Il Mulino
Crescita economica
di Ignazio Musu
editore: Il Mulino
pagine: 171
Quali sono i fattori alla base della crescita economica? Perché la crescita economica è diversa da paese a paese? Perché esistono divergenze tra i livelli di reddito pro capite? Quali sono i meccanismi attraverso i quali la crescita economica può diffondersi? Quali implicazioni sociali ha la crescita economica? E a quali condizioni si può avere una crescita economica durevole in presenza di fenomeni quali l'inquinamento e la scarsità delle risorse naturali? Sono domande sempre più importanti in un'epoca come quella attuale, nella quale, grazie alla globalizzazione, oltre due miliardi di persone, che si riteneva ne fossero irrimediabilmente escluse, stanno vivendo l'esperienza della crescita economica. A partire da tali interrogativi, il volume, avvalendosi degli strumenti dell'analisi economica corrente, offre un'introduzione chiara ed esaustiva alla teoria della crescita.
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Metodi di ricerca nella cognizione sociale
editore: Il Mulino
pagine: 305
Questo volume fornisce a docenti e studenti dei corsi di laurea in psicologia uno strumento didattico per addentrarsi con sicura consapevolezza nei percorsi metodologici più interessanti e innovativi legati alla ricerca di laboratorio in cognizione sociale. A partire dai più recenti modelli prodotti da questo filone teorico, i capitoli del testo documentano in maniera sistematica l'insieme delle opportunità metodologiche e i paradigmi sperimentali capaci di catturare e monitorare soprattutto la componente implicita del giudizio e del comportamento sociale. Ogni capitolo presenta un problema della disciplina sviluppato a partire dalla sollecitazione di un contributo sperimentale "classico" nel settore della cognizione sociale: i contenuti della ricerca condotta vengono ordinatamente presentati e commentati, facendo prevalentemente riferimento agli aspetti del disegno sperimentale impiegato, alle elaborazioni statistiche adottate, alle conclusioni raggiunte. A questo materiale si affiancano delle schede destinate a presentare nei dettagli gli strumenti e le tecniche impiegate nell'indagine.
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Israele e Palestina: la forza dei numeri. Il conflitto mediorientale fra demografia e politica
di Sergio Della Pergola
editore: Il Mulino
pagine: 252
Il conflitto israelo-palestinese è stato studiato sotto l'aspetto della strategia militare, della politica internazionale e delle ideologie religiose, mentre praticamente sconosciute sono le sue componenti demografiche. Queste hanno svolto in passato, e ancor più svolgeranno in futuro, un ruolo determinante nelle decisioni di carattere politico. Dalle proiezioni sugli andamenti demografici nei territori dell'ex mandato britannico (Israele e Palestina) emerge che nel 2050 gli ebrei saranno circa il 35% delle popolazione complessiva. "Dobbiamo capire", afferma l'autore, "che Israele non potrà essere contemporaneamente grande (e quindi esente da concessioni territoriali), ebraica e democratica. Sarà necessario rinunciare almeno a una di queste tre prerogative". Sergio Della Pergola ha dato un contributo determinante, con i suoi consigli sulle politiche sociali e demografiche, alla nascita di Kadima, il partito fondato da Ariel Sharon, e ha una lunga consuetudine di lavoro con Ehud Olmert, avviata per definire le sorti di Gerusalemme quando l'attuale premier era sindaco della capitale. Tra gli ispiratori della svolta politica che ha portato al ritiro israeliano da Gaza, in questo libro Della Pergola mostra, attraverso il prisma della popolazione, come cambiano gli equilibri di una convivenza difficile ma inevitabile, e suggerisce una riflessione complessiva che può portare a un credibile processo di pacificazione.
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Il corpo sonoro. Oralità e scrittura nel jazz
di Davide Sparti
editore: Il Mulino
pagine: 237
"Ho ascoltato il mio lavoro almeno una volta: quando l'ho scritto". Questa affermazione di Arnold Schönberg illustra bene la sua idea che l'esecutore serva solo a rendere la musica comprensibile per un pubblico tanto sfortunato da essere incapace di leggere le note a vista. In una simile prospettiva ogni esecuzione è una forma di corruzione rispetto all'ideale purezza dell'opera in sé. Come è emersa questa coincidenza fra partitura testuale e "vera" musica? E con quali conseguenze? Come è stato possibile che un caso limite di forma musicale, l'opera scritta, sia arrivato a costituire il paradigma con cui si pensa la musica in generale? Secondo Sparti, la tradizione europea, diversamente da quella di origine africana, non ha saputo cogliere nell'eccitazione di quella massa vibrante che è il corpo umano la fonte primaria dell'espressività musicale. Il jazz, nel quale opera ed esecutore coincidono, fa ascoltare una musica corporea "suonata" da pelle, bocca, lingua, labbra, braccia, torace, mani. Il jazzista valorizza così la funzione più nuda del linguaggio: "respiro sonoro che esce dalla carne".
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Gaetano Salvemini
di Gaetano Quagliariello
editore: Il Mulino
pagine: 313
Il volume offre una biografia intellettuale di Gaetano Salvemini (1873-1957), storico e uomo politico fra i più influenti del Novecento italiano. Sono prese in considerazione le varie fasi del suo percorso intellettuale: dal distacco dal socialismo degli anni giovanili all'impegno antigio-littiano, all'interventismo, alla stagione antifascista, per giungere infine al polemista acceso del sistema repubblicano. Un profilo, tracciato da Quagliariello a partire da uno scandaglio rigoroso delle fonti, che rappresenta un deciso rinnovamento negli studi salveminiani, mettendo a fuoco tematiche poco studiate del pensiero del professore di Molfetta - dal rapporto con il totalitarismo a quello con il gobettìsmo - o proponendo una nuova lettura di aspetti già diversamente valutati, come ad esempio l'anticlericalismo, la cui analisi certamente non mancherà di suscitare discussioni.
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Economia dell'impresa. Governo e controllo
editore: Il Mulino
pagine: 224
Gli autori analizzano in maniera semplice e breve la struttura e la funzionalità economica delle imprese: in un sistema economico basato sul libero scambio esse infatti permettono di remunerare i fattori della produzione a condizioni di mercato, anche e soprattutto il capitale di rischio. E in definitiva dal funzionamento delle imprese e dal modo in cui esse si collegano alle altre unità aziendali dipende il livello di sviluppo che complessivamente il sistema socioeconomico raggiunge nel tempo. La matrice scientifica impiegata è quella propria dell'economia aziendale, secondo cui l'impresa è un'azienda che assume una forma istituzionale e interagisce con altre aziende, in un ambiente complesso. L'analisi è stata condotta concentrando l'attenzione sul governo e sul controllo dell'impresa, il libro si articola perciò in due parti: nella prima si illustrano le modalità strutturali che caratterizzano il funzionamento fisiologico delle imprese in un libero mercato; la seconda è dedicata ad un approfondimento più specifico dei meccanismi di governo e controllo dell'attività di impresa.
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Creare il credito e arginare i rischi. Il sistema finanziario tra nobiltà e miserie del capitalismo italiano
di Giuseppe Conti
editore: Il Mulino
pagine: 300
Il volume descrive le dinamiche che hanno dato vita al sistema finanziario italiano, confrontandole con altre esperienze. Da tale raffronto emerge che il sistema italiano, pur avendo contribuito al finanziamento di industria ed economia, non ha mai risolto del tutto i problemi legati alla coerenza istituzionale interna e alla gestione dei rischi che si assumeva. Ciò ha contribuito a renderlo instabile, creando distorsioni nel governo della moneta e del credito, nella gestione dell'informazione contabile e societaria.
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I prefetti in età repubblicana 1946-2002
editore: Il Mulino
pagine: 372
Questo volume presenta oltre mezzo secolo di storia (dal 1946 al 2002) di una delle burocrazie più importanti dell'amministrazione dello Stato italiano: i prefetti. Di tale corpo professionale vengono qui descritte e analizzate caratteristiche quali la provenienza geografica, gli studi, i percorsi di carriera, la qualità e la tipologia degli incarichi: la radiografia che emerge da questa approfondita ricerca rappresenta uno dei primi tentativi di studiare in maniera minuziosa le modalità di costruzione e di socializzazione di un gruppo di funzionari pubblici che, più di ogni altro, rappresenta lo Stato. Il libro è aperto da un saggio introduttivo, che si propone di spiegare perché i prefetti costituiscano un'élite amministrativa e per quali ragioni è plausibile sostenere che essi possano considerarsi parte delle classi dirigenti del paese. Nei capitoli seguenti si ricostruiscono le vicende specifiche dell'evoluzione della burocrazia prefettizia, con particolare riguardo al periodo repubblicano, e si traccia, con il supporto di dati aggiornatissimi, un profilo sociologico del funzionario prefettizio.
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Hitler
di Gustavo Corni
editore: Il Mulino
pagine: 221
Da oltre mezzo secolo la figura di Adolf Hitler non cessa di catalizzare l'attenzione degli storici e l'interesse, persino morboso, del pubblico più largo. Del resto, è indubbio che Hitler sia stato il personaggio storico che con la sua azione ha avuto la maggiore influenza, di segno negativo, sul corso delle cose europee e mondiali nel secolo ventesimo. Sulla biografia di Hitler si contano ormai molti contributi importanti, dalla biografia di Fest a quella vastissima di Rershaw. In questo quadro, il volume di Corni si presenta come un'equilibrata e aggiornata esposizione che mette a frutto e discute la più recente ricerca sia sulla vita e l'azione del Führer sia sulle caratteristiche dello stato nazista, ponendo in rilievo le questioni e i nodi interpretativi salienti che il lavoro degli storici ha fatto emergere.
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Sotto il segno di Gödel
di Gabriele Lolli
editore: Il Mulino
pagine: 174
I lavori di Kurt Gödel (1906-1978), considerato il più grande logico dopo Aristotele, uniscono la trasparenza della logica agli oscuri miraggi della magia, una combinazione da cui deriva il fascino tutto speciale del loro autore, un personaggio schivo e imprevedibile che, con Einstein, Schrödinger, von Neumann, Crick e pochi altri, ha a buon diritto un posto tra i protagonisti del Novecento responsabili della chiusura definitiva con il passato e della proiezione nel futuro. Ma queste grandi figure della scienza sono spesso ridotte a simboli caricaturali di una divulgazione semplificata, così che, se per Einstein si dice che tutto è relativo, nel caso di Gödel si citano i limiti della ragione, o addirittura la giustificazione della fede. Evitando ogni imprecisione e approssimazione, Gabriele Lolli sgombra il campo dalle versioni inesatte ed esagerate del pensiero gödeliano facendo luce, con uno stile chiaro e accessibile, sui temi che più colpiscono i non specialisti: la completezza logica, l'incompletezza e l'indecidibilità della matematica formale, la teoria degli insiemi, le origini dell'informatica, la filosofia della matematica.
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Dentro i Ds
di Rosa Mulè
editore: Il Mulino
pagine: 168
Dalla svolta della Bolognina il maggiore partito della sinistra italiana è profondamente cambiato. L'organizzazione si è progressivamente alleggerita: negli ultimi venti anni il numero delle strutture periferiche si è dimezzato e la loro attività di proselitismo è molto diminuita. Gli iscritti al solo Pds/Ds sono in media più giovani, con un'istruzione di livello superiore e un'appartenenza più labile in termini di classe sociale e di tradizione familiare. A fronte di questi cambiamenti, il riorientamento ideologico in senso riformista operato dai leader a partire dai primi anni '90 non ha convinto la maggioranza degli iscritti. Nella cultura politica degli aderenti ai Ds predominano elementi di tradizionalismo e conservatorismo, che si esprimono in una forte condanna del capitalismo e degli Usa come potenza imperialista. Inaspettatamente, sono i giovani a reclamare la riaffermazione di una certa purezza dottrinaria, mentre coloro che provengono dal Pci sono meno disposti a sacrificare la vittoria elettorale sull'altare dell'ideologia. Questa prima inchiesta nazionale sugli aderenti ai Democratici di sinistra mostra una difficile sedimentazione di culture diverse, insieme a stridenti contraddizioni tra innovazione e continuità.
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I postdemocristiani
di Carlo Baccetti
editore: Il Mulino
pagine: 369
Dalla dissoluzione della Democrazia cristiana sono nate alcune formazioni politiche - Partito popolare (Ppi), Centro cristiano democratico (Ccd), Cristiani democratici uniti (Cdu) - che nel 2002 hanno dato vita da un lato all'Unione dei democratici cristiani e di centro (Udc), dall'altro alla Margherita. Che cosa si sa, oggi, su queste due componenti decisive degli schieramenti politici che si confrontano in Italia? Nel volume si mostra come i post-democristiani abbiano fatto proprio il "partito di correnti" che fu tipico della Dc, incentrato sulle reti di potere personale facenti capo ai notabili locali. Questa tradizione, però, è stata innovata attraverso il modello del "partito in franchising": i leader nazionali si occupano di pubblicizzare e vendere ai potenziali elettori-acquirenti il "marchio" del partito sui mass media, mentre dirigenti, parlamentari e amministratori locali hanno una notevole autonomia nel gestire la "rete commerciale" sul territorio (sezioni, circoli, comitati provinciali e regionali ecc.). In questo scenario, quali prospettive si aprono per l'Udc dopo l'uscita di Marco Follini e lo "sganciamento" dalla tutela di Berlusconi voluto da Casini? E, sull'altro versante, quali saranno gli effetti che il modello di partito della Margherita potrà avere sulla nascita e sul consolidamento del Partito democratico?
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