Il Nuovo Melangolo
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Il problema di Dio nel pensiero scettico
di Wilhelm Weischedel
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 70
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Annam
di Christophe Bataille
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 88
I religiosi francesi missionari in Vietnam non seppero mai della morte di Luigi XVI. Essi infatti erano stati informati dei travagli in cui si dibatteva la Francia dai marinai di alcune navi che facevano scalo a Saigon; ma dopo il Natale del 1792, a causa della situazione esplosiva che persisteva in Europa, in quel lontano Oriente non sbarcò più nessun occidentale. Quelle donne e quegli uomini di fede si preoccuparono: non avere notizie era la cosa peggiore. Non potevano immaginare che cosa stava accadendo nel loro Paese. A Natale del 1793, dopo che fu trascorso un anno intero, nessuna imbarcazione era più attraccata a Saigon. Fu allora che essi compresero di essere stati dimenticati. E furono salvati da un amore "impossibile".
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Storia della filosofia politica
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 448
L'avventura moderna della filosofia politica inizia con la rottura radicale di una tradizione millenaria: la rivolta di Niccolò Machiavelli contro ogni indebita intrusione di pregiudizi metafisici, etici e religiosi nel dominio delle cose politiche, concepito ormai come un mondo a sé stante, con propri principi e proprie leggi. Da allora ogni filosofo ha dovuto misurarsi con le idee del "segretario fiorentino" e prendere posizione pro o contro: o per trarre da quei presupposti le conseguenze estreme e porre così le basi della contemporanea scienza avalutativa della politica o per rivendicare - è il caso di Kant - il primato dell'etica e affermare ancora una volta un universo di valori che è compito del filosofo indicare, mercé l'uso pubblico della ragione, all'umanità tutta. Da questo confronto critico il patrimonio di idee, principi e concetti della filosofia politica si è ulteriormente arricchito, e questo secondo volume della storia curata da Leo Strauss e Joseph Cropsey ci consente di impadronircene e gettare così un po' di luce in un mondo in cui l'aspra fatica del pensiero sembra sconfitta, definitivamente, dal culto dell'effimero, dalla seduzione della chiacchiera e dalla tentazione di esorcizzare ogni problema umano, in primis le questioni politiche, nella fantasmagoria di uno spettacolo ininterrotto.
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Aspettando l'alba
di Mario Rigoni Stern
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 144
Un contadino guida un calesse di notte accompagnando in una passeggiata romantica un giovane ufficiale e una donna
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Il destino dell'io
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 160
Il libro si propone di approfondire alcuni momenti essenziali della storia del problema dell'io e di individuare l'esito di un discorso che risale alle origini della nostra tradizione e che ci riporta sul nostro tempo, come sul tempo della fine della tradizione. E questo esito è necessario, casuale o inscritto come destino nelle origini stesse della vicenda dell'io? I contributi di Adorno e di Berti ricostruiscono i rapporti della moderna concezione dell'io con la metafisica platonica e aristotelica, Vannini indica le relazioni con la tradizione biblica; Kant, Nietzsche e Heidegger costituiscono tre grandi prospettive del pensiero contemporaneo sul pensiero dell'essere e dell'io.
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Teatro futurista sintetico-Manifesti teatrali del Fututrismo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 149
Un teatro che stringa " in pochi minuti, in poche parole e in pochi gesti innumerevoli situazioni, sensibilità, idee, sensazioni, fatti e simboli": questa è l'idea che il vulcanico Filippo Tommaso Marinetti propugnò, insieme ai compagni del primo Futurismo, riunendo, a titolo d'esempio, in due raccolte del 1915, un'ottantina di "sintesi". Una parte di questi " microattiunici " è indubbiamente legata alle contingenze politiche e di costume e per questo si rivela oggi caduca. Ma un buon numero sono ancora di una straordinaria vivezza, sia per il vigore della polemica culturale e morale, sia per l'audacia della scrittura scenica. Nella scelta di Guido Davico Benino, Marinetti, Balla, Boccioni, Corra, Cangiullo, Depero, Folgore, Covoni e compagni riescono veramente a coinvolgere nel loro ardimentoso progetto di una drammaturgia "minima", dall'eccezionale tensione alogica e dinamica.
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