Ghibli
Nella sacra terra del Buddha. Giungle e pagode del Nepal
di Giuseppe Tucci
editore: Ghibli
pagine: 156
Un grande orientalista del Novecento conduce il lettore dalle trasparenze cristalline del cielo himalayano alla giungla del Terai, dove, sei secoli prima di Cristo, nacque il Buddha. Il resoconto di un viaggio eccezionale in Nepal, una terra primordiale che racchiude in sé echi dell'India e della Cina. Corredato di fotografie, che testimoniano la ricchezza culturale delle civiltà che si sono succedute nel remoto Oriente, il libro di Tucci va ben oltre l'interesse archeologico per le affascinanti rovine disseminate sul territorio e fornisce strumenti essenziali per ricostruire le complesse vicende delle popolazioni che fecero da ponte fra il subcontinente indo-pakistano e l'Asia centrale.
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Arte della falsificazione, falsificazione dell'arte
di Arnau Frank
editore: Ghibli
pagine: 398
Il problema dei falsi artistici ha tormentato storici, amatori e collezionisti di tutte le epoche
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Il Vodu haitiano. Magia, stregoneria e possessione
di Alfred Métraux
editore: Ghibli
pagine: 384
Ancora oggi Haiti rappresenta un crocevia del tutto peculiare tra cattolicesimo, credenze popolari e rituali antichissimi. Di origine africana, il vodu - letteralmente "il segno del profondo" -rappresenta il fondamento delle pratiche religiose dei contadini e del proletariato urbano haitiano in cui magia, stregoneria e incantesimi si fondono assieme. Lo scrupoloso lavoro di osservazione condotto sul campo da Alfred Métraux si è rivelato fondamentale per inquadrare il ruolo ricoperto dal vodu nella cultura nazionale. Métraux analizza e ricostruisce le origini, la storia, le implicazioni sociali, gli aspetti magici e le pratiche del vodu in un'accurata e meticolosa indagine che chiama in causa l'etnografia, l'antropologia, la storia e la religione.
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Magia e schizofrenia
di Géza Róheim
editore: Ghibli
pagine: 222
Pubblicato postumo, "Magia e schizofrenia" trae ispirazione dal periodo di lavoro che lo psicanalista Géza Róheim trascorse presso l'ospedale di Worcester, nel Massachusetts. A partire dall'ascolto prolungato di un paziente, l'autore esplora il rapporto tra pensiero magico e schizofrenia, malattia definita dallo stesso Róheim come "la psicosi per eccellenza". Secondo la concezione dello psicanalista ungherese, la pratica magica è infatti un tentativo di ricostruzione della realtà con mezzi libidici, esattamente come accade nei soggetti che manifestano sintomi psicotici di carattere schizofrenico. Avvalendosi di un metodo complementarista che combina visione antropologica e visione analitica, con questo libro Róheim apre una nuova frontiera dello studio psichiatrico.
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La visione celeste. De signatura rerum
di Jacob Böhme
editore: Ghibli
pagine: 266
Figlio di contadini e apprendista calzolaio, il giovane Jacob Böhme scoprì il pensiero filosofico grazie a un'illuminazione mistica che, da un lato, lo fece diventare uno dei più autorevoli mistici occidentali e, dall'altro, lo rese oggetto di persecuzioni e ostracismo da parte dell'ortodossia protestante. Durante la sua esistenza, Böhme si vide pubblicare soltanto un testo ("Christosophie, oder Weg zu Christo"), mentre la maggioranza dei suoi scritti circolò in Germania attraverso circuiti clandestini attivati dai numerosi seguaci della sua concezione. In "La visione celeste", considerato da molti il vero e proprio testamento spirituale, Böhme si interroga sul significato nascosto insito negli oggetti, cui l'Ordinatore Supremo ha impresso un segno caratteristico, e ne emerge un mondo che parla un linguaggio fatto di simboli, di analogie e di metafore alchimistiche.
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Come trovai Livingstone. L'avventuroso viaggio nell'Africa nera alla ricerca dell'esploratore scomparso
di Henry Morton Stanley
editore: Ghibli
pagine: 279
Quando il famoso esploratore David Livingstone scompare misteriosamente in Africa orientale, il "New York Herald" incarica Sir
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La città aggressiva
di Toynbee Arnold J.
editore: Ghibli
pagine: 306
In principio era la città ed essa rappresentava il luogo minimo di convivenza sicura, di mutua assistenza e di scambio
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Vita di Charlot
di Georges Sadoul
editore: Ghibli
pagine: 275
Charlie Chaplin è uno dei più conosciuti uomini di cinema di sempre. Le sue interpretazioni e i suoi film (Tempi moderni, Il grande dittatore, Luci della città, Il monello...) sono rimasti impressi come pietre miliari nell'immaginario collettivo. Questo libro ripercorre la vita e la carriera del grande regista e attore britannico alla luce del personaggio che più di ogni altro ha segnato l'immaginario della settima arte: quello dell'indimenticabile "vagabondo". Emblema dell'alienazione umana nell'era del progresso economico e industriale, e del malinconico disincanto di fronte alle ingiustizie della società moderna, Charlot e la maschera del vagabondo sono diventati indissolubili. Georges Sadoul, tra episodi intrisi d'amore e di umanità, ci mostra così come la vita dell'uomo e quella del personaggio entrino in dialogo, in un prismatico gioco di somiglianze e divergenze.
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Filosofia dell'arte. Primi scritti sull'estetica (1912-1914)
di György Lukács
editore: Ghibli
pagine: 359
György Lukàcs non è stato soltanto un grande teorico di estetica - o della specificità del fatto estetico, come l'autore preferiva definirlo -, ma è stato uno dei massimi filosofi del Novecento. Assieme all'"Estetica di Heidelberg", questo libro comprende gli scritti, appartenenti all'età giovanile, in cui iniziano a porsi le questioni che Lukàcs svilupperà nei suoi capolavori successivi fino alla messa a fuoco di un'estetica di carattere valutativo. Tra tutti il rapporto di contrapposizione tra l'opera artistica e l'opera scientifica, divisi dall'imprescindibile tema della forma e la considerazione dell'opera d'arte come "forma significativa" specifica, quale concetto-chiave che troverà definitiva sistemazione nella tarda "Estetica".
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Estetica di Heidelberg. Primi scritti sull'estetica (1916-1918)
di György Lukács
editore: Ghibli
pagine: 359
Agli anni trascorsi a Heidelberg risalgono alcuni degli scritti giovanili più importanti di Lukács. Proprio nella cittadina tedesca, infatti, il giovane Lukács segue le lezioni di Windelband e di Rickert e si dedica allo studio di Kierkegaard e di Hegel, che risultano fondamentali per l'elaborazione della sua compiuta teoria estetica. Sono anni in cui per Lukács, non ancora marxista e profondamente influenzato dalla filosofia e dalla sociologia di Simmel, l'attenzione all'arte e al "fatto estetico" ha il sopravvento sugli altri molteplici interessi, tanto da diventare oggetto di penetranti e suggestive riflessioni di cui questo scritto offre testimonianza. Nell'"Estetica" giovanile il filosofo ungherese approfondisce, rettifica e corregge le sue riflessioni sulle problematiche estetiche che, sebbene le indubbie differenze, rivelano però, nelle pagine dedicate all'arte in Platone e nel neoplatonismo, uno stretto legame con l'"Estetica" della vecchiaia.
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Il gran sole di Hiroshima
di Karl Brückner
editore: Ghibli
pagine: 252
Dieci anni sono passati dallo scoppio della bomba a Hiroscima, ma Sadako, che nel 1945 era una bambina miracolosamente sopravvissuta all'esplosione nucleare, non può ancora dirsi al sicuro. Durante una staffetta in bicicletta da Tokyo a Hiroscima si sente male e, dopo essere stata portata in ospedale, scopre di essere malata a causa degli effetti provocati dalle radiazioni della bomba atomica. Una storia come quella di tanti sopravvissuti che, nella prosa lieve e profonda di Bruckner, si fa metafora dell'impossibilità di superare indenni gli orrori della guerra, anche molti anni dopo le dichiarazioni di pace. Un romanzo per ragazzi, ma non solo, che invita a riflettere, commuove e mostra la difficoltà individuale e collettiva di girare una delle pagine più drammatiche della storia recente. Età di lettura: da 11 anni.
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La danza come educazione
di Sofia Vignoli
editore: Ghibli
pagine: 128
Non si costruisce un danzatore senza formarne la personalità, una personalità armonica che sappia accogliere i messaggi degli altri ed esprimere i propri in un'intesa proficua. D'altra parte il teatro, e la danza ne è parte, vive in una dimensione sociale, è atto di comunicazione. Le connessioni tra contenuto ed espressione, individuo e società, sono egualmente importanti nella scuola e nel teatro, sebbene trovino soluzioni differenti. Ma è proprio dal confronto tra le due diverse forme di educazione e attraverso le testimonianze di Nureyev e Ulanova, due grandi danzatori della scuola russa, nonché del famoso mimo francese Barrault, che la danza e il teatro emergono come forme d'arte in grado di fornire una nuova prospettiva sul discorso della scuola, capaci di dare validi suggerimenti ai problemi educativi e uno stimolo a un rinnovamento del mondo scolastico.
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