Il mulino
Rapporto Svimez 2009 sull'economia del Mezzogiorno
editore: Il mulino
pagine: 892
La diffusa percezione di una crisi che avrebbe riguardato soprattutto Le aree più industrializzate del Paese, perché più aperte alla competizione internazionale, è smentita dai dati economici relativi sia alla seconda metà del 2008 sia alla prima parte del 2009. Le stime della SVIMEZ mostrano come già nel 2008 l'economia meridionale abbia registrato una recessione, sia pur di poco, più grave che nel Centro-Nord: -1,1% contro il -1,0% del resto del Paese; recessione che, in base agli indicatori congiunturali territoriali nella prima parte del 2009, ha conosciuto al Sud una ulteriore forte intensificazione, soprattutto in termini di occupazione e di tasso di disoccupazione. La differenza tra le due aree appare particolarmente rilevante se letta nel medio periodo: tra il 2000 e il 2008 il PIL è cresciuto dell'1% medio annuo al Centro-Nord e di circa la metà (0,6%) nel Sud. Ciò vuol dire che se la contrazione attesa per il 2009 (intorno al 5%) dovesse riguardare in egual misura le due ripartizioni, il Prodotto interno lordo meridionale tornerebbe ai livelli che aveva 10 anni prima. Il superamento delle difficoltà strutturali richiederà profondi processi di ristrutturazione, di durata e di intensità al momento non prevedibili, anche dato il carattere internazionale ed esogeno della crisi stessa.
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Le biblioteche e il mercato del libro. Analisi del settore e prospettive di sviluppo
di Chiara Bernardi
editore: Il mulino
pagine: 164
II volume analizza il ruolo svolto dalle biblioteche all'interno del settore del mercato del libro in Italia. L'autrice utilizza le lenti interpretative della strategia aziendale e dell'analisi di settore, allo scopo di dimostrare che il valore delle biblioteche non si esaurisce in una serie di benefici sociali ed economici prodotti in un dato territorio, ma si sviluppa e si articola nella collaborazione e nella cooperazione con gli altri attori della filiera del libro. Facendo leva su caratteristiche distintive quali il radicamento nel territorio di competenza e la capillarità della distribuzione, le biblioteche sono in grado di promuovere lo sviluppo del mercato librario attraverso le attività di prestito e di promozione alla lettura, sostenendo il settore editoriale attraverso le acquisizioni. Lo studio evidenzia quindi che non sussiste un fenomeno di sostituzione tra acquisto e prestito, e sottolinea il ruolo propulsivo svolto dalle biblioteche in relazione all'accumulazione di capitale culturale.
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La sfida dei territori nella green economy
editore: Il mulino
pagine: 399
La crisi fiscale dello stato italiano e il declino del modello di sviluppo "energivoro" degli anni '80 pongono nuovi problemi ai territori montani e rurali. Se fino a ieri tali territori sono stati considerati aree "marginali" rispetto al cuore manifatturiero del paese, negli ultimi anni l'atteggiamento nei loro confronti è notevolmente mutato, consolidandosi la convinzione che possano svolgere una funzione a valore aggiunto, niente affatto "marginale" in un modello di sviluppo economico e industriale che si vorrebbe sempre più "green". I territori lasciati "vuoti" dallo sviluppo manifatturiero cominciano ad essere visti come una riserva di funzioni produttive interessanti e coerenti con le esigenze nuove (e i vincoli internazionali) della "green economy": il risparmio e l'organizzazione delle risorse rare (acqua, biomasse) e la riduzione dei gas serra; la produzione di energia da fonti rinnovabili locali (biomasse, idroelettrico, solare ecc.). Il volume ci offre una sintesi delle più aggiornate riflessioni sull'argomento, coordinate dall'Uncem (Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani) in collaborazione con i più acuti osservatori e studiosi di politiche istituzionali, sociali, urbanistiche, industriali.
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Politica pop. Da «Porta a porta» a «L'isola dei famosi»
editore: Il mulino
pagine: 181
Quando la televisione ha scoperto che la politica può fare audience, e i politici che possono raggiungere il vasto pubblico adattandosi alle logiche dello spettacolo, è nata la politica pop: un "ambiente mediale" scaturito dal collasso di generi televisivi e costumi sociali invecchiati, in cui politica e cultura popolare, informazione e intrattenimento, comico e serio, reale e surreale si fondono in una nuova miscela espressiva. Per molti è una pericolosa deviazione dal compito "alto" della formazione di un'opinione pubblica avveduta. Intanto, però, quell'enorme frullatore di realtà e finzione che è la Tv ha scodellato una sorta di turbo-politica. Né mancano autorevoli studiosi secondo cui l'infotainment offre un'informazione minima, ma sufficiente a una "cittadinanza sottile". Dovremo allora rivalutare il "Grande Fratello", paradossale scialuppa di civismo, attraverso il televoto, per cittadini altrimenti destinati all'emarginazione? Bisognerà in ogni caso considerare con occhi nuovi, come in questo libro, "Annozero" e "Ballarò", "Che tempo che fa" e "Domenica in", "Le iene" e "Porta a porta", "Striscia la notizia" e "Matrix".
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Chiesa e Stato in Italia dalla grande guerra al nuovo concordato (1914-1984)
di Roberto Pertici
editore: Il mulino
pagine: 891
Roberto Pertici ripercorre la storia dei rapporti tra Chiesa e Stato nell'Italia del Novecento, attraverso un'analisi approfondita delle discussioni parlamentari, del dibattito politico-culturale e dei rapporti diplomatici fra Italia e Santa Sede. Dopo una premessa sulle radici risorgimentali della questione romana, lo studioso analizza la svolta rappresentata dalla prima guerra mondiale, che crea i presupposti per il superamento dell'antica contrapposizione, e poi la lunga trattativa approdata alla Conciliazione del 1929. La sopravvivenza dei patti lateranensi nella crisi e dopo la caduta del regime fascista e il complesso percorso che porta all'articolo 7 della Costituzione: questo il problema ulteriore affrontato dall'autore, che infine segue il contrastato iter della riforma del Concordato nei decenni dell'Italia repubblicana, fino alla sua conclusione con gli accordi di Villa Madama del febbraio 1984.
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Economia e finanza delle imprese manifatturiere bresciane. Settimo rapporto
editore: Il mulino
pagine: 259
L'industria manifatturiera bresciana affronta la crisi attuale al termine di un periodo favorevole. Grazie agli interventi implementati dall'inizio del decennio, si sono ottenuti risultati produttivi, economici e finanziari molto positivi che hanno confermato la leadership bresciana nel panorama nazionale delle province a vocazione industriale. Di questa situazione dà atto il settimo rapporto su economia e finanza delle imprese manifatturiere della provincia di Brescia, che si concentra sull'analisi economica e finanziaria di un campione costituito da oltre mille imprese. Di questo ampio campione il volume offre un'analisi completa, che comprende: la situazione patrimoniale e finanziaria; il processo di formazione del reddito e della redditività operativa e netta; lo sviluppo, con particolare riferimento alla dimensione operativa. La ricerca si concentra poi sugli aspetti organizzativi e dimensionali dei gruppi, sulla loro situazione patrimoniale, economica e finanziaria. Attraverso un'analisi backward looking, si cerca di comprendere come le riforme degli ultimi anni abbiano influenzato il carico fiscale delle imprese. Infine, partendo dai dati di bilancio viene valutato il rischio di credito delle imprese analizzate. I settori con il rating migliore sono quelli della metallurgia e della meccanica, dove il 70% delle aziende ha un rischio di credito medio-basso, mentre i settori con il rating peggiore sono quelli dell'abbigliamento, dell'agroalimentare e del tessile.
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Immigrazione: segnali di integrazione. Sanità, scuola e casa
editore: Il mulino
pagine: 250
Acquisizione dell'abitazione, accesso all'istruzione superiore e alla sanità pubblica: sono, queste, tre tappe fondamentali all'interno del faticoso processo di integrazione che l'immigrato deve compiere dopo essersi stabilito nel paese di destinazione. Tre gradini che lo portano ad accedere a un livello superiore di integrazione, dal "sottoscala" a un "piano alto", come dice Giovanna Zincone nella sua Introduzione al volume. È proprio a partire da un'analisi di questi importanti segnali che la ricerca qui presentata cerca di fare il punto sul problema dell'integrazione in Italia. Articolato in tre ampi capitoli, ognuno dei quali offre approfondimenti empirici sulla situazione attuale, il libro si pone tra l'altro l'obiettivo di individuare, all'interno dei modelli tradizionali messi in atto nel nostro paese e nel resto dell'Europa, gli ostacoli che non consentono alle istituzioni il raggiungimento di obiettivi importanti e ragionevoli, come l'impatto positivo sul paese di arrivo, la tutela dell'integrità degli immigrati, un basso conflitto nelle relazioni tra comunità immigrate e comunità nazionali.
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3 aprile 1900. L'Aventino di Zanardelli
di Isabella Rosoni
editore: Il mulino
pagine: 190
Roma, 3 aprile 1900: alla Camera è posto all'ordine del giorno il voto sulle modificazioni al regolamento dell'Assemblea. La votazione, per alzata e seduta e senza discussione, avviene in aperta offesa alle vigenti disposizioni regolamentari. L'onorevole Zanardelli, anziano e prestigioso rappresentante della Sinistra liberale, dopo una esplicita dichiarazione di dissenso in cui denuncia il sopruso della maggioranza abbandona l'aula, per non legittimare, nemmeno con la complicità della propria presenza, la violazione alle guarentigie statutarie che l'approvazione di tali modifiche comporterebbe. Un gesto, il suo, che segna idealmente lo spartiacque fra due epoche della storia d'Italia: il tramonto del governo Pelloux e di un modello autoritario fondato sulla accentuazione dei poteri dell'esecutivo e della pubblica amministrazione; e l'avvio, con il nuovo governo Zanardelli-Giolitti, di un modello parlamentare e democratico fondato su un sistema di mediazione degli interessi organizzati e sulla gestione dei provvedimenti di legislazione sociale. In una parola, il passaggio dal liberalismo risorgimentale a quello democratico.
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Laicità e relativismo nella società post-secolare
editore: Il mulino
pagine: 232
Molteplici ragioni hanno recentemente portato il tema della laicità al centro di un acceso dibattito, che investe sia la sfera politico-sociale, sia quella culturale-religiosa. Non è difficile individuare le origini di tale risveglio di interesse: compresenza di etnie che reclamano un riconoscimento nello spazio pubblico, timore di una rivalsa del religioso, smarrimento del fondamento morale originario della cultura dei diritti. Più difficile è promuovere e sostenere un'idea di laicità che, lontana da sterili indifferentismi ideologici, apra la strada all'argomentazione razionale e al dialogo tra le diverse posizioni. Questo volume, che per la prima volta in Italia raccoglie le riflessioni sul tema di laici credenti e non credenti, individuando nel pluralismo la cifra della post-modernità argomenta che una coabitazione armoniosa è possibile, e che le religioni possono e devono contribuire alla costruzione dell'etica pubblica.
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Le lingue e il linguaggio. Introduzione alla linguistica
editore: Il mulino
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Il Mulino
editore: Il mulino
pagine: 184
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione. Questo numero presenta, tra gli altri, gli articoli di: Andrea Morrone, Roberto Mania, Tiziano Treu, Tommaso F. Giupponi, Paolo Ceri, Luca Enriques, Luigi Sertorio, Giacomo, Vaciago, Salvatore Rossi, Mario Deaglio, Giuseppe Berta.
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Mezzo secolo di economia italiana 1945-2008
editore: Il mulino
pagine: 306
L'Italia ha mai concluso il suo inseguimento nei confronti dei paesi più avanzati? Quali fattori hanno consentito la grande cr
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