Feltrinelli
Due cuori a Parigi
di Vermalle Caroline
editore: Feltrinelli
pagine: 240
Avremo sempre Parigi, dice Humphrey Bogart a Ingrid Bergman in Casablanca
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Il lavoro che sarai
di Vincenzo Perrone
editore: Feltrinelli
pagine: 184
Questo libro racconta il lavoro a chi ancora non ce l'ha e si sta preparando per trovarne uno. È stato scritto per gli studenti come un antidoto all'ansia che li prende quando progettano il loro futuro e come uno strumento per motivare scelte più consapevoli sia da parte dei ragazzi che delle loro famiglie. Non è una guida alla scelta della migliore facoltà universitaria, quella capace di garantire un'occupazione. E nemmeno una predica sull'importanza della conoscenza delle lingue, del rimboccarsi le maniche e del fare esperienze all'estero. È, piuttosto, un'appassionata riflessione sull'importanza del lavoro nella vita di una persona come strumento per garantirsi la sopravvivenza e, soprattutto, come momento in cui scoprire chi vogliamo essere. Questo libro spiega quali sono le caratteristiche del lavoro "buono", quello che consente una vera autorealizzazione. È un invito ai ragazzi a guardare con fiducia e senza paura nella sfera di cristallo del futuro, forti dell'impegno che mettono ogni giorno nel prepararsi a percorrere la loro strada. Età di lettura: da 13 anni.
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Girls
di Jessica Schiefauer
editore: Feltrinelli
pagine: 173
Kim, Momo e Bella, quattordici anni, sono inseparabili
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Le passeggiate del sognatore solitario
di Jean Jacques Rousseau
editore: Feltrinelli
pagine: 147
È il primo testo letterario, non di finzione, in cui l'autore esiliato dal mondo, è davvero convinto di rivolgersi soltanto a
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Il sorriso ai piedi della scala
di Henry Miller
editore: Feltrinelli
pagine: 79
"Questa è la sola storia vera che io abbia raccontato fino adesso," dice Miller nell'epilogo scritto per questo racconto. Un'affermazione strana perché si tratta forse della sua unica storia di fantasia pura. Ma Miller chiarisce: "I miei personaggi sono tutti reali, presi dalla vita, dalla mia vita, mentre Augusto è l'unico che nasce dal regno della fantasia. Ma che cos'è questo regno della fantasia che ci circonda e assedia da ogni parte, se non la realtà stessa?". Nella storia di Augusto, il clown geniale e disperato che recita ogni sera "il dramma dell'iniziazione e del martirio", Miller ha voluto parlare del vero artista e del suo faticoso percorso.
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La tigre azzurra
di Nicolas Barreau
editore: Feltrinelli
pagine: 52
La mattina dell'ottavo compleanno di Elisa, la maestra decide di portare la classe in visita a un lussureggiante parco di Parigi. L'insegnante chiede ai bambini di fare un disegno ispirato al luogo in cui si trovano: Elisa si sdraia sull'erba e in cielo vede correre una tigre fatta di nuvole. Quand'è il momento di mostrare il disegno, tutti i suoi compagni la prendono in giro: non esiste una tigre azzurra! La maestra cerca di consolarla: è vero, non esistono tigri azzurre, ma il suo disegno è bellissimo. Elisa è molto contrariata, perché ha visto davvero una tigre azzurra e nessuno le crede... Età di lettura: da 4 anni.
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Il sorriso di don Giovanni
di Ermanno Rea
editore: Feltrinelli
pagine: 233
Una donna: Adele. Una passione prorompente, insopprimibile, quasi gesto d'obbedienza a un comando biologico: i libri, la lettura, i fantasmi che popolano l'universo della grande invenzione letteraria universale, Emma Bovary, Madame Chauchat, il principe Myskin, il capitano Achab, Henry Esmond, don Giovanni. Siamo negli opachi, anzi rischiosi, anni settanta, in una cittadina dell'entroterra campano dove tutto sembra fermo e addormentato. E invece... Adele ha soltanto quattordici anni quando si innamora di Fausto, lettore accanito a sua volta nonché fervido militante del Partito comunista. Amori e divergenze bruciano la loro giovinezza. Finché Adele, inquieta e delusa, abbandona la sua "Macondo" per Napoli, dove si fa "maestra di strada" in uno dei quartieri più degradati della città. I libri insomma continuano a essere la sua ossessione. La sua ragione di vita. A scandire, come un tempo le speranze, adesso le delusioni. Tra cui la più grande di tutte: l'irrimediabile perdita dell'uomo amato. Ora Adele vive isolata nell'appartamento ereditato dalla nonna, trasformato in una vera e propria biblioteca pubblica, tra migliaia di libri rari, pregiati, antichi e moderni, una sorta di sacrario all'interno del quale si muove come una vestale e si intrattiene con gli interlocutori di sempre: caro don Chisciotte, caro Renzo, caro don Giovanni... Adele brucia sino alla fine, ma il suo amore per la letteratura non ha nulla di cerebrale, anzi in esso si consuma la sua irresistibile sensualità.
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Parigi è sempre una buona idea
di Nicolas Barreau
editore: Feltrinelli
pagine: 264
Parigi è sempre una buona idea, si sa
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Carl Gustav Jung
di Romano Màdera
editore: Feltrinelli
pagine: 154
Ogni vita umana chiede di essere salvata. Ogni vita umana si fa strada nel mondo impersonale delle convenzioni, si scava nella pietra refrattaria dei conformismi, si mette in cerca della voce segreta che la chiama a spogliarsi di ciò che è noto ma non le appartiene, per assumere fino in fondo ciò che le appartiene ma non conosce ancora. È sull'onda di questa idea di salvezza che Romano Màdera rivisita il pensiero di Carl Gustav Jung, mettendo al centro della sua rilettura il documento più enigmatico dell'intera opera junghiana, quel Libro rosso che lo psicoanalista svizzero aveva composto in una stagione segnata dal travaglio interiore e dalla necessità drammatica della trasformazione della propria vita come del proprio pensiero. Màdera rilegge con pazienza e audacia queste pagine sconcertanti e personalissime regalandoci una rivisitazione filosofica e quasi sapienziale del lascito junghiano. E ci dona un libro capace di misurarsi in maniera radicale con gli enigmi tutti umani del sacro come potenza di trasformazione, della morte interiore come fuga dai pericoli della metamorfosi, della rinascita come incalcolabile avventura del divenire se stessi.
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Carvalho indaga
di Manuel Vazquez Montalban
editore: Feltrinelli
pagine: 118
Ancora una volta, una manciata di storie di qualità con cui Manuel Vázquez Montalbán ci sorprende mediante le capacità di chiaroveggenza politica e la passione per le vicende umane che da sempre hanno caratterizzato l'intera sua opera. Perché, anche qui, di Carvalho si tratta: dei libri una volta forse amati che Pepe brucerà, di spie, baccalà e vini, di violenza suicida e luoghi di una Barcellona sempre più scomparsa, insieme a rivoluzioni sbiadite e critiche feroci, ricche di quella lucidissima ironia che contraddistingue il nostro autore; senza tralasciare un'Italia che tanti di noi hanno vissuto e che tuttora serpeggia con ben scarsi mutamenti nei sotterranei del potere. A chiudere questo volume, un monologo teatrale in cui il nostro detective affronta l'autore rimproverandolo per la sfacciataggine con cui lo ha condotto sino alla fine di un millennio che irrimediabilmente li vorrà separare.
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Orlando furioso
di Ludovico Ariosto
editore: Feltrinelli
pagine: 1196
"Ovunque vadano, in India, in Etiopia, in Scozia, in Olanda, i cavalieri trovano per riposarsi lo stesso boschetto di soavi allori, le erbette molli, le aure fresche e un rivo ristoratore che scorre. L'immaginazione di pace botanica e floreale ignora le differenze di contenuti e latitudini, come se la geografia del romanzo fosse la geografia di un giardino, che gode di un unico clima, e al di fuori del quale c'è l'indeterminato e le nebbie...". Con questo approccio, Cavazzoni, che ha dedicato alla follia umana le sue storie più belle, rilegge l'"Orlando furioso", che presentiamo nella cura di Innamorati, uno dei maggiori specialisti della letteratura italiana del Cinquecento.
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Le tempeste
di Kahlil Gibran
editore: Feltrinelli
pagine: 150
Le Tempeste, racconti ancora inediti in Italia e ora per la prima volta tradotti dall'arabo, occupano un posto importante nella produzione di Gibran. Precedenti di un anno l'uscita de Il Profeta, sono fondamentali per la comprensione dell'opera principale. Rispetto al Gibran più noto non mancano però le differenze. Anzitutto qui prevale una vena pessimistica. Emblematico a questo proposito l'apologo Il demonio, dove un sacerdote, venuto in soccorso di un ferito grave scopre che questi è appunto il demonio. L'aiuto prestato al più terribile dei nemici, l'impossibilità di fare diversamente, per Gibran significa riconoscere in modo spregiudicato il Male come ineluttabile, o meglio come volto nascosto e necessario del bene. Quella della "tempesta" è un'immagine per dire gli aspetti negativi del mondo, gli sconvolgimenti della natura e della vita interiore, da cui l'uomo uscirà con la riflessione e l'illuminazione. Ma non solo. Il suo significato è anche autobiografico, e rimanda alla presenza in Gibran di due anime, quella orientale e quella occidentale, ancora in conflitto e non in armonia come accadrà ne Il Profeta. Gli interrogativi che attraversano questi racconti troveranno nella figura del Profeta risposte sicure e rassicuranti, tutte positive. Per questa ragione Le Tempeste si pongono come lettura indispensabile per seguire la genesi del pensiero di Gibran.
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