Gangemi
Journal of public finance and public choice (2004). Vol. 3
editore: Gangemi
pagine: 96
Rivista quadrimestrale in lingua inglese sull'economia delle scelte pubbliche
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Disegnare. Idee, immagini. Ediz. italiana e inglese. Vol. 33
editore: Gangemi
pagine: 96
Rivista semestrale del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura
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Disegnare. Idee, immagini. Ediz. italiana e inglese. Vol. 29
editore: Gangemi
pagine: 96
Rivista semestrale del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura "Sapienza" Università di Roma
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Bollettino dei musei comunali di Roma (2004). Vol. 18
editore: Gangemi
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Io, Rosinella e padre Pio. L'armonia fra le religioni
di Serafino Querques
editore: Gangemi
pagine: 80
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Palazzo Altieri. Oriolo Romano. Restauro e la valorizzazione dell'area museale di Palazzo Altieri
di Rosa Gemma Cipollone
editore: Gangemi
pagine: 32
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Arte dolciaria barocca. I segreti del credenziere di Alessandro VII. Intorno a un manoscitto inedito
di June Di Schino
editore: Gangemi
pagine: 206
Questo è un libro singolare sull'arte dolciaria alla corte di papa Alessandro VII (1655-1667). Vi si invita a un affascinante viaggio storico-culturale intorno al credenziere Girolamo Mei e al suo manoscritto inedito, che contiene ben 211 ricette. Massimo Montanari nella sua presentazione ne parla come "frutto di una cultura europea che non conosce confini", ma allo stesso tempo lo descrive come un documento prezioso che anticipa una germogliante realtà culturale di identità tutta italiana. Inoltre proprio nell'utilizzo dello zucchero, alimento principe del Seicento, individua "uno spazio magico" attraverso "insospettabili convergenze tra la cultura popolare e la cultura di corte".
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Sociologia. Rivista quadrimestrale di scienze storiche e sociali (2002). Vol. 2
di De Rosa Gabriele
editore: Gangemi
pagine: 208
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A colloquio con Franco Ferrarotti
editore: Gangemi
pagine: 110
"Una volta, circa settant'anni fa, al termine di un mio comizio in Piazza Cavour a Casale Monferrato contro la Democrazia Cristiana, il primo ministro di allora, on. Alcide De Gaspari, volle conoscermi, mi strinse la mano e disse: "Giovanotto, lei andrà lontano...". Risposi: "Non lo so. Andrò fin dove mi condurrà per mano il destino...". Giunto in vista del capolinea, mi rendo conto che mi sono toccate almeno quattro carriere, più o meno illustri: traduttore per Einaudi e consulente industriale per Adriano Olivetti; diplomatico internazionale a Parigi; deputato al Parlamento; professore universitario, avendo vinto il primo concorso a cattedra per la sociologia bandito in Italia nel 1960. Ora so che tre regole degli antichi padri mi hanno accompagnato: 1) nulla in eccesso (ne quid nimis); 2) fa' quello che fai (age quod agis); 3) parla con te stesso (in interiore homine stat veritas). Senso del limite. Concentrazione. Vita interiore. In ogni cosa, massima energia, sapendo tuttavia, con il grande Seneca, che "vivere altro non è che ascoltarsi morire". Circa la coerenza, veda, scorrendo queste pagine, il mio paziente lettore. E non esiti a valutare, per conto suo. Dell'accordo eventuale e delle critiche, anche asperrime, lo ringrazio in anticipo."
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Giovanni Spadolini. Giornalista, storico e uomo delle istituzioni. Catalogo della mostra (Roma, 6 novembre-15 dicembre 2015)
editore: Gangemi
pagine: 128
Lo straordinario percorso umano, intellettuale e politico di Giovanni Spadolini è anche un affascinante viaggio nella storia e nella cultura dell'Italia repubblicana. Per Spadolini vivere fu sempre pensare: pensare per comprendere, per dialogare, per agire. Grande italiano e grande europeo, il suo naturale senso del rigore morale ne fecero, in momenti difficilissimi della storia italiana, uno dei maggiori sostenitori della linea dell'assoluta fermezza e della lotta senza quartiere sia al terrorismo che alla criminalità organizzata. La mostra, promossa in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Spadolini, non intende essere una sorta di "mausoleo provvisorio" alla memoria di un grande italiano, quanto piuttosto la ricostruzione del percorso compiuto nel corso della vita da un uomo che ha tentato di rispondere nel modo più elevato alle sue sentite vocazioni, "le tre anime" come era solito definirle: lo storico, il giornalista, il politico. Tre anime - e la mostra lo rivela ampiamente facendole rivivere attraverso le più dirette testimonianze - non separabili l'una dall'altra: la cultura come patrimonio indispensabile per affrontare le sfide della politica, mai concepita come esercizio del potere ma come attività di governo, come quotidiano impegno per la soluzione dei problemi nazionali, nell'interesse generale della comunità.
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