Il maestrale
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Materiali
di Fois Marcello
editore: Il maestrale
pagine: 236
Materiali come di un laboratorio: del narrare e di un'impresa di scrittura con bilancio all'attivo, quella di Fois
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La pelle intera
di Angioni Giulio
editore: Il maestrale
pagine: 224
Alta Italia, nell'inverno fra il 1944 e il 1945 si muove il protagonista di questa storia: Efis Brau, sardo
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Elias Portolu
di Grazia Deledda
editore: Il maestrale
pagine: 240
«Giorni lieti s'avvicinavano per la famiglia Portolu, di Nuoro. Agli ultimi di aprile doveva ritornare il figlio Elias, che scontava una condanna in un penitenziario del continente; poi doveva sposarsi Pietro, il maggiore dei tre giovani Portolu. Si preparava una specie di festa: la casa era intonacata di fresco, il vino ed il pane pronti; pareva che Elias dovesse ritornare dagli studi, ed era con un certo orgoglio che i parenti, finita la sua disgrazia, lo aspettavano. Finalmente arrivò il giorno tanto atteso, specialmente da Zia Annedda, la madre, una donnina placida, bianca, un po' sorda, che amava Elias sopra tutti i suoi figliuoli.»
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Oltremare
di Mariangela Sedda
editore: Il maestrale
pagine: 210
Nel 1913 il destino separa due sorelle. Grazia deve emigrare in Argentina per raggiungere parte della famiglia e lascia Antonia con l'anziana madre nel piccolo paese di Olai, in Sardegna. Ma il rapporto continua e attraversa l'oceano nelle settanta lettere che compongono questo romanzo. "Oltremare" inventa quindici anni di scambio epistolare, dal 1913 al 1928, da cui emerge dapprima il dramma legato al distacco, poi la crescente ansia di sapere l'una dell'altra. E il rapporto si affida alla potenza della parola scritta. L'apparente semplicità di una scrittura disadorna, venata d'italiano popolare - segno dell'umile condizione sociale e culturale delle giovani sorelle svela gradualmente l'essenza di un legame complesso. Attraverso la corrispondenza fra Grazia e Antonia passano storie lontane; piccoli episodi di vita privata che si intrecciano agli avvenimenti della storia collettiva. Le cronache argentine cedono il passo a squarci di vita del paesino di Olai dove gesti e riti quotidiani cadenzano la difficile esistenza di un'umanità ferita. Emerge allora il dolore, come quello di Antonia che vive un amore proibito e contrastato o quello della piccola comunità di Olai che piange le perdite della Grande Guerra e ricorda i suoi emigrati. Le speranze, legate ai fermenti e novità del dopoguerra, giocano in chiaroscuro con le paure per le inquietanti premesse del fascismo. Su tutto e nonostante tutto, la tensione di un lungo filo che vibra e tiene: oltremare.
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Il codice della vendetta barbaricina
di Antonio Pigliaru
editore: Il maestrale
pagine: 304
Partendo da una preparazione sociologica e giuridica e sulla base di indagini sul campo finalizzate allo studio del meccanismo della vendetta, Pigliaru riformula un vero e proprio "Codice della vendetta". Le norme di comportamento della società pastorale barbaricina, i suoi imperativi, vengono tradotti nel linguaggio giuridico proprio dei codici scritti. Lo studio illustra così quanto le leggi elaborate nell'ambito di una lunga tradizione orale, ispirate alla necessità di regolare la convivenza sociale, non manchino della stessa tensione giuridica che appartiene agli ordinamenti della civiltà colta.
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All'isola dei sardi
di Alberto Mario Cirese
editore: Il maestrale
pagine: 160
Cinquant'anni: tanto è lunga la consuetudine di Alberto Mario Cirese con la Sardegna
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Parlane bene
di Munster Thomas
editore: Il maestrale
pagine: 174
Dei Sardi non si conoscono le origini; si tratta di gente amabile, anche se goffa e un pò rozza: vittima così sovente di ingiu
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Una ignota compagnia
di Giulio Angioni
editore: Il maestrale
pagine: 270
Dalle cronache del millennio appena passato, una storia dei nostri tempi, ignota eppure storia di molti tempi e luoghi di migranti. "Una ignota compagnia" è storia di oggi, a Milano: un nero e un bianco s'imbattono l'uno nell'altro e si conoscono, sperano e disperano insieme, intrecciando lavoro e amicizia, donne, speranze e delusioni, nella metropoli sconosciuta. E il nero finisce per fare un po' da guida al bianco: un sardo che a Milano vuole anche studiare. Lavorano insieme, soli maschi in un laboratorio di vestiario intimo donna, tra cinquanta donne di ogni luogo; tutti a tagliare e cucire per una grossa griffe, sotto l'Avvoltoio, il capo che non piace al nero Warui non più che al bianco Tore. E c'è un brutto affare, che cambia tutto e muove il racconto.
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