperfetta" è una riflessione che spazia dalla critica letteraria alla storia dell'arte, dalla sociologia all'estetica, allo scopo di collocare l'arte dell'improvvisazione e il jazz nell'inquieto e movimentato panorama culturale del secolo che ne ha visto la rinascita e la definitiva affermazione.
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Alice Herz-Sommer. Un giardino dell'Eden in mezzo all'inferno
editore: Excelsior 1881
pagine: 392
Alice Herz-Sommer nasce nel 1903 in una Praga asburgica in cui Franz Kafka le fa da fratello maggiore. A sedici anni è una delle pianiste più talentuose e conosciute d'Europa, ma a poco a poco il suo mondo diventa sempre più fragile. L'ostilita antisemita cresce e suo padre durante la Prima guerra mondiale perde quasi tutto il patrimonio di famiglia. Nel 1942 la madre di Alice viene deportata e lei per sopravvivere alla disperazione prende una decisione altrettanto disperata: imparerà i ventiquattro "Studi" di Fryderyk Chopin, che nemmeno Arthur Rubinstein ha mai suonato senza interruzioni. Dodici mesi dopo, quando anche lei, suo marito e il loro bimbo di sei anni saranno deportati a Theresienstadt, sarà di nuovo la musica la sua salvezza. Esibendosi in oltre cento concerti, Alice restituisce forza e speranza agli altri prigionieri in un mondo di fame, sofferenza e morte, creando un "paradiso in mezzo all'inferno" per il suo piccino, che per più di cinquanta volte è tra gli interpreti principali dell'opera per bambini "Brundibàr". Dopo la liberazione, Alice vive il periodo del Terrore staliniano; emigra in Israele, insegna al conservatorio di Gerusalemme e a ottantatré anni si trasferisce a Londra da suo figlio, che nel frattempo è diventato un violoncellista di fama mondiale.
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La ribelle
di Benoît Duteurtre
editore: Excelsior 1881
pagine: 352
Eliane Brun, giornalista dell'Autre Canal, è un'autentica ribelle, irriducibile ecologista, pirata telematica e ferocemente avversa alla politica della presidenza Bush. Anche il suo datore di lavoro, il potentissimo tycoon televisivo Mare Menantreau, è un sovversivo, che non esita ad arringare i dipendenti indossando soltanto una T-shirt. I due sembrano quindi intendersela a meraviglia, ma la luna di miele tra il padrone e la sua dipendente sarà di breve durata: gli affari sono sempre affari. Così, per motivi diversi, i due ribelli saranno entrambi licenziati e dovranno reinventarsi un lavoro, anche a costo di rinnegare i loro nobili ideali. Una commedia umana, una tragicomica parabola dei tempi moderni narrata attraverso le peripezie di Eliane Brun, giovane e affascinante giornalista televisiva, progressista e intransigente, che finisce corrotta per amore. Popolato da una galleria di personaggi a metà strada fra Molière e Samuel Beckett, parodia e critica sociale per un grottesco ritratto della società, non solo dello spettacolo.
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La nostra vita
editore: Excelsior 1881
pagine: 260
"La nostra vita" è un grande affresco del "casato" Pasternak, e al tempo stesso un vero e proprio ritratto delle città in cui vissero, in particolare di Mosca. Nel volume, a cura di Ljiljana Avirovic, sono riuniti alcuni scritti dei due figli di Boris Pasternak, Aleksandr (tratti da "Le vicinanze lontane") ed Evgenij (da "Materiali per una biografia"), più due opere del padre, "Storia di una controttava" e "L'infanzia di Zena Ljuvers". Il filo rosso che si snoda in tutto il libro è la musica: il "dolce peso" che il padre Boris conobbe fin da bambino gli serve per estrarre dall'anima quello che la parola non può. In gioventù infatti Boris Pasternak si dedicò intensamente agli studi musicali; più tardi li abbandonò ma la musica continuò ad essere sottesa nella struttura della sua opera, al punto da essere utilizzata nelle poesie in sostituzione dei versi quando il poeta avvertiva l'inadeguatezza della parola. "Storia di una controttava" intorno al 1913, nello stesso periodo de "Il gemello nelle nuvole", è la prima raccolta di liriche presenta un ampio spettro della vena creativa pasternakiana. Alla base del racconto ci sono i ricordi dei viaggi del 1906 e del 1912 in Germania, patria del grande Romanticismo, che a Pasternak fu sempre idealmente vicino. Infine, "L'infanzia di Zena Ljuvers" rappresenta il prototipo della prosa poetica pasternakiana, di delicato e fragile spessore: la volontà di sfiorare con la parola ciò che è in sé indicibile.
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