Laterza
La vita, un'invenzione recente
di Davide Tarizzo
editore: Laterza
pagine: 232
Noi oggi non siamo più per prima cosa animali politici, soggetti di diritto, cittadini di una nazione, adepti di una religione, o quant'altro. Noi oggi siamo per prima cosa esseri viventi. Eppure non è affatto chiaro il significato che attribuiamo al nostro semplice "vivere", così come non sono chiare le origini della nozione di vita nella sua attuale declinazione. Frutto di una ricerca quasi decennale, questo libro riprende le fila delle analisi avviate da Michel Foucault negli anni Sessanta e Settanta, proponendosi di ricostruire per la prima volta la genealogia del concetto moderno di vita. L'indagine è condotta a due livelli: a un primo livello viene analizzata la lenta trasformazione del naturalismo settecentesco nella scienza ottocentesca della vita, una scienza che solo a partire dal 1802 si chiamerà "biologia"; a un secondo livello viene analizzato il paesaggio filosofico in cui la nascita della biologia risulterà possibile e si sedimenterà presto nell'opera di Charles Darwin, che influenzerà pesantemente la cultura politica occidentale, dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri. L'idea di fondo del libro è che il concetto di vita, nella sua accezione odierna, sia un'invenzione piuttosto recente. Come Foucault e tanti altri avevano intuito, e come in questo saggio si intende mostrare, prima della modernità non esisteva "la vita".
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Il potere dei papi. Dall'età moderna a oggi
di Rudolf Lill
editore: Laterza
pagine: 234
Lill, grande conoscitore della storia europea, racconta la parabola di una ambiguità relativa alla potestà papale, iniziata nel secolo XI e non ancora conclusa. Il punto di svolta avviene nel crogiulo della lotta intransigente alla modernità e nelle conseguenze della proclamazione, nel 1870, dell'infallibilità e del primato papale come dogmi. Lill descrive come i pontefici da Pio IX a Pio XII abbiano fatto leva su quelle prerogative per ambizione politica. Lo storico tedesco attribuisce a una visione monocratica e autoritaria del potere qualcosa di controproducente e alienante per lo stesso ministero cristiano. Questo libro documenta un problema di grandi proporzioni per il cattolicesimo romano: c'è un mondo intero nel quale abbonda l'insofferenza verso la comunicazione ecclesiastica.
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Q
B. La cucina quanto basta
di Matteucci Sapo
editore: Laterza
Vi piace mangiare, avete i vostri piatti preferiti e cucinarne degnamente alcuni è il vostro più grande desiderio ma non sapet
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Scritture a perdere
La letteratura negli anni zero
di Ferroni Giulio
editore: Laterza
pagine: 109
Sottrarre anziché accumulare, ritrovare la passione e la bellezza dell'essenziale
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Economisti che sbagliano. Le radici culturali della crisi
di Alessandro Roncaglia
editore: Laterza
pagine: 117
La crisi economica e finanziaria ha prodotto anche una crisi della cultura economica dominante, che influisce sul dibattito sulle scelte di politica economica, dagli interventi congiunturali a quelli strutturali, fino alla riorganizzazione del sistema monetario e finanziano internazionale. La tesi di questo libro è che gli errori del pensiero dominante - la riduzione dell'incertezza a semplice probabilità e il sostegno alle politiche di deregolamentazione finanziaria - hanno portato la politica economica a ballare con gli occhi bendati sull'orlo del baratro della crisi, per poi cadérvi dentro. Il mito di una onnipotente mano invisibile del mercato, la fiducia cieca in meccanismi riequilibratori automatici, l'ostilità verso la fissazione di regole del gioco vincolanti per tutti sono errori gravi, la cui diffusione è stata ed è favorita dalla consonanza con importanti interessi economici e finanziari. Una discussione aperta su questi temi è a questo punto indispensabile, per evitare il rischio che la tragedia si ripeta, con nuovi drammatici scossoni a un sistema finanziario tuttora assai fragile.
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Il midollo del leone. Riflessioni sulla crisi della politica
di Alfredo Reichlin
editore: Laterza
pagine: 149
"Non ho la pretesa di scrivere la storia della sinistra e non voglio nascondere i suoi errori. Mi sembra giusto, però, dire ai giovani di oggi che non partono da zero. È bene che agiscano in modi molto diversi da noi, ma non è sul nulla che poggiano i piedi. Sappiano che la lotta che noi affrontammo nei decenni passati non può essere ridotta a uno scontro tra libertà e totalitarismo. In Italia, almeno, fu una lotta per la democrazia". È così, alla luce di questi pensieri, che Alfredo Reichlin ricorda le vicende della sua generazione. Dalla Resistenza alla ricostruzione, dalla svolta atlantica di Berlinguer allo sfaldamento del Pei, Reichlin racconta le sue esperienze come direttore de "l'Unità" nel '56 e di segretario della federazione pugliese del Pei negli anni Sessanta, le discussioni accese sui movimenti del '68 e del '69, la nuova stagione della sinistra negli anni di D'Alema e di Prodi fino ad arrivare a oggi, alla critica netta al "riformismo" dall'alto che contraddistingue l'attuale dirigenza del PD, sempre meno capace di ascoltare il paese. Con una speranza: che la società italiana ritrovi il "midollo del leone", come Italo Calvino definì il nutrimento di una morale rigorosa e di una padronanza della storia.
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Pacem in terris
Storia dell'ultima enciclica di Papa Giovanni
di Melloni Alberto
editore: Laterza
pagine: 226
L'11 aprile 1963 Giovanni XXIII firma la sua ultima enciclica, Pacem in Terris
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Perché laico
di Rodota` Stefano
editore: Laterza
pagine: 211
Procreazione assistita, testamento biologico, obiezione di coscienza, unioni di fatto, diritti degli omosessuali, limiti etici
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Potere criminale
Intervista sulla storia della mafia
di Lupo Salvatore
editore: Laterza
pagine: 191
Per troppo tempo ci siamo raccontati la favola che la mafia fosse figlia del sottosviluppo
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A Stromboli
di Lidia Ravera
editore: Laterza
pagine: 100
"Mi pare riduttivo nominarla. Preferisco il nome comune di luogo: l'isola. Appartata, inaccessibile. Eccentrica. Approdo e punto di fuga. Invece parlo proprio di Stromboli. Mi è sembrata un'eccellente idea fermarmi sotto il vulcano. Al culmine della mia carriera di irrequieta. Dato che nulla è permanente, nemmeno una casa, nemmeno le cose, nemmeno la vita umana. Mi esercito alla provvisorietà. Cerco un senso d'impermanenza. Una marcia di avvicinamento al distacco. È la lontananza, la chiave di questa ottusa felicità. Sono, finalmente, lontana. Da che cosa esattamente non lo so, ma mi pare che non abbia importanza. Dalla terraferma. Dalla città. Dalla realtà. Non lo so. Mi sento lontana e basta". Lidia Ravera ha eletto Stromboli a suo domicilio rifugio, una scelta non casuale, adeguata a chi come lei è 'in conflitto perpetuo col suo tempo'. Un'isola per casa per sperimentare una temporalità diversa, quella del presente e non quella di un futuro da rincorrere. Per appropriarsi del tempo della natura, il tempo della contemplazione. Solitario. Da contrapporre al tempo che fugge, delle carriere e delle ambizioni, delle seduzioni, dei confronti e degli impegni di militanza politica e culturale. Un tempo nuovo, di qualità, contrario al tempo dell'ansia dell'esserci, testimoniare, essere visti, darsi da fare.
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La terribile storia di Nerone
di Giardina Andrea
editore: Laterza
pagine: 92
Alla condanna degli storici pagani si aggiunse quella dei cristiani, e tutti si ritrovarono concordi nel ritrarre Nerone come
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L'avventura di Giuseppe Garibaldi raccontata da Bruno Tobia
di Bruno Tobia
editore: Laterza
pagine: 109
"Nella primavera del 1833, Garibaldi fece due scoperte che rimarranno indelebili nel fondo del suo animo: l'amore per la giustizia, dovuta all'umanità dolente sotto il peso della disuguaglianza, e la passione per la libertà dei popoli, impedita dalla tirannia dei sovrani cospiranti contro l'indipendenza della nazione". Ma il 1833 è anche l'anno in cui Giuseppe Garibaldi, fino a quel momento marinaio, incontra Giuseppe Mazzini e inizia la sua affiliazione alla Giovine Italia e la sua tormentata vita di militante per la libertà. Prima la fuga, l'esilio in Francia, le battaglie in Brasile e in Uruguay, nella doppia veste di corsaro sul Rio della Plata e di condottiero di bande nelle pampas americane. Poi il ritorno in Italia, l'assedio di Roma, la morte di Anita, la sua amata compagna, la spedizione dei Mille, l'incontro con Vittorio Emanuele II a Teano e di nuovo l'esilio a Caprera. Bruno Tobia racconta con stile chiaro e brillante le gesta di un "combattente sincero, onesto, risoluto, spesso generoso, a volte duro, più uomo d'azione che di pensiero, che aveva una idea semplice: fare degli italiani una cosa sola. E per questo ha lottato". Età di lettura: da 10 anni.
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