Il Nuovo Melangolo
Cinque amori alle Cinque Terre
di Mario Gennari
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
"Le Cinque Terre!
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La speranza del testimone
di Adriano Sansa
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 125
La nuova raccolta di poesie di Adriano Sansa conferma la vocazione intimistica del suo autore. Essa evoca paesaggi e figure femminili alternando la nostalgia e la grazia e, rimanendo fedele alla grande tradizione poetica italiana, recupera l'endecasillabo classico per dar vita al proprio mondo interiore.
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Georges Bataille o la disciplina dell'irriducibile
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 219
I contributi raccolti nel presente volume si interrogano, da punti di vista differenti, sul senso da attribuire all'invito batailleano: "È giunto il momento di mettere in pratica un insegnamento dell'irriducibile", e sull'etica impossibile che ne discende. Un'etica che, pur nella presa d'atto dell'inevitabile riduzione dell'umano a 'cosa', non si rassegna né si piega alla venerazione di ciò che c'è; ma che tenacemente, e con disciplina, invita a cercare, fin dentro la cosificazione, ciò che, nelle forme lussuose e idiote del soggetto e del mondo, sfugge e resiste con grazia sovrana all'imperativo della riduzione, silenziosamente ripetendo: non serviam.
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Profilo dell'osservatore naturalista. Telesio, Bruno, Montaigne
di Franco Crispini
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 156
Il "De rerum natura" (1586) di Telesio, i "Dialoghi italiani" (1584-85) di Bruno, i "Saggi" (1588) di Montaigne, suggeriscono il ritrovamento, al loro interno, di un tema, tra i tanti significativi, della fisionomia di un "osservatore naturalista", collocato dentro una "nuova" filosofia che muove verso la modernità. Questo libro ha voluto appunto verificare quanto e come quel motivo intrecciato alle altre idee fondamentali, avesse trovato posto, nel corpo del pensiero dei nostri tre Autori, fino al punto da far emergere il profilo di un "osservatore naturalista", come abbiamo voluto chiamare un nuovo tipo di filosofo, diverso in quegli stessi autori, ma recante una unica impronta lasciata dalla cultura dell'epoca.
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La beffa dei vinti
di Andrea Casazza
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 356
La stagione dei processi ai fascisti genovesi inizia il primo giugno 1945. In poco più di due anni e mezzo vengono istruiti 251 procedimenti e portati alla sbarra 395 imputati di cui 82 assolti in primo grado. L'entrata in vigore dell'amnistia Togliatti, nel giugno del '46, (s)travolge il lavoro delle Corti d'Assise speciali e assume i contorni di un colpo di spugna sulle sentenze: a Genova farà uscire di galera 266 condannati. Brigatisti neri responsabili di retate e spedizioni punitive, picchiatori della Guardia nazionale repubblicana, spie, cacciatori di ebrei, torturatori di partigiani, civili al soldo della Gestapo, nomi di spicco della polizia, della politica e dell'amministrazione pubblica durante la Repubblica di Salò: tutti liberati! Una beffa per chi aveva lottato per la libertà soffrendo persecuzioni, deportazioni e piangendo parenti e amici uccisi. Oggi, in tempi in cui il revisionismo storico che piange sul "sangue dei vinti" è giunto a negare l'olocausto e la censura sta tornando di moda, questo libro intende restituire volti e storie a un passato che sarebbe più che mai pericoloso lasciare confinato nell'oblio. Ripercorre i processi a spie della porta accanto, a delatori in fabbrica, agli aguzzini del carcere di Marassi e della Casa dello Studente, a spietati squadristi e ai grandi criminali, prima condannati a morte e poi liberati. Giungendo a un'amara conclusione: tutto rimase impunito.
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Critica dell'uomo economico
di Alain Caillé
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 126
Mai come di fronte all'attuale crisi mondiale dell'economia si impone la necessità di criticare il modello economico dominante
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Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei Cortigiani
di Paul Henry Thiry d'Holbach
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 26
"Un buon cortigiano non deve mai avere un opinione personale, ma solamente quella del padrone o del ministro
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Wu Ming. Non soltanto una band di scrittori
di Gaia De Pascale
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 124
"La storia dei Wu Ming è una storia che vale la pena raccontare. Non tanto, o non solo, perché la loro scrittura ha lasciato segni ben visibili nel panorama letterario italiano, o per lo scossone che le azioni di Luther Blissett prima, e i libri di Wu Ming dopo, hanno dato a certa cultura pigra e salottiera, appisolata nelle ritmiche scadenze di vecchi sperimentalismi e nuovi premi. Ma anche, e soprattutto, perché le storie che raccontano ci appartengono per davvero. Sono nostre, siamo noi. Nate da un lavoro collettivo, prese dalla collettività e a essa restituite, le narrazioni di Wu Ming si sporcano le mani nel fango che tutti abbiamo attraversato, senza consolazione e senza retorica. Ed è proprio scavando nella melma di un passato al quale non ci si può più permettere di fare sconti che la speranza riesce nuovamente a emergere, a imporsi su qualunque sconfitta".
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Sofferenza e suicidio. Per una critica del tradizionale approccio cristiano al problema del dolore
di Roberto Garaventa
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 238
Il pensiero cristiano vede nel dolore fisico la conseguenza di una colpa commessa (poena peccati) e/o l'occasione per dar prova della fede professata (probatio fidei), attribuendogli quindi una funzione fondamentalmente pedagogico-provvidenziale. Questa concezione tradizionale della sofferenza segna pesantemente anche l'attuale dibattito sul testamento biologico e il suicidio assistito. In questa prospettiva va letto il presente volume, che affronta in particolare i seguenti problemi: l'assenza nella Bibbia di una condanna esplicita di suicidio ed eutanasia; l'influenza decisiva dell'Agostino antidonatista nella tabuizzazione del fenomeno suicidale nella nostra cultura; la differente valutazione che del suicidio hanno dato le diverse epoche della storia dell'occidente; la presenza di due concezioni opposte ma complementari del suicidio: atto razionalmente ponderato e liberamente voluto da un lato, risultato conclusivo di uno sviluppo patologico dall'altro; la svolta impressa dalla sociologia e dalla psicoanalisi nell'approccio al gesto autodistruttivo per eccellenza; la decisività dell'orizzonte di senso che sostanzia l'esistenza del singolo individuo, nell'atto di decidere della legittimità o meno del suicidio; la disumanità di quel cristianesimo che, invece di offrire perdono e speranza, condanna e colpevolizza chi è preso dalla tentazione di togliersi la vita, l'incongruenza dei principali argomenti addotti dalla chiesa contro l'eutanasia.
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Piangere e ridere davvero. Feuilleton
di Maurizio Ferraris
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 100
Qualche anno fa milioni di persone hanno pianto per la morte di Lady D, e non è difficile immaginare un carcerato nel braccio della morte che piangeva come un vitello guardando i funerali. Bene, nessuno ha dubitato che il pianto delle folle, condannato a morte compreso, fosse un pianto autentico. Ma se le cose stanno così, se un carcerato nel braccio della morte piange veramente per Diana Spencer, perché c'è chi sostiene che chi piange per Anna Karenina non piange davvero? E perché, d'altra parte, nessuno ha mai dubitato che chi ride delle barzellette, che sono racconti di finzione, rida davvero? Che cosa significa piangere e ridere davvero? Mescolando cultura alta e cultura bassa, Maurizio Ferraris offre un feuilleton filosofico che indaga i paradossi dell'arte e della vita.
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Dialogo sulla politica della cultura
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 70
Il libro, preceduto da un'ampia e documentata introduzione di Davide Cadeddu, si compone di tre articoli: il primo, di Umberto Campagnolo, è dedicato ai lineamenti fondamentali della filosofia politica, e ripercorre la storia di questa disciplina attraverso l'analisi del pensiero politico dei grandi classici del passato, da Platone fino a Hegel e Croce; il secondo articolo, scritto da Norberto Bobbio, costituisce il vero centro del libro: in risposta a Campagnolo, Bobbio critica con grande rigore teorico una visione troppo astratta della filosofia politica e rivendica per essa un ruolo attivo e determinante nella realtà concreta, in grado di educare e formare nel contesto di una società liberale ogni singolo individuo. Anche da queste poche pagine traspare la grande passione e l'originalità del pensiero di Bobbio, che non si limita a una pedante rilettura dei classici, ma fornisce un contributo indispensabile alla comprensione dei complessi problemi del mondo contemporaneo. Il terzo articolo, scritto ancora da Campagnolo, è una replica pacata, ma ferma, alle tesi esposte da Bobbio.
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