Il Mulino
Banche territoriali, distretti e piccole e medie imprese. Un sistema italiano dinamico
editore: Il Mulino
pagine: 243
L'economia italiana è sostenuta da un articolato sistema di piccole e medie imprese, spesso organizzate in distretti produttivi. Scopo di questo volume è di analizzare in una prospettiva storica il ruolo svolto dalle banche territoriali nel processo che ha condotto alla nascita di tali sistemi produttivi locali: un ruolo che conserva tutta la sua importanza anche nell'epoca attuale, nonostante i recenti processi di aggregazione che hanno interessato le grandi banche nazionali.
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Scritti e discorsi politici
di Alcide De Gasperi
editore: Il Mulino
pagine: 3025
Questo secondo volume affronta un periodo cruciale nella vita dello statista trentino, quello che copre gli anni tra la fine d
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Estetica e architettura
editore: Il Mulino
pagine: 280
Da Kant a Derrida, da Schopenhauer a Heidegger, da Nietzsche a Ricoeur e a Vattimo, il volume presenta una serie di testi fondamentali per comprendere il rapporto tra l'estetica moderna e l'architettura. Nel percorso che l'architettura ha compiuto dalla nascita dell'estetica nel Settecento fino ai giorni nostri emerge come essa, inizialmente esclusa dalle "belle arti", e considerata gradino più basso tra le arti nella prima metà dell'Ottocento, assuma nel Novecento una nuova centralità per la riflessione estetica. Se da un lato l'architettura rischia così di diventare l'arte suprema dell'estetizzazione della quotidianità, e l'architetto l'erede della volgarizzazione del mito moderno del genio, dall'altro essa offre oggi all'estetica l'opportunità di ridefinire il proprio statuto, ripensando la questione dei bisogni dell'essere umano, e ripensando la stessa bellezza come un peculiare bisogno.
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La fiducia secondo i linguaggi del potere
editore: Il Mulino
pagine: 413
Il volume, articolato in una prospettiva cronologica/diacronica (tardoantico-medievale-moderno) e concettuale, ipotizza la possibilità di rintracciare una storia del rapporto tra fiducia (fides) e forme del potere che la sanzionano. Partendo dal presupposto che a determinate logiche governative corrispondano specifici percorsi e dinamiche della credibilità pubblica, la ricerca esplora gli stili politici in grado di determinare criteri di credibilità o di affidabilità. Tutto ciò considerando il nesso fra amministrazione o procedure giudiziarie tanto canoniche quanto civili e ammissibilità alla testimonianza, e sottolineando in particolare il rapporto tra fiducia presupposta e tecniche procedurali. Grande attenzione è stata dedicata al concetto e alla realtà storica della "prova" intesa sia come momento processuale, sia come segnale antropologico e relazionale in grado di confermare l'appartenenza o la non appartenenza delle persone ai gruppi affidabili e onorevoli per definizione. Il testo raccoglie i contributi di studiosi che operano in campi diversi: storici medievisti e modernisti, storici del pensiero, delle dottrine politiche ed economiche, del diritto e delle istituzioni hanno collaborato dando vita a una composizione delle singole specializzazioni in vista di un risultato che supera l'ottica settoriale.
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Walter Benjamin
di Graeme Gilloch
editore: Il Mulino
pagine: 360
Walter Benjamin (1892-1940), filosofo, letterato e teorico della cultura ebreo-tedesco, è oggi riconosciuto come uno dei più originali e acuti pensatori dell'intero Novecento. Le sue opere, da "Il dramma barocco tedesco" (1928) a "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" (1936), sono altrettante pietre miliari nella riflessione critica ed estetica del secolo scorso. La sua vicenda personale, segnata dal fallimento accademico, dall'esilio a Parigi e infine dalla tragica morte sulla strada della fuga verso gli Stati Uniti, appare tipica di un certo tipo di intellettuale, emarginato in vita ma acclamato successivamente come uno "che apre il cammino", un precursore per eccellenza. Sulla base di una lettura ravvicinata non soltanto dei suoi scritti più noti, ma anche di alcuni dei suoi saggi e frammenti meno conosciuti, il volume di Gilloch fornisce una lucida introduzione alla figura e all'opera benjaminiana. Ne deriva così un'interpretazione originale dei suoi lavori, che mette in luce la fitta trama di interconnessioni che lega insieme una produzione apparentemente disparata.
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Lo sviluppo locale. Storia, economia e sociologia
editore: Il Mulino
pagine: 320
Sul tema dello sviluppo locale è in corso un ampio dibattito, alimentato dai problemi incontrati nell'ultimo quindicennio dai distretti industriali tradizionali e, più in generale, dal made in Italy. L'emergere di nuovi e agguerriti protagonisti, la rapidissima innovazione tecnologica e l'accentuarsi della concorrenza nel mercato globale hanno creato non poche difficoltà alle piccole imprese italiane, anche a quelle organizzate in sistemi produttivi locali, spingendole verso nuove forme organizzative. Se negli anni Ottanta, per interpretare le trasformazioni dell'industria italiana manifestatesi nel decennio precedente si era fatto ricorso al concetto di distretto industriale, a partire dalla metà degli anni Novanta il dibattito ruota invece attorno ai concetti di globalizzazione e, appunto, di sviluppo locale. In questo volume il tema viene affrontato in un'ottica interdisciplinare, nella convinzione che uno sguardo multiplo possa aiutare a comprendere la complessità dei fenomeni e le interconnessioni che sfuggono ad approcci settoriali. L'analisi economica e sociologica si intrecciano così con l'indagine storica, dando luogo a esiti di grande interesse e mirando a superare le evidenti difficoltà di dialogo finora mostrate dagli studiosi di economia, geografia, storia e sociologia che si sono occupati dell'argomento.
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Alle origini dello sviluppo locale. Le radici storiche della Terza Italia
di Marco Moroni
editore: Il Mulino
pagine: 251
Il tema dello sviluppo locale connota, e in termini positivi, una parte non irrilevante dell'economia italiana. In Italia la cultura dello sviluppo locale manifesta ancora grandi limiti. Da una parte, il mondo politico appare incapace di comprendere le risorse di cui sono dotate le comunità locali; dall'altra, il pensiero economico ancora fatica a riconoscere l'importanza dei fattori non economici. Eppure da tempo gli scienziati sociali hanno chiarito che, per rispondere meglio alle sfide della globalizzazione, oggi occorre puntare a un modello di crescita che riesca a garantire, accanto allo sviluppo economico, anche la coesione sociale. Nel secondo dopoguerra questo diverso modello è stato sperimentato con successo nelle regioni della "Terza Italia", dove l'intreccio fra economia e società ha favorito la realizzazione di uno sviluppo fortemente radicato nel territorio. Il volume analizza alcuni sistemi produttivi locali confermando la ricchezza e la varietà delle risorse che hanno reso possibile tale successo. Di qui, la tesi di fondo di questo lavoro: poiché richiede una lenta sedimentazione, lo sviluppo locale può essere compreso appieno soltanto facendo ricorso a un'indagine storica di lungo periodo. I casi di studio presentati dimostrano che l'ottica interdisciplinare e la conoscenza delle precedenti esperienze storiche sono fondamentali per cogliere il processo di formazione e le peculiarità dei sistemi locali, ma anche per valorizzare le molteplici risorse del territorio.
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La cittadinanza repubblicana. Come cattolici e comunisti hanno costruito la democrazia italiana (1943-1948)
di Angelo Ventrone
editore: Il Mulino
pagine: 298
In questo volume - qui presentato in una nuova edizione integralmente rivista - i due maggiori partiti del dopoguerra, Democrazia cristiana e Partito comunista, sono studiati in quanto centri di partecipazione e di educazione politica, luoghi di formazione di grandi passioni collettive, elementi capaci di dinamizzare ima società civile ancora prevalentemente statica, disorientata dalla guerra e dalla fine dell'esperienza fascista. Il loro intenso sforzo propagandistico e l'impegno volto a radicarsi nella società attraverso organizzazioni a carattere economico, assistenziale, culturale, ricreativo, sportivo hanno contribuito alla costruzione di uno spazio politico nazionale e alla creazione, per la prima volta in Italia, di una democrazia a partecipazione di massa. Ma dall'analisi emerge anche come il ruolo svolto da comunisti e cattolici nei primi anni del loro operato abbia sostanzialmente ostacolato lo sviluppo di un'identità nazionale forte, anomalia di cui ancora oggi si misurano gli effetti.
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Ragioni e desideri. La teoria della motivazione nell'etica contemporanea
di Luciana Ceri
editore: Il Mulino
pagine: 177
Uno dei temi più discussi nella filosofia morale contemporanea è quello della razionalità del comportamento morale: che cosa ci spinge a fare ciò che consideriamo giusto? O meglio: quali ragioni ci sono per fare ciò che giudichiamo di dover moralmente fare? Si tratta di ragioni di tipo particolare, diverse da quelle che giustificano scelte e comportamenti che non appartengono alla sfera della valutazione morale? E ancora: che cosa ci induce ad adottare i comportamenti che consideriamo razionali. In altre parole, c'è un legame tra la giustificazione di un'azione e la motivazione a compierla? Nel cercare la risposta più soddisfacente a questi interrogativi, l'autrice combina costantemente il rigore dell'argomentazione teorica con la chiarezza dell'esemplificazione, e riesce così ad analizzare e discutere in modo efficace le principali teorie della motivazione (da quelle classiche di Hume e Kant, a quelle più recenti di Prichard, Hare, Murdoch e Williams), per prendere infine posizione in difesa dell'idea che "giudicare" moralmente un'azione o una persona sia cosa molto diversa dal "descriverle".
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Mauthausen. Storia di un lager
di Giuseppe Mayda
editore: Il Mulino
pagine: 476
Mauthausen è una piccola località austriaca sul Danubio a pochi chilometri da Linz dove nel 1938, subito dopo l'annessione dell'Austria alla Germania, fu istituito un lager per oppositori ed ebrei. Il luogo fu scelto con l'obiettivo di sfruttare, con il lavoro forzato degli internati, delle cave di granito. Dall'8 agosto 1938 al 5 maggio 1945 negli oltre sei anni di attività del campo passarono per Mauthausen e i sottocampi a esso collegati duecentomila deportati; di questi circa 120 mila, il sessanta per cento, vi trovarono la morte. Seguire la storia di questo lager equivale a ripercorrere la vicenda stessa del terribile apparato concentrazionario messo in opera dai nazisti: luogo di oppressione, sfruttamento ed eliminazione, Mauthausen fu il calvario di antifascisti, partigiani, ebrei, prigionieri di guerra catturati ai quattro angoli dell'Europa. Mayda racconta l'intera vicenda di Mauthausen, come e perché fu costruito, chi vi fu rinchiuso, come si viveva e come si moriva: una narrazione che riporta davanti agli occhi del lettore una storia che non si conosce mai abbastanza.
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Io come filosofo era stato dubbio. La retorica dei «Dialoghi» di Tasso
di Massimo Rossi
editore: Il Mulino
pagine: 263
I dialoghi del Tasso rappresentano un continente pressoché sconosciuto della letteratura italiana del Cinquecento. Alla loro fortuna critica poco ha giovato nei secoli la patina di erudizione che li rende di non facile lettura. Basta però superare questa barriera iniziale per scoprire che funzionano come i sileni di Alcibiade: statuine dall'apparenza sgraziata che tuttavia al loro interno rivelano tesori inaspettati. Questo studio ne propone una nuova lettura sia interpretativa che filologica. Il momento fondativo della scrittura dialogica viene individuato nella vicenda della reclusione in Sant'Anna (1579-86) e nella rappresentazione che Tasso offre di sé come nuovo Socrate. Pur se non ne possiede la statura intellettuale, egli rivendica a sé tale immagine in funzione implicitamente apologetica, sullo sfondo dei rigori inquisitoriali di fine secolo. Muovendosi fra fonti letterarie e filosofiche, Rossi illustra poi l'orientamento retorico dei dialoghi in relazione ai destinatari e la loro costruzione letteraria "ingegnosissima", volta alla meraviglia barocca. Propone infine una nuova cronologia degli ultimi dialoghi, che contribuisce a chiarire la parabola intellettuale dell'ultimo Tasso.
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Raccontare Dio. La religione come comunicazione
di Enzo Pace
editore: Il Mulino
pagine: 354
Ogni religione si ritiene pura e coerente, laddove le altre sarebbero confuse, contraddittorie, primitive. Ciascuna tende a considerarsi superiore, più completa, più "vera". Un'aspirazione alla verità forse legittima, ma certamente rischiosa. Combinata con ragioni politiche, economiche e ideologiche, essa può trasformare la religione in una macchina da guerra e il confronto sulla fede in scontro di civiltà. Esistono, in realtà, molti collegamenti che rendono le religioni meno lontane tra loro di quanto siano portate a credere. "Sotto le sacre volte", scrive Enzo Pace, "nulla si crea e nulla si distrugge". Le religioni, dunque, possono essere rappresentate come grandi sistemi di credenze stratificati, interrelati e propensi ad alimentarsi reciprocamente, perché accomunati da una struttura profonda: il potere della parola, capace di fissare o spostare i confini degli universi di senso individuali e sociali.
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