Il mulino
Agostino d'Ippona. Introduzione all'opera filosofica
di Kurt M. Flasch
editore: Il mulino
pagine: 436
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Paradossi della democrazia. Verso democrazie illiberali?
di Shmuel N. Eisenstadt
editore: Il mulino
pagine: 140
Figlia del divenire più che dell'essere, la democrazia è portatrice di un paradosso: essa è costante superamento delle regole del gioco esistenti ma ottenuto con quelle medesime regole. Un equilibrio sempre sotto sforzo, che non si può accontentare di se stesso, che si affina e si riafferma grazie alle sfide lanciate da movimenti 'giacobini', a patto che possano essere incorporati e che si lascino incorporare. Non tutte le esperienze di democrazia concreta tuttavia sono in grado di integrare nuove rivendicazioni e la globalizzazione rischia di irrigidire ulteriormente quei regimi democratici già fragili.
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Gli oggetti di Montale
di Luigi Blasucci
editore: Il mulino
pagine: 240
Il volume riunisce nove saggi che illustrano la lingua poetica montaliana nelle sue peculiarità. Blasucci si sofferma innanzitutto sulla grande ricchezza di oggetti, in specie di oggetti poveri della quotidianità, che caratterizza l'opera di Montale, e individua le diverse funzioni poetiche che questi oggetti assumono nell'evoluzione poetica dell'autore.
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Storia delle biblioteche in Italia. Dall'unità a oggi
di Paolo Traniello
editore: Il mulino
pagine: 530
Traniello segue con grande puntualità l'evoluzione del sistema bibliotecario italiano dal 1860 a oggi, riconducendo le diverse tappe alla più generale vicenda politica italiana. L'Italia, che ha ereditato dai secoli passati un patrimonio librario unico al mondo, ha avuto politiche contraddittorie e spesso insufficienti nei confronti delle biblioteche, privilegiando comunque un'idea di biblioteca come patrimonio da conservare piuttosto che come servizio culturale per il cittadino, e dunque incentivandone l'uso specialistico a detrimento di una disseminazione democratica del sapere secondo il modello anglosassone della "biblioteca pubblica".
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Ossessione turca. In una retrovia cristiana dell'Europa moderna
di Giovanni Ricci
editore: Il mulino
pagine: 232
In questo nuovo libro Giovanni Ricci scruta quell'ossessione per i "turchi" (ovvero i musulmani, gli arabi, i mori) che per secoli ha abitato l'Europa ricostruendo una sequenza di episodi che hanno avuto come teatro Ferrara fra Quattro e Settecento. Quale presenza e visibilità, reale e fantastica, aveva il mondo musulmano in una città qualunque, in una retrovia non esposta al contatto diretto come era, invece, Venezia? Privilegiando l'osservatorio della provincia cristiana su quello delle grandi capitali, il libro illumina concreti frammenti di storia del rapporto fra le culture, in un quadro che si allarga a Costantinopoli, all'Ungheria e a Vienna, all'Albania e alla Morea, a Candia, Tunisi, Algeri, Tripoli. Le labili tracce documentarie restituiscono ignote storie di vita all'interno di una ragnatela sorprendente di scambi: vicende di servitori mori e di schiave tenute per concubine dai cristianissimi ferraresi, e di ferraresi a loro volta schiavi dei turchi, cerimonie e riti per quanti venivano riscattati dalla schiavitù oltremare, notizie di battaglie e transiti di prigionieri, macabri trofei ed esotici souvenir, un perpetuo andirivieni di ambasciatori e poveracci, di dicerie e spaventi che sostanziano un rapporto intenso, tormentato, fatto di odio e paura ma anche di curiosità, attrazione, malcelata ammirazione. Un rapporto contraddittorio e difficile che ritroviamo ancor oggi fra Occidente e mondo islamico.
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Il nuovo ordine europeo. La collaborazione nell'Europa tedesca (1938-1945)
di Yves Durand
editore: Il mulino
pagine: 280
Fra il 1938 e il 1945 tutta l'Europa continentale subisce, di fatto, l'egemonia diretta o indiretta della Germania nazista. Il libro di Yves Durand racconta questa Europa, mettendo a confronto le esperienze dei diversi paesi; egli identifica le strategie messe in opera dagli occupanti tedeschi, che vanno dall'annessione pura e semplice alla tutela esercitata su un governo amico alla creazione di stati satelliti, e i comportamenti dei vari paesi occupati che in sostanza si dividono fra paesi 'collaboratori' dove le forze politiche e sociali tradizionali si pongono appunto a collaborare con l'occupante tedesco, e paesi 'collaborazionisti' in cui prevalgono minoranze ultrafasciste del tutto al servizio della causa nazista.
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