Il Nuovo Melangolo
Piangere e ridere davvero. Feuilleton
di Maurizio Ferraris
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 100
Qualche anno fa milioni di persone hanno pianto per la morte di Lady D, e non è difficile immaginare un carcerato nel braccio della morte che piangeva come un vitello guardando i funerali. Bene, nessuno ha dubitato che il pianto delle folle, condannato a morte compreso, fosse un pianto autentico. Ma se le cose stanno così, se un carcerato nel braccio della morte piange veramente per Diana Spencer, perché c'è chi sostiene che chi piange per Anna Karenina non piange davvero? E perché, d'altra parte, nessuno ha mai dubitato che chi ride delle barzellette, che sono racconti di finzione, rida davvero? Che cosa significa piangere e ridere davvero? Mescolando cultura alta e cultura bassa, Maurizio Ferraris offre un feuilleton filosofico che indaga i paradossi dell'arte e della vita.
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Dialogo sulla politica della cultura
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 70
Il libro, preceduto da un'ampia e documentata introduzione di Davide Cadeddu, si compone di tre articoli: il primo, di Umberto Campagnolo, è dedicato ai lineamenti fondamentali della filosofia politica, e ripercorre la storia di questa disciplina attraverso l'analisi del pensiero politico dei grandi classici del passato, da Platone fino a Hegel e Croce; il secondo articolo, scritto da Norberto Bobbio, costituisce il vero centro del libro: in risposta a Campagnolo, Bobbio critica con grande rigore teorico una visione troppo astratta della filosofia politica e rivendica per essa un ruolo attivo e determinante nella realtà concreta, in grado di educare e formare nel contesto di una società liberale ogni singolo individuo. Anche da queste poche pagine traspare la grande passione e l'originalità del pensiero di Bobbio, che non si limita a una pedante rilettura dei classici, ma fornisce un contributo indispensabile alla comprensione dei complessi problemi del mondo contemporaneo. Il terzo articolo, scritto ancora da Campagnolo, è una replica pacata, ma ferma, alle tesi esposte da Bobbio.
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Il chierico e la scena. Cinque capitoli su Sanguineti e il teatro
di Franco Vazzoler
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 200
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Il dono delle muse. Heidegger e la musica
di Augusto Mazzoni
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
Il legame tra Heidegger e la musica è spesso sfuggito anche agli studiosi più attenti. Questo studio intende approfondire questo aspetto poco studiato, tentando di chiarire se è possibile applicare anche alla musica la concezione heideggeriana dell'arte come messa in opera della verità e come "casa" dell'Essere.
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Prefazione a «La scomparsa»
di Philippe Lacoue-Labarthe
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 37
«Ci sono testi che affascinano a tal punto che quasi li si dimentica, ma che resuscitano talvolta in modo inatteso, ad esempio in occasione di un sogno. Ho potuto verificarlo per un racconto di Borges e alcuni romanzi dell'americano Dashiell Hammett che, a torto, è rimasto un autore oscuro. Sognavo di attraversare alcune città che avevo conosciuto ma che non riconoscevo, secondo la logica propria dei sogni. A San Francisco (il sogno mi ci aveva subito trasportato), assistevo a una scena orribile: alcuni poliziotti inseguivano un uomo e lo immobilizzavano contro un muro. Erano disposti a semicerchio attorno a lui e questa disposizione ricordava quelle dei protagonisti e del coro nella tragedia antica. Lo uccidevano a colpi di pistola con una crudeltà senza pari. L'uomo indossava una maschera (una testa di uccello rapace). Ma una volta tolta, l'uomo rivelava il mio volto, e non quello del dio».
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La tragedia di re Lear
di William Shakespeare
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 199
Edoardo Sanguineti traduce in versi e in prosa (come nell'originale) la grande tragedia scespirana per la messa in scena del Teatro Stabile di Genova, ritrovando nel linguaggio insieme raffinato e arcaico del Re Lear il fondamento vitale di una storia ambientata in un mondo barbarico e attraversata dalle grandi passioni primordiali che stanno alla radice dell'umanità di tutti i tempi. Scritta nei primi anni del Seicento, La tragedia di re Lear è basata sulla leggenda di un re della Brìtannia vissuto prima che questa diventasse parte dell'Impero Romano. Una storia che affonda in un passato mitico, dunque. Una vicenda che era già stata narrata in cronache, poemi e anche testi teatrali, ma che ha trovato in Shakespeare colui che ha saputo renderla eterna, tramite una pluralità di personaggi di grande potenza drammatica, un ben definito rapporto tra le loro motivazioni personali e la società nella quale essi si trovano ad agire, la sorprendente modernità di una ricerca linguistica che la nuova traduzione di Sanguineti esalta e illumina nei suoi significati più profondi.
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Notabene. Quaderno di studi kierkegaardiani
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 238
Nel 1846, un Kierkegaard poco più che trentenne iniziò ad annotare le proprie riflessioni in quaderni sul cui frontespizio tra
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L'arte del vivere. Aspetti dell'etica aristotelica ed epicurea
di Antonina Alberti
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 213
I saggi qui raccolti - alcuni dei quali, pubblicati all'estero, appaiono per la prima volta in Italia - analizzano aspetti cruciali di quell'arte del vivere che i filosofi antichi cercarono di costruire sulla base di un'indagine disincantata dei limiti della natura umana. Tra i temi trattati: la concezione aristotelica e quella epicurea dell'individuo e della sua identità nel tempo; la teoria aristotelica dell'amore e dell'amicizia; il problema dell'egoismo in Aristotele; il concetto aristotelico di azione volontaria, di scelta e di responsabilità; la teoria epicurea della legge e della giustizia; il problema del relativismo dei valori; la teoria di Epicuro e di Lucrezio sulla mortalità dell'anima e sulla paura della morte; il fondamento edonistico della teoria etica epicurea.
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Andavo a scuola nel Terzo Reich. Ricordi di scrittori tedeschi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 292
Com'era realmente l'epoca in cui ovunque sventolavano le bandiere con la croce uncinata e marciavano le SA "con passo tranquil
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L'onestà dei forti. La potenza nella filosofia di Nietzsche
di Andrea Spreafico
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 197
Queste pagine trattano della potenza nell'opera di Friedrich Nietzsche, intendendola come tema analizzato all'interno del pensiero del filosofo e come energia che si sprigiona dalle pagine dei suoi libri. Lo sviluppo dell'analisi della potenza coincide, in un percorso che va da "Aurora" a "Genealogia della morale", con il progressivo aumento della potenza stilistica della prosa di Nietzsche, o perlomeno - se non si vuoi condividere quello che è un evidente giudizio di merito estetico - all'analisi della potenza si accompagna una continua sperimentazione espressiva dei risultati dell'analisi stessa. Il tema della potenza, nei testi che Nietzsche ha pubblicato, viene sempre affrontato in ambito morale. Nel pensiero di Nietzsche l'ambito morale, oltre che il regno del bene e del male intesi come categorie errate, è il regno dell'onestà e all'insegna dell'onestà il filosofo sviluppa tutta la sua critica della cultura occidentale, anche qui come per la potenza, considerando l'onestà come oggetto e come modo del sapere.
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L'agente segreto
di Joseph Conrad
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 199
Quattordici anni dopo la pubblicazione del romanzo "L'agente segreto", Joseph Conrad ne scrisse una duplice riduzione teatrale, dapprima in quattro atti (1921) e poi in tre atti (1923). Dopo la loro prima rappresentazione, però, di questi testi teatrali non esistono più tracce di allestimenti scenici, né in Inghilterra, né in Italia. Anche per quanto riguarda l'editoria, "L'agente segreto" teatrale non sembra aver avuto nello stesso mondo anglosassone altre edizioni a stampa dopo quelle, a tiratura molto ridotta, dei suoi esordi. E la cosa è quanto meno sorprendente: sia per la notorietà del suo autore, sia per l'attualità dell'argomento affrontato, che propone sulla scena il tema di un attentato terroristico eseguito da personaggi la cui esistenza appare del tutto normale. Il dramma di Conrad (come il romanzo) trae spunto da un fatto di cronaca londinese: il fallito attentato all'Osservatorio di Greenwich, compiuto il 15 febbraio 1894 dall'anarchico Martial Bourdin, ma sia le situazioni che i personaggi sono interamente frutto della fantasia dell'autore. Il volume contiene: un apparato critico-informativo; il testo del dramma con le variazioni volute da Conrad e quelle fatte in sede di allestimento dal regista Marco Sciaccaluga; locandina, interviste e schede biografiche dei protagonisti dello spettacolo del Teatro Stabile di Genova.
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