Il Nuovo Melangolo
Gulda in viaggio verso Praga. Racconti mozartiani
di Marco Guidarini
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 100
"In questi undici racconti Marco Guidarmi, esattamente come fa con l'orchestra, conduce il lettore per mano attraverso un terr
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Coalescenza di Nietzsche con Guénon. Necessità del divenire II
di Paolo Poma
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 92
Preceduti da un saggio sul nichilismo, i paralipomeni di "Necessità del divenire" fanno i conti con "un nodo aporetico gigantesco: quello della distanza dell'individuo dal superuomo, ovvero della delusione che il nolente, colui che dice io e mio, non può non provare di fronte all'eterno ritorno dell'identico". Dal giudizio deduttivo sulla "tecnica iperontica" alla risoluzione della "psichicità contrastata", dal pronunciamento sull'impossibile iena" all'inferenza dell'"incubo similare", la vorticosa sequenza di queste note va a "locupletare" la posizione teoretica dell'autore.
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La guerra di mio padre
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 180
"Molti degli internati militari hanno vissuto il ritorno a casa sotto il segno dell'offesa
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Niccolò Cusano e Jacob Böhme. Per la storia del problema delll'individuazione. Testo tedesco a fronte
di Martin Buber
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 129
"La vicinanza a Dio appartiene alle condizioni della natura dell'individuo; questa è perfetta una volta che egli ha trovato il suo archetipo e la sua quiete più alta, la fine di ogni movimento. Tutto ciò che è concreto raggiunge così, in Dio, nella sua perfezione, la quiete. Ogni essere ha la sua linea verso la realizzazione: ma Dio è il punto dove tutte le linee di perfezione si incontrano". La dissertazione dottorale di Martin Buber, dedicata a due grandi figure della mistica e del pensiero rinascimentale come Niccolò Cusano e Jakob Böhme.
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A proposito di Genova
di Marco Spesso
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 193
Sulle acque: l'incessante viavai delle pilotine che rimorchiano le navi; un'enciclopedia completa ed esatta di design navale. Dappertutto il continuo, senza sosta, lavoro degli uomini: piloti, ormeggiatori, gruisti, terminalisti, operai, manovali. Ogni tipo di rumore tecnologico: le sirene dei turni che come orologi sonori scandiscono la vita della città; i concerti meccanici dei macchinari; le voci varie di chi lavora. Però tutto è assorbito dalla vasta distesa dell'elemento marino. Qui è il cuore segreto della città, la sua più intima motivazione di esistere, più che nei caruggi, più che nei musei. Chi trascorre il capodanno in città riceve in dono un'emozione: allo scoccare della mezzanotte le navi alla fonda salutano l'anno nuovo attivando le loro sirene in un coro possente che è come un muggito prolungato.
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Cartesio e la cannabis. Perché in Olanda?
di Frédéric Pagès
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 58
"Di questo Cartesio olandese che i Paesi Bassi considerano come un fiore all'occhiello della loro età dell'oro, i miei profess
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L'avvenire della decostruzione
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 165
La decostruzione viene meno con il venir meno di Jacques Derrida? Come farsi carico dell'eredità di Derrida? Come tenere vivo lo spirito o lo spettro di Derrida, ammesso, e non concesso, che ve ne sia uno e uno soltanto? Con questo volume, intendiamo offrire al lettore l'opportunità di farsi un'idea dei molti modi in cui è possibile interpretare l'eredità di Derrida, per l'avvenire della decostruzione.
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Come difendersi dalla calunnia
di Luciano di Samosata
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 52
I calunniatori frequentano soprattutto le corti dei re, e godono di grande considerazione tra gli amici dei principi e dei potenti, in un ambiente che brulica di gelosie e di sospetti, e in cui abbondano le occasioni per adulare e per calunniare. D'altronde una calunnia non è qualcosa che si fa alla leggera, e non risulta tanto facile da mettere in pratica, come qualcuno sarebbe forse indotto a pensare, ma richiede grande abilità e notevole perspicacia; esige cioè una cura minuziosa. Le armi di cui si servono contro chi li ascolta sono l'inganno, la menzogna, lo spergiuro, l'insistenza, l'impudenza e mille altre bassezze.
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Il primo canto corale dell'Edipo Re
di Friedrich Nietzsche
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 118
All'aprile 1864, ultimo anno di frequenza del liceo a Pforta, risale il saggio di Nietzsche sul primo canto corale dell'Edipo
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Contro la falsa bellezza. Filosofia della chirurgia estetica
di Tommaso Ariemma
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 59
Oggi uomini e donne ricorrono all'intervento chirurgico, come pure vecchi e giovani. La chirurgia estetica oltrepassa, uniformandoli, sessi, età, etnie, culture. Tutti si rifanno, o almeno, è quel che credono di fare. Ognuno con un significato apparentemente diverso. Ognuno stregato da quella falsa beitela che così chiamiamo perché tenta di cancellare la sua prima caratteristica: quella di essere plurale. Proprio della bellezza è di resistere ai criteri che sembrano definirla. Niente come la bellezza fa segno verso un pluralismo, che oggi, lungi dall'essere affermato, è sempre più limitato e negato. La diffusione della chirurgia estetica è sicuramente uno dei dispositivi più evidenti di tale negazione. Alla plasticità ristretta della chirurgia estetica bisogna dunque opporre una plasticità allargata. Affinché bellezza diventi l'insolente balzare fuori dalla nostra vergogna.
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La filosofia o l'arte di chiudere il becco alle donne
di Frédéric Pagès
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 77
"Dove sono le donne? Dove sono le filosofe? Dove sono le donne, con le loro idee piene di fascino? Le donne!"
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La decisione di Platone. Sulla «condanna dell'arte»
di Susanna Mati
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 62
Siamo sicuri che Platone abbia condannato l'arte? E come avrebbe potuto farlo, proprio lui, il maggiore scrittore greco? Se l'arte viene condannata perché non può liberarsi dalla mimesis, quale tra le forme del fare umano potrà riuscirvi davvero? Forse la filosofia? Ma anche per il filosofo è forse possibile uscire dal mondo delle apparenze, dal meccanismo della ri-produzione? Sicuramente alle spalle dell'opera di Platone troviamo una decisione tragica, affilatissima: quella di chi, pur essendo il più grande poeta dell'antichità intera, decide di non essere solamente un artista.
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