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Fazi

La statua di sale

di Gore Vidal

editore: Fazi

pagine: 229

Nel 1947 Gore Vidal era un giovane di ventidue anni, con all'attivo due romanzi pubblicati e lanciato sulle orme del nonno verso una brillante carriera politica. Dopo aver finito di scrivere "The City and the Pillar" (tradotto con La statua di sale per rispettare la citazione del passo riguardante la moglie di Lot della Genesi), un romanzo dichiaratamente omosessuale, si trovò di fronte a un dilemma: pubblicarlo o meno? È la storia di Jim Willard, figlio "normale" di una famiglia della media borghesia del Sud: bello, atletico e schivo. E innamorato di Bob Ford, il suo migliore amico. Vidal scandalizzò l'America, suscitando reazioni sdegnate. Il suo editore newyorchese, E.P. Dutton, lo detestò. Il "New York Times" rifiutò di pubblicizzare il libro, nessun giornale americano lo recensì e "Life" lo accusò di aver fatto diventare omosessuale la più grande nazione del mondo. Ma in poche settimane il libro fu un bestseller. Il romanzo racconta la ricerca ostinata e ossessiva di Bob da parte di Jim, dopo un weekend d'amore sul fiume che segna per sempre il suo destino. Trascorrono gli anni e Jim, ancorato al passato, è come una statua di sale. Nessuno dei suoi amanti riesce ad avere il suo cuore, fino all'incontro finale con Bob, l'amore della sua giovinezza, che riserva un emozionante colpo di scena.
9,50

Trattato di ateologia

Fisica della metafisica

di Onfray Michel

editore: Fazi

pagine: 219

Dio non è affatto morto, o se lo era è ormai nel pieno della sua rinascita, in Occidente come in Oriente
9,00

Eureka street

di McLiam Wilson Robert

editore: Fazi

pagine: 414

Belfast
12,00

Non so

di Lorenzo Licalzi

editore: Fazi

pagine: 262

Romanzo generazionale, ironico e divertente, Non so narra le avventure di due giovani innamorati, Giulia e Mario, alle prese con un quotidiano che incalza, confonde e non lascia il tempo di decidere. Lei, di famiglia altoborghese, intelligente, affettuosa e sempre pronta a soprassedere alle continue indecisioni del compagno. Lui, eterno fanciullo che sogna di lavorare per tutta la vita alla radio, scansando accuratamente ogni opportunità di "impiego fisso", e di poter conservare la propria libertà dal rapporto di coppia uscendo la sera con gli amici. Lei alle prese con l'università prima, il matrimonio e il lavoro dopo; lui che continua a rimandare ogni decisione. A scompaginare le carte arriva un figlio...
9,50

L'esorcista

di William Peter Blatty

editore: Fazi

pagine: 400

Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l'uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile. (Prefazione di Edoardo Nesi)
19,00

Il manuale del leccaculo. Teoria e storia di un'arte sottile

di Richard Stengel

editore: Fazi

pagine: 334

Probabilmente è stato Satana il primo adulatore della storia, ma certo oggi l'uomo non è secondo a nessuno. D'altronde, come il "Manuale del leccaculo" dimostra, l'adulazione fa parte del nostro patrimonio genetico ed è un comportamento che ci ha aiutato a sopravvivere fin dalla preistoria. Richard Stengel la illustra con ironia e ricchezza di documentazione, partendo dai nostri progenitori e attraversando la storia di religioni e civiltà: dall'amore per il Dio geloso dell'Antico Testamento agli appassionati biglietti indirizzati da una collaboratrice della Casa Bianca al presidente degli Stati Uniti, da Platone al mondo medievale dei Trovatori, la cui indelebile traccia informa il nostro moderno discorso amoroso. E poi Machiavelli e Castiglione, Washington e Franklin, passando per Lord Chesterfield fino ad arrivare a Dale Carnegie (il nume tutelare di ogni buon venditore americano). Già dalle prime battute, non a caso dirette al lettore, l'adulazione viene messa a nudo tanto da potersi infine riassumere in un agile, ma utile, summa di precetti (e chi potrebbe dire di non averne mai avuto bisogno?). Avversata come un male oppure onorata quale scienza del buon vivere, per fortuna - questo il messaggio indulgente e ironico dell'autore quasi sempre la lusinga è un inganno inoffensivo, un delitto senza vittime che finisce per far sentire meglio chi la porge e chi la riceve.
9,50

Il quadrato della vendetta

di Pieter Aspe

editore: Fazi

pagine: 336

Malinconico e irascibile, un pessimo carattere, nessun rispetto della gerarchia, un caustico senso dell'umorismo
16,00

Smog

di Paolo Zagari

editore: Fazi

pagine: 150

"Di cosa parliamo quando parliamo d'amore? Non lo sapremo mai, però Paolo Zagari sa raccontare bene questo "mistero"- metafisico o sublimemente sciocco che sia - racchiuso nella superficie. E lo racconta in modo un po' spavaldo, con una struttura compositiva nuova, adattata non alla cronologia ma ai frammenti di un discorso amoroso. Innumerevoli nel testo gli autori e i personaggi di riferimento, da Amleto a Woody Allen. Ovunque impera la Classe Media semi-colta e semi-corrotta, protagonista di "un paese che era a pezzi", divisa in corporazioni ferree, verbosissima e"blobbiana", che usa alla perfezione le citazioni, per apparire migliore o per difendersi dal trauma dell'esperienza. Una tagliente sociologia d'occasione si incontra con una lingua che costeggia ironicamente il "rosa" e la tecnologia. Ma non vi compare il nome di quello che è probabilmente il segreto nume ispiratore di queste pagine: Truffaut. Il tono svagato e drammatico, una modalità del racconto lieve, aerea, puntigliosa, a tratti maniacale, dentro cui si nasconde la banale tragedia. A volte la narrazione sembra evanescente come le conversazioni che contiene, ma poi è trattenuta giù, sul fondo, da una ricerca disperata di senso. Romanzo giocoso, allegramente sgangherato, mai frivolo. E se davvero l'amore autentico, che è sempre "pirotecnico e strampalato", ci casca addosso senza preavviso e nasce da una "distorsione" della realtà, dubito che avrà mai una conclusione edificante." Filippo La Porta
16,00

Amy e Isabelle. Ediz. illustrata

di Strout Elizabeth

editore: Fazi

pagine: 356

Una cittadina anonima della provincia americana
12,00

I marmi del Partenone. Le ragioni della loro restituzione

di Christopher Hitchens

editore: Fazi

pagine: 202

L'apertura nell'estate del 2009 del Nuovo Museo dell'Acropoli di Atene rappresenta un'imperdibile opportunità per riproporre all'opinione pubblica la questione della restituzione dei marmi del Partenone (noti anche come "marmi Elgin", dal nome dell'ambasciatore inglese che fece asportare i fregi) alla Grecia. Tale esproprio è sempre stato sentito come una violenza contro il popolo ellenico e ha suscitato l'indignazione del mondo intellettuale. Già Lord Byron, assistendo alla raccapricciante scena dei marinai inglesi che rimuovevano, a colpi di piccone, le metope del Partenone, aveva definito la sua terra d'origine come una "nazione di orgogliosi bottegai". Eppure, in tutti questi anni, la riconsegna dei marmi è sembrata un traguardo irraggiungibile. L'obiezione che il comitato direttivo del British Museum ha perennemente opposto - ovvero che Atene non possedesse un museo adeguato a ospitarli - trova oggi un'esaustiva risposta. Proprio ora che la questione della restituzione delle opere d'arte ai paesi d'origine sta assumendo una rilevanza internazionale e si sta trasformando in uno scottante problema politico. Questo libro, grazie alle lucide argomentazioni di Hitchens, offre un contributo notevole alla causa del ritorno dei fregi del Partenone alla Grecia, dimostrando quali furono i veri interessi in gioco di Elgin e dell'Impero britannico al momento della rimozione, quali gli errori commessi e i pregiudizi che hanno giustificato la mancata restituzione.
19,50

L'arte di gioire. Per un materialismo edonista

di Michel Onfray

editore: Fazi

pagine: 333

Per tradizione, il corpo è sempre stato trascurato nella storia della filosofia perché, al contrario dalla mente, dimostrava quanto fossero ancora forti i legami tra uomo e animale. Pur di allontanare questa incontrollabile irrazionalità, l'Occidente si è pertanto inventato straordinari meccanismi per mortificare la sfera sensoriale e la corporeità: dalla castrazione al matrimonio borghese, ogni mezzo era legittimo per raggiungere un ideale estetico asettico e ascetico. Ma, secondo l'autore, questo modello non può durare in eterno. I filosofi, infatti, devono molte delle loro più importanti intuizio a momenti di crisi in cui la "macchina corporea" si inceppa e vacilla a lungo prima di ritrovare il proprio equilibrio. Onfray si propone appunto di andare a scovare tali episodi della vita dei grandi pensatori, allo scopo di dimostrare che la filosofia non è soltanto una mera storia dello spirito. Allo stesso tempo però, cerca di riabilitare - al di là di quella corrente di pensiero moralista che va da Platone ai moderni detrattori della fisicità un'ideologia edonista che annovera tra le sue fila i cirenaici, gli gnostici licenziosi, i fratelli del Libero Spirito, i libertini eruditi e altri pensatori quali La Mettrie (anch'egli autore, a suo tempo, di un'"Arte di gioire"), Sade, Fourier. Si delinea quindi una concezione più completa della saggezza, che contempla tutte le sfere dell'esistenza umana: il piacere ma anche la disillusione e il senso della morte.
18,50

Breve storia del futuro

di Jacques Attali

editore: Fazi

pagine: 234

Come sarà il mondo nel 2060? E cosa accadrà nei prossimi cinquant'anni? Questi gli interrogativi cui risponde l'ultimo saggio di Jacques Attali, economista e scrittore eclettico, esperto di politica internazionale e di nuove tecnologie. Si sa che nell'immediato futuro l'uomo dovrà affrontare alcuni problemi urgenti: il terrorismo su scala mondiale e il fondamentalismo religioso, il surriscaldamento del pianeta e l'esaurimento delle risorse naturali, l'ascesa di nuove potenze economiche e il declino dello stile di vita occidentale. Ma questo è niente, paragonato a quello che lo aspetta più avanti: la globalizzazione? Sarà sostituita da un "super-impero", che controllerà politicamente un mondo policentrico, non soltanto il mercato. Le guerre locali e nazionali? Inglobate da un "super-conflitto" dalle conseguenze inimmaginabili. E la gente comune? Sarà costretta a spostarsi continuamente in ogni angolo del globo per assecondare i dettami dell'economia, con la conseguenza che si innescherà una catena inesauribile di lotte intestine fra nomadi e sedentari. Dunque è tutto perduto? Forse no, perché - dice Attali la storia non è semplice fatalità: il domani dipende da come gli uomini intendono usare già oggi le innovazioni tecnologiche e da quanto vogliano mettere a disposizione dell'umanità le potenzialità individuali, soprattutto quelle creative.
10,00

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