Il Mulino
La legge per la tutela del risparmio. Un confronto tra giuristi ed economisti
editore: Il Mulino
pagine: 290
La legge sulla tutela del risparmio, promossa a seguito dei recenti scandali finanziari e giunta in porto, dopo un lungo e laborioso percorso, solo nell'anno 2005, nonostante i limiti che la caratterizzano - solo in parte emendati con il decreto correttivo del 2006 - costituisce indubbiamente un'importante tappa nella direzione di una più moderna ed efficiente regolazione del nostro sistema economico. Basti pensare al trasferimento alla Agem delle funzioni antitrust relativamente al comparto bancario; alla riorganizzazione interna della Banca d'Italia ed all'introduzione del vincolo a carico delle Autorità di organizzare forme di coordinamento per l'esercizio delle proprie competenze; alle nuove regole di governance destinate a dar voce agli azionisti estranei al gruppo di controllo; al miglioramento della qualità dei conti, ottenuto con una più stringente disciplina della revisione, con la caduta delle barriere informative realizzate attraverso la creazione di controllate off shore, con la responsabilizzazione del chief financial officer. Allo scopo di riflettere sui "chiari" e sugli "scuri" della nuova disciplina e sui suoi auspicabili sviluppi, Aedbf Italia e Centro di Ricerca per la Formazione in Campo Finanziario dell'Università Cattolica del Sacro Cuore hanno preso l'iniziativa di invitare un gruppo qualificato di giuristi, economisti ed esponenti di istituzioni pubbliche e private ad approfondire taluni temi fra i più significativi della materia.
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I prefetti in età repubblicana 1946-2002
editore: Il Mulino
pagine: 372
Questo volume presenta oltre mezzo secolo di storia (dal 1946 al 2002) di una delle burocrazie più importanti dell'amministrazione dello Stato italiano: i prefetti. Di tale corpo professionale vengono qui descritte e analizzate caratteristiche quali la provenienza geografica, gli studi, i percorsi di carriera, la qualità e la tipologia degli incarichi: la radiografia che emerge da questa approfondita ricerca rappresenta uno dei primi tentativi di studiare in maniera minuziosa le modalità di costruzione e di socializzazione di un gruppo di funzionari pubblici che, più di ogni altro, rappresenta lo Stato. Il libro è aperto da un saggio introduttivo, che si propone di spiegare perché i prefetti costituiscano un'élite amministrativa e per quali ragioni è plausibile sostenere che essi possano considerarsi parte delle classi dirigenti del paese. Nei capitoli seguenti si ricostruiscono le vicende specifiche dell'evoluzione della burocrazia prefettizia, con particolare riguardo al periodo repubblicano, e si traccia, con il supporto di dati aggiornatissimi, un profilo sociologico del funzionario prefettizio.
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Hitler
di Gustavo Corni
editore: Il Mulino
pagine: 221
Da oltre mezzo secolo la figura di Adolf Hitler non cessa di catalizzare l'attenzione degli storici e l'interesse, persino morboso, del pubblico più largo. Del resto, è indubbio che Hitler sia stato il personaggio storico che con la sua azione ha avuto la maggiore influenza, di segno negativo, sul corso delle cose europee e mondiali nel secolo ventesimo. Sulla biografia di Hitler si contano ormai molti contributi importanti, dalla biografia di Fest a quella vastissima di Rershaw. In questo quadro, il volume di Corni si presenta come un'equilibrata e aggiornata esposizione che mette a frutto e discute la più recente ricerca sia sulla vita e l'azione del Führer sia sulle caratteristiche dello stato nazista, ponendo in rilievo le questioni e i nodi interpretativi salienti che il lavoro degli storici ha fatto emergere.
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Il primo De Gasperi. La formazione di un leader politico
di Paolo Pombeni
editore: Il Mulino
pagine: 305
Da più parti si ritiene che Alcide De Gasperi vada considerato insieme a Cavour il massimo statista dell'Italia unita. Negli ultimi anni, il cinquantesimo anniversario della sua morte ha dato occasione a una rinnovata stagione di studi degasperiani, di cui si va ora raccogliendo i frutti. Con appassionata precisione, Pombeni ricostruisce tutte le tappe dell'apprendistato degasperiano, dall'esperienza di studente universitario nella Vienna di fine secolo, dove viene a contatto con molti fermenti culturali e sociali, alla direzione del quotidiano cattolico di Trento, all'ingresso nel parlamento dell'Impero nel 1911. Basato su una minuziosa ricerca originale, il libro getta luce sulla parte più controversa e meno conosciuta della vita del grande uomo politico, costituendo al tempo stesso un viaggio nei meccanismi di formazione di una leadership politica e nelle asperità di un periodo storico in cui si scontrano nazionalismi, identità culturali e religiose e declinanti sistemi politici di antico regime.
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Sotto il segno di Gödel
di Gabriele Lolli
editore: Il Mulino
pagine: 174
I lavori di Kurt Gödel (1906-1978), considerato il più grande logico dopo Aristotele, uniscono la trasparenza della logica agli oscuri miraggi della magia, una combinazione da cui deriva il fascino tutto speciale del loro autore, un personaggio schivo e imprevedibile che, con Einstein, Schrödinger, von Neumann, Crick e pochi altri, ha a buon diritto un posto tra i protagonisti del Novecento responsabili della chiusura definitiva con il passato e della proiezione nel futuro. Ma queste grandi figure della scienza sono spesso ridotte a simboli caricaturali di una divulgazione semplificata, così che, se per Einstein si dice che tutto è relativo, nel caso di Gödel si citano i limiti della ragione, o addirittura la giustificazione della fede. Evitando ogni imprecisione e approssimazione, Gabriele Lolli sgombra il campo dalle versioni inesatte ed esagerate del pensiero gödeliano facendo luce, con uno stile chiaro e accessibile, sui temi che più colpiscono i non specialisti: la completezza logica, l'incompletezza e l'indecidibilità della matematica formale, la teoria degli insiemi, le origini dell'informatica, la filosofia della matematica.
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Dentro i Ds
di Rosa Mulè
editore: Il Mulino
pagine: 168
Dalla svolta della Bolognina il maggiore partito della sinistra italiana è profondamente cambiato. L'organizzazione si è progressivamente alleggerita: negli ultimi venti anni il numero delle strutture periferiche si è dimezzato e la loro attività di proselitismo è molto diminuita. Gli iscritti al solo Pds/Ds sono in media più giovani, con un'istruzione di livello superiore e un'appartenenza più labile in termini di classe sociale e di tradizione familiare. A fronte di questi cambiamenti, il riorientamento ideologico in senso riformista operato dai leader a partire dai primi anni '90 non ha convinto la maggioranza degli iscritti. Nella cultura politica degli aderenti ai Ds predominano elementi di tradizionalismo e conservatorismo, che si esprimono in una forte condanna del capitalismo e degli Usa come potenza imperialista. Inaspettatamente, sono i giovani a reclamare la riaffermazione di una certa purezza dottrinaria, mentre coloro che provengono dal Pci sono meno disposti a sacrificare la vittoria elettorale sull'altare dell'ideologia. Questa prima inchiesta nazionale sugli aderenti ai Democratici di sinistra mostra una difficile sedimentazione di culture diverse, insieme a stridenti contraddizioni tra innovazione e continuità.
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I postdemocristiani
di Carlo Baccetti
editore: Il Mulino
pagine: 369
Dalla dissoluzione della Democrazia cristiana sono nate alcune formazioni politiche - Partito popolare (Ppi), Centro cristiano democratico (Ccd), Cristiani democratici uniti (Cdu) - che nel 2002 hanno dato vita da un lato all'Unione dei democratici cristiani e di centro (Udc), dall'altro alla Margherita. Che cosa si sa, oggi, su queste due componenti decisive degli schieramenti politici che si confrontano in Italia? Nel volume si mostra come i post-democristiani abbiano fatto proprio il "partito di correnti" che fu tipico della Dc, incentrato sulle reti di potere personale facenti capo ai notabili locali. Questa tradizione, però, è stata innovata attraverso il modello del "partito in franchising": i leader nazionali si occupano di pubblicizzare e vendere ai potenziali elettori-acquirenti il "marchio" del partito sui mass media, mentre dirigenti, parlamentari e amministratori locali hanno una notevole autonomia nel gestire la "rete commerciale" sul territorio (sezioni, circoli, comitati provinciali e regionali ecc.). In questo scenario, quali prospettive si aprono per l'Udc dopo l'uscita di Marco Follini e lo "sganciamento" dalla tutela di Berlusconi voluto da Casini? E, sull'altro versante, quali saranno gli effetti che il modello di partito della Margherita potrà avere sulla nascita e sul consolidamento del Partito democratico?
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I giovani, i morti. Sfide al Rinascimento
di Giovanni Ricci
editore: Il Mulino
pagine: 203
In questo libro, che ha a oggetto la Ferrara cinquecentesca, Ricci fissa l'attenzione su due categorie che nel corso del secolo gettano ombre sull'immagine di solare serenità che si associa all'epoca rinascimentale: i giovani e i morti. Relativamente ai primi, Ricci ricostruisce le violenze rituali cui essi usavano abbandonarsi in occasioni come le cerimonie solenni di ingresso in città di grandi personaggi, il conflitto che esse generarono con il potere, e il disciplinamento cui gradualmente vennero sottoposte; quanto ai secondi, Ricci studia il discorso sulla morte che viene articolandosi sul finire del Rinascimento fissando l'attenzione su alcuni testi rari che trattano del problema delle sepolture, ma anche su testimonianze curiose come quella sul fantasma di Alfonso II d'Este che si aggira a cavallo per Ferrara.
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Stranieri e vicini. Cosa ho imparato sul cristianesimo vivendo a contatto con ebrei ortodossi
di Maria Poggi Johnson
editore: Il Mulino
pagine: 121
Una giovane docente di teologia ottiene una cattedra in un'università cattolica della Pennsylvania e, cercando casa nella cittadina sede del campus, finisce in un quartiere abitato da una numerosa comunità di ebrei ultraortodossi. Tra la famiglia cattolica e i vicini ebrei si stabiliscono in breve ottimi rapporti, che per l'autrice sono l'occasione per assistere e partecipare a una vita religiosa lontana ed estranea, ma anche per cercare di comprenderla, di commisurarla alla propria. Nasce così questo libro singolare, diario di esperienze di vicinato che si fa riflessione sull'ebraismo, sul senso vero dei suoi rigidi riti (dalle prescrizioni alimentari a quelle del sabato, alle feste, alle norme severe che regolano le relazioni fra i sessi) e insieme sulle somiglianze e differenze con il cristianesimo.
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Non avrai altro Dio. Il monoteismo e il linguaggio della violenza
di Jan Assmann
editore: Il Mulino
pagine: 147
La storia recente del mondo è caratterizzata da una dimensione di violenza tanto più inaudita e imprevedibile in quanto commessa nel nome di dio e delle scritture. In questa temperie, Jan Assmann si chiede se esista una violenza intrinseca del discorso religioso monoteista. Sulla scorta di una rilettura di alcuni brani dell'Antico Testamento, l'autore può ritrovare la radice storica di tale violenza soprattutto nel carattere esclusivo dell'unico dio e nell'immagine consolidata di una divinità irata e punitiva. E tuttavia Assmann contesta che la violenza sia una conseguenza necessariamente inscritta nell'istanza monoteistica e conclude che essa nasce, piuttosto, dall'uso che della religione è stato fatto in senso politico e fondamentalista.
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La lingua bugiarda. Possono le parole nascondere i pensieri?
di Harald Weinrich
editore: Il Mulino
pagine: 128
Possono le parole nascondere i pensieri? È da questo interrogativo che Weinrich parte per indagare il rapporto di adeguatezza che sempre si pone fra il linguaggio e il pensiero. La sua risposta è un'arringa contro una diffusa tradizione pessimistica e in difesa della "verità della lingua", in difesa dell'innocenza delle singole parole. E via via che la sua argomentazione procede, si scopre una fitta trama di rapporti che lega questo discorso alla filosofia e alla teologia classiche, alla retorica, alla critica letteraria. Con la raffinatezza di stile e l'ironia che gli sono consuete, l'autore si muove fra Shakespeare e Goldoni, Platone e Wittgenstein, Hitler e Eichmann per approdare infine alla conclusione che no, le parole non mentono: i segni linguistici sono fatti sia per il bene che per il male, e dunque l'inganno non è nella lingua, ma sempre nell'uso che se ne fa.
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Le comunità terapeutiche. Tra caso e progetto
editore: Il Mulino
pagine: 222
Le comunità terapeutiche hanno assunto via via negli anni una sempre maggiore importanza per il ruolo giocato nel trattamento della sofferenza mentale. Dopo la legge Basaglia e la chiusura dei manicomi si è posto il problema non solo del trattamento, ma anche dell'inserimento sociale delle persone affette da gravi disturbi psichici. Nel panorama italiano sono dunque sorte diverse iniziative a carattere privato e pubblico per l'istituzione di comunità terapeutiche, ovvero realtà di cura e di connessione tra strutture psichiatriche e comunità sociale allargata. Tali iniziative tuttavia si sono caratterizzate, soprattutto nel loro primo formarsi, per una certa casualità nel formulare modelli di integrazione, di cura e progetti di inserimento. Questo volume propone non solo una riflessione sul ruolo della comunità terapeutica rispetto all'individuo e all'ambiente sociale, ma, attraverso una descrizione articolata di diversi casi di successo, fornisce strumenti e modelli di intervento per tutti quei professionisti (psicologi clinici, psicoterapeuti, psicologi di comunità, assistenti sociali, psichiatri, ecc.) che sono inseriti all'interno di strutture volte al recupero di persone con difficoltà mentali e problemi di devianza.
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