Il Mulino
Laicità: la ricerca dell'universale nelle differenze
editore: Il Mulino
pagine: 417
Che cosa significa dire che un certo modo di agire o un certo attore (per esempio lo Stato) è "laico"? Ponendosi l'obiettivo di superare sterili e dannose contrapposizioni che possono sorgere quando la laicità diventa una ideologia, questo volume propone un nuovo inquadramento storico, filosofico e sociologico del problema. Gli autori dei saggi in esso raccolti propongono una concezione positiva e responsabile della laicità, intesa come spirito delle distinzioni fra ragione e fede. Perché laicità non significa neutralità o indifferenza, ma imparzialità delle istituzioni nei confronti delle diverse visioni del mondo che si confrontano nella sfera pubblica. E la laicità di cui abbiamo bisogno è ricerca attiva e dialogica di ciò che vi è di universalmente umano nelle differenze specifiche che caratterizzano le diverse culture.
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La valutazione degli aiuti alle imprese
editore: Il Mulino
pagine: 253
La tradizione italiana di aiuti alle imprese è particolarmente ricca. La discussione sul loro ruolo appassiona da decenni non solo gli economsti e gli altri studiosi, ma anche la classe politica e l'intera opinione pubblica. L'interesse è senz'altro accentuato dal ritardo di sviluppo dell'Italia meridionale, che permane nonostante decenni di politiche pubbliche. Di recente, ad esempio, si è acceso un dibattito sugli effetti degli interventi per il riequilibrio territoriale che sono stati introdotti a partire dalla metà degli anni '90 con la così detta "nuova programmazione". L'attenzione per gli aiuti alle imprese non è tuttavia confinata al solo Mezzogiorno. Essa è cresciuta negli ultimi anni anche nelle regioni più sviluppate del paese, a seguito dell'insoddisfacente crescita economica e al declino della competitività dovuta all'aumento della competizione internazionale. Un gruppo di studiosi qalificati propone in qeusto libro una valutazione approfondita dei più importanti programmi di intervento italiani e illustra le metodologie per realizzarla.
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Senza casa e senza paese. Profughi europei nel secondo dopoguerra
di Silvia Salvatici
editore: Il Mulino
pagine: 349
La fine del secondo conflitto mondiale lascia sullo scenario europeo, segnato dai lutti e dalle distruzioni, una moltitudine di persone che nel corso della guerra sono state deportate o hanno dovuto abbandonare il proprio paese. Nella sola Germania occidentale sono circa sette milioni. Frutto di un'approfondita ricerca, il volume riporta alla luce questa storia largamente dimenticata. L'autrice espone in primo luogo le politiche adottate dagli Alleati per risolvere la questione delle "displaced persons", dai primi piani di rimpatrio ai successivi programmi di emigrazione nei paesi occidentali. Ricostruisce poi la quotidianità dei campi di raccolta, attraverso le storie di uomini, donne e bambini che hanno alle spalle l'esperienza della deportazione o della fuga, vivono la precarietà del presente e devono confrontarsi con le incertezze del futuro. Nel concreto di quell'esperienza umanitaria trova origine l'approccio delle società contemporanee alla questione dei profughi e vengono poste le basi del regime internazionale per i rifugiati ancora oggi vigente.
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Paternità e lavoro
editore: Il Mulino
pagine: 289
Quello della paternità è un tema di grande attualità: nella prospettiva della storia del diritto viene ricostruito il processo
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Sociologia della salute
editore: Il Mulino
pagine: 197
La società attuale è interessata da un processo di medicalizzazione che coinvolge una pluralità sempre più ampia di soggetti e di competenze. All'incrocio tra preoccupazioni individuali e dibattito pubblico, la questione della salute è oggetto di un crescente interesse. Questo volume ne offre una lettura sociologica che va oltre il punto di vista strettamente biologico, tecnico o gestionale, fornendo tutti gli strumenti necessari per affrontare in modo appropriato un fenomeno così complesso.
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Un federalista giacobino. Ernesto Rossi pioniere degli Stati Uniti d'Europa
di Antonella Braga
editore: Il Mulino
pagine: 676
"In poche parole, pur conservando le mie opinioni liberali, sono divenuto molto più socialista e anche molto più giacobino"
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Il concetto di materiale musicale in Th. W. Adorno
di Sara Zurletti
editore: Il Mulino
pagine: 213
Il pensiero di Adorno ha avuto e continua ad avere per chiunque si occupi di musica un'importanza decisiva che non si limita a
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Il senso dell'etica. Kant e la costruzione di una teoria morale
di Stefano Bacin
editore: Il Mulino
pagine: 352
La filosofia pratica di Kant rimane uno dei principali modelli teorici di riferimento per l'etica filosofica, anche nel dibatt
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La borsa
editore: Il Mulino
pagine: 130
Frequentemente al centro dell'attenzione dei media, la Borsa rimane per molti una realtà circondata da un alone di mistero, si
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L'Europa e le città. La questione urbana nel processo di integrazione europea (1957-1999)
di Laura Grazi
editore: Il Mulino
pagine: 397
Simboli originari di democrazia, libertà, cittadinanza ed emancipazione, le città rappresentano un elemento fondativo dell'ide
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Con onesto amore di degradazione. Romanzi sperimentali e d'avanguardia nel secondo Novecento italiano
di Luigi Weber
editore: Il Mulino
pagine: 245
Questo volume indaga una vicenda eversiva - quella del romanzo sperimentale e d'avanguardia - che ha percorso il ventesimo secolo, per poi esaurirsi, fino all'estinzione. Il Novecento è stato, come già aveva compreso Bachtin, il tempo della definitiva "romanzizzazione" della letteratura, e malgrado le avanguardie abbiano spesso avversato, denigrato, sabotato il genere romanzo, la narrativa si è proficuamente avvalsa delle istanze sperimentali degli anni Cinquanta e Sessanta. Oggi, il canone e il mercato sembrano essersi spartiti equamente la tradizione e il presente della prosa romanzesca. Resta però un interstizio tra questi due mondi: quello dei refusés che il tempo non risarcisce, rifiutati dall'accademia, rifiutati dal pubblico. Avanguardia e sperimentalismo che se, in questo secolo di conflitti, sono stati intesi come sinonimi, o almeno come fenomeni complementari, nella storia particolare del romanzo furono forse addirittura opposti. Una dialettica che si riconosce nella contiguità stretta, divenuta poi contrapposizione, tra James Joyce e Samuel Beckett: l'onnipotenza della parola contro una poetica dell'impotenza. E anche in seno alla letteratura italiana vi furono una "funzione Joyce" e una "funzione Beckett". In sede romanzesca, il nichilismo dell'avanguardia, che si incarnò essenzialmente nel Gruppo 63, si è espresso in una tensione alla non-significazione, allo smontaggio programmatico di ogni coerenza narrativa, alla vanificazione delle attese.
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