Il Mulino
La ricerca dello storicismo. Studi su Benedetto Croce
di Fulvio Tessitore
editore: Il Mulino
pagine: 715
L'autore ci presenta una raccolta di suoi scritti dedicati, nell'arco di più di quarant'anni, al pensiero di Croce
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Storia dei diritti umani
di Marcello Flores
editore: Il Mulino
pagine: 374
Sessant'anni fa, il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava a Parigi la Dichiarazione universale
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Il viaggio in Oriente
di Attilio Brilli
editore: Il Mulino
pagine: 365
Impareggiabili mercanti di sogni, i viaggiatori hanno riportato dall'Oriente paesaggi abbacinanti di luce, architetture grandiose, abbigliamenti bizzarri e pittoreschi, fragranze di rarissime spezie, voluttuose figure femminili. Essi hanno stipato l'immaginario occidentale delle raffigurazioni di un mondo esotico ed intensamente erotico, dispotico e crudele, elusivo ed enigmatico: una profusione di forme e di immagini di cui si approprieranno l'arte, la letteratura, il melodramma, la moda. L'harem, il bagno turco, il serraglio sono diventati sinonimo di lussuria, di sensuale indolenza, di uso capriccioso e arbitrario del potere. In questo genere di viaggio trova inoltre espressione l'anelito dell'uomo moderno a liberarsi dalle spire del conformismo, a ricongiungersi con le proprie origini, a ritrovare la culla delle religioni monoteiste, e, in una ricerca della fase aurorale delle civiltà, a rigenerarsi a contatto con l'immenso emporio dei miti. Ma vi è implicita anche la violazione di un universo chiuso, interdetto agli occidentali dalle barriere culturali e dalla natura dei luoghi, che si tratti dei deserti dell'Arabia e delle inviolabili città sante della religione musulmana, oppure dell'intrusione voyeuristica nell'harem del sultano o nella comune intimità domestica. Nella sua affascinante ricostruzione il libro attinge ai racconti dei protagonisti, fonti tanto preziose quanto poco conosciute attraverso le quali si è formato nel mondo occidentale il sogno del favoloso Oriente.
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Questioning the european identity/ies. Deconstructing old stereotypes and envisionig new models of representation
editore: Il Mulino
pagine: 244
II volume - nel quadro della serie SENT, il Network of European Studies promosso dall'Unione europea e composto da studiosi pr
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Relazioni globali nell'età moderna. 1400-1800
di Charles H. Parker
editore: Il Mulino
pagine: 288
Nel libro si tratteggia una nuova immagine del mondo moderno, in cui gli scambi non sempre risultano governati dall'espansioni
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Anticristianesimo e libertà. Studi sul primo Illuminismo europeo
di Silvia Berti
editore: Il Mulino
pagine: 450
Guardando al primo Illuminismo europeo, due atteggiamenti indissolubilmente connessi colpiscono per la loro novità: radicalism
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I Piaggio. La parabola di un grande gruppo armatoriale e cantieristico italiano (1875-1972)
di Roberto Giulianelli
editore: Il Mulino
pagine: 268
Alla vigilia della Grande guerra il gruppo industriale guidato dal senatore Erasmo Piaggio si estende in vari settori, fra cui quelli saccarifero, siderurgico, elettrico e chimico. L'"impero" dei Piaggio - a partire dall'età giolittiana, Erasmo si fa affiancare dai figli Amedeo, Carlo, Giuseppe e Rocco - conserva tuttavia le sue radici più profonde nell'armamento e nella cantieristica, là dove nella fase preunitaria la famiglia genovese aveva dato inizio alla propria attività imprenditoriale. Nel Novecento i Piaggio possiedono importanti compagnie armatoriali come il Lloyd italiano, la Navigazione Alta Italia e la Ligure d'armamento, cui si aggiunge il controllo di numerose società minori. Persino superiore è il loro grado di coinvolgimento nella navalmeccanica, industria all'interno della quale operano attraverso la Società esercizio bacini e i Cantieri navali riuniti, che posseggono stabilimenti anche ad Ancona e Palermo. La storia di queste imprese, infine vendute o salvate dall'Iri negli anni Settanta, oltre a contribuire a chiarire i motivi che hanno condotto alla dismissione del gruppo Piaggio, esemplifica la parabola seguita dal capitalismo genovese protagonista del decollo industriale italiano a cavallo fra il XIX e il XX secolo, gettando così più ampia luce anche sulla storia economica del paese.
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L'autunno nella Resistenza. 10 ottobre 1944, Casalecchio di Reno. La strage, il processo, la memoria
di Simona Salustri
editore: Il Mulino
pagine: 170
Il 10 ottobre 1944 la comunità di Casalecchio di Reno, piccolo comune alle porte di Bologna, venne sconvolta dalla ferocia nazista che si accanì su 13 uomini, partigiani e civili, barbaramente uccisi nei pressi del cavalcavia, legati a pali, alberi e cancelli e lì lasciati per terrorizzare la popolazione. La strage del cavalcavia, che si inserisce nella lunga scia di violenza che insanguinò l'Emilia-Romagna dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945, viene per la prima volta ricostruita attraverso lo studio sistematico delle fonti, emerse grazie anche al processo che dopo oltre 60 anni ha visto come imputato il capitano delle SS Manfred Schmidt. Una strage collocata nel più generale contesto della politica di occupazione tedesca e della guerra combattuta in Italia nel biennio 1943-45, la memoria dell'eccidio nei ricordi dei singoli e nella collettività, un processo per crimini di guerra e il tema della mancata giustizia - nessun colpevole, nessuna condanna vi saranno per quella strage - sono i temi che il volume affronta.
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L'Italia: una società senza stato?
di Sabino Cassese
editore: Il Mulino
pagine: 111
In 150 anni l'Italia unita ha fatto molti progressi. Il numero dei suoi abitanti è quasi triplicato. Non è più paese di emigrazione, anzi ha ora oltre 4 milioni di immigrati. La speranza di vita dei suoi abitanti è più che raddoppiata e la mortalità infantile è oggi cento volte minore di quella del 1861. L'analfabetismo è sceso dal 78 a meno del 2 per cento. Tutto ciò è avvenuto nonostante la presenza di un agente storico, come lo Stato italiano, tanto debole. Quanto diversa avrebbe potuto essere la storia italiana se il nostro Paese avesse avuto fin dal principio una costituzione "efficiente", esecutivi duraturi, un severo minimo di governo, leggi che dettano regole e non deroghe, vertici amministrativi scelti in base al merito e autenticamente imparziali, istituzioni capaci di creare fiducia nello Stato come ente rappresentativo della collettività, e di costituire il capitale sociale assente?
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Logica, metodo e linguaggio nelle scienze sociali
di Giovanni Sartori
editore: Il Mulino
pagine: 288
Riconosciuti a livello internazionale come imprescindibili per la ricerca sociale e politica, i contributi presentati in questo volume costituiscono un corpus che Sartori è andato costruendo e continuamente affinando nel corso dei decenni, ma che discende dalle sue originarie preoccupazioni di studioso: come ricorderanno i lettori di "Democrazia e definizioni", da sempre egli è convinto che nessun avanzamento scientifico possa esservi laddove manchino solide basi concettuali e metodologiche, che nessun risultato significativo si produca senza aver chiarito rigorosamente che cosa si sta studiando e misurando. Per non lasciarsi fuorviare da tecniche di ricerca sempre più sofisticate, lo scienziato sociale deve essere anzitutto un "pensatore consapevole", capace di riflettere con lucida disciplina sul proprio oggetto di interesse.
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I comandamenti. Non ti farai idolo né immagine
editore: Il Mulino
pagine: 144
L'interdetto di questo comandamento nella cultura biblica non vieta la produzione d'immagini, ma il loro uso improprio, la loro elevazione a divinità. Non si possono adorare altri dei e non si può adorare Dio al modo degli altri, ossia rendendolo immagine-feticcio. Non solo: le storiche dispute religiose in ambito cristiano su questo divieto hanno investito anche il tema della differenza fra l'autentico sacramento della presenza divina e il segno magico o superstizioso, come l'amuleto e il feticcio. Oggi il problema dell'idolatria non si è esaurito, ha solo trovato la sua metamorfosi banale nella proliferazione di nuove icone e idoli di massa prodotti dai media. Come distinguere ancora l'incanto dell'immagine sacra e artistica dalla perversione del feticcio?
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Parlamento e politica estera. Il ruolo delle commissioni
di Fabio Longo
editore: Il Mulino
pagine: 342
In che termini si declina, oggi, il controllo parlamentare sulla politica estera e di difesa? Le assemblee rappresentative nazionali sono destinate ad una irreversibile marginalizzazione ad esclusivo vantaggio dei governi? Più in particolare, quale ruolo giocano in questo ambito le commissioni parlamentari permanenti? Nel volume, gli organi e gli istituti propri del modello italiano vengono confrontati con alcuni casi stranieri paradigmatici (Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Germania), al fine di verifìcare lo "stato di salute" dei parlamenti contemporanei sia in relazione alla gestione "ordinaria" della politica estera, sia rispetto alle ipotesi più drastiche di utilizzo della forza in ambito internazionale. Solo attraverso un efficiente sistema di commissioni permanenti, sedi ristrette ma ancora rappresentative, i parlamenti possono soddisfare quelle domande di controllo e di trasparenza che, in definitiva, coincidono con una delle cifre distintive della democrazia rappresentativa. Dallo studio dell'attività delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato emerge l'immagine di un parlamento, quello italiano, a "centralità intermittente", che si distingue dagli omologhi stranieri per la molteplicità delle sedi di confronto e di verifica e per una non sempre utile dispersione delle occasioni di indirizzo e controllo parlamentare.
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