fbevnts Tutti i libri editi da La vita felice - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 25
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La vita felice

Allodole e specchi

di Salvatore Malizia

editore: La vita felice

pagine: 120

"Salvatore Malizia, in "Allodole e specchi", ci permette di guardare alcuni enigmi della vita psichica profonda con la competenza di chi conosce i meccanismi della mente e con la leggerezza e l'ironia del poeta, anche quando tratta esperienze di vita disagevoli e perturbanti. Nelle prime sezioni dell'opera, e soprattutto in Breviario di psicoanalisi, Breviario di psicopatologia e Glossario, l'autore mette in versi, con immagini emotive di significato semantico immediato, la psicopatologia della follia. Le varie malattie mentali e gli affetti passionali più comuni, quali la rabbia, l'ansia, l'angoscia, il terror panico, emergono in queste poesie con l'inquietante ambivalenza vissuta dai pazienti che vogliono e non vogliono, dicono e non dicono, comunicando al lettore, più o meno esperto di psichiatria, l'ambiguità che origina da un conflitto inconscio. Nelle sezioni Una storia, Variazioni lunatiche, Fra dire e fare, Poesie per Daniela, Prima della notte e Controvento, il poeta racconta più palesemente sé stesso, la sua visione del mondo e il suo amore per Daniela, la donna della sua vita." (dalla presentazione di G.C. Nivoli)
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12,00

Autobiografia involontaria

di Pietro Salmoiraghi

editore: La vita felice

pagine: 90

"Il libro di Pietro Salmoraghi può incuriosire o infastidire; coinvolgere o lasciare freddo il lettore, ma di certo non lascia indifferenti, poiché da subito chiede di "prendere posizione" di fronte a ciò che si legge. Libro che disorienta e stupisce; fa pensare e chiede ascolto con tono tenace e ostinato, con modi martellanti e forme acuminate. Un libro che ci chiama in causa, direi, battendo e ribattendo su alcuni punti chiave di un discorso interno che punta su alcuni precisi snodi di pensiero, che continuamente tornano nel libro, nel pur variato tono testuale. Quali snodi? Eccone alcuni: il lento andare del tempo, che non solo corrode tutto mettendoci di fronte alla debolezza del corpo, alla vecchiaia e alla morte (tema ricorrente nel volume), così come al dover "fare i conti" con ciò che si è fatto e, di contro, con le occasioni perdute. Ma anche il tempo visto come "forza" che smonta via via ogni presunzione e ogni accanimento di chi crede di sapere la verità definitiva su tutto. Il tempo anche come memoria, che però non salva la vita che sempre ci scappa di mano e si fa polvere." (dalla prefazione di Gabriella Fantano)
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12,00

L'uovo cinese

di Cristina De Cesare

editore: La vita felice

pagine: 144

È la mattina della vigilia di Natale del 2010
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13,50

Scveik a New York

di Luigi Lunari

editore: La vita felice

pagine: 207

Inventato da Jaroslav Hasek durante la Prima guerra mondiale, Scveik è una vera e propria "maschera" moderna. Che cos'è una maschera? Più che un personaggio è un simbolo: è la personificazione di un modo d'essere, con dei tratti e una funzione che lo sciolgono da un tempo e da un luogo precisi per renderlo utilizzabile sempre e dovunque. Così è Scveik: uno stupidotto innocuo e bonario, sempre pronto ad adattarsi al mondo in cui si trova, anche il più negativo e opprimente, ma con un entusiasmo e una coerenza che finiscono con il mettere a nudo le contraddizioni di quel mondo, e portarlo alla rovina. E come uno "sciopera bianco", che applicando alla lettera un regolamento ne dimostra la stupidità e l'insostenibilità. Nel romanzo di Hasek, Scveik applica questa sua distruttiva tecnica di entusiastica obbedienza al vecchio regime austro-ungarico; Brecht lo ha poi utilizzato mettendolo a confronto con la macchina oppressiva del nazismo... Nel suo "Scveik a New York", Lunari lo fa rivivere (profugo dall'Europa comunista) nel mondo capitalistico e consumistico, dove tutto è a portata di mano. Gli acquisti a rate, per esempio: che cosa non si può fare, impegnandosi a pagare dieci dollari al mese fino a tutto il 3500, visto che il libero mercato te lo consente? Poi, naturalmente, qualche nodo viene al pettine: e Scveik finisce, con tutti gli Stati Uniti, nelle paludi del Vietnam...
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16,50

Strani fatti in via Ballocca

di Gaetano Neri

editore: La vita felice

pagine: 128

Il vegliardo che bastona la moglie, il prof che va a scuola a cavallo, il poeta chiuso nell'armadio, l'uomo che non perdona le forchette, la miss che si ribalta a comando... Sarebbe facile giudicarle persone senza cervello se i loro comportamenti non fossero imposti dal caso o dal caos che governano la vita.
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12,00

Di terre straniere

di Carla Malerba

editore: La vita felice

pagine: 64

Dopo il 2001, Carla Malerba non ha più pubblicato, né partecipato a concorsi poetici. E lo ha fatto per una ben precisa scelta: "Dato che l'Italia è piena di poeti, ho preferito tenermi in disparte, pur continuando a scrivere versi. Ma il 2010 è una data troppo importante per non onorarla". E infatti, come si desume già nel titolo di questa terza sua pubblicazione, "Di terre straniere", l'autrice si sente "trapiantata" in questo nostro bellissimo paese, ma, come il protagonista di un componimento di Ungaretti non riesce a "sciogliere il canto del suo abbandono". Questa raccolta vuole quindi essere soprattutto un omaggio a tutti i suoi concittadini di Tripoli e a chi voglia ancora tener vivi i ricordi, senza indulgenze ai rimpianti.
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8,00

Attraverso la tela

di Marco Bellini

editore: La vita felice

pagine: 43

"Marco Bellini dà vita in questo libro a un vero "corpo a corpo" con la parola, realizzando una bella raccolta unitaria e di respiro poematico, dove tenta, sempre in una profonda compostezza di stile, in un tono pacato e con un lessico misurato, ma anche sempre carnale e preciso, un'operazione poetica coraggiosa: tenere in vita il passato (l'infanzia) con le parole, ma anche e soprattutto, tenere in vita... la vita stessa." (Dalla prefazione di Gabriela Fantato; postfazione di Piero Marelli)
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8,00

Luoghi del silenzio

di Pancrazio Luisi

editore: La vita felice

pagine: 75

"È uno sguardo attento, sobrio e persino pudico quello di Pancrazio Luisi, la cui parola non slitta mai nel sentimentale, né nella retorica, riuscendo però al contempo a ergersi al di sopra di una mera descrizione del reale per tentare (e spesso riuscire) ad afferrare in parole il senso intimo, il telos che agita il mondo e muove, anche se in modo quasi del tutto impercettibile, le cose dal di dentro, mostrandosi tra le scene della vita vissuta o nelle azioni di tutti i giorni, anche nei gesti, nelle pieghe del corpo malato, in una casa fatta di stanze silenziose, estranee." (Dalla prefazione di Gabriela Fantato)
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10,00

Il diritto di essere opachi

di Marco Ercolani

editore: La vita felice

pagine: 88

"La capacità di empatia con il vissuto e di adesione alla tensione intrinseca al linguaggio che è propria di questo autore ci accompagna anche in questo libro di poesia: viaggio sapienziale ed esistenziale, un cammino poetico nel buio degli anni, per cercare là dove l'oscurità è più fitta e tentare di intravedere un bagliore di luce, una direzione di senso ancora possibile. Questa poesia di Ercolani ci offire una scrittura che è insieme visionaria e concreta, simbolica e carnale, per cui seguiamo l'autore in quello che appare un viaggio che è sogno-incubo, ma a tratti anche viaggio reale, dove il mondo è colto per frammenti, in dettagli minimi o solo in un'eco. Ne II diritto di essere opachi la poesia, infatti, si fa ricerca per terre e mari di senso e parola, disegnando immagini e offrendoci riflessioni di tono aforismatico, conducendoci via via alla scoperta che "la terra è vuota"." (dalla prefazione di Gabriella Fantato)
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12,00

L'ablazione

di Paolo Donini

editore: La vita felice

pagine: 142

"Con L'ablazione Paolo Donini scrive un'opera di eccezionale valore e di eccezionale tensione. In un paesaggio di ombre e ipermercati, detriti e rovine urbane, il particolare realistico e la forza simbolica si intrecciano splendidamente. Più la scena è dettagliata - i fori d'entrata, la mano gonfia dietro la schiena, il sesso riempito di sabbia - e più si carica di sensi oscuri. Salvezza, morte e parola stringono un abbraccio originario. Veniamo condotti in un luogo purgatoriale dove siamo inquirenti e indiziati. Dobbiamo parlare. L'omicidio si lascia scrutare solo dalla voce poetica, mentre un viavai di poliziotti si affanna nello stereotipo dei verbali e dei referti. Solo quella voce può entrare nel corpo, che fin dall'inizio era un corpo di parole: "sulla schiena l'alfabeto imbrattato", "hai un livido / sul nome", "inizi a perdere senso dalla tempia, dal collo, battito, sangue / dalla ferita inarrestabile"." (dalla presentazione di Milo De Angelis)
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14,00

Ditirambi

di Bacchilide

editore: La vita felice

pagine: 176

Pochi generi lirici appaiono tanto sfuggenti quanto il ditirambo: in origine canto cultuale per Dioniso, presto evolutosi in senso marcatamente spettacolare...
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13,00

Mea culpa

editore: La vita felice

pagine: 256

Oggi il giallo è di moda, ma in realtà lo è sempre stato
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18,00

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