fbevnts Tutti i libri editi da Guerini next - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 5
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Guerini next

Neuroscienze e management. Nuovi strumenti per la professione manageriale

editore: Guerini next

pagine: 316

In base a quali meccanismi prendiamo una decisione (e a volte sbagliamo)? Perché e quando impariamo? Perché non è cosi facile cambiare i comportamenti? Cosa dovrebbe fare un leader? Il 90% di quello che oggi sappiamo sul funzionamento del nostro cervello è stato scoperto negli ultimi quindici anni. Tuttavia gli straordinari risultati di questi studi rimangono quasi sempre ancora confinati nella ristretta cerchia degli addetti ai lavori. Eppure molti esiti delle ricerche in ambito neuroscientifico potrebbero dare alle imprese e ai manager ulteriori strumenti per una gestione più efficace delle persone e delle organizzazioni stesse. Basterebbe che vi fosse un ponte tra il mondo accademico e il mondo delle aziende spesso cosi restio di fronte ad ogni ipotesi di cambiamento. Al lettore vengono proposti molti spunti, non sempre sistematici, che vogliono coniugare le neuroscienze e i temi classici del management: cambiamento e apprendimento, comunicazione, leadership, marketing, etica, riletti come tessere di un puzzle che è ancora tutto da costruire. L'applicazione delle neuroscienze al mondo del lavoro e, prima ancora, al sistema educativo, è agli albori, eppure i cambiamenti che ne deriveranno potranno avere enormi conseguenze sull'economia e sulla società, quindi sulla vita di ciascuno di noi.
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La fine del BTP è la rinascita dell'Italia. L'Unione bancaria europea manda in soffitta l'investimento principe degli italiani

editore: Guerini next

pagine: 142

Per anni è stato la principale destinazione d'investimento per famiglie e operatori finanziari, il bene rifugio per eccellenza dei risparmiatori italiani. Negli ultimi quindici anni ha avuto uno dei migliori profili di rischio-rendimento al mondo. Ma la stagione d'oro del BTp sta finendo per sempre. Già nel 2010 gli investitori avevano improvvisamente scoperto che i titoli di Stato potevano nascondere un rischio. Cinque anni più tardi ne stanno sperimentando una debolezza ancora meno scusabile: rendono sempre meno. A meno di una clamorosa rottura dell'euro e dell'Eurozona, nei prossimi cinque anni difficilmente i titoli di Stato decennali renderanno più del 2 per cento. Molte sono le cause. Una stagione di bassa crescita economica e bassa inflazione in Europa schiaccia al minimo i rendimenti dei titoli. Ma "la morte del BTp" è soprattutto il frutto del processo di integrazione finanziaria in Europa, che ha avuto due tappe fondamentali nella nascita dell'euro e nell'avvio dell'Unione bancaria: il modello di vigilanza sovranazionale che nel novembre 2014 ha trasferito i maggiori gruppi bancari europei sotto il controllo diretto della Banca centrale europea. L'imponente piano di acquisto di titoli pubblici (il "quantitative easing") annunciato nel gennaio del 2015 dalla Bce di Mario Draghi è la conseguenza di quelle scelte. E contribuirà ancora di più ad appiattire i rendimenti dei titoli pubblici...
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Bello, buono e ben fatto. Il fattore Made in Italy. Marketing, comunicazione & vendite

editore: Guerini next

pagine: 216

Il Made in Italy è un marchio di garanzia in grado di trasformare l'intero nostro Paese in un genere molto particolare di marc
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Un'impresa possibile. Persone e aziende che costruiscono il futuro

di Massimo Folador

editore: Guerini next

pagine: 206

Ci hanno insegnato che non esiste un'azione che non generi una reazione e che l'albero è sempre riconoscibile dai frutti che produce. Così davanti ai frutti "immaturi" prodotti dal mondo dell'economia in questi ultimi anni viene naturale chiedersi che cosa li abbia generati. E domandarsi come far crescere allora nuovi alberi domani. Le risposte sono tante, spesso contrastanti, e molte di loro guardano agli stessi modelli che ci hanno condotto fino a qui, con il rischio di un futuro che finirà forse per assomigliare al presente. Ma esistono altre chiavi di lettura e altre soluzioni? Esistono altri valori su cui costruire? La storia che abbiamo alle spalle e la "sapienza" che abbiamo ereditato ci dicono che in tante altre occasioni l'uomo e le organizzazioni nelle quali egli vive sono precipitati dentro a situazioni di crisi e ne sono usciti grazie alle conoscenze, alle competenze, ma anche grazie all'uso di risorse intangibili spesso non utilizzate e grazie al supporto di alcuni principi fondamentali per la vita di una persona e di un'organizzazione. L'Italia ha la fortuna di poter guardare anche al passato per migliorare il futuro e di attingere alla bellezza che abbiamo alle spalle per generare quella che ci attende. Di qui un cammino, umile e discreto, dentro a questa tradizione, di qui un libro che prova a suggerirci alcuni passi concreti e paradossalmente controcorrente.
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Il teorema del caffè. Il paradosso che regola l'impresa

di Paolo Iacci

editore: Guerini next

pagine: 115

"Usando una metafora comune, come il rito del caffè mattutino, 'il volume propone un percorso attraverso l'inferno della crisi, i paradossi e le contraddizioni di un popolo arguto, capace di performance eccezionali ma incapace spesso di approdare a una normalità sostenibile, un popolo che sa essere grande ma anche piccolo e meschino'. Le imprese, e le persone, devono fare di più e meglio con meno risorse. Il teorema del caffè spiega perché e come fare. 'Dal nostro individualismo può nascere la consapevolezza e la possibilità della rielaborazione di un nuovo senso collettivo. Così nella società civile, e così pure nelle imprese e nelle organizzazioni pubbliche'" (Dalla prefazione di Giovanni Costa)
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La formazione tra realtà e possibilità. I territori della betweenness

editore: Guerini next

pagine: 197

Nella formazione sembrano ormai maturi i tempi per un transito da un pensiero "oggettivante" a uno centrato sulle relazioni, dove il possibile e il progetto si propongono come poli attorno ai quali pensare l'esperienza delle donne e degli uomini. Il possibile si contrappone al prevedibile, al già dato, a ciò che è determinato. Torna alla mente l'imperativo etico di Heinz von Foerster: "agisci sempre in modo di accrescere il numero totale delle possibilità di scelta". Seguendo questa traccia, la formazione può orientarsi verso una strategia di continua creazione di possibilità percorrendo i territori della cura, dell'attenzione, della riflessività, della narrazione, della creatività e della responsabilità. Sono questi i "territori della betweenness", dell'intermedietà, in cui considerare la persona-che-cambia al di là di ogni tentativo di controllo ed affermare l'idea che alla base di ogni apprendimento, ed anche dell'apprendere ad apprendere, vi sia la relazione.
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Lean Turnaround. Come i business leader creano valore e trasformano le aziende con i principi del lean management

di Art Byrne

editore: Guerini next

pagine: 233

"La svolta Lean è efficace in ogni contesto. Quindi cominciate e non abbiate paura. Uscite dai vostri uffici e date il via alla svolta. Dopo tutto se siete dei veri leader, non è logico volersi migliorare?" Art Byrne è tra i pochi business leader ad aver applicato il Lean Management, in più di 30 aziende e in 14 Paesi diversi, con risultati tangibili e di indubbio successo. La strategia Lean non è una delle tante mode manageriali, né un sistema volto alla soluzione parziale di un processo produttivo; è un sistema di pensiero, di gestione delle dinamiche aziendali nel loro complesso, applicabile a tutte le realtà imprenditoriali. Dal manufacturing alle aziende di servizi, il Lean, se compreso a fondo e applicato nella sua completezza, conduce a una svolta radicale in grado di disegnare aziende e uffici più snelli e competitivi. "Lean Turnaround" illustra, con precisione e chiarezza, le fasi in cui si articola l'applicazione della strategia Lean, a partire dalla consapevolezza che introdurre un processo di Lean transformation significa adottare un paradigma organizzativo che, per dare luogo a risultati di sorprendente efficacia, deve coinvolgere tutti i processi aziendali e tutto il personale, a cominciare dal CEO.
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25,00

Marketing etico. Un'opportunità per le aziende di oggi e di domani

di Claudio Casiraghi

editore: Guerini next

pagine: 159

Può il marketing diventare uno strumento per il bene comune? Sì, a patto di costruire un sistema di regole e un orizzonte di valori condivisi. Gli sconvolgimenti economici, rapidi e continui, hanno ripercussioni sul mondo aziendale e a livello sociale; un fenomeno ormai radicato come la globalizzazione di tutte le attività, produce certamente una grande opportunità di sviluppo e di crescita ma, allo stesso tempo, rischia, se lasciato a una crescita indiscriminata, di determinare la riduzione di alcune fondamentali linee guida e dei riferimenti che possono condurre al raggiungimento degli irrinunciabili obiettivi di profitto e soprattutto produrre valore e risultati sul lungo periodo. Il testo affronta la tematica della competitività aziendale attraverso la lente dell'etica. Si propone di fornire strumenti aziendali di successo, costruiti sulla base dei contenuti propri del pensiero etico, ovvero di quel pensiero storicamente in grado di generare un insieme di regole comportamentali utili alla produzione del bene comune. L'idea di fondo è quella di condurre il lettore lungo un percorso logico, non solo di tipo concettuale ma anche e soprattutto supportato da contenuti concreti ed applicabili.
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L'impresa saggia. Come le imprese creano l'innovazione continua

editore: Guerini next

pagine: 428

Poche sono le imprese capaci oggi di affrontare la sfida più importante: il cambiamento ad alta velocità
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Esportare in 7 mosse. Guida per piccole imprese che vogliono vendere all'estero

di Pier Paolo Galbusera

editore: Guerini next

pagine: 124

Il futuro delle piccole e micro imprese italiane è nell'export
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Comportamenti aziendali ad elevata produttività. Integrazione tra stili di management e neueroscienze

di Fabrizio Favini

editore: Guerini next

pagine: 175

"Il profitto è il risultato dello sviluppo delle persone" - afferma da sempre Tom Peters. E numerose ricerche nel campo delle neuroscienze hanno da tempo assodato che esiste una diretta correlazione tra collaboratori soddisfatti ed elevate performance professionali. Le aziende competitive non poggiano più solo sulla competenza, bensì sul bilanciato sviluppo del binomio skill+will caratteristico di collaboratori sì competenti, ma anche motivati, coinvolti e soddisfatti che hanno deciso di partecipare, ossia di persone guidate più dalla condivisione di valori, obiettivi e comportamenti che da regole, ordini di servizio, procedure. Esiste dunque un modo nuovo e più efficace di gestire le persone dato che possiamo orientarle ad un approccio proattivo ai problemi e ai rapporti interpersonali lavorando sulla costruzione della loro solidità psicologica, emotiva e sociale. Il libro è principalmente rivolto a quei manager che si trovano a gestire risorse umane e che intendono farlo al meglio della loro condizione, consapevoli che quello che serve alle loro aziende è di riuscire ad orientare i comportamenti collettivi dei collaboratori sugli obiettivi in un contesto di confusione e turbolenza, non dimenticando che le persone sono molto più veloci delle aziende, soprattutto mai come adesso.
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Il coraggio di osare. Leadership e cambiamento creativo

di Luciano Boccucci

editore: Guerini next

pagine: 189

Le aziende di oggi considerano la creatività come la competenza distintiva chiave per i leader del ventunesimo secolo. Il mondo cambia più in fretta che mai e il ciclo di vita dei prodotti e delle stesse imprese è sempre più breve. Fare previsioni è sempre più difficile, aumentano la complessità e l'incertezza. I leader devono sviluppare capacità di pensiero e di problem solving di altissimo livello per leggere i segnali del mercato, identificare soluzioni innovative e guidare il cambiamento. Dai numeri uno ai team leader, devono possedere gli strumenti per esplorare nuove opportunità, immaginare il futuro, uscendo dalle categorie di un presente imprevedibile, e sostenere l'organizzazione in questo percorso. Ed è proprio la creatività il nuovo modo di pensare che consente ai leader di rispondere in modo diverso, puntuale e appropriato alle sfide del mercato. Sfide difficili, ma la buona notizia è che tutti siamo creativi e che la creatività si può allenare.
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