Lindau
Per una medicina umanistica. Apologia di una medicina che curi i malati come persone
di Giorgio Israel
editore: Lindau
pagine: 97
A partire dall'800 la medicina ha aderito al modello delle scienze fisico-matematiche "esatte" tanto che oggi si considera quasi degradante considerarla come un'"arte". La tesi del libro è che, al contrario, la concezione della medicina come scienza "oggettiva" è gravemente riduttiva. La medicina ruota attorno a qualcosa che non esiste nelle scienze esatte: la pratica clinica. L'analisi storica ed epistemologica mostra la natura specifica dei concetti di normalità e di patologia e la loro irriducibilità a un approccio oggettivistico. Una medicina puramente scientifica rischia di sostituire l'idea di "cura" con quella di "riparazione". Restringendosi a un approccio meramente analitico in cui la clinica non ha più alcun ruolo, il medico rischia di non ascoltare più il paziente e la sua richiesta di soccorso e di trattarlo come una macchina guasta. Se una medicina ispirata a valori umanistici non deve assoggettarsi ai precetti di un oggettivismo di tipo fisico-matematico, ancor meno deve assoggettarsi al paradigma pan-genetico in cui la patologia è ridotta a un "errore" di programmazione dell'organismo.
Fuori catalogo
Federico Fellini. La dolce vita
di Antonio Costa
editore: Lindau
pagine: 216
Non c'è titolo di film italiano famoso quanto "La dolce vita". Lo si è usato e si continua a usare per evocare di tutto: l'Italia del boom, il mito di Roma tra nobiltà nera e Hollywood sul Tevere, stili di vita, capi di abbigliamento, (cattive) abitudini italiche e peccati, soprattutto peccati, di tutti i tipi. A cinquant'anni dalla prima proiezione pubblica (3 febbraio 1960) e dopo il diluvio di celebrazioni, testimonianze, rivelazioni, gossip, il libro di Antonio Costa lascia tutto questo sullo sfondo ed entra nel merito del film in quanto tale: ne studia la struttura, si occupa della composizione delle sequenze, analizza i personaggi, discute le tematiche e definisce la mappa delle straordinarie invenzioni di Fellini. In chiusura, una nutrita antologia di commenti, scelti per lo più tra quelli di famosi scrittori quali Pasolini, Fortini, Arbasino, Vittorini e Le Clézio.
Fuori catalogo
Antidoti
Contro i veleni della cultura contemporanea
di Cammilleri Rino
editore: Lindau
pagine: 200
Non so più da quanti anni intrattengo con i miei lettori internauti un fitto scambio epistolare
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Mistero impenetrabile
La scienza come lotta pro e contro la natura
di Chargaff Erwin
editore: Lindau
pagine: 232
Nel pieno della maturità, Erwin Chargaff -grande scienziato e umanista dai vastissimi interessi - compì un'"acrobazia" sorpren
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Felice Casorati
La biografia
di Ternavasio Maurizio
editore: Lindau
pagine: 233
Autodidatta e estraneo all'ambiente artistico del suo tempo, Felice Casorati, all'età di 23 anni (siamo nel 1907), quando si e
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Verdi, rossi, neri. L'alleanza fra l'islamismo radicale e gli opposti estremismi
di Alexandre Del Valle
editore: Lindau
pagine: 368
L'Occidente è sotto attacco. Fondamentalisti islamici, gruppi neonazisti e neofascisti, comunisti e sinistra altermondialista, dichiarano di avere lo stesso nemico: le democrazie occidentali, fondate sui diritti dell'individuo e sulla separazione dei poteri. Europa, Stati Uniti e Israele agli occhi dei totalitarismi sono un avversario unico, caratterizzato da quelle libertà e da quei sistemi di garanzie che essi non riconoscono. Del Valle documenta un conflitto sotterraneo che dura da decenni e indebolisce un Occidente sempre più diviso.
Fuori catalogo
Dio è cattolico?
di Cammilleri Rino
editore: Lindau
pagine: 224
Caro Teofilo, poiché sai che sono religioso e mi chiedi di parlarti della mia religione, la prenderò un po' alla larga
Fuori catalogo
O la croce o la svastica. La vera storia dei rapporti tra la Chiesa e il nazismo
di Luciano Garibaldi
editore: Lindau
pagine: 160
Il primo religioso tedesco a finire in un lager fu il gesuita Josef Spieker
Fuori catalogo
Il laboratorio del Gulag
Le origini del sistema concentrazionario sovietico
di Liechtenhan Francine-dominique
editore: Lindau
pagine: 309
Tra i monasteri e gli eremi delle Solovki -l'arcipelago del Mar Bianco, nell'estrema parte nord-occidentale della Russia, al l
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L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema
di Chion Michel
editore: Lindau
pagine: 192
I film, la televisione e i media audiovisivi in generale non si rivolgono soltanto all'occhio
Fuori catalogo
Nuovi cristiani d'Europa. Dieci storie di conversione tra fede e ragione
di Lorenzo Fazzini
editore: Lindau
pagine: 212
La campana a morto l'ha suonata l'Unione Europea quando nel 2004 ha escluso ogni riferimento alle radici cristiane dal preambolo della sua Costituzione. L'ateismo è la nuova ideologia del Continente. Il cristianesimo non può più rivendicare un ruolo pubblico né incidere in modo diretto sulle scelte politiche. Questa svolta epocale ha prodotto un ampio dibattito, non solo fra i credenti. In molti si interrogano sul significato di un cambiamento che prima di tutto è culturale e confina la religione cristiana nella sfera privata, riducendola a pura esperienza soggettiva. I dieci "convertiti" ascoltati da Lorenzo Fazzini in questo volume raccontano tuttavia un'altra storia Tra chi è stato sedotto da Cristo con un incontro di vita inaspettato come lo scrittore Eric-Emmanuel Schmitt, il filosofo Fabrice Hadjadj o il critico Joseph Pearce - e chi invece vi è ritornato al termine di una lunga ricerca - come il cantautore Giovanni Lindo Ferretti, la sociologa Gabriele Kuby, lo scrittore Jean-Claude Guillebaud, la diplomatica norvegese Janne Haaland Matlary o i giornalisti John Waters e Marco Tosatti -, tutti raccontano di un'utopia ancora possibile: essere uomini e donne del nostro tempo e continuare a credere e a vivere e testimoniare la propria fede.
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Due volte prigioniero. Un ritratto psicologico di Aldo Moro nei giorni del rapimento
di Rocco Quaglia
editore: Lindau
pagine: 210
Un equivoco attraversa l'intera vicenda del sequestro di Aldo Moro e genera una diversa disposizione nei confronti dell'uomo. Si è detto: Moro non voleva morire, e tale volontà sarebbe stata accompagnata, come osservò tra gli altri Sciascia, da una preoccupazione quasi ossessiva per la famiglia. Per l'autore di questo libro la prospettiva va rovesciata: Moro voleva vìvere. È una differenza radicale. Dove c'è paura, la famiglia diventa opportunità; dove c'è desiderio, la famiglia diventa motivo. Con una forza spirituale che disorientò gli "amici" politici (che reagirono non ritrovando in lui "l'uomo che conosciamo", come dei figli che aspirano a una relazione narcisistica con un padre ideale e perfetto e non tollerano la realtà della sua debolezza), Moro espresse nelle lettere dalla prigionia innanzitutto il sentimento genitoriale. La preoccupazione per la propria famiglia (la famiglia naturale, ma in certa misura anche quella allargata del partito), che Moro vuole salvare dal dolore di una tragica esperienza di lutto, esigeva la difesa della propria vita, perché lui ne era la guida responsabile. Se le lettere fossero state lette con matura intelligenza, i figli vi avrebbero trovato non la fragilità di un padre in difficoltà ma la strategia e i suggerimenti che un padre forte e coraggioso continuava a formulare, per il bene loro e della nazione. Prevalsero i timori, e mostrare forza a chi esibiva forza sembrò la risposta migliore. Ma la morte di Moro non dimostrò nulla e non giovò a nessuno.
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