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Gangemi

Michelangelo e la Sistina. L'arte e l'esegesi biblica

editore: Gangemi

pagine: 157

A cinquecento anni dallo svelamento della volai Sistina gli affreschi più celebri di Michelangelo non cessano di stimolare nuo
25,00

Bouquet. Composizioni e creatività

di Flavia Bruni

editore: Gangemi

pagine: 125

26 bouquet, differenti per forma, stile e colore
28,00

Percorsi di salvezza e strumenti di legittimazione. I cicli dei Sette Sacramenti nell'arte del Medioevo. Ediz. italiana e inglese

di Paola Vitolo

editore: Gangemi

pagine: 175

L'apparizione delle prime serie iconografiche dei Sette Sacramenti nell'arte monumentale italiana del Trecento rappresenta un
28,00

Fondi nel Medioevo

editore: Gangemi

pagine: 351

Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale tenutosi a Fondi nell'ottobre 2013, che si poneva come obiettivo
40,00

Storie e leggende che non sono mai state. Ediz. italiana e spagnola

di Franco Abbina

editore: Gangemi

pagine: 14

Catalogo della mostra dell'artista Franco Abbina
10,00

Archivio della Scuola Romana al Casino dei Principi di Villa Torlonia. Guida. Ediz. italiana e inglese. Vol. 1

editore: Gangemi

pagine: 77

Il patrimonio dell'Archivio della Scuola Romana comprende una ricca raccolta di materiali vari relativi ad uno dei movimenti a
18,00

Archivio della Scuola Romana al Casino dei Principi di Villa Torlonia. Guida. Ediz. italiana e inglese. Vol. 2

editore: Gangemi

pagine: 47

Il patrimonio dell'Archivio della Scuola Romana comprende una ricca raccolta di materiali vari relativi ad uno dei movimenti a
12,00

Memoria Fidei

editore: Gangemi

28,00

Museum. Trattato di museografia

di Sandro Ranellucci

editore: Gangemi

pagine: 384

Fino al secolo scorso, gli scritti inerenti il museo tendevano più che altro a forme di cultura manualistica. Nell'esplicitazione delle tipologie, dei percorsi, dei concetti di illuminotecnica. Tutto ciò finché si è pervenuti al fondamentale evento ricostruttivo dei musei italiani, successivo al secondo evento bellico mondiale, dal quale fu evidenziato il limite di un'interpretazione prettamente pragmatica, che fosse rivolta esclusivamente a finalità conservative e rappresentative. Le distruzioni dopo la guerra non risparmiarono i grandi musei. A porre rimedio ad esse si iniziò fino dagli anni Cinquanta, quando fu dato inizio ai primi interventi. Allorché la cultura del conservare e dell'esporre nel museo prese spontaneamente ad intersecarsi con il senso dello spirito critico appartenente alle problematiche del restauro. Assumendo da quell'ambito una speciale sensibilità per le esigenze di riconoscibilità dell'autentico e dell'originale, e per quelle inerenti le metodologie integrative delle lacune. La ricchezza di modalità attuative nel museo in quei mitici decenni passavano per i progetti di Scarpa, di Albini e degli altri che da allora si prese a riconoscere come "I maestri della museografia", prettamente italiani, ma in grado di estendere la loro influenza in tutto l'ambito internazionale.
28,00

Gli operai e l'arte del disegno. La politica per un'educazione al «gusto dell'arte» nella Catania dopo l'Unità

di Federica Maria Chiara Santagati

editore: Gangemi

pagine: 127

La vicenda di tre scuole catanesi per operai, destinate "solo a chi esercitava già una professione" e simili ad altre istituzioni scolastiche del secondo Ottocento in Italia, appare paradigmatica della complessa interazione tra una progettualità economico-sociale, un reale intento di formazione artistico-professionale ed una politica d'intervento anche a fini di proselitismo. Tuttavia, la nascita di queste scuole a Catania non è legata a una politica statale frutto di un'analisi delle esigenze di crescita nazionale connessa ad un circuito virtuoso fra sviluppo economico e istruzione: sono soprattutto gli enti privati (prevalentemente associazioni di mutuo soccorso) a far nascere queste istituzioni scolastiche, con diverse motivazioni sociali. Una documentazione archivistica inedita rinvenuta a Roma e a Catania ha consentito di mettere in luce che le tre scuole catanesi esaminate, la Scuola di disegno d'ornato ed industriale del Circolo degli Operai, la Scuola di disegno industriale e plastica elementare della Società democratica I Figli del Lavoro e la Scuola serale di disegno industriale di Gaetano Brusà e Carmelo Malerba Guerrieri, rappresentarono una realtà cittadina importante e meritano un posto di rilievo nella storia della formazione artistica dedicata agli operai. In particolare, il disegno assumeva in quegli anni un ruolo fondamentale nella trasmissione di messaggi visivi determinanti per la creazione del "gusto dell'arte".
20,00

Mario De' Stefani (1901-1969). Architettura tra Venezia e l'Adige

di Enrico Pietrogrande

editore: Gangemi

pagine: 158

L'attività di Mario de' Stefani si svolge nel Veneto meridionale, tra Venezia, Padova, Rovigo e Verona, concentrandosi in particolare sui luoghi dell'Adige, a Legnago e Badia Polesine. Costituisce un aspetto caratteristico del suo lavoro di architetto la collaborazione con alcuni dei principali ingegneri dell'area, quali Aldo Chieregato, Ettore Munaron, Cesare Cavallini, Giuseppe Bettio. Ma il vero tema oggetto di studio non è tanto la figura del progettista, con i suoi disegni e i colleghi, ma la città, qualunque essa sia, nei differenti edifici che concorrono alla sua forma. E quanto è rimasto del forte valore di identità delle grandiose opere pubbliche innalzate a rappresentare io Stato fin nei paesi più sperduti della pianura veneta.
24,00

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