Il Nuovo Melangolo
Elenco analitico dei cornuti
di Charles Fourier
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 63
"E ci trovate da ridere? Tutti questi uomini ingannati, sbeffeggiati, disonorati, scherniti, calunniati, feriti, traditi. Straziati, a volte consenzienti, ma sempre ridicolizzati, cornuti, cornificati, becchi ... Sì. Inutile negarlo. Questa raccolta di settantacinque schizzi di cornuti (cui si aggiungono i cinque titoli non commentati, che lasciano briglia sciolta all'immaginazione) è francamente uno spasso. Iniziato probabilmente verso il 1808, il testo non fu mai pubblicato durante la vita dell'autore, e i discepoli di Fourier, non molto inclini al riso, lo pubblicarono nel 1856, ma in una versione tronca." (Roman Pehel)
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Domani era bel tempo. Variazioni sul tempo-che-fa
di Michel Cyprien
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 126
"Domani era bel tempo" di Michel Cyprien è un vaporoso e spumeggiante saggio sul tema della meteorologia. Con le sue doti di brillante conversatore l'Autore conduce un divertente discorso sul "meteo", costellato di citazioni e riferimenti dotti che vanno da Lucrezio a Giulio Cesare e a Plinio il Giovane, dalla mitologia hittita alla Bibbia, da Fritz Lang a Fred Astaire, da Vivaldi a Debussy e così via fino alla "soluzione di Montreal" e al prevedibile avvento (ormai in atto) di un cesarismo tecnologico universale. Una conclusione che dimostra come per Cyprien, per dirla un po' alla Wilde, non c'è discorso più serio di quello fatto con leggerezza.
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Eidos
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 120
Questo numero della rivista semestrale di filosofia "Eidos" raccoglie saggi di Donatella Di Cesare, Hans-Georg Gadamer, Günter
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Ulisse grammofono. Due parole per Joyce
di Jacques Derrida
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 143
I due saggi raccolti in "Ulisse grammofono" sono l'elaborazione più articolata del confronto tra il pensiero di Derrida e l'opera di Joyce: confronto di cui si trovano tracce in diversi testi del filosofo franco-algerino e che in "Ulisse grammofono" prende la forma di un corpo a corpo linguistico, di una battaglia in cui le lingue vengono spinte al limite del dicibile, là dove risuona l'affermazione incondizionata come ospitalità donata all'altro: oui, yes, sì. Tra confessioni, brevi racconti di viaggio, analisi filosofiche, i saggi ruotano attorno ad alcuni temi privilegiati: il grammofono, il telefono e l'inesauribile sì di Molly nell'"Ulisse"; la guerra degli idiomi dichiarata da Dio in "Finnegans Wake"; l'impossibilità di definirsi un esperto di Joyce.
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Un dettaglio nazi nel pensiero di Carl Schmitt. La giustificazione delle leggi di Norimberga del 15 settembre 1935
di Yves C. Zarka
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 95
«Oggi, il popolo tedesco è ritornato ad essere tedesco, anche da un punto di vista giuridico. Dopo le leggi del 15 settembre, il sangue tedesco e l'onore tedesco sono ritornati ad essere i concetti portanti del nostro diritto. Lo Stato è ormai un mezzo al servizio della forza dell'unità völkisch. Il Reich tedesco ha un solo stendardo, la bandiera del movimento nazionalsocialista; e questa bandiera non è solamente composta di colori, ma anche di un grande e autentico simbolo: il segno del giuramento popolare della croce uncinata.» C. Schmitt, "La costituzione della libertà" (1935)
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Ritorna tra gli amici. Poesie
di Eugenio Montale
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 69
"Ritorna tra gli amici" è una silloge di ventuno poesie tratte dal "Diario Postumo". In un ideale Simposio, il Poeta riunisce i suoi amici più fedeli per celebrare post mortem, in uno con l'ultima ispiratrice dei suoi versi, il dio Eros che presiede al culto della philia e le conferisce il sigillo dell'immortalità.
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Auto-emancipazione. Appello di un ebreo russo ai suoi fratelli
di Leon Pinsker
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 70
Leon Pinsker (1821-1891) è stato il fondatore del Sionismo politico. La sua opera edita nel 1882, molti anni prima de "Lo Stato ebraico" di Theodor Herzl (1896), ha contribuito a porre fra gli ebrei dell'Europa orientale, vittime designate di un'ondata di pogrom zaristi, il problema della loro identità culturale e politica. La sua proposta, come risulta dal titolo stesso del pamphlet, intende contrapporre al processo di assimilazione individuale che si veniva compiendo nelle società dell'Occidente, un processo di emancipazione collettiva, di cui dovevano essere protagoniste le comunità che vivevano nei ghetti e negli Shtetl dell'Impero russo, avente come fine la creazione di uno stato indipendente di ebrei, per gli ebrei e governato dagli ebrei.
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Il Poeta, l'Alchimista, il Demone. La dottrina tetravalente dei temperamenti poetici di Gaston Bachelard
di Valeria Chiore
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 191
Da sempre stregati dal richiamo delle sostanze, poeti ed alchimisti sono, per Bachelard, coloro i quali traducono in immagini l'incantamento che la materia esercita sulla psiche, incantamento tanto più forte quanto più profonda è stata la loro confidenza con le sostanze elementari, quanto più essi le hanno manipolate, elaborate, "trasmutate". Signori del fuoco, dell'acqua, dell'aria e della terra, Novalis, Poe, Nietzsche e Goethe, "tipi poetici fondamentali", intrecciano il proprio gesto con l'opus alchemicum di Boerhaave e Fabre, Boehme e Robinet, instaurando con gli elementi una confidenza che li rende sensibili ad accoglierne le suggestioni e ad innestare su di esse le proprie dinamiche psicologiche, immaginarie, stilistiche, letterarie.
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La mano e l'anima e altri racconti
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 127
"C'è un'omogeneità di involucro, visibile ad occhio nudo, nei tre racconti che qui si presentano, mai prima riuniti in nessuna
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Nel segno di Orfeo. Fernando Pessoa e l'Avanguardia portoghese
di Luciana Stegagno Picchio
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 287
"Ormai da molti anni, Fernando Pessoa ha cessato di essere autore portoghese per divenire scrittore del Novecento, sovranazionale e universale. I critici pessoani, in ogni paese del mondo, sono divenuti legione anche se il poeta, a quasi 70 anni dalla morte, continua a essere autore in fieri, iceberg semisommerso dalle onde, abitatore multiplo di un metaforico baule da cui ancora non sono usciti tutti i personaggi del suo teatrino interiore. Perché ancora non sono state pubblicate tutte le carte che compongono il lascito di questo massimo fra i poeti del Novecento morto all'età di 47 anni, nel 1935, senza aver potuto organizzare personalmente per la stampa o la ristampa in volume quelle migliaia di fogli che concorrono a formare la sua opera. L'aver scelto per questo libro, che rappresenta quaran'anni di studi pessoani, l'ordine cronologico soggettivo, di scrittura dei vari saggi che lo compongono, invece che un ordine cronologico oggettivo, relativo all'opera di Pessoa, o un ordine "per macchie tematiche", ha trasformato questo ripercorso pessoano in un mio itinerario di vita, legato all'opera del poeta ma anche agli amici pessoani, membri come me, in ogni paese del mondo di una segreta consorteria." (Dall'Introduzione dell'autrice). Il volume è arricchito da un inserto di otto ritratti dell'autore portoghese di Tullio Pericoli.
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Elena
di Euripide
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 103
E se la guerra di Troia fosse stata combattuta per niente? L'idea di partenza di questa commedia di travolgente modernità appoggia sull'ipotesi paradossale che a Troia, rapita da Paride, non sia andata Elena ma una sua immagine fatta di nuvola, mentre l'originale viene confinata dagli dèi in Egitto. È da questa angolazione eccentrica che Euripide guarda il mito come fonte di menzogne, perche Elena resta una moglie fedele, una povera donna tradita dalla vita, un animo nobile marchiato da un'ingiusta calunnia. Una favola a lieto fine, pertanto: caratterizzata dal comico e attraversata dal civile grido di protesta del "pacifista" Euripide.
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Piccola metafisica dell'omicidio
di Eliette Abécassis
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 82
Come racconta la Bibbia, la storia dell'uomo inizia con un delitto, con un fratricidio; lo stesso dicasi per la storia di Roma; l'omicidio di un singolo così come l'assassinio di massa rappresentano la più evidente manifestazione del male nel mondo, della sua dura, ma non evitabile realtà. Nei secoli teologia, filosofia, storiografia hanno cercato di comprenderne l'origine e il senso, ma così facendo, hanno cercato di giustificarlo, divenendo in tal modo complici del male stesso. Di fronte al più noto genocidio che l'umanità ha perpetrato, la Shoah, l'autrice cerca di chiarire le radici del male, riconducendole a tre principii: scissione, comprensione, contagio; ma indica anche gli antidoti possibili nella politica, nella giustizia e nell'arte.
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