fbevnts Tutti i libri editi da Il Nuovo Melangolo - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 9
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Il Nuovo Melangolo

Sofferenza e suicidio. Per una critica del tradizionale approccio cristiano al problema del dolore

di Roberto Garaventa

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 238

Il pensiero cristiano vede nel dolore fisico la conseguenza di una colpa commessa (poena peccati) e/o l'occasione per dar prova della fede professata (probatio fidei), attribuendogli quindi una funzione fondamentalmente pedagogico-provvidenziale. Questa concezione tradizionale della sofferenza segna pesantemente anche l'attuale dibattito sul testamento biologico e il suicidio assistito. In questa prospettiva va letto il presente volume, che affronta in particolare i seguenti problemi: l'assenza nella Bibbia di una condanna esplicita di suicidio ed eutanasia; l'influenza decisiva dell'Agostino antidonatista nella tabuizzazione del fenomeno suicidale nella nostra cultura; la differente valutazione che del suicidio hanno dato le diverse epoche della storia dell'occidente; la presenza di due concezioni opposte ma complementari del suicidio: atto razionalmente ponderato e liberamente voluto da un lato, risultato conclusivo di uno sviluppo patologico dall'altro; la svolta impressa dalla sociologia e dalla psicoanalisi nell'approccio al gesto autodistruttivo per eccellenza; la decisività dell'orizzonte di senso che sostanzia l'esistenza del singolo individuo, nell'atto di decidere della legittimità o meno del suicidio; la disumanità di quel cristianesimo che, invece di offrire perdono e speranza, condanna e colpevolizza chi è preso dalla tentazione di togliersi la vita, l'incongruenza dei principali argomenti addotti dalla chiesa contro l'eutanasia.
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24,00 22,80

Piangere e ridere davvero. Feuilleton

di Maurizio Ferraris

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 100

Qualche anno fa milioni di persone hanno pianto per la morte di Lady D, e non è difficile immaginare un carcerato nel braccio della morte che piangeva come un vitello guardando i funerali. Bene, nessuno ha dubitato che il pianto delle folle, condannato a morte compreso, fosse un pianto autentico. Ma se le cose stanno così, se un carcerato nel braccio della morte piange veramente per Diana Spencer, perché c'è chi sostiene che chi piange per Anna Karenina non piange davvero? E perché, d'altra parte, nessuno ha mai dubitato che chi ride delle barzellette, che sono racconti di finzione, rida davvero? Che cosa significa piangere e ridere davvero? Mescolando cultura alta e cultura bassa, Maurizio Ferraris offre un feuilleton filosofico che indaga i paradossi dell'arte e della vita.
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11,00 10,45

Dialogo sulla politica della cultura

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 70

Il libro, preceduto da un'ampia e documentata introduzione di Davide Cadeddu, si compone di tre articoli: il primo, di Umberto Campagnolo, è dedicato ai lineamenti fondamentali della filosofia politica, e ripercorre la storia di questa disciplina attraverso l'analisi del pensiero politico dei grandi classici del passato, da Platone fino a Hegel e Croce; il secondo articolo, scritto da Norberto Bobbio, costituisce il vero centro del libro: in risposta a Campagnolo, Bobbio critica con grande rigore teorico una visione troppo astratta della filosofia politica e rivendica per essa un ruolo attivo e determinante nella realtà concreta, in grado di educare e formare nel contesto di una società liberale ogni singolo individuo. Anche da queste poche pagine traspare la grande passione e l'originalità del pensiero di Bobbio, che non si limita a una pedante rilettura dei classici, ma fornisce un contributo indispensabile alla comprensione dei complessi problemi del mondo contemporaneo. Il terzo articolo, scritto ancora da Campagnolo, è una replica pacata, ma ferma, alle tesi esposte da Bobbio.
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10,00 9,50

La tragedia di re Lear

di William Shakespeare

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 199

Edoardo Sanguineti traduce in versi e in prosa (come nell'originale) la grande tragedia scespirana per la messa in scena del Teatro Stabile di Genova, ritrovando nel linguaggio insieme raffinato e arcaico del Re Lear il fondamento vitale di una storia ambientata in un mondo barbarico e attraversata dalle grandi passioni primordiali che stanno alla radice dell'umanità di tutti i tempi. Scritta nei primi anni del Seicento, La tragedia di re Lear è basata sulla leggenda di un re della Brìtannia vissuto prima che questa diventasse parte dell'Impero Romano. Una storia che affonda in un passato mitico, dunque. Una vicenda che era già stata narrata in cronache, poemi e anche testi teatrali, ma che ha trovato in Shakespeare colui che ha saputo renderla eterna, tramite una pluralità di personaggi di grande potenza drammatica, un ben definito rapporto tra le loro motivazioni personali e la società nella quale essi si trovano ad agire, la sorprendente modernità di una ricerca linguistica che la nuova traduzione di Sanguineti esalta e illumina nei suoi significati più profondi.
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15,00 14,25

Una bottiglia abbandonata nel mare

di Rina Pachioli

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 83

Le poesie di Rina Pachioli, scritte in un vasto arco di tempo, sono state ritrovate dopo la morte dell'autrice. Esse compongono un dolente soliloquio attraversato dal silenzio di chi, in vita, ha lasciato che la propria anima dialogasse con se stessa in assoluta sincerità, senza preoccuparsi né d'altro né d'altri. In uno stile che si accosta ai grandi classici (Leopardi, Manzoni), sebbene intimamente rivissuto, Rina Pachioli tenta di saldare esperienza di fede e poesia, dando espressione ad un vissuto intenso e amaro, senza mai indulgere alla retorica e a banali forme di comunicazione.
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12,00 11,40

Contro Alcibiade

di Andocide

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 178

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Le forme del vento. Paesaggi cinesi in prosa

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 172

La profonda sensibilità degli artisti cinesi nella rappresentazione del paesaggio è ben conosciuta. Il loro pennello riesce ad estrarne la sottile vitalità: montagne, pini, fiumi e vento sono tutti pervasi da un soffio di poesia. Questo approccio puramente cinese all'arte come comunione con la natura è soprattutto noto attraverso le opere pittoriche. Meno noto è che esso abbia contribuito alla nascita di mirabili testi in prosa e in poesia. I "paesaggi in prosa" contenuti in questa piccola antologia di autori che vanno dal quinto al diciannovesimo secolo, sono la descrizione di viaggi, escursioni, gite in luoghi che stimolano il sentimento e l'immaginazione del viaggiatore per l'asprezza selvaggia, o per il loro aspetto inquietante e minaccioso, o per la loro sublimità e inaccessibilità, o per la loro leggiadria e gaiezza; sempre, comunque, per il loro potere di manifestare la multiforme bellezza della natura e la singolare felicità che essa offre all'uomo. Le Forme del vento ci svelano un cammino percorso da più di un millennio, quello di un'intima comunione con l'universo vivente. François Cheng
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10,00 9,50

La svolta di Enea. Retorica ed esistenza in Giorgio Caproni (1932-1956)

di Andrea Malaguti

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 322

Il libro si occupa della prima fase della produzione poetica di Caproni dalle origini a "Il passaggio di Enea". Malaguti ricostruisce la formazione culturale del poeta e gli snodi della scrittura in versi dalla tensione metaforica degli esordi alla consapevolezza esistenzialista del dopoguerra.
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25,00 23,75

Heidegger e la pedagogia

di Giancarla Sola

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 197

A oltre trent'anni dalla morte di Heidegger, questo testo si prefigge di ritornare sul pensiero e l'opera di uno dei maggiori filosofi del Novecento, tenendone in considerazione anche la discussa (e discutibile) biografia. Nel setacciare le opere tedesche, il libro attraversa l'ampia e articolata speculazione heideggeriana, osservandola però attraverso la lente focale della pedagogia. Due le questioni fondamentali del volume: da un'interpretazione di Heidegger attraverso la sua pedagogia, emerge un altro Heidegger? Dalla reinterpretazione della pedagogia attraverso Heidegger, emerge un'altra pedagogia? Ponendo Heidegger di fronte alla pedagogia ma anche la pedagogia dinanzi a Heidegger, l'articolazione interna del libro costruisce una risposta affermativa a entrambe le domande.
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16,00 15,20

Il discorso sociologico della tarda modernità. Individui, identità, democrazia

di Francesco Giacomantonio

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 180

II volume ripercorre le più importanti tappe dello sviluppo della sociologia a partire dal secondo dopoguerra, con particolare attenzione al rapporto tra individuo e società. Nella fase storica attuale, questo rapporto è divenuto particolarmente problematico a causa della enorme estensione che hanno assunto le relazioni sociali, grazie ai legami garantiti dell'evoluzione delle dimensioni informative e comunicative. Attraverso un dialogo intrapreso con la sociologia della conoscenza, la sociologia politica, la filosofia politica, la scienza politica l'autore si pone l'obiettivo di chiarire come il binomio individuo-società si articoli nel mondo contemporaneo. In tal modo perviene a quello che definisce un "discorso sociologico della tarda modernità", ovvero un'argomentazione che si configura come uno strumento per situarsi con un minimo di coscienza nel mondo del XXI secolo.
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18,00 17,10

Neoplatonismo. Passi scelti

di Eric R. Dodds

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 120

La presente edizione ripropone un'opera poco nota di Eric R. Dodds, uno dei massimi grecisti del Novecento. Sebbene i riferimenti bibliografici presenti nell'introduzione non tengano conto dei notevoli progressi compiuti dalla critica del neoplatonismo in questi ultimi anni, rimane intatto il valore scientifico e divulgativo del lavoro di Dodds, che attraverso una ragionata e sapiente scelta di passi guida il lettore alla conoscenza di una delle più affascinanti scuole filosofiche della tarda antichità.
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Teoria platonica del linguaggio. Prospettive sul concetto di verità

di Gaetano Licata

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 314

Platone dedica il "Cratilo", il primo vero studio della tradizione occidentale sul linguaggio verbale, al problema della correttezza o della verità dei nomi. Aristotele, dissentendo in questo dal maestro, preciserà nel "De interpretatione" che solo l'enunciato dichiarativo può essere vero o falso, mentre i nomi in nessun senso possono essere veri o falsi. Il punto di vista aristotelico, che ha influenzato per due millenni il pensiero filosofico, ha reso il concetto di verità dei nomi un concetto incomprensibile o, nella migliore delle ipotesi, inutile. L'obiettivo di questo studio è recuperare il senso del concetto di correttezza/verità dei nomi e mostrare che esso continua ad avere un ruolo decisamente importante nelle teorie del significato. Uno dei principali ostacoli alla comprensione del fondamentale ruolo della verità dei nomi, nell'odierno panorama teorico, è costituito dal principio delle condizioni di verità, enunziato in quella stessa opera, il "Tractatus logico-philosophicus", nella quale viene data grande rilevanza al ruolo dei nomi nello studio semantico degli enunciati. L'altro grande ostacolo è costituito dalle versioni estreme dell'olismo semantico, degenerazioni della posizione di Quine, in base alle quali sarebbe inutile tentare di delimitare il significato delle parole singole. Questo volume è uno studio approfondito della concezione platonica del logos, un vero e proprio commentario al Cratilo, ma anche una teoria del significato fondata su tale concezione.
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